giovedì 21 novembre 2013

lunedì 18 novembre 2013

Peter Marlow, in sintonia con le tue stesse emozioni

Si racconta.
Per me la fotografia migliore è quella in cui ciò che più ti interessa, a livello subliminale, è in qualche modo quel che fotografi.
Non neccessariamente deve trattarsi di una grande situazione di guerra o di gente armata o morta; non è indispensabile fotografare eventi. La cosa più importante è cercare di essere in sintonia con le tue stesse emozioni.

Io ho una regola: per quanto possibile, cercare di evitare gli altri fotografi. Se vedo un nugolo di fotografi, normalmente cammino nella direzione opposta. Cerco di trovare un posto dove poter scattare una foto che sia unica.

Spesso è stato notato come non ci siano persone nelle mie fotografie. Ma io voglio veramente che chi osserva senta che c'è sempre una persona coinvolta: la persona potrebbe anche essere appena uscita dall'inquadrature ma è ugualmente molto presente.
La presenza è anche la mia ed è così che io spero di comunicare.

Per ogni fotografia realizzata, penso che la cosa più importante sia svegliarsi al mattino, aver voglia di scendere dal letto e prendere il proprio apparecchio fotografico per uscire a scattare. La firma, lo stile o le sensazioni delle foto non sono in sé dei motivi sufficienti.

Link:     Il Sito   -     Magnum Photos   -     Google Immagini

domenica 17 novembre 2013

Brian Lanker: la foto poliedrica


Brian Lanker è un vincitore del premio Pulitzer. Le fotografie realizzate per LIFE e Sports Illustrated gli sono valse numerosi riconoscimenti internazionali. Ha iniziato la carriera come fotografo di quotidiani, ottenendo per due volte il premio come National Newspaper Photographer of the Year, e questo spiega la sua versatilità e la sua passione per diversi settori e temi della fotografia. Lanker afferma che il più grande onore della sua carriera è stato essere incluso nell’audiovisivo didattico Images of Man, accanto a professionisti del calibro di W. Eugene Smith, Henry Cartier Bresson ed Elliott Porter. Di recente ha diretto il suo primo documentario, They Drew Fire: Combat Artists of WWII, e ora affianca l’attività di regista a quella di fotografo editoriale e pubblicitario.

martedì 12 novembre 2013

BBC Memoryshare

BBC Memoryshare è un sito che può essere definito come un raccoglitore di ricordi. Nel sito, infatti, si possono inserire e allo stesso tempo vedere; immagini, filmati, racconti e storie accadute, appartenute alla memoria collettiva. 
Dal 1900 ad oggi BBC Memoryshare raccoglie e racconta tutto quello che è successo, dai fatti personali di persone comuni agli eventi di importanza mondiale. 
Per ora è solo in inglese ma, per i video e le immagini inserite, merita sicuramente una visita.

domenica 10 novembre 2013

Frédéric Beigdeder

Sono un pubblicitario: ebbene si, inquino l'universo.
Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello
che vi fa sognare cose che non avrete mai... Io vi drogo
di novità, e il vantaggio della novità è che non resta
mai nuova. C'è sempre una novità più nuova che
fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia
missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra
felicità, perché la gente felice non consuma.


Frédéric Beigdeder, 2000

domenica 3 novembre 2013

Erich Hartmann, la vita complessa

Si racconta.
Credo che il cammino per diventare fotografo oggi, o per restare tale, debba portare a trovare l'essenza del mezzo stesso e dell'essere fotografo. La ricerca di come esprimere in termini 'pubblici' un'esperienza personale - sia questo un evento, una persona, una cosa. Ci sono molte strade per raggiungere questo obiettivo - attraverso la tecnica, le questioni di percezione, il riconoscimento e la comprensione 'sottile'.
Insegnare queste cose in un senso classico del termine è impossibile - che siano reali o meno. Ma possono e devono essere nutrite, sviluppate, esercitate e disciplinate.

La fotografia ha subito molti e profondi cambiamenti negli ultimi anni rispetto a quando è nata, più di un secolo fa. Si tratta di un processo continuo, che subisce un'accelerazione costante verso nuove forme che è ancora impossibile definire e prevedere. [...]


E' solo quando ci si avvicina ai computer e alla loro realizzazione, come alla miriade di altri componenti della moderna tecnologia, con il desiderio di guardare oltre la descrizione della superficie fotografica, che le cose interessanti cominciano ad accadere. Si scopre un ordine su scala fisica abbastanza difforme da quanto si trova nel mondo 'reale'; si possono trovare paralleli tra le (puramente funzionali) forme di oggetti modernamente esoterici come un microinterruttore e una scultura contemporanea; si comincia a realizzare che di fronte alla macchina fotografia, per quanto misterioso e impenetrabile sia un soggetto, o il processo attraverso cui viene realizzato, mantiene sempre una relazione familiare con altri aspetti della creazione umana e una conseguente impronta di imperfezione.
Per ragioni che vanno oltre la fotografia, mi conforta l'idea dell'imperfezione; mi sembra un'evidenza della forte (e, se siamo fortunati, permanente) condizione per cui nessuno sforzo umano può mai raggiungere completamente il risultato prefisso. Mi infastidisco quando i treni arrivano in ritardo ma mi spavento quando arrivano puntuali - senza errori.

Se la mia vita in quel che resta dei campi mi ha insegnato qualcosa, è che pensare o vivere unicamente per se stessi è diventato un lusso che non ci possiamo permettere. La vita, eccetto forse nei sogni, non si svolge più a un livello solitario; è diventata irrevocabilmente complessa e tra di noi, chiunque siamo, si sono intrecciati molteplici legami, che ci piaccia o meno. Agire secondo questa idea può diventare un omaggio più efficace alla memoria dei morti che portare il lutto da soli o giurare che tutto ciò non avverrà mai più, e potrebbe anche essere il modo più promettente di abolire i campi di concentramento.

Link:    Magnum Photos    -    Clair.viewbook    -    Google immagini

venerdì 1 novembre 2013

Chris Johns: Prima l'Africa


I reportage commissionati da National Geographic hanno condotto Chris Johns negli angoli più sperduti del globo. Dal 2005 questo versatile fotografo - a suo agio nel fotografare persone, natura e paesaggi come nel raccontare i complessi problemi relativi all’ambiente - è il direttore di National Geographic magazine. La carriera di Chris inizia alla Oregon State University dove si laurea in giornalismo. Nel 1975 viene assunto come fotografo al Topeka Capital-Journal e nel 1979 è nominato National Newspaper Photographer of the Year. Nel 1980 diventa photoeditor e fotografo per i progetti speciali del Seattle Times e tre anni più tardi collaborerà come freelance con varie riviste su temi riguardanti principalmente l’Africa. Ha cominciato a collaborare con Geographic nel 1985, ed è stato assunto dalla rivista come fotografo interno nel 1995.