mercoledì 8 luglio 2009

Ultracentenari

Il fotografo americano Mark Story ha girato il pianeta dal 1987 al 2005, per ritrarre gli ultra centenari. I suoi scatti, accompagnati da brevi notazioni sulla vita dei soggetti, sono affascinanti.
I volti incisi dal tempo sembrano maschere di cera. La luce sacrale suggerisce letture intense delle rughe, e sotto la suggestione delle note, è facile fantasticare sul passato di questa gente, come farebbe una chiromante con le pieghe di una mano.
Il progetto di Mark Story prevedeva inizialmente di fotografare i volti di anziani profondamente segnati dagli anni o da alcune deformazioni, ma ha virato poi verso la documentazione di chi, in un’unica vita, ha vissuto in tre differenti secoli. Tra i soggetti ritratti, anche alcuni degli ultimi veterani della prima guerra mondiale.

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martedì 7 luglio 2009

Martine Franck


Martine Franck racconta: "Una fotografia non è necessariamente una menzogna, ma allo stesso tempo non è certo la verità. Si tratta più che altro di un’impressione, soggettiva e fugace. Quel che mi piace della fotografia è il momento preciso che non può essere anticipato; bisogna stare sempre all’erta, pronti ad afferrare l’inatteso."

La macchina fotografica è in sé una frontiera, un tipo di barriera che bisogna costantemente abbattere per potersi avvicinare in questo modo il più possibile al soggetto. Facendo questo, si rischia di oltrepassare i limiti; c’è un senso di rischio, di andare oltre, di diventare eccessivo, di voler essere invisibili.
Passando dall’altra parte, puoi ritrovarti di là se ti dimentichi momentaneamente chi sei, se cerchi di essere il più ricettivo possibile verso gli altri; è quindi evidente che, essendo fotografia, io sono costantemente allo stesso tempo nei due mondi: questo è tutto quel che posso dire veramente di ciò che sento quando fotografo – il resto rimane nel dominio dell’inconscio.

Come è possibile mostrare la disperata situazione dei Tibetani senza riferirsi al Buddismo, con cui la loro cultura è profondamente connessa? Questi giovani Lama che ho fotografato negli ultimi anni diventeranno un giorno le guide spirituali dei Tibetani (speriamo, non solo di quelli esilio). Come nel nostro Medioevo, è all’interno dei monasteri che la loro cultura viene preservata e trasmessa. La loro vita in qualche modo ricorda quella di un collegio inglese, senza però l’enfasi sulla competizione sportiva. Si tratta di una vita spartana, disciplinata; vestono un'"uniforme" e sono educati per diventare un’èlite ma con molto più affetto intorno a loro di quanto non avvenga in Inghilterra. I Monaci possono essere molto materni.

Da piccola, mia madre mi dava da leggere Mark Twain, oppure Conan Doyle. Sherlock Holmes e Hitchcock sono ancora oggi una mia passione e questo ci porta indietro al mistero della vita, la parte inattesa della realtà che costantemente ci sorprende, ci spiazza. In fondo, credo che questo sia il motivo per cui non mi annoio mai di fotografare.

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lunedì 6 luglio 2009

Marino Moretti

agenda letteraria Il 6 luglio 1979 - muore a Cesenatico Marino Moretti

Si, lo confesso, non ho amato il nuovo
che si chiama avanguardia.
Come a difesa, come a salvaguardia,
lungi mi tenni da ciascun ritrovo.
il nuovo lo cercai forse in me stesso,
vicino, in casa mia,
non in un grido o atto di pazzia,
non nella gozzoviglia o in altro eccesso.
Quieto vivere forse o timidezza?
Forse... vigliaccheria?

(La temperanza)

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domenica 5 luglio 2009

14 luglio: un silenzio rumoroso

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sabato 4 luglio 2009

Diritto alla rete

"L’iniziativa non ha padri né padroni, appartiene alla Rete ed a quanti credono che essa possa costituire la più grande occasione della storia dell’uomo per consentire la piena attuazione della libertà di informazione presupposto indefettibile per la nascita e sopravvivenza di ogni ordinamento democratico" Guido Scorza

iscriviti/aderisci alla giornata di silenzio per la libertà d'informazione on line.

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Kikuo Takano



Il sabato poesia: Naturalmente

Naturalmente non potevo non desiderare
che, pur essendo una piccola lampada,
s’alzasse più forte la fiamma,
ardesse fin troppo lo stoppino.

Naturalmente – non l’ho forse meritato? –
il globo del mio lume si è annerito,
è tutto fuliggine, adesso.

Non può dunque far passare la luce.

Ma nulla rimpiango, né mi pento
di quel mio desiderio.

Ripeto ancora: “Mondo,
tenebre, mia ombra!”

Non ho bisogno di una semplice ombra:
son venuto a ricevere la luce,
la luce che ho in me naturalmente.




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giovedì 2 luglio 2009

Novalink #13


Suoni - In pochi mesi Stereomood è diventata una radio ascoltata da più di 10.000 utenti. Il suoi punti di forza sono due: il primo sono i suggerimenti all’ascolto attraverso i tag presenti nella home, potete infatti decidere il genere che preferite in base al vostro “momento emozionale”, poi in un secondo momento potete inserirli nelle vostre playlist, il secondo è la selezione musicale presente, i brani infatti, sono mediamente di buona levatura. Il servizio offerto è gratuito, e non necessita d’iscrizione, che invece serve se si vogliono creare delle playlist o avere parte attiva con altri servizi.
Un altro ottimo strumento, nato dalle ceneri dell’ascolto libero di LastFm. Consigliato. [via]

Visioni -
Flor Garduno è una fotografa messicana di grande valore, è stata definita “poeta-fotografa” per le sue immagini assai potenti e mistiche. Le figure, i corpi spesso nudi, sono i simboli che più vengono ‘fissati’ dal suo obbiettivo. Le sue foto sono cariche di una ‘luce interiore’ profondamente personali e descrivono soprattutto i suoi viaggi nell’America latina negli anni ottanta. Questo il suo sito. [via]

Dintorni –
Lectr non un altro motore di ricerca, di quelli più o meno interessanti, che ultimamente stanno nascendo.
La caratteristica principale di
Lectr è quella di offrire dei contenuti multimediali di carattere istruttivo. Nel motore, disponibile anche nella lingua italiana, una volta digitato il termine di ricerca verremmo indirizzati verso contenuti di carattere soprattutto scientifico. [via]

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Libero de Libero

agenda letteraria Il 2 luglio 1981 - muore a Roma il poeta Libero de Libero

Tu mi accusi di tanto amore
e amore vuoi, altro non sai
chiedere a me: lontano è il
[nostro
tempo come d'un fiume
l'origine dal suo mare.
(Eclisse, XXXV)

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martedì 30 giugno 2009

Le nuvole

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lunedì 29 giugno 2009

Raymond Lullo

agenda letteraria Il 29 giugno 1315 - muore a Tunisi il filosofo e missionario Raymond Lullo

Le strade dell'amore sono lunghe
e brevi perchè l'amore è limpido,
puro, trasparente, vero, accorto,
semplice, forte, perseverante,
luminoso, traboccante di pensieri
nuovi e di antichi ricordi.
****
Tra timore e speranza ha preso dimora
l'amore. E vive di pensieri, e muore
d'oblio quando a sorreggerlo sono i
piaceri del mondo.
(Libro dell'Amico e L'Amato)

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domenica 28 giugno 2009

Keith Jarrett - The Koln Concert (1975)

Un caro amico mi regalò questo disco di Keith Jarrett, per i miei diciotto anni. Ora a distanza di oltre tre decadi occupa sempre un posto di riguardo nella mia collezione ‘vinilica’.

"Secondo me la miglior musica è sempre quella che suona come se non ci fosse stato nulla di scritto prima di essa. Se possibile, bisogna sempre tornare a ripartire dal silenzio”

Con queste parole Keith Jarrett esprimeva il suo personalissimo concetto di musica fatto da continue scoperte. Settanta minuti d’improvvisazione geniale, un continuo smussare pensieri musicali in evoluzione con impostazioni fluide e un particolare uso percussivo delle tastiera. Jarrett non è un caposcuola, non ha discepoli devoti, eppure è un maestro unico. Il ‘concerto di Colonia’ carpisce un momento di grandissima creatività. Il pianista sceglie un suono o una frase e la elabora estemporaneamente, senza premeditazione alcuna, solo con meravigliosa spontaneità e gusto imprevedibile.

"Non possiedo nemmeno un seme quando comincio a suonare. E' come partire da zero".

Passaggi veloci, prepotenza generosa di estrema liricità ed una grande musica senza spartito che poggia le sue basi, oltre che sull’abilità tecnica, sulla possibilità di continuare ad inserire nuovi suoni, nuove melodie.
Un artista randagio che cercherà ancora la sua poesia interiore con modalità inusitate, con avventure roboanti e per certi versi eccessive. Questa resta indubbiamente l’essenza sublime del suo inarrestabile pianismo, un album jazz che a tutt’oggi ha venduto qualcosa come duemilioni e mezzo di copie.

"Il jazz è lasciare che la luce brilli. Non cercare di accrescerla, lasciarla essere". 5/5

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sabato 27 giugno 2009

Rainer Maria Rilke


il sabato poesia: Ritorno

Tutti gli addii ho compiuto. Tante
partenze
mi hanno formato fino dall’infanzia.
Ma torno ancora, ricomincio,
nel mio ritorno si libera lo sguardo.
Mi resta solo da colmarlo,
e quella gioia impenitente
d’avere amato cose somiglianti
a quelle assenze che ci fanno agire.

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