mercoledì 1 febbraio 2012

The Best of National Geographic


Tutti noi o quasi, conosciamo la rivista National Geographic cartacea e/o magazine online. Indiscussa è la bellezza delle immagini che vengono pubblicate ogni mese.
Difficile è fare una classifica delle foto finora pubblicate, vuoi per la qualità pressoché uguale in tantissime immagini, vuoi e soprattutto perché l'idea è assai personale è molto soggettiva.

Cruzine ha stilato a modo suo, una classifica delle sessanta fotografie più belle finora pubblicate, QUI le potete vedere.

martedì 31 gennaio 2012

John Galsworthy

agenda letteraria

Il 31 gennaio del 1933, muore a Hampstead il Premio Nobel 1932 John Galsworthy


V'è un'unica regola per gli uomini
politici di tutto il mondo:
quando sei al potere, non dire
le stesse cose che dici
quando sei all'opposizione.
Se ti ci provi, ci guadagni
soltanto di dover fare
quello che gli altri hanno
trovato impossibile.

(Ancella)

lunedì 30 gennaio 2012

Pierre-Auguste Renoir



Com’é difficile capire nel fare un quadro qual è il momento esatto in cui l’imitazione della natura deve fermarsi. Un quadro non è un processo verbale. Quando si tratta di un paesaggio, io amo quei quadri che mi fanno venir voglia di entrarci dentro per andarci a spasso.

domenica 29 gennaio 2012

Anton Čechov

agenda letteraria

Il 29 gennaio 1860, nasce a Taganrog (Russia) lo scrittore e drammaturgo russo Anton Čechov


Cercare nella donna
quel che non c'è in noi
non è amore ma
venerazione, perché
bisogna amare
chi ci è uguale [...]
Quel che proviamo
quando siamo innamorati
è forse la nostra
condizione normale.
L'amore mostra all'uomo
quale dovrebbe essere.

(Quaderni)



sabato 28 gennaio 2012

Bella Achatovna Achmadulina

il sabato poesia

(1982)


Sono soltanto volume in cui abita qualcosa
Per cui non bastano i nomi della terra.
Sono una costruzione di sudore e ossa
Suo possedimento, non mia carne.

Qualcosa: un significato sconosciuto
Insediatosi in una cuccia altrui
Per sfrattare i padroni, saltare fuori,
non voltarsi a guardare quando morirò.

In me, di me più audace, la parola
Non pronunciata oscilla,
mentre nell’emorragia di luce del cielo
io tremo di foglie, di rami.

Esiste un modo per chiamare il senza nome?
Non lo dico. Non si può chiedere al dizionario
Come si chiama una parola
Finché non gliela diciamo noi stessi.

Mio imperituro e misterioso oppressore,
stretto nella morsa del già noto…
E io mi espando, divento universo-
Io e l’universo di concerto: una sola cosa.

Qualcosa. Non c’è parola. Ma dalla sua
Fonte tremendamente mite fiotta amore.
E già si vede il suo futuro profilo
Battersi per i fratelli, le sorelle.

Bacia sulle labbra l’inanime, e il respiro
Della risposta è grande, manifesto.
Unica, la parola annienta caos e delirio,
e parla ai mortali dell’eterno.


Bella Achatovna Achmadulina - (Da Lo Giuro. Antologia Poetica a cura di di Serena Vitale Interlinea Edizioni 2008 LericiPea. Traduzione di Serena Vitale)

giovedì 26 gennaio 2012

A Case of You - Joni Mitchell - deepsong #44



Poco prima che il nostro amore finisse, mi dicesti
“Sono costante come la stella polare”
Ed io risposi, “Perennemente al buio,
Ma dov’è mai questo posto?
Se mi vuoi, mi trovi al bar”.


Sul retro di un sottobicchiere di cartone,
Sotto la luce blu della tv,
Ho disegnato una carta del Canada
Oh, il Canada!
E per due volte vi ho fatto sopra lo schizzo del tuo viso.


Oh, sei nel mio sangue, come il vino santo,
Oh, e hai un sapore così amaro, eppure così dolce,
Oh, potrei bere una cassa intera di te, amore,
E continuare a reggermi sulle gambe.
Continuerei a reggermi sulle gambe.


Oh, sono un pittore solitario,
Vivo in una scatola di colori,
Ho paura del demonio
E sono attratta da chi non ne ha paura.
Ricordo la volta che mi hai detto
“Amare è toccarsi l’anima”
Di sicuro tu hai toccato la mia
Poiché parte di te viene fuori da me
In questi versi, di tanto in tanto.


Oh, sei nel mio sangue, come il vino santo,
Oh, e hai un sapore così amaro, eppure così dolce.
Oh, potrei bere una cassa intera di te, amore,
E continuare a reggermi sulle gambe.
Continuerei a reggermi sulle gambe.


Ho incontrato una donna,
Aveva la bocca come la tua,
Conosceva la tua vita
Conosceva di te pregi e difetti,
E disse
“Va da lui, sta con lui se puoi,
Oh, ma sii pronta a sanguinare”
Oh, ma tu sei nel mio sangue, sei il mio vino santo
Oh, e hai un sapore così amaro, eppure dolce
Potrei bere una cassa intera di te, amore,
E continuare a reggermi sulle gambe.
E continuare a reggermi sulle gambe.
Continuerei a reggermi sulle gambe.

mercoledì 25 gennaio 2012

Kseniya Simonova e l'arte della sabbia





Molti di voi conosceranno già Kseniya Simonova, ventiseienne artista ucraina che usa la sabbia per i suoi disegni estemporanei. Era una sconosciuta per me, fino a poche settimane fa, quando ho visto questo video che mi ha sinceramente colpito. Infatti, non si può rimanere indifferenti alla maestria di Kseniya Simonova che su un piano luminoso disegna con le dita quadri di grande bellezza. 
Negli otto minuti del video si vede la Simonova che con dimestichezza sposta, ammucchia, solca e segna uno strato di sabbia creando disegni sempre diversi, sempre sorprendenti. Nella parte finale del video, crea un'animazione della seconda guerra mondiale, rievocando l'invasione della Germania in Ucrania, facendo emozionare il pubblico presente.
Difficile "catalogare" questa sua arte, probabilmente non appartiene a nessun genere, ma che sia originale, sicuramente.

martedì 24 gennaio 2012

Edith Wharton

agenda letteraria

Il 24 gennaio 1862, nasce a New York la scrittrice statunitense Edith Wharton


Finalmente ho bevuto il vino
della vita...l'amore...e ho
sperimentato quanto di meglio
va conosciuto. Ho provato fino
in fondo un calore che, fino
alla fine, non mi lascerà più
sentire il freddo.

(Diario, 19.05.1908)

domenica 22 gennaio 2012

King Crimson - In The Court Of The Crimson King (1969)

Probabilmente il solo album "progressive" in grado di entusiasmare anche i detrattori più feroci del genere, e capitolo di spicco di una discografia mediamente buona, In The Court Of The Crimson King segna l'esordio dei King Crimson, creatura del geniale chitarrista inglese Robert Fripp. Con lui, in questa prima di molte incarnazioni, Ian McDonald ai sassofoni e alle tastiere, Michael Giles alla batteria e il paroliere Peter Sinfield, oltre a Greg Lake (basso e voce), che di lì a poco si unirà in trio con Keith Emerson e Carl Palmer. Non sono proprio dei debuttanti, questi musicisti facenti parte dei King Crimson che, partendo alla grande, entrano in studio e superata una falsa partenza (cambiano produttore) in soli otto giorni registrano un album che trasporta tutti - ascoltatori e musicisti - in una dimensione nuova, forse quella del nuovo decennio in arrivo. Cinque le tracce, tutte a loro modo capolavori: a partire da 21st Century Schizoid Man, abrasiva come un nascituro hard rock e scossa da dissonanze e repentini cambi di tempo, proseguendo, in un meraviglioso gioco di contrasti, con la delicatezza quasi eterea di I Talk To The Wind e la vibrante epicità di Epitaph (in cui a farla da protagonista è il mellotron), per arrivare al bizzarro minimalismo di Moonchild e ai crescendo pseudo-orchestarle di The Court Of The Crimson King. In sostanza, un matrimonio perfetto di pop e rock con classica e jazz, in cui la richezza degli arrangiamenti e il virtuosismo dei musicisti non sono mai fini a se stessi, risultando anzi, (quasi) sempre indispensabili al delicato equilibrio globale. I King Crimson fanno un passo in avanti: le loro non sono semplici canzoni con sonorità innovative, sono piccole suite che alludono alla musica barocca, a oscure mitologie esoteriche, e hanno un andamento classico, ben più complesso della solita alternanza tra strofa e ritornello (e inciso, ovviamente). E' grazie (anche) a questo disco che nasce il progressive, o prog, destinato, in tutte le sue varianti (più o meno sinfonico, più o meno folk) a risuonare - soprattutto in Europa - per tutti gli anni Settanta. Un'atmosfera musicale che offrirà possibilità di espressione più ampie e riflessive sull'uomo contemporaneo.  4,5/5

sabato 21 gennaio 2012

Mariangela Gualtieri

il sabato poesia

Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo


Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo,
io sono sempre cinque minuti fa,
il mio dire è fallimentare,
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all’essere e non lo so dire, non lo so dire,

io appartengo e non lo so dire
io sono senza aggettivi, io sono senza predicati,
io indebolisco la sintassi, io consumo le parole,
io non ho parole pregnanti, io non ho parole
cangianti, io non ho parole mutevoli, non ho parole perturbanti,

io non ho abbastanza parole, le parole mi si
consumano, io non ho parole che svelino, io non ho
parole che puliscano, io non ho parole che riposino,
io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza
parole, mai abbastanza parole

ho solo parole correnti, ho solo parole di serie,
ho solo parole fallimentari, ho solo parole deludenti,
ho solo parole che mi deludono,
le mie parole mi deludono, sempre mi deludono,
sempre mi deludono, sempre mi mancano
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all’essere e non lo so dire, non lo so dire, io
appartengo e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo all’essere, all’essere e non lo so dire.


(da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro, Einaudi, 2003)

giovedì 19 gennaio 2012

René Burri: mettere curiosità nella vita

Si racconta.
Quando ho cominciato questo mestiere, credevo di poter cambiare il mondo con le mie fotografie, ma ho capito molto presto che mi sbagliavo. Non è fare questo mestiere che disillude, sono le persone che in poco tempo ti tolgono ogni illusione. Ma bisogna comunque crederci. Nonostante tutto, sono sempre rimasto ottimista.

Agli albori della fotografia ci si faceva fotografare con gli abiti della domenica; quando la fotografia è diventata "mobile", e quindi più aggressiva, ha cominciato a catturare i soggetti da un altro punto di vista, non sempre favorevole.
in quel momento, si verifica una sorta di perversione. Si instaura una propaganda della violenza: "Hai fatto delle belle foto di cadaveri?". Il clima di oggi va dal moralismo al voyeurismo. Tuttavia la verità la si cerca.
Ma la verità dell'uomo s'interpreta, non si può fotografare facilmente.

Ho visto delle cose atroci e in quei momenti mi sono detto "attenzione, vecchio mio, oltre a vedere le cose bisogna anche guardarci dentro, con queste immagini si può anche gettare polvere negli occhi".
Si combatte dunque quando si fotografa, in situazioni dure, e si lotta di nuovo al ritorno, per difendere la propria libertà d'espressione e il proprio punto di vista.

A un giovane fotografo direi di essere curioso; la vita è magnifica e orribile insieme, le persone sono capaci delle cose peggiori, ma anche delle più belle azioni.
Per me l'estetica è inscindibile dall'utopia, dal desiderio di un mondo migliore, che certamente la gente distruggerà. Ma anche se, quando ero bambino, qualcuno ha distrutto i miei castelli di sabbia, io non ho mai smesso di costruirne. Trent'anni fa non era più facile per un giovane fotografo, bisogna insistere molto e non scoraggiarsi. E ancora mettere curiosità nella vita; vivere è più importante che sviluppare un proprio stile in fotografia.

Link:  Magnum Photos  -  Flo Peters Gallery  -  Google Immagini

mercoledì 18 gennaio 2012

Alan Alexander Milne

agenda letteraria

Il 18 gennaio del 1882, nasce a Londra lo scrittore Alan Alexander Milne


Christopher, Robin, Puh
e Porcelletto / sono partiti verso
un paletto / che al nord si trova;
così mi han detto / Christopher, Robin,
Puh e Porcelletto. / E tutti quanti,
Gufo, Isaia, / Coniglio e amici,
e chicchessia, / sono partiti lungo
la via, / pur se nessuno sa dove sia.

(Winnie Puh)

martedì 17 gennaio 2012

Timeless - London Timelapse



Dodici mesi di vita Londinese in 4 minuti e 9 secondi è il sottotitolo che rende bene l'idea a questo Time-lapse. Lo scopo del "film" è di catturare lo spirito e l'energia che "scorre" nella capitale inglese. Le riprese, durate diverse settimane nell'arco di un anno, sono costate pazienza e fatica al fotografo Ed Beck che, assieme ad altri quattro assistenti, hanno realizzato e montato questo ottimo video.

lunedì 16 gennaio 2012

Franz Tumler

agenda letteraria

Il 16 gennaio del 1912, nasce a Gries (Bolzano), lo scrittore austriaco Franz Tumbler


La nostra vita la vivemmo in
altro modo: da gente semplice,
italiani insorti contro quel mondo
di capi, orpelli e incoronazioni,
senza riferimento alcuno se non la
propria città; così era già
stato in passato e così fu per noi [...]
poiché non pensiamo che la vita sia
fatta di discorsi destinati a
passare alla storia.

(Incidente a Trento)

sabato 14 gennaio 2012

Angel González

il sabato poesia
Avvenire
               Ti chiamano avvenire
                 perché non vieni mai.
                 Ti chiamano: avvenire,
e aspettano che tu arrivi
come un animale mansueto
a mangiare dalle loro mani.
Ma tu rimani
al di là delle ore,
rintanato chissà dove.
...Domani!
E domani sarà un altro giorno tranquillo
Un giorno come oggi, giovedì o martedì,
o qualunque altra cosa ma non quello
che continuiamo ad aspettare, ancora, sempre.

Angel González (da Senza speranza con convinzione, 1961)

 
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