lunedì 21 aprile 2014

Ippolito Pizzetti

La maggioranza dei nostri connazionali riesce in modo
meraviglioso (direi meglio! quasi mostruoso) a adattarsi al Fastidio
e vivere nel fastidio e col fastidio addosso, senza mai elaborarlo,
a scanso di fatica, in qualcosa di più concreto; detto in parole più
semplici: in una Coscienza, e con Coscienza intendo l'intelligenza
politica, la capacità di reagire.


Ippolito Pizzetti, paesaggista, 2004

domenica 20 aprile 2014

Sugar - Editors - deepsong #102



Zucchero

Non andartene, non andartene,
Voglio farti capire che sono andato via.
mia, mia, mia, mia,
Tu sei l’unica cosa che voglio possedere.
C’è zucchero sulla tua anima,
Sei come nessun’altro che conosco,
Tu sei la vita di un altro mondo.

Mi hai completamente inghiottito ,
solo mormorandomi ciao,
E mi spezza il cuore amarti, mi spezza il cuore amarti.

Non andartene, non andartene,
Se ti senti persa in questo momento, io sono casa.
Ho provato, ho provato
a farti capire che sono andato, andato, andato via.

C’è zucchero sulla tua anima,
Sei come nessun’altro che conosco,
Tu sei la vita di un altro mondo.
Mi hai completamente inghiottito ,
solo mormorandomi ciao,
E mi spezza il cuore amarti, mi spezza il cuore amarti.

Mi spezza il cuore amarti.

C’è zucchero sulla tua anima,
C’è zucchero sulla tua anima.

C’è zucchero sulla tua anima,
Sei come nessun’altro che conosco,
Tu sei la vita di un altro mondo.

Mi hai completamente inghiottito,
solo mormorandomi ciao,
E mi spezza il cuore amarti, mi spezza il cuore amarti.

Non andartene, non andartene,
Voglio farvi capire che sono andato via.

sabato 19 aprile 2014

Jaime Labastida

il sabato poesia

La realtà e il sogno

Un forte turbamento domina le mie parole.
Per me, tu sei sempre una ragazza.
Dentro me, ospito un nido di fantasmi,
un letto di cicale, quasi un cielo infantile.

Toccandoti i seni, giocavamo a essere bambini.
Ridi. Sfioro appena le tue palpebre.
Mi guardi innocente.

Ti bacio la bocca e il tuo mistero si spalanca,
avido di abbracci.
Il mio corpo si apre a croce.
Le nostre mani si stringono.
Il tuo cuore palpitante sfoglia i miei battiti.
Dicono sia questo la felicità.

Io ti stringo,
ti stringo.
Siamo due animali confusi,
crocifissi l’uno nelle braccia dell’altra.

L’antico sogno azzurro si infrange.
C’è qui la vita, bella e difficile.


Jaime Labastida (da El descenso, 1960)

venerdì 18 aprile 2014

Ben Hecht

agenda letteraria

Il 18 aprile del 1964, muore a New York lo scrittore, commediografo, saggista e regista cinematografico statunitense Ben Hecht (Premio Oscar 1929 e 1935)


Pretendere di stabilire quello che
accade nel mondo leggendo
il giornale è come cercare
di capire che ora è osservando le
lancette dei secondi di un orologio.

L'amore è il mago che tira fuori
l'uomo dal suo stesso cappello.

(Ben Hecht, frasi celebri)


giovedì 17 aprile 2014

Raghu Rai, la magia del fotografare l'India

Si racconta.
Le fotografie che ho scattato in tutti questi anni sono una sorta di risposta istintiva agli stimoli che ricevo dalla mia terra. Questa è la magia del fotografare l'India, una società complessa, multiculturale e multistratificata e questo è ciò di cui parla il mio lavoro. Sono ancora un fotografo part-time: sto ancora imparando e cercando di esplorare con la macchina fotografica l'India e la sua maestosa bellezza, la sua forza millenaria, i suoi tanti aspetti culturali e sociali. La ricerca non è cambiata da quando ho cominciato questo lavoro, quarant'anni fa.

Io non potrei fotografare fuori dall'India, fuori da un mondo che conosco. A differenza di Salgado per esempio. Una volta gli ho chiesto 'ma come fai a viaggiare tanto?', e lui mi ha risposto: 'dovunque vada, porto la mia casa dentro di me'. Io non posso; devo sentirmi dentro un luogo, appartenere a quel mondo, per poter provare a catturare qualche verità, qualche emozione umana, e questo mondo è l'India.
Per i 50 anni di indipendenza del mio paese, il Philadelphia Museum of Art organizzò una mostra con foto di Cartier-Bresson, Salgado e mie, tra gli altri; e sempre Salgado mi disse in quell'occasione: 'io ho scattato molto in India, e amo quello che ha fatto Cartier-Bresson, ma il tuo lavoro sull'India mi sembra che esprima un'altra profondità, un'esperienza dall'interno'. Sono cose di questo genere che fanno la differenza.

Con la maturità si acquisisce una propria visione, un'intensità e una disciplina. Come fotografo, bisogna sviluppare una visione che catturi l'essenza di quel che si sta scattando e questo avviene con gli anni e l'esperienza passando da fotografie 'ordinarie' fino a comporre qualcosa di diverso, in grado di far comprendere il 'tutto'.
Si dice che una buona foto valga mille parole. Io sono giunto a pensare che mille parole possono creare una grande confusione.
Perchè non pensare al silenzio - un momento nello spazio che non sia negoziabile e che possa restituire pace e silenzio.

Sono un pellegrino. Viaggio per tutto il Paese con una fede completa. L'India, per me, è il mondo intero. Avrei bisogno di dieci vite per poter completare qualcosa sul mio Paese ma purtroppo non ne ho che una. Una cosa è certa, sto arrivando sempre più al cuore delle cose, adesso.

Link:   Magnum Photos   -   Flickr   -   Google Immagini

mercoledì 16 aprile 2014

Domenico Balestrieri

agenda letteraria

Il 16 aprile del 1714, nasce a Milano Domenico Balestrieri (Ha tradotto in milanese la Gerusalemme Liberata)


De ignoranza ghe n'è propri a balocch
e, per quistalla, no ghe va sudor;
e l'è per quest ch'en veden minga pocch
che la cobbien col titol de dottor.

(Sora l'ignoranza)

Di ignoranza ce n'è proprio a iosa
e, per acquistarla, no occorre sudore;
ed è per questo che ne vediamo molti
che l'accoppiano al titolo di Dottore.

martedì 15 aprile 2014

Fotolink #7





domenica 13 aprile 2014

Pontiak - Innocence (2014)

I Pontiak sono un gruppo musicale statunitense originario delle Blue Ridge Mountains nello stato della Virginia composto da tre fratelli nati a Washington DC: Jennings Carney (1978, organo, basso), Van Carney (1980, voce, chitarra) e Lain Carney (1982, batteria). (Wikipedia)
A due anni da Echo Ono, apice della loro carriera, i Pontiak pubblicano il loro settimo album Innocence. Devo ammettere che pur non amando particolarmente l'hard-rock, se così si può etichettare il suono di questa band statunitense, il disco mi ha subito preso e ascolto dopo ascolto è entrato tra i miei preferiti di questo inizio duemilaquattordici.
Una miscela musicale deflagrante e alquanto variegata, undici tracce esplosive tutte con un minimo comune denominatore: energiche. A onor del vero una manciata di brani sconfinano dal territorio heavy, dal rock potente a tratti metal, fatto di distorsioni elettriche e ritmi hard, per entrare in "suoni" più strettamente blues e psichedelici anche se sempre grezzi e vibranti e a volte tipicamente garage.
Lascerà forse l'amaro in bocca a tutti quelli che hanno amato il precedente "Echo Ono", ma, non si può certo dire che questa ultima prova non sia un buon prodotto, mancherà forse quella "genialità" ma nel complesso la band si dimostra matura e sicuramente dotata di gran classe. Innocence è un disco di qualità, brillante e denso. (3,5/5)

sabato 12 aprile 2014

Raffaele Carrieri

il sabato poesia

Io che sono cicala


Io che sono cicala
per te canto.
Per te canto
che stai zitta,
sola in ombra
nella casa grande.
Si addice al mio verso

Si addice al mio verso
l'andamento leggiero
e l'odore bruciato
del fuggiasco.

Si addice il vento caldo
che fa spuntare
astri all'aglio
nella fornace di sabbia.

Nasce per la rabbia
lo spinoso cardo
e la capra consola
col suo fiore.

Vicente Huidobro

il sabato poesia

Io sono assente ma in fondo a questa assenza
C’è l’attesa di me stesso
E quest’attesa è un’altra forma di presenza
L’attesa del mio ritorno
Io vivo in altri oggetti
Viaggio dando un po’ della mia vita
A certi alberi e a certe pietre
Che mi hanno aspettato molti anni
Si sono stancati di aspettare e si sono seduti
Io non sono e sono
Sono assente e sono presente in stato d’attesa
Essi volevano il mio linguaggio per esprimersi
E io volevo il loro per esprimerli
Ecco qui l’equivoco l’atroce equivoco.
Angoscioso penoso
Mi addentro in queste piante
Lasciando i miei abiti
Mi stanno per cadere le carni
E il mio scheletro si riveste di cortecce
Sto diventando albero
Quante cose mi sono convertito in altre cose…
E’ doloroso e pieno di tenerezza
Potrei gridare ma si spaventerebbe la transustanziazione
Bisogna restare in silenzio 
Aspettare in silenzio


venerdì 11 aprile 2014

Primo Levi

agenda letteraria

L' 11 aprile del 1987, muore a Torino Primo Levi


Ci sono mestieri che distruggono
e mestieri che conservano.
fra quelli che conservano meglio,
per un naturale compenso,
sono appunto i mestieri che
consistono nel conservare
qualcosa: documenti, libri,
opere d'arte, istituti, istituzioni,
tradizioni. E' esperienza
comune che i bibliotecari,
i guardiani di musei, i sagrestani,
i bidelli, gli archivisti, non soltanto
sono longevi, ma conservano
se stessi per decenni senza visibili
alterazioni.

(Storie naturali, Premio Bagutta 1967)

giovedì 10 aprile 2014

Claudio Magris

agenda letteraria

Il 10 aprile del 1939, nasce a Trieste Claudio Magris


L'anima è gretta, si rimproverava Keplero,
e si rifugia negli angolini della letteratura
anzichè indagare il disegno divino della creazione.
Chi si affida solo alla carta può scoprire alla fine
di essere una mera silhouette
ritagliata da una velina,
che trema e si accartoccia
al soffiare del vento.

(Danubio, Premio Bagutta 1987)

mercoledì 9 aprile 2014

Fotolink #6






martedì 8 aprile 2014

Leo Hickman

Nel Ventunesimo secolo, invece di vantarci del molto che abbiamo,
cominceremo a vantarci del poco che consumiamo.

Leo Hickman, editorialista di "The Guardian", 2011

lunedì 7 aprile 2014

Billie Holiday

Il 7 aprile del 1915, nasce a Filadelfia Eleanora Fagan, o Elinore Harris, nota come Billie Holiday

I giovani mi domandano sempre da dove viene il mio stile, come si è formato e tutto quanto; cosa posso dire? Se scopri un pezzo che ha qualcosa a che fare con te, non devi costruirci niente. Semplicemente ti procura emozione, e quando lo canti anche altra gente proverà qualcosa.

Billie nacque da una notte d'amore tra il sedicenne Clarence Holiday, un suonatore di banjo, e la tredicenne Sadie Fagan, ballerina di fila. Il padre non si occupò quasi mai di lei: lasciò presto la figlia per seguire le orchestre itineranti con cui suonava.
Billie ebbe un'infanzia travagliata e dolorosa. Trascorse i primi anni a Baltimora (spesso indicata come città di nascita, ma recenti ricerche hanno indicato che era nata in realtà a Filadelfia, dove sua madre Sadie lavorava come domestica.) trattata duramente dalla cugina della madre alla quale quest'ultima l'aveva affidata mentre lavorava come domestica a New York. Subì uno stupro a dieci anni e in seguito dovette evitare diversi altri tentativi di violenza. Ancora bambina, raggiunse la madre a New York, e cominciò a procurarsi da vivere prostituendosi in un bordello clandestino di Harlem. Guadagnava qualche soldo in più lavando gli ingressi delle case del quartiere: non si faceva pagare solo dalla tenutaria del bordello, che in cambio le lasciava ascoltare i dischi di Bessie Smith e Louis Armstrong sul fonografo del salotto. Quando la polizia scoprì il bordello, Billie venne arrestata e condannata a quattro mesi di carcere. Rimessa in libertà, decise, per evitare di tornare a prostituirsi, di cercare lavoro come ballerina in un locale notturno. Non sapeva ballare, ma venne assunta immediatamente quando la fecero cantare e, ad appena quindici anni iniziò la sua carriera di cantante nei club di Harlem. (Wikipedia)

Tutti dobbiamo essere differenti. Non si può copiare un altro, e nello stesso tempo pretendere di arrivare a qualcosa. Se tu copi, ciò inoltre è perché il tuo lavoro non ha un sentimento sincero, e senza sentimento nessuna delle cose che fai avrà realmente valore. Come non ci sono al mondo due persone uguali, così dev'essere anche con la musica, altrimenti non è musica.


 
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