Ho studiato poco la storia purtroppo. Negli anni di scuola dove sicuramente si aveva modo, tempo e opportunità di farlo, ho preferito dell’altro. Mi sono rifatto in parte negli anni successivi, forse perché non ero costretto, forse perché la maturità mi ha permesso di capire quanto sia importante per capire il nostro presente. Studiare la storia, che poi ognuno cercherà di vendervela come più gli aggrada, serve a non dimenticare quello che è stato fatto a causa del pensiero che c’era in quel momento. Questo serve o meglio dovrebbe servire, il condizionale è d’obbligo, per non rifare gli errori che sono stati fatti ma, il condizionale purtroppo la vince, eccome! In questo ultimo ventennio si è assistito ad un ritorno al “pensiero passato”, ad una certa nostalgia di “socialità” per non usare il termine “regime” che bene non fa, anzi, ci riporta indietro invece che in avanti. Tutto questo a causa di quel “condizionale” che non riusciamo non solo a demolire ma a volte neanche a scalfiggere. E allora verrebbe da pensare “a cosa serve studiare la storia?” Resto dell’opinione che invece è importante studiare la storia se non altro per quelli che credono nel futuro, per quelli che credono nella libertà, per quelli che credono nell’uomo e nella natura.
appunti novalis
Punti & Spunti (Since 2006)
#212 – pubblici e privati
Durante la nostra giornata, ci muoviamo tra spazi pubblici e privati. Gli spazi pubblici, come strade e parchi, sono accessibili a tutti, mentre gli spazi privati richiedono un pagamento o un’affiliazione. È normale considerare gli spazi privati come parte della nostra vita quotidiana, ma il problema è il rapporto tra spazi pubblici e privati. Gli spazi pubblici non generano ricchezze personali e, senza una protezione adeguata, rischiano di diventare marginali. Il capitalismo tende a trasformare gli spazi pubblici in aree private e commerciali, accessibili solo se si consuma qualcosa.
Questo aumento di spazi e servizi privati richiede più soldi e, quindi, più lavoro. In una società afflitta da privatizzazione, diventa difficile partecipare alla vita sociale senza pagare per accedere a spazi privati. Le persone devono lavorare non solo per sopravvivere, ma anche per avere accesso a esperienze sociali. In realtà, ciò che un tempo era vissuto in spazi pubblici ora richiede un investimento economico.
Questo meccanismo si manifesta ancor di più nel mondo virtuale. Facebook, ad esempio, rappresenta una realtà interamente commerciale dove ogni interazione umana contribuisce alla generazione di profitto. La vita su Facebook è traslata nelle esperienze quotidiane, influenzando fino alla politica, dove la gestione dei social è diventata cruciale per il successo elettorale. Così, contribuendo a Facebook, alimentiamo un mondo sempre più commercializzato, simbolo di un capitalismo evoluto.
#211 – stima
Non c’è nulla che renda tollerabile la vita più della stima degli altri. Gli anni passano, le occhiaie si fanno pesanti, il corpo tutto diventa fragile, i ricordi sempre più lontani: il passato come una nebbia, il futuro una voragine. Ma pure siamo qui, ben piantati, sicuri di noi stessi: perché la stima ci circonda. Siamo qualcuno per gli altri.
#210 – coerenza
Si dice che la coerenza è uno stretto legame tra le proprie idee e l’agire pratico. Bene, in effetti questa è coerenza, difficile ma è questa.
Quello che mi fa specie è che molti invece intendono per coerenza il mantenere le stesse idee. Quindi mai cambiare idea, dove per idea intendo un pensare politico, un credo spirituale, una posizione sociale o chicchessia.
Cambiare idea invece è lodevole, non bisogna vergognarsene, negarlo o accusare qualcuno per averlo fatto. Infatti, in realtà, in politica sono molti coloro che cambiano idea. Però negano di averlo fatto. E, nel frattempo, chi li accusa non entra nel merito ma denuncia solo la loro incoerenza. Come se la coerenza fosse un valore di per sé.
Cambiare idea è positivo, è un rinnovamento utile che fa crescere e che sprona a nuove azioni ma solo a una condizione che quest’ultime siano coerenti con le idee.
#209 – immobilismi
Abbiamo smesso di riflettere. Troppo spesso sedotti e abbandonati dagli altrui pensieri che, come gusci delicati ci adornano il capo. Vittime e carnefici di un immobilismo strategico che ci permette di sedere su di un trono sghembo, ma apparentemente regale.
#208 – volontà
#207 – imparare
Al mondo non c’è cosa più bella di imparare. Ed è bellissimo avere la consapevolezza di avere ancora tanto da imparare. Per evitare di rovinare questa sensazione io resto ostinatamente nell’abisso della mia ignoranza.
#206 – primo maggio
Sul Primo Maggio sono stati scritti fiumi di parole. Riflessioni e polemiche hanno riempito e continueranno a riempire le prime pagine dei quotidiani, delle riviste cartacee e online.
Nel mio piccolo non ho niente di originale da aggiungere e non solo perché da poco ho chiuso con il lavoro ma perché ho, abbiamo, sotto gli occhi la situazione reale e ogni parola, ogni pensiero, potrebbero risultare scontati e banali.
Purtroppo, nonostante i passi avanti fatti in tanti anni, oggi il lavoro non è più un diritto e una garanzia per tutti. La crisi finanziaria, economica e sociale, iniziata una ventina di anni fa, ha escluso dal mondo del lavoro milioni di persone, in particolare tantissimi giovani, generato povertà e privato di una vita dignitosa molte famiglie. In Europa, malgrado un lievissimo miglioramento dei tassi di occupazione, sono pur sempre circa 20 milioni le persone in cerca di un lavoro.
Anche il lavoro, tuttavia, è cambiato moltissimo nel corso degli anni, a causa in particolare dei progressi tecnologici, della mondializzazione, del forte tenore di competitività economica, industriale e sociale. In questa prospettiva, si inseriscono tutte le difficoltà dei lavoratori di oggi, chiamati a difendere sempre più un lavoro precario, non adeguatamente remunerato, un lavoro spesso ostaggio di una disoccupazione competitiva.
La festa di oggi ci invita a riflettere anche su questi aspetti e sul fatto della pericolosità di un lavoro che potrebbe diventare oggetto di divisione, di competitività fra lavoratori, di “dumping” sociale, di scudo contro un’immigrazione venuta a cercare in Europa migliori condizioni di vita, di rifiuto di una solidarietà condivisa.
Buon primo maggio a tutti, nella riflessione e nella solidarietà di che un lavoro non l’ha più!
#205 – tempi
È solo questione di tempi, e la relativa azione nasce dall’essere presente, sul pezzo, nel non lasciar andare ciò che reputiamo davvero importante… Nessuno si sbatte l’anima per qualcosa di cui non sia veramente convinto che valga la pena farlo… Perché è tutto relativo… L’assoluto, il “mai” e il “per sempre” sono solo nostre “cornici” alla realtà, per non smarrirsi davanti al Tutto, all’Infinito, all’Universo… Ma nulla è mai e niente è per sempre… Tutto scorre, e scorrendo muta… questa l’insondabile, eterna Legge del Logos, del viaggio della Vita…
#204 – resistenza
Resistenza indica una forma di opposizione attiva alle aggressioni, proprio come quella messa in campo dai partigiani.
Nell’ultimo decennio si è assistito a un rafforzamento di formazioni politiche di estrema destra e fascistoidi. Peggio ancora, i loro obiettivi e le pratiche politiche dell’estrema destra hanno contaminato molte delle forze parlamentari e istituzionali che si definiscono antifasciste.
C’è ancora un fascismo, non necessariamente identico a quello del passato, ma c’è.
Oggi tutti i partiti di centrosinistra trovano una propria identità in opposizione all’estrema destra. Ma fanno molta più fatica a darsi un’identità in modo attivo, riconoscendosi in obiettivi comuni e in una visione di futuro, diventando infine complici degli stessi partiti fascistoidi di cui si dichiarano avversari.
È necessario ricordare quindi che l’antifascismo è una parola che indica una forma di opposizione attiva, proprio come quella dei partigiani, che si celebra il 25 aprile.
Resistenza significa sostenere e contribuire in ogni modo possibile, anche solo con parole di sostegno esplicito e pubbliche, di stare dalla parte dei deboli, di chi soffre, di chiede aiuto.
Resistenza significa scendere in piazza per ricordare i 40 mila partigiani morti combattendo armi in pugno il regime nazifascista, caduti provando a costruire per l’Italia un futuro di libertà.
Buon 25 aprile
#203 – storia
Studiate la storia, che poi ognuno cercherà di vendervela come più gli aggrada! E non dimenticate i neri grani del fascismo che germineranno spesso sotto altre forme. A noi, l’arduo compito di riconoscerli, sempre, e di combatterli con ogni fibra della nostra esistenza!
#202 – differenze
#201 – enigmi
I misteri della rete riflettono la complessità della mente umana. Internet è come un oceano pieno di segreti e verità nascoste, dove l’anonimato porta a storie straordinarie, teorie del complotto e fenomeni inspiegabili. Ci sono angoli oscuri, come il dark web, dove si svolgono attività illecite, e algoritmi misteriosi che influenzano le nostre vite in modi che non comprendiamo. Ci sono codici cifrati e discussioni su paranormale e viaggi nel tempo. La rete evolve continuamente, connette miliardi di persone e presenta sia opportunità che isolamenti. Rimane, infine, un grande romanzo giallo dove ogni click è una pista verso nuovi enigmi.
#200 – gratitudini
Che senso ha essere grati in un periodo come questo? La risposta a questa domanda è semplice: dovresti essere grato perché la felicità è solo nella gratitudine. Non è da nessun altra parte: essere grati non significa non vedere i problemi, essere grati significa anteporre ad ogni problema la gratitudine di esistere.
#199 – quotidianità
Molti sono i gesti, i rituali che creano piacere alla nostra quotidianità. Prepararsi un caffè appena svegli al mattino, accarezzare il cane che dimostra la sua gioia nel vederti, scambiare dei pensieri con qualcuno cui si vuole bene, andare al mercato per vedere i colori delle bancherelle, comprare una piantina di basilico che sprigiona profumo d’estate, fare una passeggiata in mezzo al bosco… innumerevoli e diversificati sono i nostri gesti, le nostre passioni, a cui nessuno è dato giudicare. Per questo è importante cercare la gioia con passione instancabile. La gioia, tanto più profonda della felicità, la passione, tanto più nutriente dell’eccitazione.