Non arriverà con le camicie nere e con i manganelli, non arriverà con gli squadristi, arriverà con la propaganda, con lo svuotamento dei diritti, con l’utilizzo di decreti legge quando non necessari e quindi non costituzionali, arriverà con leggi che reprimono la protesta, che rafforzano il potere del governo, e non vorrei nemmeno chiamarlo fascismo questo nuovo attentato alle libertà e ai diritti, vorrei chiamarlo in un altro modo perché le persone spesso ridono se parlo di fascismo, e certo che ridono, perché pensano ai manganelli, mica ricordano la legge acerbo (che assegnava i due terzi dei seggi al partito che avesse ottenuto almeno il 25% dei suffragi alle elezioni), pensano ai brutali omicidi, mica alla legge n. 237 del 4 febbraio 1926 che introduceva il podestà nominato dal governo in sostituzione delle elezioni comunali, pensano alle camice nere in Tripolitania, mica alla soppressione dei sindacati e della libertà di stampa. Non tornerà per tramite della violenza, ma grazie alla disinformazione, all’indifferenza, al sospetto, alla rinuncia di diritti che riteniamo scontati, e finirà come sempre accade, che un nuovo nome gli sarà dato a conti fatti, ma nei fatti nulla cambia, stiamo sopprimendo la democrazia, e chi è al governo ci spinge per farlo. Non facciamolo, RESISTIAMO, proviamo a combattere, andiamo a votare.
appunti novalis
Punti & Spunti (Since 2006)
#194 – ironia
C’è una cosa che mi accompagna da sempre o meglio dalla mia adolescenza, e questa cosa si chiama ironia. E’ meravigliosa l’ironia, in ogni contesto, si, anche in quelli più seri, difficili, perché ironia non vuol dire non dare la giusta importanza alle situazioni, sottovalutare i problemi, bensì cercare di affrontarli con la testa appena più leggera e con più forza. Poi c’è l’intolleranza verso di essa, che francamente non comprendo e che in pochi casi, per fortuna, mi ha creato alcune antipatie.
L’ironia non è mai derisione nei confronti di qualcuno e se la si scambia per ciò, o la battuta non era ironica e allora parliamo di altro, o semplicemente, non la si è compresa.
#193 – musica
Si, ci vuole la musica. Tutti dovrebbero averne sempre le tasche piene. Dovrebbero esserci i bancomat delle note e non dei soldi. La scuola musicale e la sanità che opera ogni volta che un pentagramma si danneggia. Le strade dovrebbero essere musicali da costringerci ad avere sempre andature diverse cosi da ascoltare continuamente musica nuova. Penso alla musica di quando si cammina in due, uno accanto all’altro o quando si va in gruppo da qualche parte. Tutti dovrebbero avere in casa un salvanote di coccio al posto del salvadanaio, quello dove risparmiare le note che non hai usato. Pensate che bel concerto quando arriva il momento di tirare la martellata. Si, si, ci vuole la musica.
#192 – silenzi
Abituati al rumore assordante della città, al vociferare continuo nelle vie, nei negozi, negli uffici, al parlare per riempire i momenti in convivialità e condivisione, ci dimentichiamo molto spesso dell’importanza del silenzio. Eppure il silenzio è un’altra forma di linguaggio, quella più intima e vera. Solo nel silenzio i filtri scompaiono, i pensieri sono nudi e senza condizionamenti. Il silenzio è il miglior compagno, il nostro vero e sincero amico a cui possiamo confidare tutto anche quello che facciamo fatica dire a noi stessi.
#191 – musica & mistero
La musica rock ha sempre avuto un rapporto profondo con il mistero, l’esoterismo e la spiritualità, inizialmente come espressione di ribellione negli anni ’50. Questa musica ha esplorato temi che vanno oltre la società, toccando l’ignoto e il soprannaturale. Negli anni ’60 e ’70, il rock si è evoluto in forme più complesse, portando band come i Led Zeppelin a connettersi con simbolismi mistici. Il chitarrista Jimmy Page era interessato agli scritti di Aleister Crowley e ha utilizzato simboli esoterici nel famoso album Led Zeppelin IV. I Black Sabbath hanno affrontato temi oscuri e controversi, mentre i Pink Floyd hanno esplorato questioni metafisiche. Negli anni ’80, gli Iron Maiden hanno reso l’occulto parte del loro marchio, mentre band come King Crimson e Rush hanno approfondito filosofie complesse. I Tool, più recentemente, hanno integrato simboli alchemici e geometrici nei loro progetti.
Anche generi musicali diversi dal rock, come il pop e l’elettronica, hanno flirtato con l’occulto, con artisti come David Bowie e Deadmau5 che hanno incorporato mistero nelle loro opere. La musica italiana ha visto influenze simili, con gruppi come Banco del Mutuo Soccorso e artisti come Franco Battiato che hanno introdotto elementi esoterici nelle loro canzoni. Vinicio Capossela ha continuato questa tradizione, mentre Laura Pausini ha usato simboli di trasformazione nei suoi videoclip.
Il rock è stato spesso visto come la “musica del demonio” a causa della sua natura ribelle e della rottura delle norme tradizionali, il che ha spaventato le autorità religiose. L’associazione con il demonio è più una metafora per il potere di sfidare lo stato attuale che una vera adesione a credenze oscure. I simboli nella musica, dalla copertina degli album ai concerti, hanno evocato immagini provocatorie. Artisti come Gianna Nannini hanno adottato estetiche contestatarie che esploravano spiritualità e libertà personale. Molti artisti usano simbolismo esoterico per affrontare questioni profonde e universali, rendendo il rock un mezzo per esprimere inquietudini e ricerche di significato.
Oggi, la musica continua a essere un veicolo per il mistero e la spiritualità, mantenendo viva l’interazione con l’ignoto. Essa rappresenta non solo una celebrazione dell’esoterismo, ma anche una ricerca di bellezza e comprensione, sfidando così il tempo e le convenzioni della società.
#190 – anticipi
#189 – beneficio
Ci sono alcune proprietà della musica che influenzano la mente e il corpo. Dedicare un po’ di tempo ogni giorno alla musica, innesca emozioni diverse, può avere un impatto estremamente benefico sul nostro benessere.
La musica ci salva.
#188 – ironia
C’è una cosa che mi accompagna da sempre o meglio dalla mia adolescenza, e questa cosa si chiama ironia. E’ meravigliosa l’ironia, in ogni contesto, si, anche in quelli più seri, difficili, perché ironia non vuol dire non dare la giusta importanza alle situazioni, sottovalutare i problemi, bensì cercare di affrontarli con la testa appena più leggera e con più forza. Poi c’è l’intolleranza verso di essa, che francamente non comprendo e che in pochi casi, per fortuna, mi ha creato alcune antipatie.
L’ironia non è mai derisione nei confronti di qualcuno e se la si scambia per ciò, o la battuta non era ironica e allora parliamo di altro, o semplicemente, non la si è compresa.
#187 – musica
Si, ci vuole la musica. Tutti dovrebbero averne sempre le tasche piene. Dovrebbero esserci i bancomat delle note e non dei soldi. La scuola musicale e la sanità che opera ogni volta che un pentagramma si danneggia. Le strade dovrebbero essere musicali da costringerci ad avere sempre andature diverse cosi da ascoltare continuamente musica nuova. Penso alla musica di quando si cammina in due, uno accanto all’altro o quando si va in gruppo da qualche parte. Tutti dovrebbero avere in casa un salvanote di coccio al posto del salvadanaio, quello dove risparmiare le note che non hai usato. Pensate che bel concerto quando arriva il momento di tirare la martellata. Si, si, ci vuole la musica.
#186 – silenzi
Abituati al rumore assordante della città, al vociferare continuo nelle vie, nei negozi, negli uffici, al parlare per riempire i momenti in convivialità e condivisione, ci dimentichiamo molto spesso dell’importanza del silenzio. Eppure il silenzio è un’altra forma di linguaggio, quella più intima e vera. Solo nel silenzio i filtri scompaiono, i pensieri sono nudi e senza condizionamenti. Il silenzio è il miglior compagno, il nostro vero e sincero amico a cui possiamo confidare tutto anche quello che facciamo fatica dire a noi stessi.
#185 – musica & mistero
La musica rock ha sempre avuto un rapporto profondo con il mistero, l’esoterismo e la spiritualità, inizialmente come espressione di ribellione negli anni ’50. Questa musica ha esplorato temi che vanno oltre la società, toccando l’ignoto e il soprannaturale. Negli anni ’60 e ’70, il rock si è evoluto in forme più complesse, portando band come i Led Zeppelin a connettersi con simbolismi mistici. Il chitarrista Jimmy Page era interessato agli scritti di Aleister Crowley e ha utilizzato simboli esoterici nel famoso album Led Zeppelin IV. I Black Sabbath hanno affrontato temi oscuri e controversi, mentre i Pink Floyd hanno esplorato questioni metafisiche. Negli anni ’80, gli Iron Maiden hanno reso l’occulto parte del loro marchio, mentre band come King Crimson e Rush hanno approfondito filosofie complesse. I Tool, più recentemente, hanno integrato simboli alchemici e geometrici nei loro progetti.
Anche generi musicali diversi dal rock, come il pop e l’elettronica, hanno flirtato con l’occulto, con artisti come David Bowie e Deadmau5 che hanno incorporato mistero nelle loro opere. La musica italiana ha visto influenze simili, con gruppi come Banco del Mutuo Soccorso e artisti come Franco Battiato che hanno introdotto elementi esoterici nelle loro canzoni. Vinicio Capossela ha continuato questa tradizione, mentre Laura Pausini ha usato simboli di trasformazione nei suoi videoclip.
Il rock è stato spesso visto come la “musica del demonio” a causa della sua natura ribelle e della rottura delle norme tradizionali, il che ha spaventato le autorità religiose. L’associazione con il demonio è più una metafora per il potere di sfidare lo stato attuale che una vera adesione a credenze oscure. I simboli nella musica, dalla copertina degli album ai concerti, hanno evocato immagini provocatorie. Artisti come Gianna Nannini hanno adottato estetiche contestatarie che esploravano spiritualità e libertà personale. Molti artisti usano simbolismo esoterico per affrontare questioni profonde e universali, rendendo il rock un mezzo per esprimere inquietudini e ricerche di significato.
Oggi, la musica continua a essere un veicolo per il mistero e la spiritualità, mantenendo viva l’interazione con l’ignoto. Essa rappresenta non solo una celebrazione dell’esoterismo, ma anche una ricerca di bellezza e comprensione, sfidando così il tempo e le convenzioni della società.
#184 – arte & natura
L’arte raggiunge il suo più perfetto risultato quando sembra il prodotto della natura, e a sua volta la natura coglie il segno quando dentro di sé racchiude l’arte.
#183 – percezioni
Esiste un modo alternativo di percepire le cose, ed è quello di far passare ogni esperienza attraverso il cuore. C’è anche un modo diverso di viverle, ed è farlo tramite l’empatia. Ognuno di noi è un insieme di particolari, colori, delicatezze, minuzie e sfumature; ognuno di noi possiede una profondità difficile da afferrare, ma che è preziosa proprio per questo motivo. Infine, ci sono persone che considero rare e inestimabili, poiché si prendono il tempo per apprezzare la bellezza dei dettagli impercettibili, quei particolari che molti ignorano e che vengono messi in secondo piano. Eppure, questi dettagli hanno un valore superiore a tutto.
#182 – empatie
L’empatia insegnataci dai libri, dalla musica e dall’arte in genere, che sanno farci viaggiare attraverso il tempo e lo spazio, che sanno farci esplorare, sentire, ridere e vedere il mondo come se il nostro io interiore fosse centuplicato. E persino vivere più vite contemporaneamente e spingerci, a nostra volta, a creare. A trovare nuove idee, per poi scriverle e inciderne l’ombra sul mondo.
#181 – ansie
Quando l’ansia si avvicina, facciamo finta di non notarla, ma, come al solito, si presenta comunque: “Scusami se disturbo, sono solo la servitrice della verità, ma è lei che redige il conto!” Ci osserva, ci scruta, cerca di comprendere quanto siamo disposti a mascherare, ma il suo messaggio è sempre chiaro: “Dai, ti comprendo. A nessuno piace esporre le proprie preoccupazioni, ma, fidati, è meglio affrontarle. Non importa vincere o perdere, ciò che conta è andare avanti…”