#185 – musica & mistero

 La musica rock ha sempre avuto un rapporto profondo con il mistero, l’esoterismo e la spiritualità, inizialmente come espressione di ribellione negli anni ’50. Questa musica ha esplorato temi che vanno oltre la società, toccando l’ignoto e il soprannaturale. Negli anni ’60 e ’70, il rock si è evoluto in forme più complesse, portando band come i Led Zeppelin a connettersi con simbolismi mistici. Il chitarrista Jimmy Page era interessato agli scritti di Aleister Crowley e ha utilizzato simboli esoterici nel famoso album Led Zeppelin IV. I Black Sabbath hanno affrontato temi oscuri e controversi, mentre i Pink Floyd hanno esplorato questioni metafisiche. Negli anni ’80, gli Iron Maiden hanno reso l’occulto parte del loro marchio, mentre band come King Crimson e Rush hanno approfondito filosofie complesse. I Tool, più recentemente, hanno integrato simboli alchemici e geometrici nei loro progetti.

Anche generi musicali diversi dal rock, come il pop e l’elettronica, hanno flirtato con l’occulto, con artisti come David Bowie e Deadmau5 che hanno incorporato mistero nelle loro opere. La musica italiana ha visto influenze simili, con gruppi come Banco del Mutuo Soccorso e artisti come Franco Battiato che hanno introdotto elementi esoterici nelle loro canzoni. Vinicio Capossela ha continuato questa tradizione, mentre Laura Pausini ha usato simboli di trasformazione nei suoi videoclip.

Il rock è stato spesso visto come la “musica del demonio” a causa della sua natura ribelle e della rottura delle norme tradizionali, il che ha spaventato le autorità religiose. L’associazione con il demonio è più una metafora per il potere di sfidare lo stato attuale che una vera adesione a credenze oscure. I simboli nella musica, dalla copertina degli album ai concerti, hanno evocato immagini provocatorie. Artisti come Gianna Nannini hanno adottato estetiche contestatarie che esploravano spiritualità e libertà personale. Molti artisti usano simbolismo esoterico per affrontare questioni profonde e universali, rendendo il rock un mezzo per esprimere inquietudini e ricerche di significato.

Oggi, la musica continua a essere un veicolo per il mistero e la spiritualità, mantenendo viva l’interazione con l’ignoto. Essa rappresenta non solo una celebrazione dell’esoterismo, ma anche una ricerca di bellezza e comprensione, sfidando così il tempo e le convenzioni della società.

#184 – arte & natura

L’arte raggiunge il suo più perfetto risultato quando sembra il prodotto della natura, e a sua volta la natura coglie il segno quando dentro di sé racchiude l’arte.  

#183 – percezioni

 Esiste un modo alternativo di percepire le cose, ed è quello di far passare ogni esperienza attraverso il cuore. C’è anche un modo diverso di viverle, ed è farlo tramite l’empatia. Ognuno di noi è un insieme di particolari, colori, delicatezze, minuzie e sfumature; ognuno di noi possiede una profondità difficile da afferrare, ma che è preziosa proprio per questo motivo. Infine, ci sono persone che considero rare e inestimabili, poiché si prendono il tempo per apprezzare la bellezza dei dettagli impercettibili, quei particolari che molti ignorano e che vengono messi in secondo piano. Eppure, questi dettagli hanno un valore superiore a tutto.

#182 – empatie

 L’empatia insegnataci dai libri, dalla musica e dall’arte in genere, che sanno farci viaggiare attraverso il tempo e lo spazio, che sanno farci esplorare, sentire, ridere e vedere il mondo come se il nostro io interiore fosse centuplicato. E persino vivere più vite contemporaneamente e spingerci, a nostra volta, a creare. A trovare nuove idee, per poi scriverle e inciderne l’ombra sul mondo.

#181 – ansie

 Quando l’ansia si avvicina, facciamo finta di non notarla, ma, come al solito, si presenta comunque: “Scusami se disturbo, sono solo la servitrice della verità, ma è lei che redige il conto!” Ci osserva, ci scruta, cerca di comprendere quanto siamo disposti a mascherare, ma il suo messaggio è sempre chiaro: “Dai, ti comprendo. A nessuno piace esporre le proprie preoccupazioni, ma, fidati, è meglio affrontarle. Non importa vincere o perdere, ciò che conta è andare avanti…”

#180 – macchine

 Il fatto è che quando fai qualcosa di buono, di oggettivamente ben riuscito, ti senti un leone, ti senti un dio. E vorresti che questa sensazione si verificasse sempre, per qualsiasi tua azione.
Il fallimento ti riporta alla realtà, brutalmente, insinuandoti anche il dubbio che, forse, l’ultima volta che hai combinato qualcosa di eccezionale era in realtà solo una questione di fortuna. Non te lo meritavi, in fondo.
Ma, come giustamente mi ricordava qualcuno, non siamo macchine. E nemmeno ci si aspetta che lo diventiamo.

#179 – sfere

 Abbiamo una marea di uomini e donne con una cultura vasta e titolata. Persone che potrebbero dare molto a questa società. In un momento storico tra l’altro tra i più “medioevali” mai vissuti. E questi dove sono? Cosa fanno? Vivono in una sfera di cristallo? E’ proprio in questo periodo che questa intellighenzia dovrebbe farsi sentire… Creare un’onda d’urto fatta di azioni verbali, fisiche, tutte rivolte a far crescere quella gioventù inerme e priva di interessi politico e sociali. Insomma una vera onda del “Se non ora quando?”

#178 – bene

Bisogna imparare a volersi bene.
Per le volte che non è stato possibile.
Per le volte che non sarà possibile.

#177 – confort zone

 C’è sempre meno gente nella mia comfort zone. È come un sugo che cuocendo va restringendosi. Si restringe, si restringe e si restringe ancora, lasciando una polpa densa e scurissima, priva di eccessi, che basta appena per dare sapore a quei cinquanta grammi di pasta, mal contati, che giacciono radi sul fondo del piatto fiorato!

#176 – realtà

 Cosa vede uno yorkshire che entra in un prato d’erba non tagliato rispetto a un alano?
Il piccoletto entra in una foresta.
L’alano passeggia su un prato.

Il prato è lo stesso eppure ciascuno/a ha esperienza di quella realtà a partire dal proprio karma.
Un gatto, al buio, può vedere un mare di cose che noi non possiamo percepire. Un cane conosce, riconosce e ricorda la realtà attraverso l’olfatto e quando annusa un angolo sta leggendo tutto di quell’angolo: cosa c’è, chi c’è, chi c’è stato. Noi, proprio come gli animali, siamo capaci di guardare quello che i nostri sensi ci permettono di vedere, di conoscere, di ricordare. Quella è la realtà per noi.
Ci sembra vero solo quello che le emozioni, le paure, i pensieri e le esperienze vissute fino a quel momento ci fanno vedere della realtà.
La realtà allora è solo soggettiva, tutta individuale, determinata dallo stato d’animo del momento e dalla nostra storia. Ed esistono tante possibili realtà quante il karma di ognuno consente di vederne.
Tutte vere, tutte degne.

#175 – bisogni

 La vita è breve, le infelicità interminabili, il tempo scarso. Bisogna prendersi tutto ciò che c’è di buono e di bello nella vita. Senza rinunciare a nulla. Agli oggetti, le cose, i beni, si devono preferire le sensazioni. Bisogna godere, amare, discutere, emozionarsi. Troppe sono le dita puntate che indicano ciò che non si può fare. Bisogna eliminarle.

#174 – filosofie

 La filosofia cerca di dare un senso alla vita e all’esistenza umana. È una forma di ricerca e conoscenza che si interroga sulla realtà, le emozioni, la verità e la morale. Ogni epoca ha avuto filosofi che hanno cercato risposte fondamentali, come chi siamo e da dove veniamo. La forza della filosofia sta nella sua capacità di porre domande crescenti e complesse, piuttosto che in risposte definitive. Essa è presente in molti aspetti della vita, come scienza, arte e politica, ed è essenziale per il progresso e l’innovazione. Fare filosofia significa non accettare dogmi senza verificarli, essere aperti a nuove idee e cercare di comprendere il mondo in modo curioso.

#173 – aspettative

 “L’aspettativa è la radice di ogni angoscia”

L’aspettativa, come afferma Shakespeare, è la radice di ogni angoscia perché nasce dal desiderio umano di prevedere, controllare o plasmare il futuro secondo i propri bisogni e speranze. Ogni volta che ci aspettiamo qualcosa – un successo, un risultato, o un comportamento altrui – creiamo nella nostra mente un’immagine idealizzata di ciò che dovrebbe accadere. Tuttavia, la realtà, spesso imprevedibile e indipendente dai nostri desideri, difficilmente coincide con quelle aspettative, generando un senso di delusione, frustrazione o persino sofferenza. Questa riflessione ci invita a chiederci: è possibile vivere senza aspettative? Forse non del tutto, perché sognare e progettare fa parte della natura umana. Tuttavia, possiamo lavorare per coltivare un’attitudine diversa, meno legata all’attaccamento al risultato e più aperta all’accettazione di ciò che accade. Non si tratta di abbandonare i propri desideri o obiettivi, ma di riconoscere che la felicità non può dipendere unicamente dalla realizzazione di ciò che immaginiamo. L’angoscia nasce dal confronto tra il “dovrebbe essere” e ciò che realmente è: più il divario è ampio, maggiore è la nostra sofferenza. Accettare che la vita si svolge in un equilibrio tra ciò che possiamo controllare e ciò che sfugge alla nostra volontà è una forma di saggezza. Imparare a vivere con meno aspettative non significa vivere senza scopo, ma, al contrario, abbracciare ogni momento con maggiore autenticità, evitando di proiettare su di esso pesi inutili. Shakespeare ci ricorda, dunque, che spesso la nostra angoscia è una creazione della mente e che, per quanto difficile, la via della serenità passa attraverso il lasciar andare, accogliendo la realtà per quella che è.

#172 – quotidianità

 La più grande rivoluzione comincia dai gesti quotidiani. Inserisci nella tua giornata tipo uno, cinque, dieci piccoli nuovi gesti per vivere diversamente e la tua vita cambia per il meglio. Non c’è bisogno di correre una maratona o vedere l’aurora boreale per farsi illuminare. La tua nuova vita comincia adesso. E’ un prezioso aiuto per coltivare la migliore versione di te.

#171 – essere

Posto questo breve scritto di Astor Amanti tratto dal suo libro “Acid Lethal Fast”, in quanto mi sono ritrovato in toto in quello che esprime.

“Esistono uomini che portano su di sé il dolore del mondo. Quando vedono pesci rossi nei sacchetti dei Luna Park non riescono più a respirare e vedono orribili facce ridenti deformate dall’acqua. Uomini che guardano foto di esseri viventi maltrattati e ne sentono, in maniera accecante e assordante, le urla, il panico, la sofferenza. C’è chi li considera santi o fanatici e chi, semplicemente, afferma che sono persone troppo buone per riuscire a sopravvivere senza impazzire.”

Sento il peso di questo mio “essere” in maniera tangibile e sempre più accentuato. Davanti anche alla minima situazione di sopruso verso un animale o un essere umano, vengo preso da un malessere ingestibile che mi obbliga a distogliere lo sguardo, la presenza, il pensiero. Può essere preso come un comportamento comodo e irresponsabile… in realtà, nel mio caso sarebbe da masochista, il dolore che sento penetrarmi è talmente forte da creare un grande disagio psichico-fisico.