mercoledì 31 dicembre 2014

Pepi Merisio


Quando faccio una fotografia non ragiono: anche se ti posso concedere che ho ragionato prima.

sabato 27 dicembre 2014

Jorge Luis Borges

il sabato poesia

Fine D'Anno


Né la minuzia simbolica
di sostituire un tre con un due
né quella metafora inutile
che convoca un attimo che muore e un altro che sorge
né il compimento di un processo astronomico
sconcertano e scavano
l’altopiano di questa notte
e ci obbligano ad attendere
i dodici e irreparabili rintocchi.
La causa vera
è il sospetto generale e confuso
dell’enigma del Tempo;
è lo stupore davanti al miracolo
che malgrado gli infiniti azzardi,
che malgrado siamo
le gocce del fiume di Eraclito,
perduri qualcosa in noi:
immobile.

(da Fervore di Buenos Aires, 1923)

venerdì 26 dicembre 2014

Ansel Adams


Ho sempre pensato che la fotografia sia come una barzelletta: se la devi spiegare non è venuta bene.

sabato 20 dicembre 2014

Eloy Sánchez Rosillo

il sabato poesia



Come non essere in sintonia proprio adesso
- e magari per sempre - con la vita,
ora che il sole di questa sera fredda e azzurra,
così basso, si insinua nella mia casa
e si addentra fino in fondo senza alcuna esitazione
convertendo al suo passaggio tutto ciò che tocca
in oro vivo e improvviso, in oro
che non durerà ma che riempie
di simpatia il mondo per me in questo istante?

giovedì 18 dicembre 2014

Diane Arbus


Una fotografia è un segreto intorno a un segreto: più rivela e meno lascia capire. 

sabato 13 dicembre 2014

Juan Gelman

il sabato poesia




Sogno il mio sogno preferito
e la notte non finisce mai.
Gli alberi rivelano il loro alfabeto
e stelle che
parlano dell'infinito
di ogni soffio del vivere.
Costruisco madri passate
con la mano affondata nella notte.
Che bello era il suo angolo
dove echi vaghi la nominavano!
Così, di spalle a me,
fuggiva ad un paese baciato
dalla sua gelida gioventù.
Madre che
cucinavi distanze
nelle pentole del giorno.
Mi parli ancora
dalle crepe del tempo.

giovedì 11 dicembre 2014

sabato 6 dicembre 2014

Xulio López Valcárcel

il sabato poesia

Che odore ha il dolore?


Come il freddo, la solitudine, la paura
o la morte,
anche il dolore ha un odore.
Tante volte ho provato a decifrarlo
ma si nasconde, si diluisce,
si camuffa. Offre piste fasulle.
Ha qualcosa di canfora, di chiuso, di rancido,
qualcosa di narcotico,
potrebbe essere alcool, adrenalina o mercurio,
come potrebbe essere ammoniaca,
vertigine o nausea.
Porta stimmate di chiarezza ulcerata,
poggia senza essere visto sulle sedie
e oscilla osceno sulle grucce della tristezza.
Poiché esiste, odora; sì, il dolore odora
nelle occhiaie violacee, nei calici dell’insonnia
e nelle cicatrici paonazze dell’attesa
o dell’angoscia.
Odorano i corpi nel dolore,
odorano la febbre e l’ombra
come odorano la stanchezza, la miseria o la fame.
Odora il dolore e ci opprime
la bocca uno spago,
una spugna nella gola,
quando riconosciamo nitido, pungente,
riconoscibile e insieme indecifrabile,
il suo aroma.

giovedì 4 dicembre 2014

Gisele Freund


Dieci fotografi di fronte allo stesso soggetto producono dieci immagini diverse, perché, se è vero che la fotografia traduce il reale, esso si rivela secondo l’occhio di chi guarda.