sabato 31 maggio 2014

Manolis Anagnostakis


il sabato poesia


Ogni mattina


Ogni mattina
Cancelliamo i sogni
Con cautela costruiamo i discorsi
Le nostre vesti sono un nido di ferro.
Ogni mattina
Salutiamo gli amici di ieri
Le notti si dilatano come fisarmoniche
– Suoni, rimpianti, baci perduti
La mia infanzia è piena di canneti.
Ho speso molto vento per diventare adulto.
Ma solo così ho imparato
a distinguere i fruscii più impercettibili,
a parlare con precisione nei misteri.

mercoledì 28 maggio 2014

Seneca

Sarebbe già un conforto per la nostra debolezza
se tutto perisse con la stessa lentezza con cui si è
formato. Invece la crescita è lenta, la rovina è rapida.

Seneca, Lettere a lucilio

sabato 24 maggio 2014

Virgil Carianopol

il sabato poesia

Chi mi chiamò


Chi mi chiamò
quando pulivo il mio flauto dai canti?

Chi mi conobbe
quando nell’animo mi marcivano le donne d’amore?

Chi mi tese le braccia
quando le mattine strisciavano in casa come passatoie?

Chi mi domandò di me
quando facevo rientrare le mie strade come il bestiame dal pascolo?

Chi mi accarezzò
quando il silenzio mi era cresciuto sulla fronte come un muschio?

Oh i mari appesi alla prua
i deserti che si addormentano con le oasi al collo

Amico hai cuore?
Ti ha domandato qualcuno del cuore?

sabato 17 maggio 2014

Karmelo C. Iribarren

il sabato poesia

Anna

Ci sono parole
che quando le pronunci
ti lasciano un gusto piacevole
in bocca,
un sapore dolceamaro,
che è il sapore più buono,
quello che preferisco.

Parole che sono
come una birra fresca
nel pieno mese di agosto
a Siviglia
e credo d’essermi spiegato.

Una di queste
ha solo quattro lettere,
è palindroma,
e quando la pronuncio
e tu ci sei,

mi dici “Cosa?”

venerdì 16 maggio 2014

Kodo Sawaki Roshi

Gli uomini accumulano conoscenze, ma io penso che
il punto ultimo è poter ascoltare il suono della valle e guardare
il colore della montagna. Insomma, non guardare gli uomini,

ma guardare la luna, guardare gli alberi
e ascoltare il sermone dell'intero universo.

Kodo Sawaki Roshi, maestro zen

martedì 13 maggio 2014

W. Eugene Smith: foto come passione e compassione

Si racconta.
La fotografia può essere, al massimo, una voce sottile, ma a volte - solo a volte - una foto o un gruppo di foto possono risvegliare i nostri sensi alla coscienza. Molto dipende da chi osserva; in alcuni, le fotografie riescono a convogliare sufficiente emozione da diventare dei catalizzatori per i pensieri.

Dubito dell'esistenza di qualsiasi perfezione, anche se mi sforzo di raggiungerla fino all'impossibile e preferisco prendere precauzioni contro il rischio di un fallimento piuttosto che per la possibilità di un sano ma mediocre successo (non voglio deplorare il successo). (...) Le mie fotografie, tutt'al più possiedono una piccola forza, ma attraverso di loro vorrei suggerire e criticare e illuminare e cercare di fornire una comprensione che sappia essere compassionevole. E attraverso la passione, che esiste nelle mie fotografie (non importa se silenziosa), vorrei raggiungere una spiritualità che dia forza e sollievo e fiducia, come avviene agli insegnanti, ai medici e agli uomini di spettacolo, e che faccia ragionare su quale sia il posto dell'uomo e come si possa andare avanti al meglio in questa nuova epoca - epoca temibile ed eccitante. E con passione. Passione, sì, perché la passione esiste in ogni grande ricerca ed è necessaria in ogni conquista creativa - ciò vale per statisti, scienziati, artisti, per la libertà come per il demonio - e Don Giovanni sarebbe mai potuto esistere senza passione, e il sesso, il sentimento e anche la violenza potrebbero mai esistere senza passione? Volete metterlo in discussione? Pendete nota anche voi delle cose importanti che avete intorno e che continuamente vi sollecitano - e provate ad andare avanti, con questa domanda nei vostri pensieri, di pubblicazione in pubblicazione, di copertina on copertina.

Link:  Magnum Photos  -  LIFE  -  Google Immagini

sabato 10 maggio 2014

Wolf Wondratschek

il sabato poesia

La solitudine degli uomini


Ecco gli uomini, seduti davanti ad una casa,
bevono e sognano di ammazzare.
Vedono le donne arrossire e passare
e sputano per terra.

Ammazzano per l’onore
e quando sono in lutto – ballano
come se la morte non facesse orrore
sui muri che crollano

della loro solitudine.
Non è la vita il tempo
dell’amore, gli amanti si smarriscono;

e appena si sentono somiglianti,
sono estranei – e inconciliabili percorrono
sentieri che portano dentro labirinti.


sabato 3 maggio 2014

Vladimir Holan

il sabato poesia

Ti direi volentieri, ma non posso...


Ti direi
di quelle nuvole smaltate di rosso
come unghia finte tolte al tramonto.
Ti direi
di quella coperta blu
che è mare arricciato nei miei pensieri.
Ti direi
Di quella Luna pazza
che ride alla morte dei sogni d'innocenza.

Non posso parlarti di poeti assolti
né redimerne i versi.
Anche se il paradiso fosse verità
non vuol dire che sia vero.
Non posso dirti di alberi sfrondati dal dolore
né di erba che cresce la speranza.
Anche se l'inferno fosse inganno
non vuol dire che sia falso.
Ti dico solo
cibati di vita fin quando è vera
anche se non vuol dire che sia reale.


venerdì 2 maggio 2014

Yona Friedman

Nell'architettura di sopravvivenza bisogna includere la nozione
di sopravvivenza urbana, che è di importanza capitale nelle
condizioni di impoverimento attuali e future. [...]
Essendo il piano di salvataggio (e anche al modo in cui sarà
condotta) che andrà tutta l'importanza. [...]
Una grande autonomia, una grande autarchia saranno
dunque necessarie, perché non ci sarà più la possibilità di scambio
per l'approvvigionamento, la sussistenza.

Yona Friedman, 2009