martedì 29 ottobre 2013

John Maynard Keynes

Le idee, il sapere, la scienza, l'ospitalità, il viaggiare -
queste sono le cose che per loro natura dovrebbero essere
internazionali. Ma lasciate che le merci siano fatte in
casa ogni qualvolta ciò è ragionevolmente
e praticamente possibile, e, che la finanza
sia eminentemente nazionale.

John Maynard Keynes, economista, 1933

sabato 26 ottobre 2013

Iosif Brodskij

il sabato poesia

Zeri


Metti in serbo per le stagioni fredde
queste parole, per le stagioni dell'ansia!
Come il pesce sulla sabbia, l'uomo sopravvive:
se si strascina agli arbusti e s'alza
su gambe incerte e storte e va, come un rigo dalla penna,
nelle viscere stesse della terra.

Esistono leoni alati, sfingi col seno
di donna, angeli in bianco e ninfe del mare:
a colui che sostiene sulle sue spalle il peso
di buio, caldo e - oso dirlo - dolore,
sono più cari degli zeri concentrici nati
da parole gettate.


martedì 22 ottobre 2013

Richard Kalvar: immergersi nell'acqua della vita

Richard Kalvar si racconta.

Il ruolo del fotografo consiste nell'invadere la vita degli altri, nel servirsi degli altri. Un fotografo è un voyeur e il voyerismo esercitato senza il consenso del partner è un po' come una violenza. Per fare bene il proprio mestiere, un fotografo deve dimenticare questo; la violenza deve perdere di importanza.
Se siete timidi al momento di agire, non potete scattare le vostre fotografie. E' come l'amore. Bisogna essere molto appassionati per superare questo primo blocco. Tutto qui.

Quando vedo delle persone felici, mi rifiuto di fotografarle. Perché la felicità è qualcosa di bello e io non voglio entrare in tale bellezza per distruggerla. In quei casi, mi sento anch'io felice, in modo molto semplice, naturale. a volte ho il complesso di occuparmi solo di cose tristi.

E' vero che esiste qualcosa di sessuale nell'atto del fotografare. Io faccio tutto senza limiti, mi immergo nell'acqua della vita. E' sufficiente fare il primo gesto; quando funziona, si sa come seguire le cose. Ma l'inizio non è semplice. Quando fotografo per mio esclusivo piacere, uso un obbiettivo 35 mm. Perché non ha bisogno di nessuna inquadratura complicata da fare. Bisogna essere molto vicini al soggetto per comporre le proprie fotografie.
Bisogna essere un cacciatore e un attore. E' difficile ma quando ci riuscite, vi riscalda il cuore.

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lunedì 21 ottobre 2013

David Alan Harvey, attimi di vita


Nato a San Francisco, David Alan Harvey si è laureato alla Missouri School of Journalism. Nel 1969 ha cominciato a collaborare con il Topeka Capital-Journal del Kansas, dove è stato incoraggiato a fotografare a colori. Una borsa di studio del Virginia Museum of Fine Arts gli ha fornito la possibilità di cimentarsi con un gran numero di temi giornalistici. Per National Geographic ha realizzato più di 40 servizi a partire dal 1973. Da allora si è interessato alle tematiche più disparate. Nel 1978 viene insignito del titolo Magazine Photographer of the Year dalla National Press Photographers Association, e nel 1993 ha vinto un premio World Press Photo. Ha tenuto seminari e conferenze in moltissime università. Le sue fotografie sono state pubblicate da molte riviste, e i suoi libri fotografici hanno riscosso enorme successo. Nel 1993 David è entrato a far parte dell’agenzia Magnum come tirocinante, diventandone membro effettivo nel 1997.

sabato 19 ottobre 2013

John Keats

il sabato poesia

Fantasia


Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo.


venerdì 18 ottobre 2013

Jean-Pierre Dupuy

Gli automobilisti descrivono la loro macchina come
una piccola bolla che li isola dallo spazio esterno ostile,
come un'estensione della loro casa, come una sorta di
cordone ombelicale che li connette, potenzialmente e
simbolicamente, ai luoghi dove vorrebbero essere, e che
non sono mai i luoghi dove essi si trovano.

Jean-Pierre Dupuy, filosofo, 2002

sabato 12 ottobre 2013

Marcia Theophilo

il sabato poesia

Maracujà


Al calare della sera quando oscilli
tra le tue lunghe foglie lanceolate
mi prende la passione al tuo sbocciare
stelle vaganti, fiori, vistose stelle
ermafrodite: maracujà-cobra
maracujà giallo, maracujà-açù.
Ma presto ti separi dallo stelo, delicato
cilindro, perdi per sempre il tuo fiore,
supplichi invano, coperto dalle foglie
verde sonorità soavemente scompare.
Fiore, tu illumini i miei rami
ai primi ritmi del mattino
canto d'uccelli e di grilli
lontani tamburi - poi cadi e muori
per dare vita al frutto:
la foresta spalanca la sua bocca
nell'umido terreno ti riceve
dentro al Kulenè, Grande Xingu
i tuoi petali sparse sulle onde.


giovedì 10 ottobre 2013

Chien-Chi Chang: vivere di fotografia

Chien-Chi Chang si racconta.

Molti dei lavori che faccio con la fotografia finiscono per avere una relazione tra loro. Tutto ruota intorno allo scontro di culture, all'esperienza di vivere in due mondi diversi allo stesso tempo. Le condizioni particolari di Taiwan ti portano a pensare questo - visto che si tratta di un luogo in cui le culture si confrontano tra loro. Spesso, quel che osservi lì è come se fosse una doppia esposizione all'interno della stessa inquadratura - le cose si giustappongono in un modo che non ti aspetteresti di osservare. Se guardi un una direzione, vedi cose molto più tradizionali, se guardi dall'altra, vedi un'insegna di McDonald.
Tutti i principali reportage che ho realizzato raccontano quel che mi colpisce e mi turba. Tutti riguardano una parte di me da esprimere. Qualcuno mi ha domandato del mio stile; ma io non ho stile.

Quel che cerco è un'esperienza totale e intorno a un argomento che sento di dover affrontare. Io vivo di fotografia e se qualcosa mi disturba o mi sconcerta o mi confonde abbastanza a lungo, allora sento di dover fare qualcosa. Con la fotografia. (...)
Qualcosa ti turba, ti inquieta fino al momento in cui non agisci, e scattare fotografie è, per me, l'azione da compiere. Io, semplicemente, mi butto, non ho piani premeditati. Ignoro quel che verrà fuori alla fine del tunnel, ma mi lancio e basta, e vivo questa esperienza. (...) La fotografia è ancora il mio modo per esprimere me stesso, ma ho deliberatamente deciso di prenderla con più calma. Cerco di dare importanza a ogni singola immagine, esattamente come è importante ogni respiro che facciamo.

mercoledì 9 ottobre 2013

David McLain, le foto reportage


Le fotografie di David McLain sono apparse su National Geographic, National Geographic Traveler e National Geographic Adventure, così come su Men’s Journal, Sports Illustrated, Wine Spectator, Fortune e Life. Ha realizzato reportage in Nuova Zelanda, Australia, Giappone, Cina, America Centrale e Meridionale, Groenlandia e Columbia Britannica. McLain è stato premiato al Communication Arts Photography Annual per due anni consecutivi, e ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche nell’ambito del concorso National Press Photographers Association Pictures of the Year.

domenica 6 ottobre 2013

sabato 5 ottobre 2013

Alice Malsenior Walker

il sabato poesia

Ho imparato


Ho imparato a non preoccuparmi dell'amore
ma di onorare le sue visite
con tutto il mio cuore.
Esaminare i cupi misteri
del sangue
con mente allegra e
leggera,
conoscere il flusso delle emozioni
sciolte e veloci
come l'acqua.
La fonte sembra
qualche inesauribile
sorgente
all'interno della nostra doppia
o triplice essenza;
il nuovo viso che io
rivolgo a te
nessuno al mondo
l'ha visto
ancora.


Alice Malsenior Walker (Traduzione: adeodato piazza nicolai)

mercoledì 2 ottobre 2013

Patrick Zachmann, il silenzio della fotografia

Patrick Zachmann si racconta.
Le immagini da cercare sono una condizione fondamentale per la mia stessa ricerca fotografica.
Se sentissi di aver trovato tutte le tessere di un puzzle, non ci sarebbe più mistero, nessuna immagine perduta; perderei la direzione della mia creatività. Ed è vero che questo tema delle immagini perse ha molto a che vedere con gli ebrei dell'Europa centrale.

Nel mio rapporto con la scrittura, e anche nel mio uso di diversi formanti fotografici, esiste un riconoscimento e un'accettazione dei limiti della fotografia. Alcuni fotografi si accontentano del potere della fotografia.
Ma a me non basta. Io voglio dire delle cose attraverso le immagini, ma anche portare dentro quel che in genere resta al di fuori dei contorni di un'immagine, introdurre quel che non ho potuto fotografre o non ho saputo come fotografare. La fotografia non può dire tutto.
Io voglio parlare intorno alla fotografia ma, paradossalmente, quel che mi piace è il silenzio della fotografia.

Credo che la forza della fotografia risieda spesso nella sfera del non detto - quel che non puoi dire con le parole o mostrare con i segni.

Quando fotografi qualcuno, gli prendi sempre qualcosa. E quando questo lavoro lo hai fatto su te stesso, ti guadagni il diritto di puntare il tuo obiettivo sugli altri. Credo allora di avere il permesso di osservare gli altri perché con molta difficoltà sono riuscito a esaminare me stesso.

Vita - Patrick Zachmann è nato nel 1955 a Choisy-le-Roi, in Francia.
Fotografo freelance dal 1976, nel 1990 diventa membro di MP. Nel 1982 il suo reportage sulla camorra a Napoli è raccolto nel libro Madonna!.

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