sabato 27 luglio 2013

Jorge Carrera Andrade

il sabato poesia

Canzone della mela


Cielo della sera in miniatura:
giallo, verde, rosso,
con una stella di zucchero
e nuvolette di raso,
mela di seno duro
con nevi morbide al tatto,
fiumi dolci al gusto,
cieli fini per l’olfatto.
Simbolo della conoscenza.
Portatrice di un messaggio superiore:
La legge della gravitazione
o quella del sesso innamorato.
Ricordo del paradiso
è la mela nelle nostre mani.
Un minuscolo cielo: nel suo tornio
un angelo di profumo sta volando.


venerdì 26 luglio 2013

Chris Steele-Perkins, i limiti dell'essere umano

Chris Steele-Perkins si racconta.

Cosa mi porta a voler fotografare? Il terreno mi manca invecchiando. Una volta, era tutto chiaro: era qualcosa che aveva a che fare con l'avventura, la bellezza a le scoperta. Dava forma alla mia esperienza, metteva in evidenza un mondo che non conoscevo bene, un mondo che aspettava di essere esplorato.

In quegli anni di vagabondaggio, vedevo i limiti dell'essere umano. Mi muovevo all'interno di una terra di nessuno tra culture dove tutto si forma, evolve, crolla, emana un tanfo di morte che mi arriva fino ai polmoni, si sente l'ululato di chi è smarrito, i colpi di tosse dei bambini che stanno morendo. Ho visto uomini andare alla deriva e rialzarsi con atti estremi che andavano oltre la mia possibile comprensione.
Allora ho accostato la macchina fotografica al mio occhio sconcertato. Ora dubito della mia capacità di riuscire a discernere tra ciò che ho testimoniato con il mio lavoro. Se tra i documenti che realizzato qualcuna risulta bello e memorabile, il suo valore è di essere più un'offesa alla storia che uno strumento di cambiamento.

Forse le mie fotografie hanno cambiato qualche cosa; ispirato una raccolta di fondi per un'organizzazione umanitaria, spinto qualcuno a prendere coscienza. Prendere coscienza?
Un'espressione molto nebulosa. Se ho fortuna, questo insieme di fotografie riuscirà a trovare un posto come traccia della memoria, archivio del suo popolo, di questo tempo, di questo paese.
L'Afghanistan. Ma sarà sufficiente? Io mi impegno e poi volo via... Portandomi dietro i loro doni... le mie fotografie, verso una terra lontana che non visiteranno mai... il mio Paese.

In un certo senso, tutti i libri racchiudono delle storie e sono tutti una versione della vita che vivi. Alcuni risultano più aderenti all'argomento scelto, altri sono più personali. Mi domandi cos'è per me più importante, le fotografie o l'esperienza?
L'esperienza. Vivere è la cosa più importante.
Le fotografie sono come la glassa sui dolci.
Se scomparissero tutte domani, non cambierebbero il fatto che io ho vissuto una vita incredibile e privilegiata in cui la fotografia mi ha aperto molte notevole possibilità.

Vita

Chris Steele-Perkins nasce a Rangoon, in Birmania, nel 1947. A due anni si trasferisce con la famiglia in gran Bretagna, dove studia e si diploma in psicologia. Nel '71 va a vivere a Londra, dove comincia a lavorare come fotografo freelance. La sua prima missione all'estero è del '73, in Bangladesh.

Link:   Il Sito  -  Magnum Photos  -  Google Immagini

mercoledì 24 luglio 2013

Gordon Wiltsie


Gordon Wiltsie è cresciuto a Bishop, in California, una cittadina racchiusa fra le montagne della Sierra e le White Mountains. Verso i 18 anni era già un alpinista e un arrampicatore provetto, oltre che un promettente fotografo. La svolta nella sua carriera fotografica è arrivata nel 1975, con la pubblicazione di un saggio fotografico che lo ha reso famoso. In seguito, i numerosi servizi realizzati per National Geographic, tra cui molti articoli di copertina, lo hanno consacrato in tutto il mondo come uno dei più esperti fotografi di spedizioni e di avventure in montagna. Wiltsie ha partecipato a oltre un centinaio di spedizioni fuori dagli Stati Uniti.

sabato 20 luglio 2013

Rubén Darío

il sabato poesia

Notturno


Voi che avete auscultato il cuore della notte,
voi che nell'ostinata insonnia avete udito
un chiudersi di porte, rumore di vetture
lontane, un'eco vaga, un leggero fruscio...

In quegli istanti di silenzio misterioso
quando sorgon dal loro carcere gli obliati,
nell'ora dei defunti, nell'ora del riposo,
leggerete i miei versi d'amarezza impregnati.

Come in un vetro io verso in essi i miei dolori,
i remoti ricordi, le disgrazie funeste,
le meste nostalgie dell'anima inebriata,
la pena del mio cuore, triste in mezzo alle feste.

Dolore di non essere quello che avrei potuto,
perdita del reame per il quale ero nato,
pensiero che un istante decise la mia vita,
sogno ch'è l'esistenza da quando sono stato !

Tutto mi giunge in mezzo al silenzio profondo
in cui la notte avvolge la terrena illusione
e sento come un'eco del gran cuore del mondo
che penetra e commuove il mio cuore in ascolto.


giovedì 18 luglio 2013

Fatih Birol

Dobbiamo abbandonare il petrolio
prima che il petrolio abbandoni noi.

Fatih Birol, chief economist EIA, 2008

lunedì 15 luglio 2013

Filippo Tommaso Marinetti


L’arte è un bisogno di distruggersi e di sparpagliarsi, grande inaffiatoio di eroismo che inonda il mondo.

L'arte, questo prolungamento della foresta delle vostre vene, che si effonde, fuori dal corpo, nell'infinito dello spazio e del tempo.

L'arte è per noi inseparabile dalla vita. Diventa arte-azione e come tale è sola capace di forza profetica e divinatrice.

sabato 13 luglio 2013

Luz Méndez de la Vega

il sabato poesia

Enigmi


E tutta l’aria che non sa
che è azzurro e nube e cielo.
E tutto il mare che non sa
che è sale e onda e spuma.
E tutta la terra che non sa
che è spiaggia e montagna e alberi.
E tutto il fuoco che non sa
che è ardore e fiamma e cenere.
E tutta io che non so quel che sono
se sono mare, cielo, spiaggia o fuoco
o tutte le cose che sono o non sono
- quelle che penso e quelle che sogno -
o che forse non sono che un altro sogno
che non saprò mai. Che non saprò mai!
chi ha sognato.


Luz Méndez de la Vega (da De las palabras y la sombra, 1983)

mercoledì 10 luglio 2013

Nikos Economopoulos, semplicemente fotografie

Nikos Economopoulos racconta

Fotografo perché questo è il mio modo di vivere. Per esempio, mi è possibile partecipare a una festa, il venerdì o il sabato sera, in maniera normale. Ma se vi partecipo con la macchina fotografica, allora non ho bisogno né di bere né di ballare.

Fotografo grazie alle mie sensazioni; anche i luoghi più poveri, o più lontani, mi fanno sentire bene. Si tratta di posti dove sento che esiste qualcosa di profondamente autentico nell'atmosfera. L'autenticità mi rende felice e mi dà il modo di realizzare buone foto. Se sento che la gente reagisce e fa cose in modo non autentico, non mi sento bene. E allora me ne vado.

Forse chi osserva le mie foto sente la mia stessa eccitazione, il modo speciale in cui sento e vivo in un determinato luogo. Non necessariamente la fotografia deve descrivere la felicità; non è importante. Anche quando descrive la povertà o la sofferenza di un determinato posto, magari lì sono stato felice. Non certo perché la gente soffriva, ma perché mi sentivo in sintonia con la situazione che vivevo e questa sensazione era reale. E' questo tipo di comunicazione a rendermi felice.

Credo che se usassi di più il mo cervello, farei fotografie diverse. Mi esalto facilmente per quel che accade e nello stesso modo mi sento facilmente deluso. In questo sono molto mediterraneo.

Una sere di foto diverse possono formare una storia, non necessariamente con un inizio, un centro e una fine, ma come parti differenti di uno stesso grande puzzle. Io non comincio, in genere, un progetto con un'idea precisa di quel che farò. Non comincio, in un particolare luogo, con l'intenzione di realizzare un grande progetto o magari un libro. Comincio facendo semplicemente fotografie.

Vita: nasce nel Pelopponneso (Grecia) nel 1953 - studia legge in italia e lavora come giornalista per una serie di quotidiani e riviste greci per molti anni - le sue prime fotografie sono del 1979.

martedì 9 luglio 2013

Joel Sartore, l'immagine eterogenea


Vent’anni di esperienza, 15 dei quali con National Geographic, hanno permesso a Joel Sartore di descrivere con le sue immagini i soggetti più disparati: dalle foreste dell’Amazzonia ai vigili del fuoco del Regno Unito. Nato in Oklahoma, Sartore si laurea in giornalismo nel 1985 all’Università del Nebraska. Inizia la carriera di fotoreporter nel 1984 al Wichita Eagle diventandone il direttore fotografico nel 1990. Dal 1991 lavora per National Geographic come freelance e l’anno seguente diventa fotografo a contratto della rivista. Il lavoro di Sartore ha riscosso consensi unanimi in numerosi concorsi fotografici. Le sue fotografie sono state inoltre pubblicate su molte riviste e numerosi libri.

sabato 6 luglio 2013

Rafael Adolfo Téllez

il sabato poesia

Questi esseri diversi


Una donna e un uomo
che si guardano sul finire del 1957,
e sulla soglia di una casa con la luna
si chiedono come sarà il mio volto.
Qualcuno che sorprende
nel fiore freddo dell’arancio il suo destino.
Che non è nato.
Che ignora ogni cosa.
Che attraversa la piazza di notte
e nella pioggia incontra
il volto dei suoi genitori.
Che ha conosciuto una vigna,
un cortile, un pozzo
che sono ancora nel grembo.
Che ha amato una via.
Che ha amato una donna
come se stesso.
Che è solo.
Che sta scrivendo questi versi.
Sono questi esseri diversi
e se ne sono andati.

giovedì 4 luglio 2013

Visioni della Terra


La National Geographic pubblica dal 2008 una galleria fotografica dal nome Visions of Earth, le immagini più belle di quel che accade in giro per il mondo.
Una volta entrati nel sito basta selezionare l'anno e cliccare sulle frecce ai lati dell'immagine, sotto si troverà una breve descrizione e il mese dell'inserimento.

mercoledì 3 luglio 2013

Luigi Sertorio

Fino a che l'uomo vive di energia solare,
l'unità di misura delle sue azioni è il proprio metabolismo (circa
100 W). Questo crea dei limiti all'interazione fra l'uomo
e il resto della biosfera; limiti vuol dire regole sociali.
Il superamento di questi limiti implica la scomparsa
delle regole corrispondenti.

Luigi Sertorio, fisico