domenica 31 marzo 2013

Luigi Sertorio

Il modo giusto di pensare all'energia nucleare
è di non avere bisogno dell'energia nucleare.
 


Luigi Sertorio, fisico

sabato 30 marzo 2013

Maxine Kumin

il sabato poesia

Nuotata mattutina


Nella mia testa sgombra si profila
una spiaggia di cotone, una banchina
da cui partii, unta e denudata
tra la foschia, in solitudine gelata.
Linea non c’era, soffitto o fondale
a distinguere l’acqua dall’aere.
La nebbia della notte densa come un telo
racchiuse me nel suo spugnoso ordito.
A due gancetti l’accappatoio appesi,
fra le mie gambe il lago presi.
Invasore ed invasa, procedevo
a bracciate dentro quel piatto cielo.
Pesci rapidi e miti sotto di me a guizzare.
Dentro quel verde spazio il mio nome a cantare
e intonavo nel ritmo della bracciata
a due quarti una lenta ballata.
Mormoravo: “Assecondami”. La toccata
saliva dei miei piedi all’elegante falcata,
saliva fra le bolle che sgorgavano
di lato, dalla mia bocca spalancata.
Le ossa bevvero acqua, acqua cadente
da ogni mia porta. Io ero la sorgente
che nutriva il lago, che incontrava il mio mare
nel quale “Assecondami” cantavo.


Maxine Kumin (Traduzione di Loredana Magazzeni)

lunedì 25 marzo 2013

Donovan Wylie e il bandolo della matassa

Donovan Wylie si racconta.
Ho cominciato a farmi notare all'età di dieci anni, diventando il campione di yo-yo dell'Irlanda del Nord. Ma la competizione diventava una forma di pressione eccessiva e a dodici anni ho mollato tutto per un'occupazione relativamente più semplice - la fotografia. Ho acquistato una macchina fotografica per 10 sterline da un compagno di scuola. Apparteneva al padre, morto qualche anno prima. Era molto vecchia e spingere l'otturatore diventava un'impresa: a volte funzionava tutto bene, a volte si apriva e si chiudeva solo quando ne aveva voglia.

E' incredibile quante cose ambiziose riesci a fare quando hai molta libertà. A sedici anni mi sono ritrovato, visivamente parlando, a concepire idee di una profondità inaspettata. Quando cresci, è fin troppo semplice sentire le costrizioni che la società impone a un fotografo professionista - le limitazioni insieme del fotogiornalismo e dell'immaginazione dei photo editor. Se non fai attenzione, puoi perdere quel che una volta sei riuscito ad avere dentro di te.

Il mio primo tentativo di realizzare un reportage è stato quando avevo 13 anni. Ho scelto un gruppo di "viaggiatori"; ho smesso di andare a scuola e ho cominciato ad andare con loro. Ricordo un matrimonio; mi divertivo, ma c'era una difficoltà, che mi ha poi richiesto molti anni per risolverla. La difficoltà era riuscire a trovare un equilibrio tra le tante responsabilità che sentivo coinvolte: verso loro come persone, verso l'immagine in sé e verso una nozione più generale di pubblico. Anche se la fotografia è nata come qualcosa di molto semplice, rapidamente è diventata qualcosa di complicato e ci sono voluti anni per trovare il bandolo della matassa. In qualche modo, lo sto ancora cercando.

sabato 23 marzo 2013

Cecília Meireles

il sabato poesia

Non cercare là.
Ciò che è, sei tu.
Sta in te.
In tutto.
La goccia è stata nella nuvola.
Nella linfa.
Nel sangue.
Nella terra.
E nel fiume che si è aperto nel mare.
E nel mare che si è coagulato in mondo.
Tu hai avuto un destino così.
Fatti a immagine del mare.
Datti alla sete delle spiagge.
Datti alla bocca azzurra del cielo.
Ma fuggi di nuovo a terra.
Ma non toccare le stelle.
Torna di nuovo a te.
Riprenditi.

martedì 19 marzo 2013

Karen Kasmauski: una visione reale

Dal 1984 Karen Kasmauski ha pubblicato oltre 20 servizi su National Geographic. I suoi reportage sono imperniati su tematiche scientifiche, sanità e cambiamenti globali. Nata da madre giapponese, Karen ha realizzato diversi reportage sull’Oriente: dal mondo delle donne nipponiche a Okinawa a servizi di economia sul Giappone e sull’Asia. I suoi viaggi di lavoro l’hanno portata a visitare il mondo intero: ha documentato terremoti in Giappone, è stata arrestata in Africa, esposta alle radiazioni in Russia. Insegna in vari istituti ed è molto apprezzata come relatrice; spesso viene invitata a parlare di problemi correlati alla sanità in enti e organizzazioni benefiche. Ha ricevuto numerosi premi nei concorsi White House News Photographers e Pictures of the Year.

Link:   Il sito   -   Google Immagini

lunedì 18 marzo 2013

domenica 17 marzo 2013

Chris Jordan: l'insieme fa la forza!


Le fotografie di Chris Jordan, hanno lo scopo di darci un'idea della cultura americana contemporanea. Le sue immagini, ritraggono una quantità specifica di un qualcosa, e poi su questo ci lavora, creando delle statistiche numeriche. La sua speranza è che le immagini che rappresentano queste quantità abbiano un effetto nel nostro vivere quotidiano.

Link:   Il sito   -   Google Immagini

sabato 16 marzo 2013

Libero De Libero

il sabato poesia

Canto nero


Se alla mia sorte io guardo
fu l’infanzia in una casa
cresciuta come falsa pianta
ai pranzi delle date:
si andava in sonno all’inferno,
giugno a dicembre gemello,
quattro mura e una scala.
D’allora sperso com’acqua
di fiume in fiume, straniero
marciatore rammento paesi:
di giorno alberi amici,
il passero di notte
e fieno di nuova luna.
Alla fonte calpestata
non torna il lupo.


mercoledì 13 marzo 2013

Edgar Degas


Dipingere è facile se non sai farlo ma è molto difficile se sai come farlo. 

Edgar Degas

lunedì 11 marzo 2013

Bruno Barbey, la foto rimane

Bruno Barbey si racconta.
Ho cominciato a fotografare all'età di 18 anni con il desiderio di avere contatti umani, di viaggiare, di conoscere altre culture, di esprimere la mia sensibilità.
Come molti altri fotografi, mi sento più a mio agio con le fotografie che con le parole.

Non riesco a spiegare il mio legame con il Marocco. Sono nato lì e lì mi sento a casa. Sebbene usi il colore in una maniera astratta, scattare fotografie per me non è solo un piacere estetico. Quel che mi affascina sono le persone e la cultura.
Ho cominciato a fotografare il Marocco 30 anni fa e sono sempre tornato a lavorarci. I marocchini sono riusciti finora a preservare il loro senso di solidarietà umana e armonia con la natura adattandosi al mondo moderno, restando però sempre legati alla propria cultura.
Come dappertutto, la globalizzazione si sta facendo avanti e mi domando per quanto ancora il Marocco riuscirà a mantenere questa dimensione senza tempo.

Non sarei mai stato abbastanza pazzo da continuare a lavorare in Marocco se i miei ricordi di infanzia non fossero rimasti impressi in me in modo così vivo. Quel che potrebbe essere niente di più di un interesse estetico, in qualsiasi altra parte del mondo, qui acquista una dimensione unica.

Sono attratto soprattutto dalla bellezza, dall'umanità, dal lato positivo. Non amo immergermi nelle dimensioni sordide. Preferisco afferrare un'ombra fugace su un bel colore che fotografare una scena di guerra. Rifiuto l'estetica della folla o dell'orrore.

Penso sempre all'avvenire. Amo lavorare realizzando fotografie che resteranno; desidero lasciare una traccia che resista nel tempo. Perciò mi è capitato di scegliere pellicole che sarebbe stato impossibile sviluppare nel poco tempo concesso da rivista come Time o Newsweek. Questo li faceva infuriare. Ma io tenevo duro. Ho rinunciato a molti lavori per questa unica ragione. La sopravvivenza delle pellicole e delle immagini non è un dettaglio: è l'essenza stessa della fotografia. E' la memoria a motivarmi.

vita

1941 - nasce in Marocco
1957 - 1961 - studia fotografia e arte grafica in Svizzera
1961 - 1964 - in diversi viaggi fotografa gli italiani come protagonisti di un piccolo mondo teatrale
1964 - si avvicina a Magnum Photos, nel 1966 diventa associato e nel 1968 membro effettivo
1979 - 1981 - fotografa la Polonia in un particolare momento politico
1999 - il Petit Palais di Parigi presenta una grande mostra delle sue foto scattate in Marocco

link:
Bruno Barbey - Magnum Photos

domenica 10 marzo 2013

Linda Dorigo: il Viaggio verde

Linda Dorigo è una giovane trentenne fotoreporter freelance che vive a Beirut. Ha lavorato come assistente fotografa nel campo della moda e in vari studi di pubblicità a Lisbona per poi tornare in Italia, dove ha iniziato a lavorare come giornalista. Focalizzata sul mondo femminile, dove riesce a esprimere al meglio la sua forza creativa, si è interessata, fotograficamente parlando, al "mondo" iraniano, ai rifugiati saharawi, passando per i diritti delle donne libanesi. Nel 2010 ha realizzato un cortometraggio "Safar-e Sabz" (Viaggio Verde), sul significato del colore verde per il popolo iraniano. Il suo lavoro è stato pubblicato in Marie Claire Italia, Est e Der Spiegel.
Questo è il suo sito.

sabato 9 marzo 2013

Ko Un

il sabato poesia

Danze


Il vento del nord soffiando s'avvicina.
Gli alberi,
alberi d'inverno, tutti, danzano.
Anch'io mi adeguo, e danzo.
In fondo
neanche il cielo sembra resistere:
i fiocchi di neve disordinatamente danzano.
Anche gli orsi nel profondo delle caverne,
e le serpi sepolte lungo i pendii delle colline,
si svegliano per un attimo dal lungo sonno
e danzano pacatamente
al ritmo delle cose terrene.


Ko Un (Traduzione di Vincenza D’Urso)

mercoledì 6 marzo 2013

Kim Wolhuter: born in Africa


Fin dalla nascita Wolhuter ha vissuto a contatto con la fauna selvatica dell’Africa meridionale: suo padre lavorava come capo delle Guardie Forestali nel Kruger National Park. Dopo la laurea ha iniziato a lavorare nel mondo della natura gestendo una riserva di caccia in Botswana e lavorando presso la Mlawula Nature Reserve dello Swaziland, prima di prendere in mano la cinepresa. Dopo aver lavorato per sei anni con il regista di documentari Richard Goss Kim è diventato a sua volta un documentarista e ha fondato la propria casa di produzione.

martedì 5 marzo 2013

Giacomo Ciamician

La civiltà moderna è figlia del carbon fossile: questo offre all'umanità
civile l'energia solare nella forma più concentrata: accumulata nel tempo
d'una lunga serie di secoli, l'uomo moderno se n'è servito e se ne serve
[...] La terra ne possiede ancora enormi giacimenti:
ma essi non sono inesauribili.

Giacomo Ciamician, chimico, 1912

domenica 3 marzo 2013

Dreamerlandscape: paesaggi fotografati


Il "progetto Dreamerlandscape" nasce principalmente con lo scopo di condividere esperienze e passione in ambito paesaggistico, attraverso immagini, racconti, esperienze sul campo ed organizzazione di eventi. Questa è la citazione che capeggia nella homepage. Una presentazione semplice che mette in "chiaro" che si ha a che fare con un sito di immagini paesaggistiche.
Il team che da forma a questo progetto è formato da giovani talenti con la stessa comune passione: "credere nei propri sogni, e non smettere mai di inseguirli", come spiega Luca Giustozzi, uno dei fondatori, intervistato da clickblog.
Nel portfolio del sito sono presenti nove gallerie che vanno dall'italia; del nord, del centro, del sud ai paesi più a nord come l'Irlanda, la Scozia , l'Inghilterra e l'Islanda poi il Nord e il Sud America, un giro nell'Asia e Oceania, per poi finire con una Intimate Vision.

sabato 2 marzo 2013

Philippe Jaccottet

il sabato poesia

Parole al limite dell'udito


Avrei voluto parlare senza immagini, semplicemente
socchiudere la porta…
Ho troppo timore per questo,
troppa incertezza, talora pietà:
non si può vivere a lungo come gli uccelli
nell’evidenza del cielo
e ricaduto a terra,
in loro non vedi più che, appunto, immagini
o dei sogni.

Parlare dunque è difficile
- se è cercare… cercare che cosa?
Una fedeltà a quei soli momenti,
alle sole cose
che scendono in fondo
a noi stessi,
che ci sfuggono,
se è l’intrecciare
un rifugio impreciso
per una preda vaga,
inafferrabile…

Se vuol dire portare una maschera
più vera del proprio viso,
per poter celebrare una festa
a lungo perduta
con gli altri, che sono morti,
distanti o addormentati
ancora, e che sollevano appena
dal loro riposo questo rumore,
questi primi passi incerti, timidi fuochi
- le nostre parole:
lieve fruscio del tamburo
per poco che il dito lo sfiori
sconosciuto…