martedì 27 novembre 2012

Le pietre miliari della fotografia #9/15

La ragazza afghana

Fotografia di Steve McCurry

Nel dicembre del 1984, girando per un campo profughi in Pakistan, il fotografo di National Geographic Steve McCurry realizzò uno dei ritratti fotografici più famosi al mondo. La ragazza afghana dagli occhi verdi catturò l'attenzione del mondo intero, provando ancora una volta che la fotografia ha il potere di aprire gli occhi, i cuori e le menti con un singolo scatto.

Il ritratto di McCurry's pubblicato sulla copertina di National Geographic nel giugno del 1985, fu scattato su pellicola Kodachrome, utilizzata per decenni da McCurry e da molti altri professionisti dello scatto. Nel giugno 2009 la Kodak annunciò che avrebbe ritirato la pellicola dal mercato, e chiese a McCurry di esporre una degli ultimi rullini di Kodachromes. Le immagini di quel rullino saranno donate al George Eastman House museum di Rochester, New York.

sabato 24 novembre 2012

Shuntarō Tanikawa

il sabato poesia

Quando gli uccelli sparirono dal cielo


Il giorno in cui le Bestie sparirono dalla Foresta
la Foresta trattenne il respiro.
Il giorno in cui le Bestie sparirono dalla Foresta
gli umani continuarono a costruire strade.

Il giorno in cui i Pesci sparirono dal Mare
il Mare cupamente gemette.
Il giorno in cui i Pesci sparirono dal Mare
gli Umani continuarono a costruire porti.

Il giorno in cui i Bambini sparirono dalla Città
la Città si affaccendò perfino con più operosità.
Il giorno in cui i Bambini sparirono dalla Città
gli Umani continuarono a costruire parchi.

Il giorno in cui l’Umanità perse se stessa
tutti gli umani furono simili uno all’altro.
Il giorno in cui gli Umani smarrirono la Personalità
gli Umani continuarono a confidare nel futuro.

Il giorno in cui gli Uccelli sparirono dal Cielo
il Cielo pianse quietamente
Il giorno in cui gli Uccelli sparirono dal Cielo
gli Umani continuarono, inconsapevoli, a cantare.

venerdì 23 novembre 2012

David Alan Harvey: danzare, ascoltare e sentire

David Alan Harvey si racconta.

Io cerco di fotografare l'umanità nel suo quotidiano, col desiderio di far apparire tutto il lirismo della nostra esperienza comune.

Con il mio apparecchio fotografico e la mia pelle molto bianca mi immergo in questo caledoscopio di odori, di suoni, di luci e di sudore. Quando gli eserciti marciavano, la Chiesa pregava: "conquistare e convertire". Un'"anima divisa" è in sè la natura umana.

Non è una lezione di storia, piuttosto un viaggio visivo personale e realizzato in un mondo dal contesto storico dirompente. Si tratta di una storia "vera"? No. Si tratta di una finzione? No. Si tratta di un viaggio egocentrico attraverso la Penisola iberica e nel Nuovo Mondo.

Ma quale diritto ho di raccontare una storia della diaspora spagnola e portoghese? Nessuno. Sono un passante, un guardone, un intruso. In altri termini, una persona di un'anima divisa.

Danzare, ascoltare e sentire - tutti i sensi sono all'erta. Come faccio a sentire un tale senso di benessere in un paese straniero? Non lo capirò mai. Ma mi sento attratto, ancora e ancora, e ci ritorno, lasciandomi guidare dalla felice casualità. Mi lascio scivolare nelle notti tenebrose e angoscianti, mi perdo e mi ritrovo in un assalto di sensazioni e di bisogni primari. Afferro la macchina e scatto, non sono mai contento. Non riesco veramente a catturare l'istante.

Sento qualcosa senza però poterla toccare. La sensualità del momento continua inafferabile.

Quando poi finisci di lavorare, a volte ti capita di pensare: bene, ho fatto tutto quel che potevo. Ma in realtà, dalle storie veramente buone, quelle in cui ti coinvolgi profondamente, non riesci del tutto a tirartene fuori, mai.

la vita

1944 - nasce in California, studia e si diploma in giornalismo

1969 - comincia a lavorare per il Topeka Capitol Journal
1971 - si stabilisce a Washington e lavora per il National Geographic
1978 - viene nominato "Fotografo dell'anno per le riviste" dall'associazione dei fotogiornalisti
1997 - diventa membro di Magnum Photos

Link: David Alan Harvey - Magnum Photos - D. A. H. in progress - Baume et Mercier

mercoledì 21 novembre 2012

Nicolas Reynard: Terra do Brasil


Inizia la sua carriera a New York come assistente fotografo. Dopo il diploma alla École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi, diventa vice direttore artistico della rivista Photo lavorando contemporaneamente per altre riviste. Per un anno dirige la redazione della rivista VSD ed è condirettore della sezione documentari di Canal+ e Match TV. Viaggiando per motivi di lavoro, scopre l’Amazzonia brasiliana: l’inizio di una vera storia d’amore. Nel 1996 National Geographic gli commissiona una spedizione che lo porterà a vivere per quattro mesi con una tribù mai entrata in contatto col mondo esterno. Nicolas Reynard morirà in Amazzonia nel 2004 in seguito a un incidente aereo.

Link: National Geographic Stock - Brazil Photos - Allposters - Google Immagini

domenica 18 novembre 2012

Gregory Bateson

Stiamo imparando tramite esperienze amare che l'organismo che
distrugge il suo ambiente distrugge se stesso.


Gregory Bateson, antropologo, 1904 - 1980

sabato 17 novembre 2012

Wendy Cope

il sabato poesia

Al Round Pound


Guardi te stessa. Ed anche chi ti guarda.
Uno spettro sul muro del giardino.
Uno è lo spettro e l’altra, sì, sei tu –
sempre che entrambi esistiate davvero.

Che strano esser qualcuno dietro un volto,
avere un nome e sapere che è il tuo,
trovarsi in questo angolo di verde.
Una chiocciola osservi: avanza e sosta.

Tu stai seduta, e ti domandi quieta
fino a quando. Ti muovi? No, rimani.
Ignoto è il tessitore dell’ordito.
Scivola via un minuto dopo l’altro.


Wendy Cope - Traduzione di Silvio Raffo

venerdì 16 novembre 2012

Un viaggio di una vita

Tre ragazzi visitano undici paesi in quarantaquattro giorni, percorrono un totale di oltre sessantamila chilometri con diciotto voli aerei. Con due macchine fotografiche e un terabyte di filmati, montano tre bellissimi video per tre concetti ambiziosi e lineari basati sul movimento, il cibo e l'apprendimento.
In tre minuti, tre video di un minuto in "Un viaggio di una vita".

Il primo è Move



Il secondo è Eat



Il terzo è Learn



La loro pagina è qui

martedì 13 novembre 2012

Le pietre miliari della fotografia #8/15

Il pianeta "a figura intera"

Questa famosa immagine è la prima fotografia in cui il nostro pianeta appaia per intero. Fu scattata il 7 dicembre 1972 dall'equipaggio dell'Apollo 17, che stava lasciando l'orbita terrestre in direzione della Luna. Il sole alle spalle della navicella consentiva un'illuminazione perfetta.

Fotografia per gentile concessione NASA Johnson Space Center

domenica 11 novembre 2012

Marilyn Silverstone: fotografare è scegliere

Quando sei stato nel mondo della fotografia abbastanza a lungo, vedi l'importanza di ogni cosa, vedi gli enormi disastri come le inondazioni in Bangadlesh e la fame nel Bihar; poi assisti a un'altra sciagura e comprendi come tutto si ripeta.
Qualcuno oggi è in alto, domani invece sprofonda o magari finisce in prigione. Tu esci e fotografi e ne rimani segnato - ma forse questo non è il termine giusto. Diventi cinico. Non dentro di te, sai bene quanto sia orribile esserlo, ma capisci quale sia la maniera per realizzare le foto giuste, quelle che possano piacere, una volta tornato a casa.
Così ti rendi conto che queste stesse foto avresti potuto scattarle in qualsiasi altro posto.
Semplicemente scegli, scegli di continuo il modo in cui lavorare. Il puro atto di fotografare consiste nello scegliere. E anche nelle situazioni più catastrofiche, in realtà, il tuo pensiero va al mercato. Non puoi farci niente. Scorri con gli occhi una fila di ragazzini, ne trovi uno che colpisce il tuo sguardo più degli altri, terribile e triste. Intanto diventi un abile affabulatore. Ti ripeti continuamente: mi sto muovendo nel modo giusto perché se scatto una fotografia qui e poi la mostro lì, queste persone potranno ricevere un aiuto.

La gente cominciava a vedermi come un tutt'uno con la mia macchina fotografica. ma se non fossi una fotografia, io Marilyn Silverstone, cosa mai potrei essere? Sono qualcosa di diverso? Non si può allo stesso tempo prendere parte e fotografare. In un certo modo, questo logora.

Sempre più pensavo che un giorno ci sarebbe stato qualcosa di sconvolgente in grado di cambiare tutto. Pensavo a Madre Teresa. Se solo fossi potuta andare con lei, avrei realizzato qualcosa di significativo. Ma non era per me. Io non sono il tipo dell'assistente sociale. Non era quella la mia strada...

Vita

1929 - nasce a Londra e si diploma in Storia dell'Arte
1955 - comincia a fotografare come professionista freelance
1959 - si trasferisce a Nuova Delhi dove vive e lavora fino al 1973
1977 - è ordinata monaca buddista e vive in Nepal, in un monastero dove pratica la sua religione
1999 - muore nel monastero di Shechen, nei pressi di Kathmandu.

Link: Magnum Photos - www.stevenkasher

sabato 10 novembre 2012

Manuel Alegre

il sabato poesia

Il decimo sonetto del portoghese errante


Contro l'usura e l'interesse contro la rendita
contro un tempo di avere più che di essere
contro l'ordine fondato su una compravendita
contro la vita che logora fino a dolere

contro la forza che opprime - là io canto.
E dove amore si cerca e non si trova
dove la vita si misura a tanto e tanto
dove la menzogna impera - là io sono contro.

E perciò disturbo e sono malvisto.
Che se il tempo è di sbarre io resisto
e quando alcuni tacciono io non taccio.

Io sono il renitente il dissidente.
Perciò mi han guardato di mal occhio
e perciò persisto e canto e parlo.


Manuel Alegre - traduzione di Giampaolo Tonini

martedì 6 novembre 2012

Ufficio federale svizzero dello Sviluppo territoriale

Noi viviamo a spese di altre regioni del mondo
o delle generazioni future.


Ufficio federale svizzero dello Sviluppo territoriale

domenica 4 novembre 2012

National Geographic: Photo Contest 2012


Sono migliaia le fotografie finora arrivate al Photo Contest 2012 del National Geographic e sono in continuo aumento visto che la data ultima per la presentazione è il 30 novembre. Nel 2011 furono 20.000 provenienti da oltre 130 paesi.
Intanto un assaggio di cinquanta fotografie ci viene fornito da The Atlantic. Eccole!

sabato 3 novembre 2012

Eliseo Diego

il sabato poesia

Per la selva oscura


Una poesia altro non è
che una conversazione nella penombra
del vecchio forno, quando ormai
tutti se ne sono andati, e scricchiola
fuori il bosco profondo; una poesia

altro non è che alcune parole
che qualcuno ha amato, e cambiano
posto con il tempo, e adesso
non sono che una macchia,
una speranza indicibile;

una poesia altro non è
che la felicità, una conversazione
nella penombra, tutto
quello che è stato, e ora
è silenzio.




venerdì 2 novembre 2012

Pablo Picasso


Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.


Pablo Picasso

giovedì 1 novembre 2012

Pablo Corral Vega: la vita è poesia


Nato in Ecuador nel 1966, lavora per varie pubblicazioni internazionali. Nel 1994 ha diretto il progetto Discovering Ecuador, a cui hanno collaborato 38 importanti fotogiornalisti provenienti da 11 paesi del mondo. Corral Vega è anche il fondatore di Harmonia Terra Foundation, un’organizzazione no profit che pubblica volumi sulla geografia, la tutela della natura e della cultura dell’America Latina. Apprezzato conoscitore delle questioni sudamericane, ha pubblicato diversi volumi fotografici. Ispirandosi alle sue foto, il celebre romanziere Mario Vargas Llosa ha scritto 20 racconti brevi per il libro sulle Ande edito da National Geographic. Corral Vega ha esposto le sue fotografie in Ecuador, Giappone, Spagna e negli Stati Uniti; è laureato in Legge e scienze politiche all’Università cattolica dell’Ecuador. Vive a Quito.

Link: Pablo Corral Vega