domenica 28 ottobre 2012

Le pietre miliari della fotografia #7/15

La Terra vista dalla Luna

La prima foto del pianeta dall'orbita lunare fu scattata il 23 agosto 1966 dal satellite Lunar Orbiter 1. Da una distanza di 380 mila chilometri, si vede metà del pianeta, fino alla linea che va da Città del Capo a Istanbul; le aree più a est sono avvolte dal buio della notte.

Fotografia per gentile concessione NASA/Lunar Orbiter 1

sabato 27 ottobre 2012

Giovanni Quessep

il sabato poesia

Tacere è bello


Tacere è bello, a volte,
nella disgrazia, quando il cuore
riconosce i suoi fiori
nella morte incantata;

e ascoltare appena quella musica
dei giardini insonni,
mentre cadono le foglie
che vigili in un tempo diverso ci conducono.

Tacere è bello, allora,
sentire la polvere amata
che passa in un cielo innumerevole
nella notte mortale o il disincanto.

Dire niente, guardare nei sogni
la penombra del bosco,
come un'ala che si apre
dall'azzurro profondo dei suoi fiori.

Oh tu che regni nella notte,
rosa del paradiso che non torni,
lasciami ascoltare il tuo magico incanto
attraverso le vie della neve.

Dimmi, nel tuo perduto corpo, che azzurro
mi avvolgerà, dimmi, c'è un'altra forma
per non morire a parte il canto
che in solitudine si svela?

Tacere è bello nella disgrazia
sotto l'ombra confusa,
e aspettare che chiuda i nostri occhi
il cielo sconfinato delle favole.

mercoledì 24 ottobre 2012

Carl De Keyzer: il senso e il valore del reportage

Carl De Keyzer si racconta.

C'è sempre una dimensione nel mio lavoro. Io cerco di mostrare l'opposizione tra la rapidità del reportage, del tipo CNN, e il tempo di fabbricazione di una delle mie "tavole" su un avvenimento.
Le immagini che presento sono "spostate temporaneamente" di circa un anno rispetto all'attualità: mettono quindi in discussione il senso e il valore del reportage. Io ho sempre voluto fare del reportage ma il mio lavoro è una reazione a come i media trattano l'attualità. Il tutto con il contrappunto dell'ironia.
Oggi gli avvenimenti che passano alla televisione sono rapidamente dimenticati. Non c'è tempo di fermarsi, le opinioni si devono formare nello spazio di pochi secondi perché nessuno riesce a seguire né può arrestare il flusso degli avvenimenti. La pittura, o l'affresco fotografico, nel mio caso, hanno bisogno di tempo per essere compresi, soprattutto se non si capisce subito perfettamente quel che si è voluto mostrare. Quindi, io non intendo spiegare le ragioni che mi hanno portato a registrare questa o quell'altra immagine per un certo avvenimento preciso. A volte, addirittura, l'immaginazione dello spettatore è più creatrice di quella dell'autore.
C'è sempre un doppio livello nel mio lavoro: quel che vedi è reale ma allo stesso tempo non è reale. Come molte altre cose nella vita, questo gioco ha a che fare con l'abitudine a controllare la situazione.
Quando tutto funziona al meglio, è come se inventassi qualcosa o vedessi una situazione che nessun altro vede e questo ti fa sentire unico per un momento. In questo gioco puoi metterci tutte le tue competenze e abilità. 


Tutto quel che hai come intelligenza, immaginazione e conoscenze di base lo usi per creare queste immagini. Certamente, hai la macchina fotografica e la macchina fotografica possiede limitazioni e ostacoli - bisogna cercare un posto per fotografare, cosa fotografare ecc. Ma alle volte ti ritrovi in una situazione particolare, dove le cose avvengono intorno a te e ti senti in uno stato di perfetta felicità. Quel che resta da fare, allora, è solo inquadrare questo momento.

Vita

1958 - nasce in Belgio uno dei più interessanti e originali fotografi affermatisi negli anni Ottanta
1982 - comincia la sua attività di fotografo freelance
1990 - entra in Magnum Photos
1994 - diventa membro di M.P.
1995 - insegna all'istituto Superiore di Arte di Anversa

Link: il sito - MagnumPhotos

domenica 21 ottobre 2012

Niles Eldredge

Il nostro destino è inestricabilmente legato
a quello di tutte le specie e di tutti gli ecosistemi della Terra
.

Niles Eldredge, 2000

sabato 20 ottobre 2012

Attilio Bertolucci

il sabato poesia

Gli anni

                    Le mattine dei nostri anni perduti
i tavolini nell’ombra soleggiata dell’autunno,
i compagni che andavano e tornavano, i compagni
che non tornarono più, ho pensato ad essi lietamente.
Perché questo giorno di settembre splende
così incantevole nelle vetrine in ore
simili a quelle d’allora, quelle d’allora
scorrono ormai in un pacifico tempo,
La folla è uguale sui marciapiedi dorati,
solo il grigio e il lilla
si mutano in verde e rosso per la moda,
il passo è quello lento e gaio della provincia.

Attilio Bertolucci da La capanna indiana, Sansoni, 1951

giovedì 18 ottobre 2012

Anna Delany: il mondo in bianco e nero

Lungo la strada l’obiettivo in bianco e nero di Anna Delany scorge poetiche da serranda e vetrine di parrucche, altari urbani, souvenir della libertà fatta statua e tutti i segni di una cultura d’asfalto che ha ombre e confini.

Una cultura urbana che comunica con insegne, graffiti e cartelli, indossa ‘gioielli’ appariscenti, si avventura sui binari di notte e corre sulle rotelle di giorno, lasciando il cielo agli uccelli e il cemento agli uomini.

via | clickblog

martedì 16 ottobre 2012

Ferdinando Scianna


“Perché non è completamente vero, come scrisse Roland Barthes nel suo memorabile “La camera chiara”, che le fotografie solo dicono “ciò è stato”, piuttosto, a me pare, ripropongono in una sorta di lancinante presente ciò che non è più. Forse è per questo che mi sono andato convincendo che la massima ambizione per una fotografia sia di finire in un album di famiglia. E’ quello, forse, il luogo dove le fotografie sprigionano le più profonde emozioni.”

Ferdinando Scianna

domenica 14 ottobre 2012

Pascal Maitre: Madre Terra


Nato a Buzançais, in Francia, nel 1955, Maitre ha studiato psicologia prima di intraprendere la carriera di fotoreporter, nel 1979. I numerosi incarichi lo hanno portato in tutto il globo, dall’Antartide all’Afghanistan. I suoi libri, In the Heart of Africa e Madagascar: Travels in a World Apart, raccolgono immagini scattate in oltre 15 anni di lavoro in Africa. Le sue fotografie sono state pubblicate su varie testate in tutto il mondo, tra cui Geo, Figaro, Newsweek, Life, e molte altre. Il suo primo servizio per National Geographic, pubblicato nel settembre del 2005, era dedicato al petrolio africano.

Link: Tutte le sue foto su National Geographic - Google Immagini

sabato 13 ottobre 2012

Jorge Luis Borges

il sabato poesia

Arte poetica


Guardare il fiume fatto di tempo e d’acqua
e ricordare che il tempo è un altro fiume.
Sapere che ci perdiamo come il fiume
e che passano i volti come l’acqua.

Sentire che la veglia è un altro sogno,
sogno di non sognare e la morte
che il nostro corpo teme è questa morte
di ogni notte, che chiamiamo sonno.

Vedere nel giorno o nell’anno un simbolo
dei giorni dell’uomo e dei suoi anni,
trasfigurare l’oltraggio degli anni
in una musica, un rumore, un simbolo,

vedere nella morte il sonno, nel tramonto
un triste oro, questo è la poesia
che è povera e immortale. La poesia
si volge come l’aurora e il tramonto.

Talora nel crepuscolo un volto
ci guarda dal fondo di uno specchio;
l’arte deve esser come quello specchio
che ci rivela il nostro proprio volto.

Ulisse, dicono, stanco di prodigi,
pianse d’amore, scorgendo la sua Itaca
umile e verde. L’arte è quell’Itaca
di verde eternità, non di prodigi.

È anche come il fiume senza fine
che passa e resta; è specchio di uno stesso
Eraclito incostante, uno e diverso
sempre, come il fiume senza fine.

Jorge Luis Borges  - Traduzione di Maria Vasta Dazzi

lunedì 8 ottobre 2012

Wayne Miller: le verità universali

Wayne Miller si racconta.

La storia di queste fotografie comincia un mondo e mezzo fa, nel pacifico del Sud, a bordo di una portaerei degli Stati Uniti. Come fotografo arruolato nella seconda guerra mondiale, ho assistito a un inutile spreco di vite e risorse. Subito dopo l'esplosione della prima bomba atomica ho documentato e registrato l'orrore di Hiroshima, la definitiva negazione della sanità mentale.
Una sera, eravamo verso la fine della guerra, scivolai sul ponte per raggiungere un gruppo di commilitoni. Cominciamo a scherzare e spettegolare per un pò, poi la discussione si incentrò sulla cieca stupidità della guerra. Molti di noi sentivano che si stava combattendo come nel buio, guidati solo dall'istinto, contro nemici che non conoscevano e che non ci conoscevano. Fucili e bombe possono vincere la guerra, ma l'ignoranza e il sospetto sicuramente perdono la pace. Solo una profonda consapevolezza e comprensione, concordammo tutti, permette ai nemici di diventare amici e agli amici di diventare nostri vicini.
Non dimenticherò mai quella conversazione.
Mi convinsi che, dopo la guerra, con un apparecchio fotografico, sarei stato in grado di documentare le cose che rendono questa nostra razza umana una famiglia unica. Possiamo essere diversi come razza, colore, lingua, condizione fisica e politica. Ma guardate tutto quel che abbiamo in comune: sogni, risate, lacrime, orgoglio, il conforto di una casa, il desiderio di un amore.
Se potessi fotografe queste verità universali, pensai, potrei aiutare a comprendere meglio lo straniero che vive dall'altra parte del mondo - o dall'altra parte della città.

La vita

1918 - nasce a Chicago, studia economia bancaria
1938 - 1942 - studia e lavora nel campo della fotografia
1942 - 1946 - si arruola in marina
1947 - lavora come fotografo freelance
1948 - ottiene la borsa di studio dalla Fondazione Guggenheim
1949 - 1953 - lavora per la rivista "Life"
1954 - 1955 - è direttore del Dipartimento fotografico del Museum of Modern Art di New York
1958 - entra in Magnum Photos
1962 - 1966 - diventa presidente della M.P.
1975 - abbandona la fotografia professionale per dedicarsi completamente alla difesa e allo sviluppo della sua foresta di sequoie in California.

Link: MagnumPhotos - Stephen Daiter Gallery - Lee Gallery

domenica 7 ottobre 2012

Le pietre miliari della fotografia #6/15

La prima foto del Sole

Fotografia per gentile concessione National Science Foundation, High Altitude Observatory

Grazie a una tecnica all'epoca giovane, la dagherrotipia, i fisici francesi Louis Fizeau e Léon Foucault realizzarono le prime foto del Sole il 2 aprile 1845. L'immagine originale, scattata con un'esposizione di 1/60mo di secondo, aveva un diametro di 12 centimetri. Bene in vista, anche in questa riproduzione, alcune macchie solari.


sabato 6 ottobre 2012

Tomas Tranströmer

il sabato poesia

Mistero per la strada

Si posò la luce del giorno sul viso di un uomo addormentato.
Gli giunse un sogno più vivido
Ma non si svegliò.
Si posò l’oscurità sul viso di un uomo in cammino
Tra la gente nei raggi di sole
Forti e impazienti.
D’un tratto si fece buio come per il temporale.
Io ero in una stanza che conteneva tutti gli istanti -
Un museo di farfalle.
Tuttavia il sole era forte come prima.
I suoi pennelli impazienti dipingevano il mondo.
(traduzione di Franco Buffoni)

mercoledì 3 ottobre 2012

Kofi Annan

Il cambiamento climatico non è solo un problema ambientale,
come troppa gente ancora crede. E' una minaccia a tutto campo.
E' una minaccia per la salute, poichè in un mondo più caldo le malattie
infettive come la malaria e la febbre gialla si espanderanno.
Potrebbe mettere a rischio la produzione di cibo, via via che l'aumento
della temperatura e la prolungata siccità renderanno i suoli fertili
inadatti al pascolo o alla coltivazione. Potrà danneggiare il terreno stesso
su cui quasi metà della popolazione mondiale vive - città costiere come
Lagos o Cape Town subiranno inondazioni dovute all'aumento del livello
dei mari causato dalla fusione delle calotte glaciali.


Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite

martedì 2 ottobre 2012

365 Ritratti giornalieri

Portrait Daily è stato fondato in 18 marzo dello scorso anno, in un luogo imprecisato dello spazio digitale e in una frizzantissima Praga, da un’idea forse anche un po’ banale, ma dall’altissimo potenziale di contaminazione. Di cosa si tratta lo si può intuire già dal titolo, un vero e proprio invito ad unirsi alla nutrita community di aderenti che hanno inviato il proprio ritratto. Uomini e donne dai tratti somatici diversissimi, età che si inseguono, si mostrano e si nascondono a volte, sotto sguardi sfrontati o imbarazzati. Schermi calati di individui, catturati preferibilmente in luoghi pubblici, en plein air, ma anche nell’intimità di mura amiche, che mettono in gioco il loro “involucro”, mostrandosi vestiti della loro pelle, o con appena qualche indumento in più.

Sembra che al termine dell’iniziativa, aperta a tutti, e raggiunta la soglia dei fatidici 365 giorni, scanditi da altrettanti cliché, i materiali raccolti, attualmente disponibili (con aggiornamenti in tempo reale) sul sito e sul profilo twitter dedicato, saranno riuniti in un libro e in un’esposizione i cui profitti saranno donati in beneficenza…non abbiamo ancora trovato riscontri in merito, provare per credere?

Fonte importata da | clickblog