sabato 31 dicembre 2011

Juan Gelman

il sabato poesia Paese
L’universo? Certo. L’infinito? Anche.
La carne? Ovviamente. 
Carne celeste
o con un cielo sopra che se tocchi l’odio
si rannuvola e sbattono furie e piove
un’acqua triste.
Una vacca pascola nell’osso che dovrò ricordare.
E quelli che dimenticano? Come indiani si coprono le vergogne?
Paese
sparito sotto un berretto militare.
Sarai in ogni cosa che verrà?
Sono venuti vigliaccheria e disprezzo.
Si avvisa Paul Celan: tombe scavate nell’acqua.
Il giorno splende.
Mi rammenta che non sono un albero e non ho radici / d’uccello.
Vagamente vivo
e nessuno mi vede entrare.
Juan Gelman (Traduzione a cura di Gregorio Carbonero)


venerdì 30 dicembre 2011

Danilo Dolci

agenda letteraria il 30 dicembre del 1997, muore a Trappeto Danilo Dolci, sociologo, educatore e poeta italiano


A chi obietta che finora nella storia non
sono stati possibili cambiamenti
strutturali con metodi nonviolenti, che
non sono esistite rivoluzioni
nonviolente, occorre rispondere con
nuove sperimentazioni per cui sia
evidente che quanto ancora non è
esistito in modo compiuto, può esistere.
Occorre promuovere una nuova storia.

(Non sentite l'odore del fumo?)

giovedì 29 dicembre 2011

Off He Goes - Pearl Jam - deepsong #43



Conosco un uomo il cui viso sembra tirato e teso
come se stesse guidando una motocicletta contro il vento più forte.
Quindi mi avvicino con tatto …gli suggerisco che dovrebbe rilassarisi
ma si muove sempre troppo in fretta.
Ha detto che mi vedrà nel retro di un disco di questo viaggio che ha percorso
È andato…troppo in là …si è allontanato con i suoi perfetti …vestiti trasandati...lì va
È già tornato ma vedo la sua figura, non sembra la stessa sopra il portabagagli…andiamo indietro.
Mi chiedo qualcosa sul suo io
…è come se i suoi pensieri siano troppo grandi per la sua taglia.
È andato...dove?...non lo so …si è allontanato …con la sua perfetta speranza trasandata…c’è andato.
Ora mi strofino gli occhi …perché è tornato.
Sembra che i miei preconcetti siano scomparsi perché continua a sorridere...
e è ancora forte. Niente è cambiato, ma le avvolgenti stronzate …quelle sono cresciute.
E adesso è a casa…e noi stiamo ridendo
…come abbiamo sempre fatto
…mio stesso vecchio …stesso vecchio amico.
Fino alle dieci meno un quarto
…ho sentito un brivido dentro.
Sembrava distratto e sapevo cosa stava per accadere prima del suo primo passo
…era già fuori di nuovo

mercoledì 28 dicembre 2011

Arnaldo Fusinato

agenda letteraria il 28 dicembre del 1888, muore a Roma Arnaldo Fusinato


Venezia! L'ultima ora è venuta;
illustre martire, tu sei perduta ...
Il morbo infuria, il pan ti manca,
sul ponte sventola bandiera bianca!

Ma il vento sibila ma l'ombra è scura,
ma tutta in tenebre è la natura:
le corde stridono, la voce manca ...
sul ponte sventola bandiera bianca!

(L'ultima ora di Venezia)

lunedì 26 dicembre 2011

Jack Bruce - Out Of The Storm (1974)

Capita di tanto in tanto di ascoltare vecchi album di cui si aveva perso le tracce. Quando succede e quando il disco comunica qualcosa non appena comincia a suonare, quando uno si sente partecipe delle emozioni dell'artista, anche dopo aver ascoltato un solo brano hai la certezza che tutto il resto del disco sarà buono. Ho ascoltato per la prima volta Out Of The Storm di Jack Bruce e mentre la sua voce intonava le prime note di Pieces of Mind mi sono reso conto di fare la conoscenza dei più bei dischi di una certa vena del rock blues inglese al pari di Rock Bottom di Wyatt. Le esperienze, l'ispirazione, la scelta intelligente di certe note, la voce robusta e ricca di soul, rivela che Jack è un musicista di una categoria a parte, quella che Bob Fripp chiamò dei "maestri". Dopo l'esperienza abbastanza monolitica di Wes, Bruce e Laing, Jack ha lavorato per un anno alla realizzazione di questo album con il solo aiuto di Steve Hunter (abilmente a tutte le chitarre) e Jim Keltner alla batteria meno in tre brani dove suona Jim Gordon. Il resto degli strumenti li suona tutti lui come tutte sue sono le voci e qui si potrebbe aprire un discorso sul cantante perché Bruce dimostra di essere in possesso di una tecnica fuori dal comune trovando timbri diversi per i diversi stati di animo e organizzando cori con armonie inconsuete. Le parole sono di Pete Brown il poeta cantante che aveva già collaborato coi Cream e la sua poesia sensoriale fatta di allusioni malinconiche si sposa benissimo con la musica che, ora è ritmata con anticipazioni jazzistiche, ora va oltre l'esperienza dei suoni contemporanei. Scozzese, connazionale di Van Morrison e come lui con un'anima piena di soul da cantare, Bruce è un musicista profondo e Out Of The Storm ne è la prova evidente. 3,5/5

sabato 24 dicembre 2011

Titos Patrikios

il sabato poesia Da Fine dell’estate – 1953-1954 VI


Io non sono quello che vedi, quello che conosci
non sono solo quello che dovresti imparare.
Devo a qualcuno ogni brandello della mia carne,
se ti tocco con la punta del dito
ti toccano milioni di persone,
se ti parla una mia parola
ti parlano milioni di persone –
riconoscerai gli altri corpi che danno forma al mio?
ritroverai le mie orme tra miriadi di altre impronte?
distinguerai i miei gesti nella marea della folla?
Io sono anche quello che fui e che più non sono –
le mie cellule morte, le mie azioni
morte, i pensieri morti
di notte tornano a dissetarsi nel mio sangue.
Io sono quello che non sono ancora –
dentro di me martella l’impalcatura del futuro.
Sono quello che devo diventare –
Intorno a me gli amici esigono, i nemici vietano.
Non cercarmi altrove
cercami soltanto qui
soltanto in me.

Titos Patrikios

venerdì 23 dicembre 2011

Tanti...


Giovanni Berchet

agenda letteraria il 23 dicembre 1783, nasce a Milano Giovanni Berchet (muore a Torino il 23 dicembre 1851)


Su, figli d'Italia! su,
in armi! coraggio!
Il suolo qui è nostro:
del nostro retaggio
il turpe mercato finisce pei re.
Un popol diviso per sette destini,
in sette spezzato da sette confini,
si fonde in uno solo, più servo
non è.

Su, Ialia! su, in armi!
Venuto è il tuo dì!
Dei re congiurati la tresca finì!

(All'armi! All'armi)

mercoledì 21 dicembre 2011

Le 120 foto del 2011 per Atlantic

Non si può certamente dire che questo 2011 sia stato un anno tranquillo. Disordini sociali e politici, crisi economiche, terremoti e tsunami, cadute di dittatori, primavera araba e Indignados in diverse parti del mondo, insomma non ci siamo fatti mancare nulla.
Il magazine The Atlantic, ha pubblicato le centoventi fotografie più emblematiche di quest'anno, visto la quantità le ha divise in tre parti. Le prime quaranta della prima parte le potete vedere qui, la seconda parte qui e la terza qui.

martedì 20 dicembre 2011

Hiroji Kubota, foto che elevino lo spirito

Si racconta.
Mi piacciono le cose belle e vorrei realizzare foto che elevino lo spirito delle persone. Vedo l'atto di donare e ricevere fotografie come qualcosa di splendido e personale.

C'è chi sostiene che fotografare i paesaggi sia qualcosa di poco intellettuale ma penso sia sbagliato e l'ho imparato in Cina. I paesaggi parlano della società e della natura e di quel che costituisce la bellezza.

Non scatto foto troppo intime delle persone, ma ho bisogno di sentire la tensione che viene dall'essere abbastanza vicini, quasi a un palmo, come se le persone potessero colpirmi se solo lo volessero. Non mi piace sottrarre loro qualcosa senza che ne siano a conoscenza. E visto che in genere io osservo gli esseri umani nel loro ambiente umano o sociale, il 35 mm è lo strumento ideale per questo.

Sempre di più mi soffermo sui paesaggi. Non pretendo che siano le foto più difficili da realizzare, ma credo si tratti di una sfida affascinante realizzare queste foto cercando di creare immagini eterne che però riflettano comunque i diversi aspetti del nostro tempo presente.


lunedì 19 dicembre 2011

Paolo Giordano

agenda letteraria il 19 dicembre 1982, nasce a Torino Paolo Giordano


I numeri primi sono divisibili
soltanto per 1 e per se stessi.
Se ne stanno al loro posto
nell'infinita serie dei numeri
naturali, schiacciati come tutti
fra due, ma un passo in là
rispetto agli altri.
Sono nuemri sospettosi e solitari.

(La solitudine dei numeri primi)

sabato 17 dicembre 2011

Juan Ramòn Jiménez

il sabato poesia Destino! Che albero invisibile e infinito


Destino! Che albero invisibile e infinito
dà il tuo frutto, che l'anima
a volte raccoglie, maturo?

Quali di queste idee sono i tuoi rami,
di questi sentimenti sono i tuoi fiori,
di queste canzoni sono i tuoi uccelli,
di questi sorrisi i tuoi profumi?

Cosa alimenta le tue radici?
In che modo, da dove, come in questo limone
dalla mia finestra, tu entri
nella nostra stanza più interna
e lì sfiori, dolcemente, il cuore?


Vittorio Gorresio

agenda letteraria il 17 dicembre del 1982, muore a Roma Vittorio Gorresio


Aveva cessato di esistere il mondo in cui [papà] era
candidamente vissuto, e pagava la sua ingenuità a carissimo
prezzo, come era forse fatale... ma per mio conto mi impegnavo
a cercar di scoprire in che senso la vita continuava avanti a me.

(La vita ingenua)

venerdì 16 dicembre 2011

Arthur C. Clarke

agenda letteraria il 16 dicembre del 1917, nasce a Minehead Arthur C. Clarke

Dagli albori del tempo, grosso
modo cento miliardi
di uomini hanno camminato
sul pianeta Terra. Orbene,
è questo un numero
interessante, in quanto, per una
coincidenza bizzarra, esistono
approssimativamente cento
miliardi di stelle nel nostro
universo locale, la Via lattea.

(2001: Odissea nello spazio)

giovedì 15 dicembre 2011

Keith Haring


Mi piacerebbe non aver visto, nè letto, nè ascoltato mai niente …e poi creare qualcosa.

mercoledì 14 dicembre 2011

Cowgirl In The Sand - Neil Young - deepsong #42



Ciao cowgirl nella sabbia
Questo posto è sotto il tuo comando?
Posso restare qui per un pò,
Posso guardare il tuo dolce, dolce sorriso?
Sei grande abbastanza adesso per cambiare il tuo nome,
Quando in così tanti ti amano, per te è lo stesso?
E la donna in te che ti fa giocare questo gioco.


Ciao, rubino nella polvere,
Il tuo anello ha cominciato ad arruginire?
Dopo tutti i peccati commessi,
Speravo che saremmo diventati cattivi.
Sei grande abbastanza adesso per cambiare il tuo nome,
Quando in così tanti ti amano, per te è lo stesso?
E la donna in te che ti fa giocare questo gioco.


Ciao, donna dei miei sogni.
Non è questo ciò che sembrava.
Parole di porpora su di uno sfondo grigio,
essere una donna ed essere rifiutata.
Sei grande abbastanza adesso per cambiare il tuo nome,
Quando in così tanti ti amano, per te è lo stesso?
E la donna in te che ti fa giocare questo gioco.

lunedì 12 dicembre 2011

John Cale - Music For A New Society (1982)

Una colonna sonora scarna e spesso struggente, enigmatica nel suo protendersi oltre i confini dell'emotività e incredibilmente magnetica nella sua tensione sottile, quasi surreale. Una stanza spoglia, un uomo con le sue tastiere, essenzialmente pianoforte e organo, qualche sporadico intervento di chitarra e percussioni, una voce carismatica nel suo incedere ai limiti del recitativo. Questo, e molto altro ancora, è Music For A New Society, capolavoro solista dell'ex-mente creativa dei Velvet Underground.
Non un album rock, come Cale ne ha realizzati pure di ottimi, ma un album che vive di poetica rock filtrata attraverso una lente intimista, la stessa di Tim Buckley, di Nick Drake, dell'inarrivabile Springsteen di Nebraska: Music For A New Society è il lucidissimo delirio del cuore di un artista schivo e inimitabile, di uno stratega dell'eclettismo e della sensibilità, di un straordinario "mago" di suoni che trascendono l'esperienza comune per rivelarsi in tutta la loro intensità di contenuti, la loro sobrietà di forme, il loro fascino austero eppure passionale.
Strappa lacrime a applausi Music For A New Society, un disco che solo il cinismo e la desolante mercificazione dei nostri tempi possono aver subito condannato all'onta dei "dimenticati". Ma, si sa, i geni sono spesso incompresi. 4/5

domenica 11 dicembre 2011

Mario Tobino

agenda letteraria l' 11 dicembre del 1991, muore a Agrigento Mario Tobino


Quella guerra era talmente feroce che sembrava giusto mettere
in salvo ogni oggetto, anche il più consunto. Si presentiva
che sarebbero arrivati giorni così bui, che ogni miseria
sarebbe apparsa un tesoro a paragone del nulla al quale sembrava
ineluttabilmente che il tempo portasse.

(Il clandestino)

sabato 10 dicembre 2011

Andrea Zanzotto

il sabato poesia  Ecloga III - La vendemmia - I

Autunno, presto. E il colchico
sui prati e la luna che si fa avanti regina
e il molto frutto nei notturni adyti
e i ruscelli lucenti millepiedi.
Cose vive, ahi, vite che ora
mi pare di avere perdute. Chi, tardo,
si tratterrà a cantarvi?
Ma in qualche luogo m’attendete, con qualche
segno dell’umano, il più limpido, al limite.
Morbido fianco dell’erba,
fianco di luna nel giorno,
pace in ripresa, lenti alberi,
autorità e sostanza.
Sì, è un’ubriachezza stolta
questa, non durerà. Col dolce
colchico e il sonno che oltre me traspare
come una lata ricchissima rosa
riavrò anche il supremo il superfluo l’azzurro.
In esso
mi ripristino: basta
così poco alla mia precaria anima
(rifrazione che ora
cade falsa, e non so la ragione)
così poco per tornare,
per essere: raggio
che s’acqueta d’un cielo ove cadere.

Andrea Zanzotto - Tutte le poesie Arnoldo Mondadori Editore 2011

giovedì 8 dicembre 2011

Eric Hines, natura offre



I più assidui frequentatori di questo blog, si saranno accorti della mia attuale passione per i Time-lapse. Ancora una volta infatti, vi presento un bellissimo video di Eric Hines dove in tre minuti e quarantadue secondi goderemo di uno spettacolo sensazionale. Le stagioni, i colori, i giorni dall'alba al tramonto, un insieme di fotogrammi che sommati tra di loro ci regalano delle emozioni sincere e "a gratis", si, offerte dalla natura.

mercoledì 7 dicembre 2011

W. Eugene Smith: foto come passione e compassione

Si racconta.
La fotografia può essere, al massimo, una voce sottile, ma a volte - solo a volte - una foto o un gruppo di foto possono risvegliare i nostri sensi alla coscienza. Molto dipende da chi osserva; in alcuni, le fotografie riescono a convogliare sufficiente emozione da diventare dei catalizzatori per i pensieri.

Dubito dell'esistenza di qualsiasi perfezione, anche se mi sforzo di raggiungerla fino all'impossibile e preferisco prendere precauzioni contro il rischio di un fallimento piuttosto che per la possibilità di un sano ma mediocre successo (non voglio deplorare il successo). (...) Le mie fotografie, tutt'al più possiedono una piccola forza, ma attraverso di loro vorrei suggerire e criticare e illuminare e cercare di fornire una comprensione che sappia essere compassionevole. E attraverso la passione, che esiste nelle mie fotografie (non importa se silenziosa), vorrei raggiungere una spiritualità che dia forza e sollievo e fiducia, come avviene agli insegnanti, ai medici e agli uomini di spettacolo, e che faccia ragionare su quale sia il posto dell'uomo e come si possa andare avanti al meglio in questa nuova epoca - epoca temibile ed eccitante. E con passione. Passione, sì, perché la passione esiste in ogni grande ricerca ed è necessaria in ogni conquista creativa - ciò vale per statisti, scienziati, artisti, per la libertà come per il demonio - e Don Giovanni sarebbe mai potuto esistere senza passione, e il sesso, il sentimento e anche la violenza potrebbero mai esistere senza passione? Volete metterlo in discussione? Pendete nota anche voi delle cose importanti che avete intorno e che continuamente vi sollecitano - e provate ad andare avanti, con questa domanda nei vostri pensieri, di pubblicazione in pubblicazione, di copertina on copertina.

Link:  Magnum Photos  -  LIFE  -  Google Immagini

martedì 6 dicembre 2011

La Top Ten Musicale del 2011

In ordine di preferenza:

1) Beirut – The Rip Tide
Si sta confermando come uno degli album più belli del 2011 questo ‘The Rip Tide’, terzo album dei Beirut, band statunitense capitanata da Zach Condon, giovane venticinquenne nato a Santa Fe nel Nuovo Messico. Fin dal primo disco ‘Gulag Orkestar’ del 2006, Condon (infatti il gruppo ‘Beirut’ si formò successivamente...) Continua a leggere...


2) Bon Iver – Bon Iver
Bon Iver pseudonimo di Justin Vernon, pubblica il suo secondo lavoro a distanza di tre anni dal suo fortunato ‘For Emma, Forever Ago’. Com’è immaginabile, la seconda prova discografica è sempre molto attesa, a conferma della veridicità artistica del musicista. A tal proposito, diciamolo subito la “prova” è stata superata. Continua a leggere...


3) Tom Waits - Bas As Me
Recensire un disco di Tom Waits non è impresa facile. Il suo essere fuori dal comune, umanamente e musicalmente, lo rende unico e come tale diventa più inseguito che inseguitore. Lontano dalle mode, ha sempre ignorato pubblico e musica commerciale, ritagliandosi attorno a se un nutrito e selezionato numero di attenti ascoltatori. Continua a leggere...


4) William Fitzsimmons - Gold In The Shadow
Quello che traspare fin dalle prime note di Gold in the Shadow è una particolare e marcata intimità. Lo stile dato dalla voce e dalla sonorità raffinata, lieve e crepuscolare di William Fitzsimmons, suggeriscono un viaggio emotivo nei meandri del suo, del nostro ‘essere’. Continua a leggere...



5) Radiohead - The King of Limbs
Come si diceva, un nuovo disco va assaporato lentamente, se poi il disco in questione è dei Radiohead, allora la regola va moltiplicata. The King of Limbs non è un disco facile, chi conosce e ama i Radiohead è preparato a questo. Molte loro uscite hanno spiazzato e anche The King of Limbs, in parte, mantiene... Continua a leggere...



6) Ry Cooder - Pull Up Some Dust and Sit Down
Il musicologo Ry Cooder ritorna con un nuovo lavoro a distanza di tre anni dalla trilogia formata dal bellissimo ‘progetto’ Chavez Ravine del 2005, dalla storia del gatto Buddy di My name is Buddy del 2007 e dal non tanto entusiasmante I, Flathead del 2008. Continua a leggere...



7) Okkervil River - I Am Very Far
A parte la collaborazione con Roky Erickson nel suo bellissimo True Love Cast All, gli Okkervil River mancavano dalla scena musicale da tre anni e questo nuovo album si preannunciava come un album ‘difficile’. "Voglio fare un disco di suoni per me stesso e non per la massa" disse a suo tempo Will Sheff... Continua a leggere...



8) Paul Simon – So Beautiful Or So What
E’ un buon ritorno questo di Paul Simon che, dopo diverse pubblicazioni di non grande valore, ritorna finalmente con un disco sopra la media, anche se lontano dall’ultimo suo capolavoro solista che è Graceland. So Beautiful Or So What è il dodicesimo lavoro in studio del settantenne cantautore americano famoso...Continua a leggere...




9) Lucinda Williams – Blessed
Lucinda è tra le mie preferite, non a caso infatti il suo West del 2007 fu per me il miglior album di quell’anno. Un grande disco, innovativo, suggestivo e profondo. Dopo la pubblicazione nel 2008 di “Little Honey”, un album non certo brillante, abbiamo la fortuna di avere tra le mani questo ottimo lavoro che... Continua a leggere...



10) Tinariwen - Tassili
In questo ultimo decennio parte degli stati africani si stanno ribellando a dittatori e governi non certamente democratici. Popoli per anni sottomessi cercano libertà e giustizia. A questa ondata di rivolta anche la musica ha dato e continua a dare il suo contributo, musicisti come Farka Tourè, Toumani Diabatè, Baaba Maal... Continua a leggere...


Altri:

11) Cowboy Junkies - Demon
Nella seconda metà degli anni ottanta i fratelli Timmins si fecero conoscere grazie ad una manciata di buoni dischi, tra cui gli ottimi The Caution Horses, Black Eyed Man e il superlativo The Trinity Session dell’88. Negli anni successivi, per una serie di coincidenze, non ultima la mancanza di “creatività” sonora... Continua a leggere...



12) R.E.M. - Collapse Into Now
Dire che con questo quindicesimo lavoro i R.E.M. ritornano alle origini, è assai azzardato. Eguagliare ottimi dischi e capolavori come Document dell ’87, Green dell '88, Out of Time dell ’91 e Automatic for the People dell '92, non è cosa semplice. Personalmente, dopo il buon New Adventures in Hi-Fi dell '96... Continua a leggere...



13) Wilco - The Whole Love
Il coraggio è una virtù di pochi e i Wilco sono tra questi. I fan di vecchia data, dopo un primo ascolto rimarranno molto probabilmente spiazzati. The Whole Love abbandonando la strada di Sky Blue Sky (2007) e dell’ultimo Wilco (2011), dimenticando i suoni di Yankee Hotel Foxtrot (2002)... Continua a leggere...



14) Eddie Vedder - Ukulele Songs
Vedder è un grande musicista, una grande voce, un grande leader (I Pearl Jam sono uno dei gruppi più importanti e più amati degli ultimi decenni), ci ha regalato la splendida colonna sonora... Continua a leggere...

lunedì 5 dicembre 2011

Alexandre Dumas padre

agenda letteraria il 5 dicembre del 1870, muore a Puys (Dieppe) Alexandre Dumas padre


Sente una voce che gli sussurra all'orecchio: "temo che sia
forza ritirarsi". "Bixio! - Garibaldi risponde attonito -
qui si fa l'Italia una, o si muore". Poi sfodera la spada
e gridando "Avanti!" si slancia per primo nel mezzo del nemico.
Irresistibile quello slancio; la voce, il gesto, il pericolo
imminente del duce stimolano il coraggio di ogni volontario.

(Giuseppe Garibaldi e i suoi tempi)

sabato 3 dicembre 2011

Beh ...un lustro!

Sono trascorsi cinque anni dalla prima pubblicazione di questo blog, cinque anni di attività non frenetica ma costante.


Un lustro quindi, che significa "cinque" ma significa anche ben pulito, dare e/o costituire prestigio a qualcosa. Ecco, per i prossimi anni rilancio con questi obiettivi: pulire e apportare prestigio. Io mi impegno e spero anche voi.


Vi ringrazio, soprattutto chi in questi anni ha contribuito con le visite ed i commenti a rendere questo blog anche solo un po' interessante ed utile .


Grazie davvero a tutti.

Ugo Riccarelli

agenda letteraria il 3 dicembre del 1952, nasce a Ciriè Ugo Riccarelli


Le cose sono cose, hanno una vita
loro, hanno forme, pensieri,
hanno età e persino un colore.
Siamo noi a dividere, a costruire
barriere, ad alzare, abbassare,
a dire chi è buono e cosa
invece è peggiore. L'Annina capì
così la distanza tra la madre
e l'Ulisse. La sentì forte,
batterle il petto. Una botta
improvvisa, una crepa sul cuore.
La ferita bruciante
di un dolore perfetto.

(Il dolore perfetto)

venerdì 2 dicembre 2011

Vita a New York



Il giovane fotografo francese Benjamin Jehan aka titou, fotografa New York e realizza questo interessante time-lapse "Life a NY".
New York, la città che non dorme mai, infatti, a qualsiasi ora del giorno o della notte la vita è sempre frenetica e le attività commerciali sono sempre aperte cosicché anche il più sofferente di insonnia possa trovare qualcosa da fare durante la notte. Ma New York non è solo divertimento e shopping è anche cultura con i suoi famosissimi musei, ce ne sono per tutti i gusti, da quelli dedicati all'arte a quelli dedicati alla città, all'astronomia, alle scienze naturali o quelli a sfondo etnico. Ce ne sono di grandi e di piccoli, di famosi e di anonimi.
Insomma per gli amanti delle grandi metropoli una New York da vivere.

giovedì 1 dicembre 2011

Gustav Klimt


“Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull'artista, l'unico che vale la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio”

 
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