mercoledì 30 novembre 2011

One Too Many Mornings - Johnny Cash & Bob Dylan - deepsong #41



Un altro giorno è passato


Lungo la strada i cani abbaiano
E il giorno si sta facendo scuro
Appena la notte scenderà di colpo
I cani smetteranno il loro latrare
E la notte silenziosa sarà frantumata
dai suoi dentro la mia mente
Mentre un altro giorno è passato
E ho ancora mille miglia da fare


Dal crocicchio davanti alla mia porta
Lo sguardo lentamente si sfoca
E io volgo ancora il capo
verso la stanza dove ho dormito con il mio amore
E poi di nuovo fisso la strada
E il marciapiede e il cartello
Mentre un altro giorno è passato
E ho ancora mille miglia da fare


E' una sensazione affamata senza riposo
Che non dice niente di buono per nessuno
Quando ogni cosa che io dico
Tu puoi dirla altrettanto bene
Tu ha ragione da parte tua
e io ho ragione dalla mia
per entrambi è passato un altro giorno
E abbiamo ancora mille miglia da fare

martedì 29 novembre 2011

Carlo Levi

agenda letteraria il 29 novembre del 1902, nasce a Torino lo scrittore e pittore Carlo Levi

In una civiltà contadina
è una civiltà senza Stato
e senza esercito...
In questa terra oscura, senza
peccato e senza redenzione, dove
il male non è morale, ma è un 
dolore terrestre, che sta per
sempre nelle cose, Cristo non è
disceso. Cristo si è fermato
a Eboli.

(Cristo si è fermato a Eboli)

domenica 27 novembre 2011

Tom Waits - Bad as Me (2011)

Recensire un disco di Tom Waits non è impresa facile. Il suo essere fuori dal comune, umanamente e musicalmente, lo rende unico e come tale diventa più inseguito che inseguitore. Lontano dalle mode, ha sempre ignorato pubblico e musica commerciale, ritagliandosi attorno a se un nutrito e selezionato numero di attenti ascoltatori. Del resto, e la sua opera lo dimostra in modo inequivocabile, Tom è personaggio complesso oltre ogni dire, indefinibile, indecifrabile.
A cinque anni da Orphans, una raccolta in 3 CD con 56 canzoni di cui metà nuove, Bad As Me esce nella stagione più ideale: l'autunno. Il disco infatti, abbandonando i "rumori" in favore della "canzone", meglio si armonizza con le atmosfere novembrine.
Bad As Me non appartiene al miglior Waits quello dei metà anni ottanta per capirci, quello di Rain Dogs e Frank's Wild Years, i suoi due dischi più belli per il sottoscritto, ma è pur sempre un ottimo disco. Un album che alterna almeno quattro capolavori: Get Lost, Pay Me, Back In The Crowd e New Year's, brani estremamente profondi, dove ritmo, fisarmonica, malinconia e struggente melodia creano un tutt'uno, regalandoci quattro ballate del miglior Waits d'annata. Sei ottime canzoni: Chicago, Talking At The Same Time, Bad As Me, Satisfied, Last Leaf e Hell Broke Luce, mettono in evidenza l'estro di Waits con brani dove la voce rauca e notturna, a volte sofferta, a volte romantica, sempre e comunque accompagnata da musica straordinariamente "Waitsiana", mediano la sommatoria del disco. Le altre tre canzoni dell'album: Raised Right Men, Face To The Highway e Kiss Me, sono sottotono, e pur essendo buone canzoni, non riservano particolari emozioni.
La peculiarità dell'album è la sua frammentazione, un susseguirsi di immagine su immagine, ognuna diversa, fino a far prendere al disco il contorno bel definito della sua "storia". Waits scatta semplicemente delle istantanee, accontentandosi di dare un frammento d'atmosfera, uno scampolo d'emozione, racconta però dei particolari, e qui risiede la grandezza dell'autore, pur se l'accostamento di stili e radici sono diversi tra loro, la musica creata ha un suo senso e la poesia è la coordinata preferita.
Nel complesso il disco è ben suonato, possiede una personalità e dimostra che Tom Waits non ha rinunciato a scrivere ottima musica. Certo non è un capolavoro, ma di questi tempi, con trentotto anni di musica alle spalle e una ventina di album pubblicati, è come lo fosse. 4/5

sabato 26 novembre 2011

Samuel Beckett

il sabato poesia  Che farei


Che farei senza questo mondo senza faccia né domande
dove essere non dura che un attimo dove ogni istante
si versa nel vuoto nell’oblio di essere stato
senza quest’onda dove alla fine
corpo e ombra sprofondano insieme
che farei senza questo silenzio abisso dei bisbigli
ansimante furioso verso il soccorso verso l’amore
senza questo cielo che si innalza
sulla polvere delle sue zavorre

che farei farei come ieri come oggi
guardando dal mio oblò se non sono solo
a errare e girare lontano da ogni vita
in uno spazio burattino
senza voce tra le voci
rinchiuse con me.

venerdì 25 novembre 2011

Mario Missiroli

agenda letteraria il 25 novembre del 1886, nasce a Bologna, il giornalista e scrittore italiano Mario Missiroli

Noi liberali dobbiamo molto
a Hegel. Egli ha contribuito
a darci non solo una dottrina,
ma una convinzione
e una norma di pensiero
e di vita. Forse per questo
ci rifiutiamo di aderire a certe
posizioni dogmatiche
e passiamo per clericali dinanzi
agli anticlericali e anticlericali
dinanzi ai clericali.

giovedì 24 novembre 2011

Dove stiamo andando?



Straordinario questo video del compulsivo timelapser David Coiffier.
In pochi minuti faremo il giro del mondo e vedremo tutto ciò che si muove, dal movimento frenetico delle metropoli a quelli della natura. 
Immagini suggestive che fanno riflettere su "dove stiamo andando?" Risposta che non troveremo nella prima parte del video dove i "movimenti" urbani delle grandi città non rilassano e mettono una certa inquietudine, e che, invece, troveremo probabilmente nella seconda parte, dove la natura ha il sopravvento. 

martedì 22 novembre 2011

Eli Reed - Io, in quanto nero americano

Si racconta.
Per me, fare fotografia di documentazione significa entrare in contatto con il mondo e le cose che si vedono, fotografandole. E' quello che registri mentre passeggi sul pianeta terra. Se gli alieni venissero a visitarci, sarebbe questo un modo per spiegare loro la nostra realtà.

Il mio lavoro, quello che senti più personale, come il saggio su Black in America o le foto on bianco e nero su Beirut che ho scattato a margine di quelle del mio assignement, sono le cose che hanno per me maggior valore. Qualcosa che è nato quasi da sè, senza una vera intenzione da parte mia. Non si tratta di storie lineari, con un inizio, un centro forte e una fine.
Sono una riflessione sul passato e sul futuro, ma tutte queste foto, a loro modo, racchiudono un cuore di significato forte. Rappresentano la riflessione più onesta di quel che ho visto e di quel che ho sentito.

In Africa io ho sentito la fertilità del suolo, il genuino nesso che lega gli esseri umani alla superficie della terra. Avevo bisogno di camminare sul suolo africano per cercare di comprendere il destino collettivo dei neri americani. E io, in quanto nero americano che vive negli Stati Uniti, sentivo la spinta dell'eternità e la ricerca di un posto che ancora non c'è. Un posto che dovrebbe diventare, ma che ancora non è, quello dove poter riposare. Un posto che racconti ai posteri della fatica di mio padre e di mia madre e di quanto io sappia di non potermi aspettare mai, nel corso della mia vita, conforto o sollievo.
Forse i figli dei nostri figli potranno godere di questo. Ma noi dobbiamo ancora lavorarci.

Link:   Magnum Photos   -   Google Immagini

lunedì 21 novembre 2011

Voltaire

agenda letteraria il 21 novembre del 1694, nasce a Parigi Voltaire

Il nostro rispetto è dovuto a chi
domina gli animi con la forza
della verità, non a coloro che
rendono schiavi con la violenza,
a chi conosce l'universo,
non a coloro che lo stravolgono.


(Lettere filosofiche)

sabato 19 novembre 2011

Dezső Kosztolányi

il sabato poesia Sogno di inchiostri colorati


Sogno di inchiostri colorati,
il più bello è il giallo.
Scriverei molte lettere
con questo colore
ad una ragazza, che amo.
Scriverei scarabocchi,
lettere cinesi,
e un uccello allegro
con dei ghirigori.

E voglio ancora tanti altri colori:
bronzo, argento, verde e oro,
e ci vogliono ancora cento e mille,
e poi un milione:
viola scherzosa, color vino, grigio muto,
pudico, sgargiante, innamorato,
ma anche viola triste e color mattone,
e poi celeste chiaro come l'ombra
della vetrata colorata del portone
in un mezzogiorno d'agosto.

E voglio rosso vivo,
color sangue, come un tramonto infuocato,
e allora scriverei, scriverei sempre.
Con azzurro a mia sorella, con oro a mia madre:
le scriverei una preghiera d'oro,
fuoco d'oro, parola d'oro, come l'alba.

E non mi stancherei mai, scriverei
in una vecchia torre, senza sosta.
Sarei tanto felice, oh Dio mio, tanto felice,
colorerei tutta la mia vita.

Dezső Kosztolányi (Mostan színes tintákról álmodom, 1910)
fonte www.ungherese.weebly.com - grazie la traduttrice Agnes Preszler

venerdì 18 novembre 2011

Islanda: il sole di mezzanotte



In una ipotetica classifica dei migliori video del 2011, questo cortometraggio avrebbe serie possibilità di premio.
Si dice che l'Islanda sia il paradiso dei fotografi e che almeno una volta nella vita bisognerebbe visitarla, infatti, dopo la visione del filmato diventa estremamente chiara questa affermazione.
Michael Levy ha viaggiato in solitaria per 17 giorni, dormendo in auto e mangiando sporadicamente. Ha scattato 38.000 immagini, viaggiando per 2900 miglia, in un periodo straordinariamente affascinante; quello del sole di mezzanotte. E' proprio in questo periodo che la qualità della luce crea dei paesaggi di estrema bellezza. Vedere per credere.

giovedì 17 novembre 2011

Balthus


Dipingere è uscire da se stessi, dimenticare se stessi, preferire l'anonimato a ogni cosa e rischiare talvolta di non essere in accordo con il proprio secolo e con i contemporanei.

mercoledì 16 novembre 2011

Perfect Day - Lou Reed - deepsong #40


Solo un giorno perfetto
Bevendo sangria nel parco
E poi, più tardi
Quando fa buio, andiamo a casa

Solo un giorno perfetto
dare da mangiare agli animali allo zoo
E poi, più tardi
un film, e poi casa

Oh, è talmente un giorno perfetto
Sono contento di averlo passato con te
Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti
Tu mi fai resistere

Solo un giorno perfetto
I problemi sono lasciati soli
Turisti per conto nostro
E' così divertente

Solo un giorno perfetto
Mi hai fatto dimenticare me stesso
Pensavo di essere qualcun altro,
qualcuno valido

Oh, è talmente un giorno perfetto
Sono contento di averlo passato con te
Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti
Tu mi fai resistere

Raccoglierai ciò che hai seminato

martedì 15 novembre 2011

Gesualdo Bufalino

agenda letteraria il 15 novembre del 1920, nasce a Comiso Gesualdo Bufalino


Del resto, previdenza e follia in me han fatto sempre tutt'uno,
né ho mai rinunziato all'impossibile con la debole scusa
che era, appunto, impossibile.

(Le menzogne della notte)

lunedì 14 novembre 2011

Ferdinando Camon

agenda letteraria il 14 novembre del 1935, nasce a Montagnana Ferdinando Camon


Si dice che la morte rovini la vita: al contrario, la salva.
La vita ha un errore, tranne quella dei santi: comincia con
una nascita, e vive mell'illusione che la nascita si ripeta
infinitamente. Poi viene la morte, tutto risulta sbagliato,
ma non c'è più tempo per correggere niente.

(Un altare per la madre)

domenica 13 novembre 2011

Dacia Maraini

agenda letteraria il 13 novembre del 1936, nasce a Fiesole Dacia Maraini


Come dimenticare Alicetta: la sua faccia di ranocchia, le sue
larghe risate senza senso, il suo naso camuso, i suoi occhi
sporgenti e distanti. Nove anni, due gambe lunghe e veloci,
le spallucce strette e scivolate, un collo sparuto e rugoso...

(Buio)

sabato 12 novembre 2011

Hermann Hesse

il sabato poesia Pioggia


Pioggia fiacca, pioggia estiva
dai cespugli rumoreggia, rumoreggia dagli alberi.
Com’è bello e benedetto
sognare ancora a sazietà.

Fuori a lungo me ne stetti nella luce,
desueta mi è quest’onda:
dimorare nel proprio intimo
da nessuna terra estranea essere attratto.

Niente desidero, niente bramo,
accenno lievi canti infantili,
stupido a casa sono approdato
nella vaghezza calda dei sogni.
Cuore, come sei lacerato dalle ferite,
come sprofondi cieco e beato
di non pensare, di non sapere,
solo alitare, solo sentire.

(Traduzione di Mario Specchio)

venerdì 11 novembre 2011

Dante Isella

agenda letteraria l' 11 novembre del 1922, nasce a Varese Dante Isella


Senza la componente «dialettale», che meglio sarà da chiamare
«espressionistica» (perché la dialettalità di un Maggi o di un Porta,
non meno dell'italianità di un Dossi o di un Gadda, aborre dal
monolinguismo, sia esso dialettale o in lingua), la cultura lombarda
risulterebbe irrimediabilmente amputata, sminuita: come sarebbe
la nostra storia letteraria senza la presenza di quei nomi e di altri,
del Ruzante ad esempio o del Folegno.

(Varon, Magg, Balestrer, tanz e Parin)

mercoledì 9 novembre 2011

Brian Eno & David Byrne - My Life In The Bush Of Ghosts (1981)

Quando uscì Remain In Light dei Talking Heads nel 1980 si disse: "Non è un disco del passato né del presente. Viene dal futuro". Ecco, questo giudizio va esteso a My Life In The Bush Of Ghosts. Pietra miliare per la musica degli anni Ottanta, concepito da Eno e Byrne prima di Remain In Light e uscito dopo per problemi di natura legale.
Brian Eno prima di inventare l'ambient music e di contribuire in misura decisiva alla trilogia berlinese di David Bowie, ha suonato con i Roxy Music. David Byrne è il leader dei Talking Heads, con i quali ha appena finito di girare il mondo per il tour post Fear Of Music.

Insieme lavorano a un'idea: scomparire per un po', e tornare a New York dicendo di aver trovato per caso l'album di musica etnica in un Paese che non c'è, e che solo loro conoscono (cit.)

L'idea di partenza è che il rock'n'roll sia diventato conservatore e noioso, e che forse sia necessario un balzo in avanti, o forse di fianco, per creare con più libertà. L'intuizione fondamentale è che nell'album non ci siano cantanti, ma solo voci registrate qua e là da Eno e ritmi complessi, non occidentali. Si lavora con le macchine, sincronizzando nastri e campionamenti, tagliandoli e provando a giustapporli con altri nastri. Si tratta insomma di inventare i campionamenti e la musica elettronica prima ancora che si possa campionare e produrre elettronicamente qualsiasi suono. Inventare qualcosa che non è possibile fare per davvero. Eno e Byrne si rivolgono soprattutto a ritmi e a voci libanesi, algerini, egiziani; parole e voci che hanno molto a che vedere con la religione (esorcisti, predicatori).
My Life In The Bush Of Ghosts si aggira con sicurezza in una giungla di ritmi talvolta squadrati, talaltra complessi, di sapore primordiale, di melodie terzomondiste, di suoni campionati.
Un'opera geniale di sintesi e nel contempo creazione futuristica. 4/5

martedì 8 novembre 2011

Roberto Stephenson

Grazie alla sua mostra "Haiti: Fotografie 2000-2010 dove si possono vedere un centinaio delle sue opere, abbiamo l'occasione di conoscere questo grande fotografo Italo-Haitiano.

Primariamente i suoi scatti mettono in mostra il paesaggio e la vita quotidiana di Haiti. Immagini di forte impatto emotivo, dove il gusto estetico sommato a quello poetico riescono a trasmettere sensazioni assai profonde.

Nel suo Porfolio possiamo vedere le bellissime fotografie di panorami e Paesaggi carichi di colori che la natura ha regalato a questa isola. Non meno belli sono i personalissimi Ritratti che Stephenson ha immortalato al popolo haitiano.
Capitolo a parte è invece quello che riguarda il terremoto che ha colpito l'isola nel 2010. Qui la natura non è stata clemente e come è immaginabile le fotografie sono, nella loro bellezza, abbastanza "forti". Basti vedere il "capitolo" Tendopoli per farci un'idea di come Stephenson attraverso le sue foto riesca a trasmettere il dramma di questo popolo.

La mostra per chi fosse interessato e a Villa Ciani, Lugano - dal 22 ottobre 2011 al 26 febbraio 2012.

domenica 6 novembre 2011

Cornell Capa, foto come 'parole' che formano 'frasi'

Si racconta.
Il fotogiornalismo di documentazione è sempre stata la mia principale preoccupazione. Nella sua radice greca, la parola fotografia significa scrittura con la luce e io mi sono sforzato di scrivere con la luce, di informare, di illuminare, di essere corretto, ma sempre con passione e profonda comprensione. Ho sempre pensato a me stesso non come a un reporter ma come a un commentatore, un narratore visivo la cui integrità personale è vitale. Ho sempre cercato di essere un testimone credibile, uno che s'interessa a ciò che gli accade intorno, e il mio obbiettivo è di condividere questa mia visione con il mondo.

Il mio lavoro più incisivo si rivela nei gruppi di fotografie che, tutte insieme, raccontano una storia. Le mie foto sono le 'parole' che formano 'frasi' che a loro volta formano delle storie (...). Io spero che le mie foto possano avere sentimento, una buona composizione e a volte anche bellezza - ma la mia preoccupazione principale è la storia e non la possibilità di raggiungere un qualche livello artistico in una singola foto.

L'idea che le fotografie possono non essere un'interpretazione personale è una follia (...). Io vedo qualcosa; mi passa attraverso gli occhi, il cervello, il cuore, le viscere. Sono io che scelgo il soggetto. C'è qualcosa di più personale di questo?

Le immagini realizzate con passione e verità sono potenti come possono esserlo le parole. Se da sole non riescono ad apportare cambiamenti, possono almeno diventare le azioni dell'uomo, dando forma alla consapevolezza umana e risvegliando le coscienze.

Sono fortunato a essere nato nel mio tempo, aver avuto i miei genitori e un fratello come Robert Capa (...). E sono grato a tutte quelle fantastiche persone che ho incontrato lungo la mia strada e che mi hanno dato grandi opportunità, belle sensazioni e ricordi.

Link: Magnum Photos - Google Immagini

sabato 5 novembre 2011

Rose Ausländer

il sabato poesia Confessione


Abbraccio
la terra e i suoi
segreti pericolosi

pioggia neve
montagna albero

il sole materno assassino
l’acqua e
la sua fuga

latte e pane

la poesia
che ordisce la fiaba
dell’uomo

abbraccio

l’uomo
con tutte le parole
che mi creano

Traduzione di Stefanie Golisch

venerdì 4 novembre 2011

Luigi Settembrini

agenda letteraria il 4 novembre del 1876, muore a Napoli, Luigi Settembrini


Vennero le nuove
delle tre giornate di luglio
a Parigi. Che salti, che allegrie,
che propositi facevamo
noi altri giovani!
S'aspettava anche noi
il giorno di pigliare le armi,
e scoparla una volta per sempre
questa razza borbonica nemica
di ogni bene e di ogni libertà.

(Ricordanze della mia vita)

giovedì 3 novembre 2011

Henri de Toulouse-Lautrec


“Nel nostro tempo ci sono molti artisti che fanno qualcosa perché è nuovo. Vedono il loro valore e la loro giustificazione in questa novità. Tuttavia ingannano loro stessi... la novità è raramente l'essenziale.
Questo ha a che fare con una cosa sola: rappresentare un soggetto meglio di quanto faccia la sua natura intrinseca”

mercoledì 2 novembre 2011

Odysseus Elytis

agenda letteraria il 2 novembre del 1911, nasce a Iraklion (Creta) Odysseus Elytis, Premio Nobel per la letteratura 1979


E' solo Poesia /
Quello che rimane.
Poesia. Giusta sostanziale retta /
Come forse la immaginarono
le prime creature /
Giusta nell'acerbo
del giardino e infallibile
nel tempo.

(Come Endimione)

martedì 1 novembre 2011

Help Save the Youth of America - Billy Bragg - deepsong #39


Che il cielo salvi la gioventù d'America

Che il cielo li salvi da loro stessi
Che il cielo salvi i ragazzi abbronzati che fanno surf
E le ragazze della California

Quando le luci si spengono nel resto del mondo
Che cosa dicono i nostri cugini
Giocano al sole e si divertono tanto tanto tanto
Sino a che il papà mette via la pistola
Dalla Grande Chiesa al Grande Fiume
E fuori fino al Mare Splendente
Questa è la terra dell'Opportunità
E c'è Monkey Trial alla televisione
Una nazione dai freezer sempre pieni
Sta ballando in poltrona
Mentre fuori un'altra nazione
Sta dormendo nelle strade
Non raccontatemi la solita vecchia storia
Ditemi la verità questa volta
L'uomo Mascherato o l'Indiano
E' un nemico o un amico

Che il cielo salvi la gioventù d'America
Che il cielo salvi la gioventù del mondo
Che il cielo salvi i ragazzi in uniforme
Le loro madri e le loro fedeli ragazze

Ascolta la voce del soldato
Giù nella zona di combattimento
Si parla del costo della vita
E del prezzo di portarlo a casa
Stanno già spendendo sacchi pieni di cadaveri
Giù sotto il Rio Grande
Ma potete combattere per la democrazia a casa vostra
E non in qualche paese straniero
E il destino dei grandi Stati Uniti
E' intrecciato con il destino di noi tutti
E l'incidente di Chernobyl dimostra


 
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