sabato 30 luglio 2011

Antonio Barolini

il sabato poesia Il Polline


Se un buffo di vento
ti solleva
e ti sostiene lontano
sulle onde dei mari
e ad altre rive ti trasporta,

non essere
sterile petalo
o barbaglio di luce
che si dissolve nell'aria,
ma, come polline, dove cadi,
affonda la nuova radice
e cresci nuova speranza
e virgulti e nuove foglie
e il mondo sempre medesimo
contempla intorno e stupendo
e consuma l'agro-dolce
liquore della diletta vita,

cara ebbrezza fino all'estremo.

lunedì 25 luglio 2011

Ricordare Tiziano Terzani


Sono passati sette anni dalla sua morte e come ogni anno, in suo ricordo, viene fatta questa bella, divertente e colta iniziativa; in molte città italiane e non solo, ci si trova in una piazza, una strada, un luogo pubblico, e si legge qualche pagina di un suo libro.
Ricordatevi quindi: Giovedi 28 luglio.
Per sapere dove, come e quando, e/o proporre liberamente altri luoghi dove farlo, potete andare nel forum o cercare su questa mappa.
Nel caso siate impossibilitati a farlo, leggere qualche sua pagina da soli ma ad alta voce avrà comunque una buona valenza.

Grazie dell'info di alligatore

sabato 23 luglio 2011

Pedro Salinas

il sabato poesia I cieli sono uguali


I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l’arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane,
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull’erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare lenta,
verso l’alto, nella vita dell’aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze invincibili,
sabbie, rocce, anni,
ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

domenica 17 luglio 2011

Lucio Fontana


Si va formando una nuova estetica, forme luminose attraverso gli spazi. Movimento, colore, tempo, e spazio i concetti della nuova arte. Nel subcosciente dell'uomo della strada una nuova concezione della vita; i creatori iniziano lentamente ma inesorabilmente la conquista dell'uomo della strada.
L'opera d'arte non è eterna, nel tempo esiste l'uomo e la sua creazione, finito l'uomo continua l'infinito.

sabato 16 luglio 2011

Ana Blandiana

il sabato poesia  Dovremmo

Dovremmo nascere vecchi,
già dotati d'intelletto,
capaci di scegliere la nostra sorte in terra,
quali sentieri si avviano dal crocevia d'origine
e irresponsabile sia solo il desiderio di andare avanti.
Poi, andando, ringiovanire, ringiovanire sempre più,
maturi e forti arrivare alla porta della creazione,
varcarla e nell'amore entrando adolescenti,
essere ragazzi alla nascita dei nostri figli.
Sarebbero più vecchi di noi comunque,
ci insegnerebbero a parlare, per addormentarci ci cullerebbero,
e noi scompariremmo sempre più, divenendo sempre più piccoli,
come un chicco d'uva, come un pisello, come un chicco di grano...

sabato 9 luglio 2011

Aldo Palazzeschi

il sabato poesia Chi sono?


Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
«follia».
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
«malinconia».
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
«nostalgia».
Son dunque… che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

venerdì 8 luglio 2011

Frammenti #45 (Ultimo)

Tutti sono d'accordo nell'affermare che il cielo è stato generato: per alcuni però esso è eterno, e per altri è corruttibile, proprio come qualsiasi oggetto che ci sta intorno. Altri infine, tra cui Eraclito di Efeso ed Empedocle di Agrigento, sostengono che esso, altenativamente, a volte rinasce e a volte si corrompe.
Aristotele, De caelo.

Malgrado la teoria del Big Bang, grosso modo accettato da tutti gli astrofisici, nessuno si sente di escludere che immediatamente prima del nostro universo non ce ne sia stato un altro e poi un altro ancora, e che in futuro tutto imploderà in un immenso Big Crunch, per poi riesplodere di nuovo, e così di seguito, nei secoli dei secoli. Oppure di escludere che l'universo si trovi all'interno di un altro universo. In altre parole, una matrioska di universi concentrici dove poter rinascere, o enorme come un grattacielo, o minuscolo come un moscerino. Il terrore, però, di ritrovarmi, nudo come un verme, in una futura preistoria non è da sottovalutare: a me di dover lottare con un brontosauro, avendo a disposizione solo una clava, non mi seduce affatto. O rinasco come sono oggi, sano, libero e benestante, con l'auto e l'aria condizionata, o preferisco passare la mano. L.D.C. (Fine)

sabato 2 luglio 2011

Carlo Betocchi

il sabato poesia D’estate


E cresce, anche per noi
l'estate
vanitosa, coi nostri
verdissimi peccati;

ecco l'ospite secco
del vento,
che fa battibecco
tra le foglie della magnolia;

e suona la sua
serena
melodia, sulla prua
d'ogni foglia, e va via

e la foglia non stacca,
e lascia
l'albero verde, ma spacca
il cuore dell'aria.