domenica 31 luglio 2011

Nick Cave & The Bad Seeds - Kicking Against The Pricks (1986)

Personaggio geniale e inquietante, provocatorio e imprevedibile Nick Cave, australiano di Melbourne ma cittadino Londinese è stato presente più volte in questo blog con 'The Good Son' del '90, nove canzoni di una bellezza disarmante, con il progetto 'Grinderman del 2007' e 'del 2010' e ancora con i Bad Seeds in 'Dig, Lazarus, Dig!' del 2008.

Kicking Against The Pricks è un album interamente composto di cover che percorre i sentieri della musica americana in modo quasi malato e angosciante. Il blues di John Lee Hooker ("I'm Gonna Kill That Woman"), il country di Johnny Cash ("The Singer"), l'hit hendrixiano ("Hey Joe"), il soul di Cooke ("Something's Gotten Hold Of My Heart"), il canto urbano di Lou Reed ("All Tomorrow's Parties") sono qui rimasticati e stravolti, quasi irriconoscibili.
Con voce profonda e da brividi Cave conduce le sue personalissime rivisitazioni con grande perizia e abilità. E' maestro in un'arte difficile: aggiungere senza togliere all'originale. Facendo in modo che, alla fine, tutti sembrino figli suoi. 4/5

sabato 30 luglio 2011

Antonio Barolini

il sabato poesia Il Polline


Se un buffo di vento
ti solleva
e ti sostiene lontano
sulle onde dei mari
e ad altre rive ti trasporta,

non essere
sterile petalo
o barbaglio di luce
che si dissolve nell'aria,
ma, come polline, dove cadi,
affonda la nuova radice
e cresci nuova speranza
e virgulti e nuove foglie
e il mondo sempre medesimo
contempla intorno e stupendo
e consuma l'agro-dolce
liquore della diletta vita,

cara ebbrezza fino all'estremo.

venerdì 29 luglio 2011

Edward Hopper


Se potessi esprimerlo con le parole, non ci sarebbe nessuna ragione per dipingerlo.

Edward Hopper


giovedì 28 luglio 2011

Africa Unite - Bob Marley - deepsong #31



Africa unisciti
Perché stiamo uscendo da Babilonia
Per raggiungere la terra del nostro padre

Come sarebbe bello e giusto
davanti a Dio e agli uomini
Vedere tutti gli africani uniti
Come è stato detto
lasciate che ciò avvenga ora
Noi siamo i figli del Rastaman
Noi siamo i figli dell'essere superiore

Perciò Africa unisciti, Africa unisciti si
Africa unisciti
Perché stiamo uscendo da Babilonia
Per incolonnarci verso la terra del nostro padre

Quanto bello e giusto sarebbe
davanti a Dio e agli uomini
Vedere tutti i Rastaman unirsi
Com'è stato detto facciamo che ciò avvenga
Ti dirò chi siamo sotto il sole
Noi siamo i figli del Rastaman
Noi siamo i figli dell'essere superiore

Perciò Africa unisciti, Africa unisciti si
Africa unisciti perché i figli vogliono
Tornare a casa, Africa unisciti, Africa unisciti
E' più tardi, più tardi di quanto tu creda
E' più tardi, più tardi di quanto tu creda
Unisciti per il bene della tua gente
Unisciti per gli africani lontani
Unisciti pergli africani vicini

mercoledì 27 luglio 2011

Guido Piovene

agenda letteraria il 27 luglio del 1097, nasce a Vicenza Guido Piovene

L'albero aveva espresso un immenso vocabolario, ma la
meraviglia maggiore era che tutti i suoi vocaboli vi erano
già collegati in infiniti modi, tutti i pensieri detti in uno
stesso istante, anche se io potevo percorrerne solamente
qualcuno senza capirne il senso: lo stesso avviene
con i sogni, con gli animali e con i morti.

(Le stelle fredde)

martedì 26 luglio 2011

Carlo Sgorlon

agenda letteraria
il 26 luglio del 1930, nasce a Cassacco, Carlo Sgorlon


La guerra, cammina 
cammina, dopo aver girato
per l'Africa, i Balcani, la Russia, 
la Scandinavia, la Francia
era arrivata anche in 
Friuli, e adesso Dio solo sapeva
cosa sarebbe successo. 
La guerra era come la grandine,
che girava a capriccio, 
e a chi toccava toccava.

(L'armata dei fiumi perduti)

lunedì 25 luglio 2011

Ricordare Tiziano Terzani


Sono passati sette anni dalla sua morte e come ogni anno, in suo ricordo, viene fatta questa bella, divertente e colta iniziativa; in molte città italiane e non solo, ci si trova in una piazza, una strada, un luogo pubblico, e si legge qualche pagina di un suo libro.
Ricordatevi quindi: Giovedi 28 luglio.
Per sapere dove, come e quando, e/o proporre liberamente altri luoghi dove farlo, potete andare nel forum o cercare su questa mappa.
Nel caso siate impossibilitati a farlo, leggere qualche sua pagina da soli ma ad alta voce avrà comunque una buona valenza.

Grazie dell'info di alligatore

sabato 23 luglio 2011

Pedro Salinas

il sabato poesia I cieli sono uguali


I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l’arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane,
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull’erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare lenta,
verso l’alto, nella vita dell’aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze invincibili,
sabbie, rocce, anni,
ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa

agenda letteraria il 23 luglio del 1957, muore a Roma, Giuseppe Tomasi di Lampedusa


Noi fummo i Gattopardi, i Leoni:
chi ci sostituirà saranno gli
sciacalletti, le iene; e tutti
quanti, gattopardi, sciacalli e
pecore, continueranno a crederci
il sale della terra.

(Il Gattopardo)

giovedì 21 luglio 2011

Paolo Pellegrin, l'otturatore da voce al pensiero

Ho il desiderio di realizzare fotografie per esprimere cose che sento debbano essere dette. Il mio primo principale interesse è stato di occuparmi delle persone e delle storie. Oggi, sento di avere un atteggiamento leggermente diverso - più concentrato - sul mio rapporto con le persone e con le storie.
Io non ho bisogno di rincorrere le news. Quel che mi interessa è una fotografia che diventi parte di un approfondimento per me stesso e, possibilmente, per chi poi quelle foto le guarda. Il "tornare" di cui parlo ha proprio questo senso.
Mi muovo molto in posti diversi e mi piace, ma sento di riuscire veramente a raggiungere la massima potenzialità della mia fotografia quando mi concentro su un particolare argomento per molto tempo.
E' l'impegno a lungo termine su un soggetto specifico che produce il lavoro che per me ha maggior senso, anche se mi piace la sfida di cercare di fare qualcosa di buono in poco tempo.
Ogni volta che apri l'otturatore, dai voce a un tuo pensiero sul mondo, prendi posizione e lo sguardo diventa la somma dei tuoi pensieri. Fotografare non è solo testimoniare una serie di fatti, ma anche filtrarli attraverso la tua esperienza.
Sono sempre più interessato a una fotografia "non finita" - una fotografia che possa essere allusiva e scatenare conversazioni e dialoghi. Ci sono fotografie chiuse, finite, in cui non esiste nessuna nuova strada da percorrere. Sono quel che sono. Possono anche essere immagini incredibilmente complesse, ma a me non interessano. Invece, mi interessa di più il potenziale fotografico in grado di creare un ponte verso chi guarda e un dialogo. Credo che la fotografia possa riuscirci.

Link: Magnum Photos - Google Immagini - Video Immagini

martedì 19 luglio 2011

Beirut – The Rip Tide (2011)

Si sta confermando come uno degli album più belli del 2011 questo ‘The Rip Tide’, terzo album dei Beirut, band statunitense capitanata da Zach Condon, giovane venticinquenne nato a Santa Fe nel Nuovo Messico.
Fin dal primo disco ‘Gulag Orkestar’ del 2006, Condon (infatti il gruppo ‘Beirut’ si formò successivamente per l’incisione del disco) si dimostrò un grande talento oltre a una gran bella voce ma fu con il secondo, ‘The Flying Club Cup’ del 2007, che i Beirut si fecero conoscere oltre continente.

Lasciando da parte certe influenze inevitabilmente tratte da ispirazioni ‘altrui’, con ‘The Rip Tide’ i Beirut fanno il grande salto di qualità, facendo emergere un suono completamente personale che li distinguono dalla ‘massa’ musicale odierna. Anche se orientativamente verso un sound più pop, i Beirut ci regalano trentatre minuti di intrecci musicali di notevole profondità. Le nove canzoni che compongono il disco hanno la forza di creare un flusso sonoro particolarmente sensibile ed elegante.
The Rip Tide’ è uno di quei dischi dove non c'è un solo secondo sprecato, che si ascoltano dall’inizio alla fine, senza nessuna interruzione e in continuazione per diversi giorni, per poi riprenderlo e trovare ancora delle ‘pieghe’ nascoste a riconferma della sua bellezza.
Un piccolo capolavoro di classe, godibile e intelligente, musicalmente ispirato alla grande tradizione folk della canzone americana e suonato da bravi musicisti.
'The Rip Tide' è un disco maturo, concentrato e accessibile ma soprattutto non banale. La musica di Condon è raffinata, gli strumenti sono ben amalgamati tanto da formare un 'tappeto’ sonoro dove la voce, la sua bella voce, riesce a farlo ‘volare’.

Tra gli album dell’anno perché, questa è bella e buona musica. 4/5 ©

lunedì 18 luglio 2011

Fernanda Pivano

agenda letteraria Il 18 luglio del 1917, nasce a Genova la scrittrice Fernanda Pivano


Pavese voleva che leggessi "Addio alle armi" per farmi capire
la differenza tra la letteratura inglese e quella americana.
Gli altri libri che mi lasciò quella sera con questa intenzione
furono l'"Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Master,
l'"Autobiografia" di Sherwood Anderson,
e i "Fili d'erba" di Walt Whitman.

(Amici scrittori)

domenica 17 luglio 2011

Lucio Fontana


Si va formando una nuova estetica, forme luminose attraverso gli spazi. Movimento, colore, tempo, e spazio i concetti della nuova arte. Nel subcosciente dell'uomo della strada una nuova concezione della vita; i creatori iniziano lentamente ma inesorabilmente la conquista dell'uomo della strada.
L'opera d'arte non è eterna, nel tempo esiste l'uomo e la sua creazione, finito l'uomo continua l'infinito.

sabato 16 luglio 2011

Ana Blandiana

il sabato poesia  Dovremmo

Dovremmo nascere vecchi,
già dotati d'intelletto,
capaci di scegliere la nostra sorte in terra,
quali sentieri si avviano dal crocevia d'origine
e irresponsabile sia solo il desiderio di andare avanti.
Poi, andando, ringiovanire, ringiovanire sempre più,
maturi e forti arrivare alla porta della creazione,
varcarla e nell'amore entrando adolescenti,
essere ragazzi alla nascita dei nostri figli.
Sarebbero più vecchi di noi comunque,
ci insegnerebbero a parlare, per addormentarci ci cullerebbero,
e noi scompariremmo sempre più, divenendo sempre più piccoli,
come un chicco d'uva, come un pisello, come un chicco di grano...

venerdì 15 luglio 2011

Riders on the Storm - The Doors - deepsong #30


Cavalieri nella tempesta

Cavalieri nella tempesta
In questa casa siamo nati
In questo mondo siamo stati trascinati
Come un cane senza il suo osso
Come un attore da solo
Cavalieri nella tempesta
C'è un assassino sulla strada
Il suo cervello si dimena come un rospo
(Prenditi una vacanza
e lascia i tuoi figli a giocare)
Se dai un passaggio a quest'uomo
La tua dolce famiglia morirà
assassino sulla strada
ragazza, devi amare il tuo uomo
Prenderlo per mano
Farlo capire
Il mondo dipende da te
La tua vita non finirà mai
Devi amare il tuo uomo

giovedì 14 luglio 2011

Natalia Ginzburg

agenda letteraria il 14 luglio del 1916, nasce a Palermo, Natalia Ginzburg


Nel corso della mia infanzia e adolescenza mi proponevo sempre
di scrivere un libro che raccontasse delle persone che vivevano,
allora, intorno a me. Questa è, in parte, quel libro: ma
solo in parte, perché la memoria è labile, e perché i libri
tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi e schegge
di quanto abbiamo visto e udito.

(Lessico famigliare)

mercoledì 13 luglio 2011

Stanislao Nievo

agenda letteraria Il 13 luglio del 20 06, muore a Roma Stanislao Nievo


Il male che dilaga oggi è la mediocrità. Invece di  portar la
luce ai selvaggi, ci caliamo le brache sui diritti casalinghi,
uno contro l'altro. Intanto la richezza che ci ha fatto grandi
ce la pappiamo in riforme che interpretano la libertà
come una fetta di torta sempre più sottile.

(Le isole del paradiso)

martedì 12 luglio 2011

Pianeta Terra come non l'avete mai visto


Un piccolo sunto di cinque minuti dell'ultimo grande capolavoro della BBC: "Pianeta Terra come non l'avete mai visto", un Box set di 4 DVD.
Un documentario meraviglioso che stupirà e affascinerà per la bellezza delle immagini.
Il messaggio è chiaro: "Salviamolo questo pianeta, prima che sia troppo tardi!"
Il mondo, la natura e tutti i suoi ecosistemi sono collegati fra loro da legami assolutamente impensabili e l’idea di perderlo, questo pianeta, dovrebbe darci la forza (e l'obbligo) di proteggerlo, in tutti i suoi aspetti, in tutte le sue forme e in tutte le sue meraviglie.

domenica 10 luglio 2011

Neil Young & Crazy Horse - Weld (1991)

Neil Young è un artista imprevedibile, poliedrico, eclettico, dalle mille personalità.
Un musicista che non finirà mai di stupire.
Così come alle sue produzioni più celebri degli anni settanta, dense di sapori e climi californiani, fece seguire musica sperimentale, uscendo poi con un disco di country nashvilliano e subito dopo con un episodio di hard rock, ora (siamo nel 1992) dopo "Freedom" (quasi interamente acustico) spiazza tutti con un doppio album dal vivo con il suo gruppo storico, i Crazy Horse, di tagliente, violento, sudatissimo rock americano.
Da subito ci si accorge che il sound è tirato, tostissimo, con chitarre elettriche lancinanti accompagnate da una asciutta ma potentissima ritmica. Questa immediatezza comunicativa, questo mostrarsi nelle intenzioni fin dalle prime note, questo stravolgimento dei vecchi hits, questa personalissima interpretazione dei brani lo fa accostare in maniera inequivocabile al miglior Bob Dylan, dal quale il "nostro" canadese ha preso molto e non solo dal punto di vista musicale; non a caso, tra i pezzi di questo "Weld" compare una versione davvero strana, ma non per questo poco affascinante, di "Blowing In The Wind". Semplice omaggio al vecchio maestro o qualcosa di più?
L'album offre quasi due ore di grande musica, in cui Neil Young propone sedici brani tratti dal repertorio presente e passato. Accompagnato dai fidi "Crazy Horse", Young riesce a creare un lavoro dal sapore agrodolce di grande fascino ed efficacia.
La bellezza delle composizioni è comunque così assoluta che anche chi avrebbe per istinto gusti musicali tesi verso sonorità più morbide o maggiormente sofisticate si fa trascinare dalla forza e dall'impatto dei Crazy Horse.
L'album si fa amare sin dal primo ascolto e riconferma il talento artistico di un personaggio che persegue, con cocciutaggine, la sua strada al di fuori dei classici compromessi e dei pasticci tipici del mercato discografico.
Il più bel album dal vivo di Mr. Neil Youg (& Crazy Horse), uno dei più bei album dal vivo della storia della musica rock. Rendiamo dunque onore e gloria al vecchio Neil. 4,5/5

Vedi anche:

sabato 9 luglio 2011

Aldo Palazzeschi

il sabato poesia Chi sono?


Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
«follia».
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
«malinconia».
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
«nostalgia».
Son dunque… che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

venerdì 8 luglio 2011

Frammenti #45 (Ultimo)

Tutti sono d'accordo nell'affermare che il cielo è stato generato: per alcuni però esso è eterno, e per altri è corruttibile, proprio come qualsiasi oggetto che ci sta intorno. Altri infine, tra cui Eraclito di Efeso ed Empedocle di Agrigento, sostengono che esso, altenativamente, a volte rinasce e a volte si corrompe.
Aristotele, De caelo.

Malgrado la teoria del Big Bang, grosso modo accettato da tutti gli astrofisici, nessuno si sente di escludere che immediatamente prima del nostro universo non ce ne sia stato un altro e poi un altro ancora, e che in futuro tutto imploderà in un immenso Big Crunch, per poi riesplodere di nuovo, e così di seguito, nei secoli dei secoli. Oppure di escludere che l'universo si trovi all'interno di un altro universo. In altre parole, una matrioska di universi concentrici dove poter rinascere, o enorme come un grattacielo, o minuscolo come un moscerino. Il terrore, però, di ritrovarmi, nudo come un verme, in una futura preistoria non è da sottovalutare: a me di dover lottare con un brontosauro, avendo a disposizione solo una clava, non mi seduce affatto. O rinasco come sono oggi, sano, libero e benestante, con l'auto e l'aria condizionata, o preferisco passare la mano. L.D.C. (Fine)

giovedì 7 luglio 2011

John Vink, dare voce a coloro che non ne hanno

John Vink si racconta.
Le storie che voglio raccontare sono simili a quelle dell'attualità dei giornali, se si eccettua che io lavoro prima o dopo l'isteria del momento della notizia. Quando ci sono venti fotogiornalisti in un posto, preferisco andarmene da un'altra parte.
Ho scelto di andare in Angola subito dopo il genocidio in Ruanda perché credo non abbia senso andare in un posto dove ci sono già molti giornalisti ed è garantito che la storia sarà ben raccontata. Perché dovrebbero avere bisogno di un fotografo in più? Credo sia più interessante andare dove non ci sono giornalisti per raccontare una storia.

Ogni posto dove lavoro deve essere un Paese dove penso ci sia bisogno di una speciale attenzione, oppure dove mi sento molto a mio agio. Tutto questo, alla fine, si riduce a questo: io voglio dare voce, anche se solo una piccola voce, a coloro che non ne hanno. Tutti i miei grandi progetti sono dedicarti a contadini senza terra che vivono ai margini della società globalizzata. Nessuno si interessa a loro.
Non sono star né eroi, solo gente semplice e io ho deciso che, con il mio lavoro, devo fare il possibile per diventare il loro avvocato.

La fotografia non può fare molto.
Fornisce diversi livelli di informazione, ma non ha alcuna pretesa di cambiare il mondo.

mercoledì 6 luglio 2011

Manlio Cancogni

agenda letteraria il 6 luglio del 1916, nasce a Bologna Manlio Cancogni


Alè Carlo, che il mondo
è grande e la strada
è lunga.
Allegri, gioventù!
Andiamo in altri paesi
e in altre valli a portare
ad altri disperati
la buona novella.

(Allegri, gioventù!)

martedì 5 luglio 2011

Niccolò Ammaniti

agenda letteraria il 5 luglio del 2007, Niccolò Ammaniti riceve il Premio Strega


Non parlare di libertà. Tutti sono bravi a parlare di libertà.
Libertà di qua, libertà di là. Ci si riempiono le bocca.
Ma che diavolo te ne fai della libertà? Se non hai una lira,
un lavoro, hai tutta la libertà del mondo ma non sai cosa fartene.
Parti. E dove vai? E come ci vai? Sai chi sono gli unici ad averla?
La gente coi soldi. Quelli sì.

(Come Dio Comanda)

domenica 3 luglio 2011

Laurie Anderson - Big Science (1982)

Laurie Anderson, tra le mie preferite, è stata più volte segnalata in questo blog, con il capolavoro di Strange Angels, e con la non certo entusiasmante ultima prova di Homeland.
Quello che rimane comunque, il suo manifesto sonoro è 'Big Science'.

Musica d'avanguardia, apparentemente priva di potenzialità commerciali, che scala fino ai vertici le classifiche commerciali di vendita americane: Big Science, conciso riassunto della ben più imponente performance multimediale United States I-IV, è un caso pressoché unico nella storia pur concitata e ricca di colpi di scena del suono dei nostri tempi.
Giochi di voci filtrate, tastiere solenni ma mai invadenti, imprevedibili soluzioni di arrangiamenti e ritmi appena accennati, con il sostanziale contributo del "tape-bow violin" - uno strumento inventato dalla stessa artista naturalizzata newyorkese, un violino in cui l'archetto è un nastro pre-inciso e le corde una testina magnetica - interagiscono nella creazione di un sound "caldo" a dispetto della sua ostentata glacialità, comunicativo pur nella sua minimale freddezza, pienamente godibile all'ascolto nonostante il suo impatto decisamente ostico: una novità assoluta per il mondo fatuo delle charts.
Influenzato dal rock nello spirito, e non certo nella forma, Big Science è la trasposizione in "musica" ipnotico-allucinata del nostro vivere in una società tecnologica, senza gli eccessi dissonanti che sovente accompagnabno le sperimantazioni ma con la luce-guida di un approcio creativo sempre profondamnete "umano" nel suo uso del media elettronico.
In bilico fra avanguardia, classica e "pop", fra essenzialità strutturale e ridondanza di contenuti e "messaggio", Big Science è il perfetto matrimonio fra arte e intelletto, fra istinto e ragione, fra l'uno e il tutto. 5/5

sabato 2 luglio 2011

Carlo Betocchi

il sabato poesia D’estate


E cresce, anche per noi
l'estate
vanitosa, coi nostri
verdissimi peccati;

ecco l'ospite secco
del vento,
che fa battibecco
tra le foglie della magnolia;

e suona la sua
serena
melodia, sulla prua
d'ogni foglia, e va via

e la foglia non stacca,
e lascia
l'albero verde, ma spacca
il cuore dell'aria.

 
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