giovedì 30 giugno 2011

Piet Mondrian



Cosa voglio esprimere con la mia opera? Niente di diverso da quello che ogni artista cerca: raggiungere l’armonia tramite l’equilibrio dei rapporti fra linee, colori e superfici. Solo in modo più nitido e più forte.

mercoledì 29 giugno 2011

Hey Joe - Jimi Hendrix - deepsong #29



Hey Joe, dove stai andando con quella pistola in mano
Hey Joe, ho detto dove stai andando con quella pistola in mano

Sto andando a uccidere la mia vecchia signora
Sai, l'ho trovata in giro con un altro tizio
Sto andando a uccidere la mia vecchia signora
Sai, l'ho trovata in giro con un altro tizio
e questo non va bene

Hey Joe, ho sentito che hai sparato alla tua vecchia signora,
le hai sparato, adesso
ho detto, ho sentito che hai sparato alla tua vecchia signora,
le hai sparato, l'hai stesa

sì è vero, le ho sparato
sai, l'ho trovata in giro, in giro per la città
sì è vero, le ho sparato
sai, ho trovato la mia signora che faceva casino in giro per la città
e l'ho ripagata con la pistola
LE HO SPARATO!

Hey Joe, va bene
sparale ancora, baby

Hey Joe, ho detto
e adesso dove te ne andrai?
adesso dove te ne andrai?
Hey Joe, ho detto adesso dove te ne andrai?
Dove, dove andrai?
Be', scava

Andrò a sud,
verso il Messico
va bene!
Andrò a sud,
a sud dove posso essere libero
nessuno mi troverà

Non ci sarà nessun boia,
non mi metterà una corda intorno al collo
farai meglio a crederci
adesso devo andare
Hey Joe, è meglio che ti muova
arrivederci a tutti
Hey Joe, uhh
vattene via

martedì 28 giugno 2011

Alessandro Puccinelli

Visto i premi internazionali ricevuti, non ha certo bisogno di molte presentazioni Alessandro Puccinelli, giovane fotografo nato a Pontedera (Pisa) nel 1969. Le prime esperienze professionali iniziate nel '92 lo portano ventiquattrenne a trasferirsi in Australia per lavorare come fotografo pubblicitario, curando la parte fotografica a delle compagne pubblicitarie. Ritornato in Italia nel '97, approfondisce ancor di più la sua attività professionale nel campo pubblicitario e, allo stesso tempo, sviluppa nuove tecniche di reportage e di ricerca espressiva, inaugurando il un periodo di ricerca sulla rappresentazione degli oggetti della vita quotidiana. A tal proposito molto interessante è la sezione L’Anima del Vino che "cerca di cogliere il senso profondo del vino prima di tutto come “prodotto antropologico”: un condensato di fatiche, speranze, emozioni e tradizioni", la bellissima sezione che porta il titolo di intersections, e le varie sezioni dedicate al mare.

lunedì 27 giugno 2011

Alberto Bevilacqua

agenda letteraria il 27 giugno del 1934, nasce a Parma Alberto Bevilacqua


Ho sempre creduto nell'ironia.
Questa allegra fame di ciò
che agli uomini appartiene
e di cui gli uomini non si
accorgono, è stata da sempre
nella mia coscienza delle cose.

(L'occhio del gatto)

domenica 26 giugno 2011

Lalla Romano

agenda letteraria il 26 giugno del 2001 muore a Milano Lalla Romano


Io da bambina mi drogavo
con le fiabe. A lui non ho
mai raccontato fiabe, volevo
difenderlo dalla paura.
Lui aveva già, curiose
paure... per lui i fiori erano
presenze misteriose,
pericolosi ordigni...

(Le parole tra noi leggere)

sabato 25 giugno 2011

Sara Teasdale

il sabato poesia La vita è ricca di amorosi incanti


La vita è ricca di amorosi incanti,
di splendide visioni luminose -
onde azzurre spumose alle scogliere,
garruli fuochi in lingue scintillanti,
volti di bimbi in estasi sognanti
come coppe imbevute di chimere.

La vita vende gli amorosi incanti,
nella pioggia il pineto profumato -
c'è la musica, un alto arco dorato,
caldi abbracci, devoti sguardi amanti,
delizie dello spirito incorrotte,
visioni come stelle nella notte.

Spendi tutto per doni come questi,
senza pensare al conto della spesa.
Un'ora in pace candida, sicura,
vale di mesi ed anni amara attesa:
per un respiro di estasi pura
da' quel che fosti, o ch'essere potresti.

venerdì 24 giugno 2011

Silvio Pellico

agenda letteraria il 24 giugno del 1789, nasce a Saluzzo Silvio Pellico


Il venerdì 13 ottobre 1820 fui arrestato
a Milano, e condotto a Santa margherita.
Erano le tre pomeridiane. Mi si fece
un lungo interrogatorio per tutto
quel giorno e per altri ancora.
Ma di ciò non dirò nulla.

(Le mie prigioni)

giovedì 23 giugno 2011

Bon Iver – Bon Iver (2011)

Bon Iver pseudonimo di Justin Vernon, pubblica il suo secondo lavoro a distanza di tre anni dal suo fortunato ‘For Emma, Forever Ago’. Com’è immaginabile, la seconda prova discografica è sempre molto attesa, a conferma della veridicità artistica del musicista. A tal proposito, diciamolo subito la “prova” è stata superata.
Bon Iver, infatti, pur conservando la sua essenza musicale, si evolve brillantemente nelle sonorità che, grazie all’uso di fiati e archi, rende questa sua seconda opera assai più fiorente e luminosa.
Il disco è stato registrato nel Wisconsin, un’ex-clinica veterinaria ristrutturata a studio di registrazione, questo va detto per sottolineare la differenza dal primo disco che, invece, fu registrato in una capanna di caccia sperduta tra le foreste del Wisconsin nel gelo invernale del 2007, della serie: “status quo ante”.
Una vena più ottimistica è rivelata nelle dieci canzoni che compongono il disco. Grazie alla poesia melodica e ai suoni originali del trentenne cantautore statunitense, l’omonima opera ci fornisce una musicalità rarefatta e intensa, un minimalismo folk di grande impatto emozionale.
Un buon disco quindi, con belle canzoni costruite attorno alla sua vocale espressività minimalista. Bon Iver si dimostra uno degli autori più ispirati, sensibili e maturi degli ultimi anni. Consigliato 4/5 ©

mercoledì 22 giugno 2011

Giuseppe Mazzini

agenda letteraria il 22 giugno del 1805, nasce a Genova Giuseppe Mazzini


Nei tempi antichi, barbari e feroci
i ladri si appendevano alle croci.
Ma nei presenti tempi più leggiadri
s'appendono le croci in petto ai ladri.

(Attribuita a Mazzini)

martedì 21 giugno 2011

Frammenti #44

Il carattere di uomo è anche il suo demone.
Stobeo, Florilegio - Plutarco, Questioni platoniche

Questo sì che è un bel tema! Quante volte facciamo esattamente il contrario di quel che dovremmo? Sappiamo di sbagliare, eppure sbagliando lo stesso: specialmente se ci troviamo in un particolare stato d'animo (odio, innamoramento o altro). La colpa è tutta di un piccolo demone che abita dentro di noi, volgarmente detto carattere, che ci impedisce di riflettere prima di agire. I rimedi, come al solito, sono l'apatheia, l'epochè e l'aporein, ovvero il distacco dalle passioni, la sospensione del giudizio e il dubbio. L.D.C.

lunedì 20 giugno 2011

Peter Marlow, in sintonia con le tue stesse emozioni

Si racconta.
Per me la fotografia migliore è quella in cui ciò che più ti interessa, a livello subliminale, è in qualche modo quel che fotografi.
Non neccessariamente deve trattarsi di una grande situazione di guerra o di gente armata o morta; non è indispensabile fotografare eventi. La cosa più importante è cercare di essere in sintonia con le tue stesse emozioni.

Io ho una regola: per quanto possibile, cercare di evitare gli altri fotografi. Se vedo un nugolo di fotografi, normalmente cammino nella direzione opposta. Cerco di trovare un posto dove poter scattare una foto che sia unica.

Spesso è stato notato come non ci siano persone nelle mie fotografie. Ma io voglio veramente che chi osserva senta che c'è sempre una persona coinvolta: la persona potrebbe anche essere appena uscita dall'inquadrature ma è ugualmente molto presente.
La presenza è anche la mia ed è così che io spero di comunicare.

Per ogni fotografia realizzata, penso che la cosa più importante sia svegliarsi al mattino, aver voglia di scendere dal letto e prendere il proprio apparecchio fotografico per uscire a scattare. La firma, lo stile o le sensazioni delle foto non sono in sé dei motivi sufficienti.

Link:     Il Sito   -     Magnum Photos   -     Google Immagini

domenica 19 giugno 2011

Mario Soldati

agenda letteraria il 19 giugno del 1999, muore a Tellaro, Mario Soldati


Ma non sono un uomo. Sono un adolescente che invecchia, egoista,
complicato, vile: sentimentale finché basta per adorare i bambini,
e tutte le tenere tradizioni nelle quali sono stato educato.

(Lettere da Capri)

sabato 18 giugno 2011

Yehuda Amichai

il sabato poesia Mi ha assalito un’acre nostalgia


Mi ha assalito un’acre nostalgia,
come la gente d’una vecchia foto che vorrebbe
tornare con chi la guarda, nella buona luce
della lampada.

In questa casa, penso a come l’amore
in amicizia muta nella chimica
della nostra vita, e all’amicizia che ci rasserena
vicini alla morte.
E quanto è simile ai fili sparsi la nostra vita
che piú non sperano di tessersi in altro ordito.

Giungono dal deserto voci impenetrabili.
Polvere che profetizza polvere. Passa un aereo
e ci chiude
sotto la lampo di un grosso sacco di destino.

E il ricordo di un viso amato di ragazza
trascorre per la valle, come quest’autobus
notturno: molti
finestrini illuminati, molto viso di lei.


Vincenzo Cardarelli

agenda letteraria il 18 giugno del 1959, muore a Roma, Vincenzo Cardarelli


Fin da ragazzo ho amato le distanze e la solitudine. Uscire dalle
porte del mio paese e guardarlo dal di fuori, come qualche cosa
di perduto, era uno dei miei più abituali diletti. Piacere e
terrore mi portavano in certi luoghi romiti, sacri alla morte,
a cui però non pensavo se non per quel tanto che m'impediva
d'inoltrarmi troppo in un così pauroso reame.

(Villa Tarantola)

venerdì 17 giugno 2011

Henri Cartier Bresson



Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge: in quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale. Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore.

giovedì 16 giugno 2011

Somebody to love - Jefferson Airplane - deepsong #28




Qualcuno da amare

Quando la verità si trasforma in bugia
E tutta la gioia interna muore
Quando i fiori del giardino ... quei fiori sono tutti morti
E il tuo cervello ... il tuo cervello è così pieno di problemi

Non desideri qualcuno da amare?
Non hai bisogno di qualcuno da amare?
Non ameresti qualcuno per amare?
Dovresti trovare qualcuno da amare

I tuoi occhi, dico che i tuoi occhi possono sembrare pieni di anni d'esperienza
Ma dentro la tua testa, baby, ho paura che non capisci niente
Le lacrime cadono sul tuo petto
E i tuoi amici, baby, ti trattano come un'invitato

Non desideri qualcuno da amare?
Non hai bisogno di qualcuno da amare?
Non ameresti qualcuno per amare?
Dovresti trovare qualcuno da amare

mercoledì 15 giugno 2011

Hector Progetto Temporale



Il fotografo australiano Murray Fredericks ha fatto una visita a Melville Island, situata nel mare di Arafura nel continente australiano, durante la stagione dei monsoni. In questi periodi avvengono dei grandi temporali che, con le 'giuste' condizioni meteorologiche si trasformano in tempeste. Queste tempeste che si verificano quasi quotidianamente portano il nome di 'Hector'. 
Nel video, Murray, ci fa vedere un bell'esempio di progetto "time-lapse" grazie alla sua professionalità ma anche e soprattutto ad una bella tempesta. 

lunedì 13 giugno 2011

Birbanti briosi...

Bruno, brillante bolognese benestante, biondo baffuto bisessuale, bevendo bordo bar, boccale birra, bisticciò bagnino Bartolomeo, buttando bottiglia Barbera balcone bianco.

Barista benché breve bega, bagnò bischeri bellimbusti, bollicine bibita bitter, bersagliando bikini blu Beatrice, bella ballerina brasiliana, brava ballare benissimo Boogie-Boogie.

Bravi! bingo! Balordi bischeri blasfemi! Basta belligerare birboni!
Bevete bicchiere Barolo, buon Bordeaux, bianco bollicine briose.

Brindarono bendisposti, bulli birichini, beoni blasonati, blaterando barzellette, barando beltà baldanzosa, balbettando brusii bla bla bla, brulicando bordate bitume, bandendo bocche blindate, bidonando boati, balenando barlumi beatitudini.

domenica 12 giugno 2011

William Fitzsimmons - Gold In The Shadow (2011)

Quello che traspare fin dalle prime note di Gold in the Shadow è una particolare e marcata intimità. Lo stile dato dalla voce e dalla sonorità raffinata, lieve e crepuscolare di William Fitzsimmons, suggeriscono un viaggio emotivo nei meandri del suo, del nostro ‘essere’.
William Fitzsimmons psicoterapeuta oltre che musicista, descrive le sue canzoni come una continua lotta contro i suoi demoni, le sue paure.
Figlio di genitori ciechi e con un passato da malato mentale, la sua non è stata certo una vita facile, i suoi testi ne sono la testimonianza, la musica ne è la rivincita.
Gold In the Shadow è il suo quarto lavoro e pur non discostandosi molto dal suo “The Sparrow and the Crow”, considerato il più bel disco/rivelazione folk del 2009, ci regala dieci ballate acustiche di asciutto folk con un equilibrato uso di ‘elettronica’ e ‘archi’.
Gold In The Shadow è un’opera profonda che tocca le corde più sensibili dell’uomo. Descrive in maniera poetica “stati” di anime in pena, riuscendo pur malinconicamente, ad infondere una sorta di speranza.
Non c’è molto altro da aggiungere su questo lavoro di William. Quando mi succede di ascoltare un disco per tantissime volte di seguito vuol dire che mi ha 'preso' e Gold In The Shadow ha avuto questo potere.
Personalmente lo trovo molto affascinante e coinvolgente. 3,5/5 ©

sabato 11 giugno 2011

Hermann Hesse

il sabato poesia  Scritto sulla sabbia


…Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d’ali d’uccello
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore…

Corrado Alvaro

agenda letteraria l' 11 giugno del 1956, muore a Roma Corrado Alvaro


Al mio paese, la piccola borghesia
considera una grande prova di
abilità arrivare a ingraziarsi
con tutti i mezzi, anche i più
bassi, chi comanda. La furberia
al posto di ogni altra qualità
umana. Chi non vi riesce è un
imbecille, e chi non vi si adatta,
un pazzo. "Ha relazioni" è al
mio paese dire molto.

(Quasi una vita)

giovedì 9 giugno 2011

Il diario di Steve McCurry

Steve McCurry non ha certo bisogno di presentazioni. Conosciuto in tutto il mondo come documentarista e per il prevalentemente uso del colore è membro dell’Agenzia Magum Photos dal 1986. Le sue fotografie sono state pubblicate sulle più importanti riviste di fotografia e ha ricevuto una miriade di premi internazionali. Un grande quindi.
Quello che non tutti conoscono però, è il suo blog, dove tiene un diario fotografico, pubblicando una serie di immagini ‘raccontate’ brevemente con dei pensieri, delle riflessioni e informazioni.
Un vero e proprio blog personale fotografico, dove da spazio a quelle immagini che molto probabilmente non vedranno le prime pagine delle riviste patinate ma non per questo meno belle e intense ma anzi, probabilmente a volte anche più vere.

4 Sì "per quelli che passeranno"

Dicono che il tempo cambi le cose,
ma in realtà le puoi cambiare solamente tu.
(Andy Warhol)

mercoledì 8 giugno 2011

Frammenti #43

L'ignoranza è meglio nasconderla.
Stobeo, Florilegio

Ma come fare? Il consiglio più pratico è quello di scrivere e parlare sempre in modo oscuro (come d'altronde faceva Eraclito). Molti nostri "maestri di pensiero" sono anche "maestri di oscurità": confondono la profondità con l'oscurità, e per sembrare "profondi" evitano di farsi capire. L.D.C.

martedì 7 giugno 2011

Jackson Pollock


Voglio esprimere i miei sentimenti e non illustrarli. E posso controllare il flusso del colore: non c’è casualità, come non c’è inizio né fine.

lunedì 6 giugno 2011

Camillo Benso conte di Cavour

agenda letteraria il 6 giugno del 1861, muore a Torino Camillo Benso conte di Cavour


Il formare l'Italia,
fondere insieme
gli elementi che la compongono,
armonizzare il Nord con il Sud,
presenta altrettanti difficoltà
di una guerra contro l'Austria
o una lotta con Roma.

(Carteggi di Camillo Cavour)

...

Sono figlio della libertà,
e a lei devo tutto ciò che sono.

(Epigrafe di Cavour)

domenica 5 giugno 2011

The Clash - Sandinista (1980)

Un monumento: tre dischi, trentasei titoli, due ore e un quarto abbondanti di musica. Ogni musica immaginabile dentro il perimetro del rock e nelle zone ad esso limitrofe e oltre ancora: reggae innanzitutto e poi funky, disco, soul, jazz, calipso, gospel, country. E rockbilly e ombre o poco più, di quel punk deragliante da cui i Clash erano partiti nel 1977 per approdare due anni dopo all'enciclopedismo di London Calling, riassunto magistrale in due LP di un quarto di secolo di rock'n'roll. Quest'ultimo triplo segnò il passo successivo, e quale passo, un balzo in avanti mozzafiato che lasciò a bocca aperta, il respiro affannoso, per la meraviglia e l'ammirazione. Sandinista è un'opera di fusione superba, un lavoro in cui il rock si rivitalizza risalendo alle sue radici più ataviche, confrontandosi e amalgamandosi con le musiche terzomondiste.
Un monumento, si è detto, e come tutti i monumenti forse un po' ingombrante. Avrebbe giovato una maggiore concisione. Fossero stati due i dischi (il terzo parte alla grande ma poi si perde per strada, è dispersivo e sostanzialmente superfluo) sarebbe stato il capolavoro degli anni Ottanta. Resta comunque uno degli album più grandi della storia della musica rock. 4,5/5

sabato 4 giugno 2011

Robert Frost

il sabato poesia  La strada che non presi


Due strade divergevano in un bosco ingiallito
e spiacente di non poterle fare entrambe
essendo uno solo, a lungo mi fermai.
Una di esse finché potevo scrutando
là dove in mezzo agli arbusti svoltava.

Poi presi l'altra, che era buona ugualmente
e aveva forse i titoli migliori
perché era erbosa e poco segnata sembrava;
benché, in fondo, il passar della gente
le avesse invero segnate più o meno lo stesso,

perché nessuna in quella mattina mostrava
sui fili d'erba l'impronta nera d'un passo.
Oh, quell'altra lasciavo a un altro giorno!
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
dubitavo se mai sarei tornato.

Questa storia racconterò con un sospiro
chissà dove fra molto molto tempo:
divergevano due strade in un bosco e io...
Io presi la meno battuta,
e di qui tutta la differenza è venuta.

Robert Frost (Traduzione di Giovanni Giudici)

Alberto Mario

agenda letteraria il 4 giugno del 1825, nasce a Lendinara, Alberto Mario, patriota e giornalista italiano.


Finalmente il 5 maggio, dalle
spiagge di Quarto, parecchie centinaia
di giovani si imbarcarono in silenzio
e di notte, per ignoto destino...

(Giuseppe Garibaldi e i suoi tempi)

venerdì 3 giugno 2011

Franz Kafka

agenda letteraria il 3 giugno del 1924, muore a Kierling, Franz Kafka


Non sanno cosa dicono e parlano soltanto
per mettere in moto l'aria e parlando
alzano il viso e seguono con lo sguardo le
parole pronunciate.

(Diario)

giovedì 2 giugno 2011

Giuseppe Garibaldi

agenda letteraria il 2 giugno del 1882, muore sull'isola di Caprera Giuseppe Garibaldi


Per pessimo che sia il Governo
italiano, ove non si presenti
l'opportunità di facilmente
rovesciarlo, credo meglio attenersi
al gran concetto di Dante:
"Fare l'Italia anche col diavolo".

(Testamento politico)

mercoledì 1 giugno 2011

Tim Buckley

Nato a Washington nel 1947, vive a New York e, all'età di quindici anni, va sulla costa occidentale, con Woody Guthrie nella mente e la voglia di diventare un folk singer, vero. Dal '63 frequenta da musicista (chitarra - voce) i circuiti folk di Los Angels e della Bay Area. Nei testi, viene coadiuvato dall'ex compagno di scuola Larry Beckett. Al Troubador di Los Angels trova l'ambiente a lui ideale, stende i primi pezzi personali e poi i capolavori. Negli anni '70 partecipa a numerosi film, interpreta una commedia di Satre, No Exit e scrive il soggetto della pellicola Fully Airconditioned Inside, mai girata. Nel 1975 muore per una overdose di morfina ed eroina.
Come ogni folk singer, egli penetra le cause della disfatta e le denuncia a piena voce, è il 1966 e Buckley strappa alla Elektra l'album d'esordio, smette di credere alla "rivoluzione psichedelica" sfruttata ed inglobata per intero. Si avverte aria di disillusione per la scena contemporanea.
Buckely non ha bisogno del compromesso, anche sottile, per veder pubblicata la propria opera, lascia agli altri l'idea di poter cambiare. E' solo e rassegnato fino alla desolazione.
Salva il coraggio di tentare una nuova musica, 'Happy Sad' parla di "solitudine risolutrice" viene 'Goodbye & Hello' ed alle prime battute Buckley perde fiducia nell'uomo, nella sua azione e resta il più bel frammento di quegli anni, una Hallucinations venuta "a metà fra il sonno e la veglia". Buckley è vicino alla voce dello strumento, tocca la stasi e la consapevolezza. Per un attimo.
Lorca si ferma nella novità e svolge tracce complesse ed interiori.
Bob Dylan sente che l'LSD può portare troppo avanti e canta "c'è troppa confusione" fra le linee di 'All along the Watchtower'.
Buckley si rifiuta di accettare la realtà, poi s'immerge nel passato e vive come vivrà il Nick Drake di Pink Moon, fra pensieri rarefatti e rivelazioni istantanee che danno a lui la forza di continuare. E sfiora la morte, per inedia.
Blue Afternoon e Starsailor raccolgono quei sussulti e quegli sbocchi emotivi, tracciano il confronto passato-presente, descrivono a pieni tratti la sua sofferenza. Così Buckley insegue i rari attimi in cui riesce ad esser cosciente. C'è tristezza. "Ho l'angoscia che quegli attimi non possano ripetersi, e li afferro ogni volta come fossero gli ultimi".
Invece si fanno sempre più personali, intimi, difficili da comunicare. Tradurli in musica diventa operazione ambiziosissima, e per la prima volta Buckley viene conosciuto da vero artista, in America, in Francia, altrove. La sua ricerca tocca ogni spunto, ma in breve egli capisce di muoversi ad esperienze troppo introverse ed i boss della Reprise-Discreet se ne approfittano, guidano la sua confusione e Greetings From L.A., Sefronia, Look at the Fool che mantengono un terzo delle sue capacità. Con Dolphins, l'omonima Look at the Fool, è l'uomo a farsi perdonare. Rabbia e remissione si confondano a ritmi semplici, nelle ultime prove. Vuol essere ben accetto alla gente comune.
Look at the Fool è passo superato, e la sua voce stava dilatando le favole di Lorca, stava provando a seguire i mezzi elettronici. Certo, Buckley tanto ha fatto da riuscire il più arduo folk singer di tutti i '60. Sulla via dell'alcol e peggio, era stanco. Ma solo chi non lo conosceva poteva dirlo finito.
 
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