sabato 28 maggio 2011

Vincenzo Cardarelli

il sabato poesia Viaggio


Come il partente invidia chi rimane!
Come felice, stabile,
si mostra il mondo a lui che lo contempla
con l'animo d'un esule, con occhi
di morituro.
Deciso all'addio,
egli è, pure indugiando, già in cammino
e fuori dalla vita.
Così a me tutto apparve, in ogni tempo,
come quelle città che salutai
verso sera,
mentre, partendo, già il ricordo urgeva,
o ch'io scopersi fervide e ridenti,
dall'alto d'un ponte,
passando in ferrovia,
rasentando i segreti delle case
col treno in corsa
che discioglieva i luoghi a me più grati
in un gioco di nuvole.
Oh senza sosta io vissi
ed esule dovunque.
Nessun'arte imparai, niuna certezza
mi assiste
nel punto di salpare ormai per sempre.

mercoledì 25 maggio 2011

La meraviglia del cielo stellato


Per poter gioire di questa meravigliosa immagine del cielo stellato, ci sono voluti ben 37.000 singoli scatti e 96.000 km di percorrenza fra gli Stati Uniti ed il Sud Africa.
L'autore è Nick Risinger, un ragazzo di 28 anni che, nel marzo del 2010 assieme a suo fratello portarono 6 fotocamere astronomiche nel deserto del Nevada.

Ogni Notte Risinger e suo padre posizionano le fotocamere su un treppiedi che ruota con la terra e vengono effettuati dai 20 ai 70 scatti finché non sorge il sole. La maggior parte dell’emisfero boreale è stato scattato fra l’Arizona, il Texas e la California del nord. L’emisfero boreale invece è stato immortalato in due viaggi in Sud Africa dalla stessa zona che ospita il Southern African Large Telescope.

Il risultato finale è una mappa interattiva che mostra tutta la Via Lattea, i pianeti, le galassie e nebulose attorno.
Vi consiglio vivamente di vederla per rendervi conto della bontà del risultato finale.
via | wired

lunedì 23 maggio 2011

Frammenti #42

Qual è, in effetti, la loro capacità intellettiva? Si fidano dei giudizi della massa? Accettano il popolo come maestro e ignorano che i più sono scadenti e che solo i pochi valgono.
Proclo, Commento all'Alcibiade I di Platone

Messaggio di Eraclito ai capistruttura Rai e Mediaset: "Qual è, o Signori delle televisioni, la vostra capacità intellettiva? Vi rendete conto che l'audience altro non è che il giudizio delle masse? Accettando il popolo come maestro, dimostrate d'ignorare che i più sono scadenti e che solo i pochi valgono. Se per le emittenti private, ancora ancora, è ipotizzabile la scusante degli sponsor pubblicitari, per quelle di stato non ci sono attenuanti: il vostro primo dovere è quello di elevare il gusto dei più e avvicinarlo a quello dei pochi." L.D.C.

domenica 22 maggio 2011

Mark Rothko

“Un quadro vive attraverso la compagnia altrui, espandendosi
e rendendo vita negli occhi dell’osservatore sensibile.”

Mark Rothko

sabato 21 maggio 2011

Artur Brand

il sabato poesia Il mercante di parole

Acquisto all’ingrosso i miei sogni
dai grassi commercianti di pensieri
e li rivendo al mercato dell’usato
in mezzo a trafficanti e rigattieri.
Io sono un mercante di parole
alcune sono immaginate
e tante altre sono storie vere
arrivo con la mia bella valigia da piazzista
e sulla bancarella della vita,
le espongo in bella vista.
Le vendo per quattro soldi
ed un pezzo di pane
per quattro soldi e un sorriso
a volte poi per chi non li ha
mi accontento solo del suo sorriso
che si accende sul viso.
Sono abituato a raccogliere rose
ma mi fanno ancora male le spine
e non mi passano mai, queste pene
sono rose bianche le parole
ma fanno più male le spine
e sono spine le lingue
e fanno più male delle spine
e non mi passano mai queste pene.
Io la notte non dormo, soltanto riposo
ed al mattino sono più stanco di prima
ma devo alzare la valigia
tirare dritto e andare avanti
non pensare a tutti quanti
continuare a fare il mio mestiere
sopravvivere e tirare avanti.
Ma prima o poi finirò le parole
e allora che farò, di che vivrò
come potrò continuare a pensare
e a mercanteggiare parole.
Ma io che stupido sono
il mare non si asciugherà mai
e allora in me troverai
chi non ti lascerà mai
ti starò accanto per sempre
anche se vendo parole
quelle che tengo da parte
sono vere, sono sincere,
e sono scritte per te.

domenica 15 maggio 2011

Espen Rasmussen, racconti fotografici

Espen Rasmussen è un fotografo professionista. Oltre a collaborare e pubblicare sul maggior quotidiano norvegese, ha lavorato su molti progetti a lungo termine dalle questioni sociali al cambiamento climatico. Rasmussen è stato premiato più volte per il suo lavoro, tra cui due premi del 'World Press Photo', sette premi in 'Picture of the Year' e tantissimi altri in campo norvegese e internazionale.

Convinto che il mezzo fotografico sia uno dei migliori modi di racconto, il suo lavoro si basa proprio su questa idea ed è proprio per questo che è sempre in prima linea nel raggiungere persone in posti disagiati del mondo.
I suoi reportage fotografici documentano la vita quotidiana e le sfide dei rifugiati, degli sfollati e di tanti altri emarginati che sopravvivono nel nostro pianeta.


Il sito di Espen Rasmussen   -   Google Immagini

sabato 14 maggio 2011

Maria Cecilia Camozzi

il sabato poesia  Inquieta


Inquieta
e satura di silenzi
senza musica,
di ore vuote incolori
sotto una pioggia di parole inutili,
la melanconia
indugia sulla porta stretta,
negli spazi bui tra una stella e l'altra,
lontano…
dove lo sguardo non sospira più.

Sulla collina del mio cielo,
l'acqua della solitudine scorre
tra i fiori dell'oblio,
sonno senza risveglio…
cancellando i dispersi del Kaos
che non sa consolare.

Un bardo penitente
ha ferito la Luna con un canto
mesto,
nelle sue guerre immaginarie
e all'ombra di stendardi sporchi,
il sangue ancora cola
sulla calma
e sull'armonia di un mondo senza onore.

Maria Cecilia Camozzi

mercoledì 11 maggio 2011

Frammenti #41

Riguardo alle grandi domande, è conveniente astenersi dai giudizi affrettati.
Diogene Laerzio, Vite dei filosofi

L'epochè, o sospensione del giudizio, per i filosofi greci era un'abitudine, anzi, una divisa mentale. Più "grande" è la domanda, suggerisce Eraclito, più meditata deve essere la risposta. Oggi invece, non è più consentita la pausa di riflessione: o si è capaci di rispondere a tambur battente, come si dice, o ci si ritrova oscurati. Sulla testa di tutti incombe il telecomando di Damocle. Come un disgraziato prova a riflettere un secondo in più, viene subito castigato dallo zapping. L.D.C.

martedì 10 maggio 2011

Giorgio De Chirico


C’è molto più mistero in una piazza fossilizzata nel chiarore di un meriggio che non nelle scienze occulte.

sabato 7 maggio 2011

Antonia Pozzi

il sabato poesia  Tempo


Mentre tu dormi
le stagioni passano
sulla montagna.

La neve in alto
struggendosi dà vita
al vento:
dietro la casa il prato parla,
la luce
beve orme di pioggia sui sentieri.

Mentre tu dormi
anni di sole passano
fra le cime dei larici
e le nubi.

Io posso cogliere i mughetti
mentre tu dormi
perché so dove crescono.

E la mia vera casa
con le sue porte e le sue pietre
sia lontana,
né io più la ritrovi,
ma vada errando
pei boschi
eternamente –
mentre tu dormi
ed i mughetti crescono
senza tregua.