sabato 30 aprile 2011

Novalis

il sabato poesia Ci sono tempi


Ci sono tempi così angosciosi,
e stati d’animo così tetri,
in cui ci appare popolato
di fantasmi il mondo intero.

Qui selvaggi terrori s’insinuano
strisciando piano con ansia crescente,
notti profonde come pesanti
macigni gravano sul cuore.

Vacillano i pilastri sicuri,
alla fiducia manca ogni sostegno;
la volontà non argina i pensieri
che alla mente si affollano in tumulto.

Irresistibile affascina e attira
nel suo confuso sogno il delirio.
Il polso della vita si è fermato,
si fanno sordi e torpidi i sensi.

Chi ha sollevato la croce
in difesa di ogni cuore?
Chi sta lassù nel cielo
e ci aiuta in angosce e dolori?

Va’ dunque al tronco del miracolo,
l’anima espandi in quieta nostalgia;
impetuosa divampa una fiamma
che consuma il grave sogno.

Ti guida per mano di nuovo
sulla sponda un angelo in salvo;
tu guardi giù, nella terra
promessa, pieno di gioia.

Alessandro Barbero

agenda letteraria il 30 aprile 1959, nasce a Torino, Alessandro Barbero


L'anno 1848 finirà presto. Le foglie degli aceri sono morte, e il
vento che le spazza via odora già di neve. Ho settantotto anni, che
sono una bella età anche in questo secolo di progresso, e credo che
anch'io finirò presto. Può darsi che l'elettricità, il vapore e
la strada ferrata permettano un giorno agli uomini di vivere
più a lungo, ma mi sembra più probabile il contrario.

(Bella vita e guerre altrui di Mr Pyle, gentiluomo)

venerdì 29 aprile 2011

Guglielmo Petroni

agenda letteraria il 29 aprile del 1993 muore a Roma Guglielmo Petroni


Gli uomini temono il proprio avvenire, ma è del passato che
debbono aver paura. Se non lo sanno ritrovare in tutta la sua realtà,
non trovano se stessi, ed il loro avvenire è l'incognito.

(La morte del fiume)

mercoledì 27 aprile 2011

Steve Earle - I'll Never Get Out of This World Alive (2011)

Ognuno ha il suo ‘metro’ per valutare un disco, ognuno lo può ‘criticare’ attraverso le sue priorità. Personalmente uso sempre questo mio teorema: “La somma di quante volte un cd suona nel tuo lettore musicale è uguale alla somma di quanto il disco ti piace”. Al di là quindi di ogni razionale ricerca sonora, quello che conta, alla fine, riguarda una più semplice questione di ‘pelle’ o meglio di ‘udito’.
In base al suddetto teorema, ‘I'll Never Get Out of This World Alive’ è l’album più ascoltato in questo primo quadrimestre del 2011 e per un semplice motivo: è bello!
Non ci si aspetti niente di straordinario, sia chiaro, nessuna rivoluzione sonora, anzi, il contrario. Folk, Country e simili, sono i generi suonati, e, sarà la produzione di T-Bone Burnette, sarà il momento felice di Steve, il disco suona bene, ha grande carisma, ed è un piacere ascoltarlo.

Non si può certamente dire che Earle abbia avuto una vita monotona: sposato sette volte e con figli, attività politica, sostanze stupefacenti, carcere, disintossicazione, ecc. ecc. (Wikipedia), circostanze che hanno segnato profondamente la sua vita, ora sembra si sia ‘tranquillizzato’ e nel disco questa sensazione è palpabile.

Non ci sono cadute di tono nelle undici canzoni che formano i quaranta minuti di musica. Ballate folk elettriche ed acustiche, echi rock e blues, sentori popolari, tradizionali e ricordi ‘Guthriani’ sono gli elementi sonori del disco. Poi le liriche, la voce e la passione di Steve fanno di questo I'll Never Get… un disco godibile e affascinante.
Un gioiellino quindi, probabilmente uno dei suoi più belli. 4/5 ©

martedì 26 aprile 2011

Frammenti #40

Massima virtù è il pensare correttamente. La saggezza consiste nel dire il vero, e soprattutto nel metterlo in pratica, da uomo che sa come stanno realmente le cose.
Stobeo, Florilegio

Spesso mi sono chiesto se il "benpensante" è anche uno che pensa. In realtà non pensa affatto, anche perché, a forza di pensarla come la pensano gli altri, gli si è atrofizzato il cervello. L.D.C.

lunedì 25 aprile 2011

Claude Monet


Seguo la natura senza poterla afferrare; questo fiume scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente. 

domenica 24 aprile 2011

Symmetry

Simmetria è la chiave significativa dei tre minuti di questo bel video.
Le “parole” delle immagini esprimono attraverso le forme, gli oggetti, il significato della nostra esistenza.
Riso e pianto, il gatto e il topo, le chiavi e la serratura, la Coca-cola e la Pepsi, il guantone e la pallina, il latte e i biscotti, il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, la vita e la morte. Simmetrie e opposti, concetti diversi che si completano e sono legati tra loro.
Una breve meditazione, quindi, sulla nostra vita. 

via | vimeo

sabato 23 aprile 2011

Lorenzo Longhi

il sabato poesia La congiura


Perché la droga che ci fa stare bene, poi ci fa stare male?
Perché i cibi più buoni, poi ci fanno ingrassare?
Perché fare sesso ci dà gioia, però ce ne dobbiamo vergognare?
Perché il piacere deve sempre essere scontato con il dolore?
Perché si muore?
Perché vogliono impedirci di essere Dio?
Perché non possiamo mangiare dall’Albero della Conoscenza?
Che cosa ci vogliono nascondere?
Che cosa ci vogliono impedire?
Chi c’è dietro questa congiura?

venerdì 22 aprile 2011

Eugenio Colorni

agenda letteraria il 22 aprile del 1909 nasce a Milano il politico e filosofo Eugenio Colorni


Amare nel senso vero della
parola significa considerare il
proprio oggetto come
supremamente altro, quindi
sempre nuovo, sempre
sconosciuto, ogni volta
conosciuto di nuovo e con
sorpresa in una parola,
imprevisto, vivo.

(La malattia della metafisica)

giovedì 21 aprile 2011

Charlotte Brontë

agenda letteraria il 21 aprile del 1816 nasce a Thorton la scrittrice inglese Charlotte Brontë


In tutte le donne c'è la pazzia
di covare un amore segreto che,
se non corrisposto e ignorato,
distrugge la vita che
lo alimenta, se scoperto e
corrisposto, conduce come un
ignis fatuus in paludi selvagge,
senza salvezza.

(Jane Eyere)

martedì 19 aprile 2011

Paul Simon – So Beautiful Or So What (2011)

E’ un buon ritorno questo di Paul Simon che, dopo diverse pubblicazioni di non grande valore, ritorna finalmente con un disco sopra la media, anche se lontano dall’ultimo suo capolavoro solista che è Graceland.
So Beautiful Or So What è il dodicesimo lavoro in studio del settantenne cantautore americano famoso anche per il duo con Art Garfunkel.

Nei testi è la spiritualità l’elemento predominante, ecco infatti cosa dice in una sua intervista: “Spiritualità sì, tanta, anche se in senso non religioso. Credo sia connessa con i tempi, con i problemi economici in America; c'è tanta gente che ha perso e perde il lavoro. Quel che capita nel mondo, e anche nella mia vita, finisce sempre nelle canzoni. Ma direi che sarebbe troppo appioppargli il titolo "Now i sing God"; il soggetto Dio appare in 4 o 5 canzoni, non l'ho fatto intenzionalmente”, un disco quindi, che approfondisce il significato della vita.

Pur non avendo uno stile musicale dominante, in una manciata delle dieci canzoni dell’album si respira il ritmo, il sound africano, che riporta alla mente “Graceland”, nelle restanti, l’armonia e la melodia hanno il sopravvento sul ritmo e si allontanano perciò da “mamma africa” e approdano a suoni più standardizzati.

L’inizio del disco è la parte migliore e i primi quattro brani, Getting Ready For Christmas Day, The Afterlife, Dazzling Blue e Rewrite, sono probabilmente i più belli e già da soli meritano l’ascolto del disco. Love And Hard Times, Amulet (poco più di un minuto) e Questions For The Angels invece sono la parte meno felice.

Se nella prima quartina si viene “presi” da un vortice sonoro carico di ritmo, piacevole all’udito e soprattutto ben amalgamato strumentalmente parlando, nella terzina sopradetta la melodia fin troppo scontata e a volte noiosa, abbassa un po' il livello sonoro dell’album.

Le restanti tre canzoni Love And Hard Times, Love And Blessings e So Beautiful or So What, aggirandosi tra il primo “Simon & Garfunkel” e riecheggiando il "Paul Simon" solista dei tempi migliori, mediano la qualità  musicale dell'album. 

In conclusione So Beautiful Or So What è un buon album, una sommatoria di molteplici suoni e interessi realizzati da un grande musicista, coerente e maturo non solo anagraficamente parlando. Dopo quel capolavoro di “Graceland” è senz’altro l’opera più interessante che abbia pubblicato.
Dopo un quarto di secolo non è poco. 4/5 ©

lunedì 18 aprile 2011

Have A Little Faith - John Hiatt - deepsong #25



Quando la strada diventa buia
E non puoi più vedere
Lascia che il mio amore getti una scintilla
E abbi un po' di fiducia in me

E quando le lacrime che piangi
Sono tutto ciò in cui puoi credere
Dai a queste braccia amorevoli una possibilità
E abbi un po' di fiducia in me
E

(Ritornello)
Abbi un po' di fiducia in me
Abbi un po' di fiducia in me
Abbi un po' di fiducia in me
Abbi un po' di fiducia in me

Quando il tuo cuore segreto
Non può parlare così facilmente
Vieni qui, amore
E da un sussurro iniza ad
Avere un po' di fiducia in me

E quando sei con la schiena contro il muro
Basta che ti giri e vedrai
Ti proteggerò, ti proteggerò dalla caduta, piccola
Basta avere un po' di fiducia in me

(Ritornello)
Cantata di dissolvenza:
Beh, ti ho amato per così tanto tempo piccola
Senza pretendere niente in cambio
Solo perchè tu avessi un po' di fiducia in me
Vedi il tempo, il tempo è nostro amico
Perchè per noi non c'è fine
E tutto quello che devi fare è avere un po' di fiducia in me
Ho detto che ti sosterrò, io ti sosterrò
Il tuo amore mi dà abbastanza forza
Quindi abbi un po' di fiducia in me

domenica 17 aprile 2011

Chien-Chi Chang: vivere di fotografia

Si racconta.
Molti dei lavori che faccio con la fotografia finiscono per avere una relazione tra loro. Tutto ruota intorno allo scontro di culture, all'esperienza di vivere in due mondi diversi allo stesso tempo. Le condizioni particolari di Taiwan ti portano a pensare questo - visto che si tratta di un luogo in cui le culture si confrontano tra loro. Spesso, quel che osservi lì è come se fosse una doppia esposizione all'interno della stessa inquadratura - le cose si giustappongono in un modo che non ti aspetteresti di osservare. Se guardi un una direzione, vedi cose molto più tradizionali, se guardi dall'altra, vedi un'insegna di McDonald.
Tutti i principali reportage che ho realizzato raccontano quel che mi colpisce e mi turba. Tutti riguardano una parte di me da esprimere. Qualcuno mi ha domandato del mio stile; ma io non ho stile.

Quel che cerco è un'esperienza totale e intorno a un argomento che sento di dover affrontare. Io vivo di fotografia e se qualcosa mi disturba o mi sconcerta o mi confonde abbastanza a lungo, allora sento di dover fare qualcosa. Con la fotografia. (...)
Qualcosa ti turba, ti inquieta fino al momento in cui non agisci, e scattare fotografie è, per me, l'azione da compiere. Io, semplicemente, mi butto, non ho piani premeditati. Ignoro quel che verrà fuori alla fine del tunnel, ma mi lancio e basta, e vivo questa esperienza. (...) La fotografia è ancora il mio modo per esprimere me stesso, ma ho deliberatamente deciso di prenderla con più calma. Cerco di dare importanza a ogni singola immagine, esattamente come è importante ogni respiro che facciamo.

sabato 16 aprile 2011

Sergio Solmi

il sabato poesia Arte poetica


Sospirata parola, che alla fine
mi sei giunta, m'hai colto
in un momento di disattenzione,
e ti vuoi improvvisa, non cercata,
sfuggi al gesto raro, alla misura
esorbitante. D'una riga t'orli
di mare, gonfi in nube, ti dibatti
come colomba, sorgi in cima al semplice
respiro della voce, all'indolente
mano che ti scandisce, ed urgi - trepida
cosa tra cose - a collocarti in questa
calda, iridata, precisa esistenza.


venerdì 15 aprile 2011

Vittorio Arrigoni RIP

“Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…” il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi la schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati.”A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito.”
Vittorio Arrigoni, Gaza, 8 gennaio 2011

Felicita Frai

agenda letteraria il 15 aprile del 2010, muore a Milano la pittrice e scrittrice Felicita Frai


All'età di quasi cento anni devo tutto il senso della mia vita
nell'arte ad un unico motivo realizzato con l'olio, la tempera,
l'acquarello, la grafica e con tutti i modi di esprimersi dipingendo:
l'immagine femminile in infinite variazioni.

(Autobiografia)

mercoledì 13 aprile 2011

Around the world in 2000 pictures


Il giro del mondo in 2000 fotografie
In questo video diretto da Alex profit, abbiamo la possibilità di girare per alcune capitali mondiali come Parigi, Barcellona, San Pietroburgo, Shangai, Tokio, New York e Londra.
La particolarità del video è il susseguirsi delle duemila fotografie meravigliosamente incastonate in poco più di cinque minuti.
Per effettuare questo "viaggio" ci sono voluti 24 giorni.
via | mooseek

martedì 12 aprile 2011

The Pogues - If Should Fall From Grace With God (1987)

Irlandesi e soprattutto figli di irlandesi, i Pogues nascono a Londra, a King's Road, la via dorata del punk. Shane MacGowan e i suoi denti storti si notano ancora oggi nei pochi filmati dei primi concerti dei Sex Pistols. La storia è proprio quella: il folk, l'eredità irlandese una scoperta, e mica tanto ovvia. La ventata di punk folk che attraversa il continente, fa resuscitare i dialetti e gli strumenti della tradizione, e il usa come nuova linfa per l'albero secco del rock'n'roll. Questa è roba nuova, forte, e se sotto ci sono fisarmoniche, flauti o cornamuse, meglio ancora. Di tutto ciò i Pogues sono il meglio, grazie al talento di molti dei musicisti della band e per via della più impresentabile rockstar di sempre. Shane, appunto, denti marci e stonature continue, alcolista senza possibilità di salvezza. Capace, nei rari momenti di lucidità, di scrivere canzoni strepitose. L'album precedente, Rum Sodomy & The Lash, ha messo a fuoco il punk celtico che li caratterizzerà per sempre, ma questo If Should Fall... ha almeno tre o quattro pezzi strepitosi, in particolare le ballate: Thousands Are Sailing, peraltro non scritta da MacGowan, The Broad Majestic Shannon e Fairytale Of New York, cantata in duetto con Kirsty MacColl. Lui e lei sono irlandesi di New York, si odiano dopo essersi amati alla follia. Se esistesse una lista di classici rock'n'roll da inviare nello Spazio per far mostrare all'universo quanta umanità possa stare dentro una canzone, Fairytale Of New York salirebbe a bordo con tutti gli onori: quattro minuti e mezzo perfetti, grazie ai quali il declino alcolico di Shane MacGowan mette ancora più tristezza. La stessa tristezza dei due irlandesi della canzone. 4,5/5 ©

lunedì 11 aprile 2011

Primo Levi

agenda letteraria l' 11 aprile del 1987, muore a Torino Primo Levi


Se si escludono istanti
prodigiosi e singoli che il
destino ci può donare,
l'amare il proprio lavoro
(che purtroppo è privilegio
di pochi) costituisce
la migliore approssimazione
concreta alla felicità sulla
terra: ma questa è una verità
che non molti conoscono.

(La chiave a stella)

domenica 10 aprile 2011

Claudio Magris

agenda letteraria il 10 aprile del 1939, nasce a Trieste Claudio Magris


Il tempo della geografia è anch'esso rettilineo
al pari di quello storico, perché pure le montagne
e i mari nascono e muoiono, ma è così grande
che s'incurva, come una retta tracciata sulla
superficie della terra, e stabilisce un diverso
rapporto con lo spazio, i luoghi sono gomitoli
del tempo che si è avvolto su se stesso.
Scrivere è sdipanare questi fili, disfare come
Penelope il tessuto della Storia.

(Microcosmi)

sabato 9 aprile 2011

Maria Grazia Calandrone

il sabato poesia La cecità amorosa


Grazie per le barche ferme
nella giornata grande e bellissima
con i ponti abbassati e le cabine
piene di luce.
Diranno che nel fumo si formavano volti
estranei. Incolperanno
gli innocenti
li attaccheranno nelle loro case
con gli eserciti.
Inserisci la lingua nel fermaglio
e domanda la grazia del martirio.
Grazie per l’alba fresca e senza vento
che precede l’inizio
e i voli chiari e calmi
separano il pomeriggio in due coppe
di effimero argento.

Non avevo nemici, avevo
sospensioni, ero seduta a pensare
non so
sopportare l’amore, il cuore si corrompe e si rassegna
sul ramo
e un’euforia mi circola nel sangue come il muso di un lieto
somarello che bruca
la radura nel centro del mattino.
Non creare eccessiva sofferenza all’animale
durante il sacrificio
controlla che la lama sia tagliente.
Mattutino è il mio cuore
liberato dall’uomo e domenicale
pagliuzza
fra i denti dell’altissimo.

Quando hanno adagiato il corpo sull’altare nell’aria c’era soprattutto
silenzio
e il mercurio di migliaia di lampadine
radiazioni e vanadio più che nell’incendio
dei pozzi di petrolio e nella sordità dei crematori.
Grazie per quel filo di pietà che resiste
nella trina sul collo di lei.

venerdì 8 aprile 2011

Henri Matisse

Tempo addietro, non lasciavo le mie tele appese ai muri perché richiamavano alla mente certi momenti di sovreccitazione che non volevo rivivere quand’ero calmo. Oggi lavoro a un quadro con calma, e ci lavoro su finché questa calma non è parte del quadro stesso.

giovedì 7 aprile 2011

Twice - Little Dragon - deepsong #24




Per la seconda volta gli voltai le spalle
Mi si pose dinnanzi agli occhi, ma non ha risolto il dubbio
Dimmi dove potrei andare
Dimmi cosa ti ha portato, mi piacerebbe saperlo


Era la notte azzurra
Trascorsa fragile
Era così anche per gli uomini
Finita in costante meraviglia
Era la forma che assumeva la luce
Così spaventosa
Erano due volontà
Uno specchio che caramente ci possedeva


Pensavo di avere una risposta, una volta
Ma il tuo modo casuale mi ha trascinato lungo
Segni colossali, così mi sono perso
Nel canto morbido di molti amanti


Era la notte azzurra
Trascorsa fragile
Era così anche per gli uomini
Finita in costante meraviglia
Era la forma che assumeva la luce
Così spaventosa
Erano due volontà
Uno specchio che caramente ci possedeva

mercoledì 6 aprile 2011

Frammenti #39

La natura delle cose ama nascondersi.
Temistio, Orazioni

Frammento molto discusso dai filologi: per alcuni fusis è la natura in genere, per altri invece è la natura di ogni singola creatura, ovvero la sua essenza. Adottando quest'ultima interpretazione, potremo dire che la parte migliore di ciascuno di noi non si vede perché resta nascosta. Per i cattolici, e i religiosi in genere, la poarte nascosta è l'anima, per i filosofi è la ragione ultima per cui quella cosa esiste. LDC

martedì 5 aprile 2011

Vincenzo Gioberti

agenda letteraria  il 5 aprile del 1801, nasce a Torino Vincenzo Gioberti


Se la plebe non è ammaestrata, ella viene ad essere esclusa
in effetti dal vivere libero, ancorchè ci partecipi in sembianza.
Imperocché la libertà si stende quando la cognizione e chi non
ha alcuna cognizione politica non può avere libertà politica
se non in mostra e apparentemente.

(Introduzione allo studio delle filosofia)

domenica 3 aprile 2011

Patrick Zachmann, il silenzio della fotografia

Patrick Zachmann si racconta.
Le immagini da cercare sono una condizione fondamentale per la mia stessa ricerca fotografica.
Se sentissi di aver trovato tutte le tessere di un puzzle, non ci sarebbe più mistero, nessuna immagine perduta; perderei la direzione della mia creatività. Ed è vero che questo tema delle immagini perse ha molto a che vedere con gli ebrei dell'Europa centrale.

Nel mio rapporto con la scrittura, e anche nel mio uso di diversi formanti fotografici, esiste un riconoscimento e un'accettazione dei limiti della fotografia. Alcuni fotografi si accontentano del potere della fotografia.
Ma a me non basta. Io voglio dire delle cose attraverso le immagini, ma anche portare dentro quel che in genere resta al di fuori dei contorni di un'immagine, introdurre quel che non ho potuto fotografre o non ho saputo come fotografare. La fotografia non può dire tutto.
Io voglio parlare intorno alla fotografia ma, paradossalmente, quel che mi piace è il silenzio della fotografia.

Credo che la forza della fotografia risieda spesso nella sfera del non detto - quel che non puoi dire con le parole o mostrare con i segni.

Quando fotografi qualcuno, gli prendi sempre qualcosa. E quando questo lavoro lo hai fatto su te stesso, ti guadagni il diritto di puntare il tuo obiettivo sugli altri. Credo allora di avere il permesso di osservare gli altri perché con molta difficoltà sono riuscito a esaminare me stesso.

Vita - Patrick Zachmann è nato nel 1955 a Choisy-le-Roi, in Francia.
Fotografo freelance dal 1976, nel 1990 diventa membro di MP. Nel 1982 il suo reportage sulla camorra a Napoli è raccolto nel libro Madonna!.

Link:   Magnum Photos   -   Google Immagini

sabato 2 aprile 2011

Wisława Szymborska

il sabato poesia  Un appunto


La vita - è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba;
e seguire con gli occhi una scintilla
nel vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.

venerdì 1 aprile 2011

Sandro Veronesi

agenda letteraria il 1° aprile del 1959, nasce a Firenze, Sandro Veronesi


Ormai è il mondo, stellina, a
non essere normale.
Polimeri, ormoni, telefonini,
benzodiazepine, debiti,
carrelli del supermercato,
ordinazioni al ristorante, negozi
di occhiali, A è innamorato di B
ma B non è innamorato di A,
i soldi finiscono sempre rubati,
ogni morte ha un colpevole.
Ecco cos'è il mondo.
Non è più normale.
E vogliono mandare me
dal dottor Ficola...

(Caos calmo)
 
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