lunedì 28 febbraio 2011

La musica della mia adolescenza

Non voglio parlare di quale musica sentivo, ma del come.

Il segreto è tutto lì. Io non so dire cosa ricorderanno le generazioni di oggi quando ripenseranno agli ipod, alla possibilità di averli di colori diversi, allo stare sul tram vicini e dividersi un orecchio a testa dell’auricolare, ai cento canali musicali che ti mandano in loop i successi del momento, al mandarsi le canzoni via mail, allo scaricarle da itunes o altro.

Io mi ricordo la musica cercata in tv, quei due/tre programmi in croce che la trasmettevano e dovevi essere pronto a beccare la canzone e sperare che mamma non si mettesse a riordinare pentole nel mentre. Mi ricordo la rotellina della radio consumata avanti e indietro alla ricerca di quel pezzo che volevi disperatamente sentire, mi ricordo le cassette riavvolte infilando la Bic in uno dei fori e poi fatte girare a manetta. Mi ricordo le trasmissioni registrate alla radio, diventare un mago dell’uso dei tasti Pause-Rec. Mi ricordo gli album ascoltati per intero, lato a-lato b, senza saltare, seguendo la sequenza dei pezzi studiata e pensata per te dal cantante, dal produttore, da chicchessia, fatta apposta per esaltare ogni brano (tipicamente la traccia tre era la migliore). Mi ricordo, per lo stesso motivo, le ore passate a pensare, studiare, comporre le cassette da regalare. Scrivere a mano col pennarello nero i titoli,studiare la grafia della fascetta laterale, per distinguerla tra pile e pile di altre cassette (altro che funzione “trova”…). Mi ricordo le estati legate indissolubilmente a certe canzoni (che uscivano dalla radio di Silvia, seduta a cercare le stazioni), gli amori inconfessati, quando eri già così adulta da sapere che erano destinati ad essere amori di un’estate e per questo negati (che testa hai sempre avuto, eh?). Mi ricordo i testi delle canzoni inseguiti ascoltati e riascoltati per ore, per cogliere certe parole (per questo le sai ancora a memoria, dopo tanti anni). Mi ricordo Max, che veniva a suonare il sassofono in taverna e contrabbandava dischi di jazz con mio fratello, li puliva con religiosa attenzione, mi insegnava a far planare lieve la puntina sul solco e poi quel suono che usciva dalle casse. Mi ricordo la musica come colonna sonora di quegli anni, non perché l’avessi sempre nelle orecchie: l’avevo sempre nel cuore.
Fonte | batchiara

domenica 27 febbraio 2011

Long Nights - Eddie Vedder - deepsong #21



Non avere paura
Per quando sono da solo
Starò meglio di quanto non stessi prima
Ho questa vita
Andrò in giro per crescere
Chi ero prima
Non riesco a ricordarlo


Lunghe notti mi permettono di sentire...
Sto cadendo… sto cadendo
Le luci si spengono
Mi lasciano sentire
Sto cadendo
Sto cadendo al sicuro per terra
Ah...


Prenderò questa anima che è dentro di me ora
Come un amico nuovo
Che conoscerò per sempre


Ho questa vita
E la volontà di dimostrare
Che sarò sempre migliore di prima


Lunghe notti mi permettono di sentire...
Sto cadendo… sto cadendo
Le luci si spengono
Mi lasciano sentire
Sto cadendo
Sto cadendo al sicuro per terra
Ah...

sabato 26 febbraio 2011

Victor Hugo

agenda letteraria il 26 febbraio del 1802 nasce a Besançon lo scrittore e poeta francese Victor Hugo


Garibaldi, cos'è Garibaldi?
E' un uomo, niente altro
che un uomo.
Ma un uomo in tutta
l'accezione
sublime del termine.
Uomo della libertà,
uomo dell'umanità.
"Vir", direbbe
il suo compatriota Virgilio.

(Actes et Paroles)

Douglas Mallok

il sabato poesia Sii


Se non puoi essere pino sul monte,
sii un cespuglio di erica nella valle,
ma sii la migliore, piccola erica
sulla sponda del ruscello.
Sii un cespuglio,
se non puoi essere un albero.
Se non puoi essere una via maestra,
sii un sentiero.
Se non puoi essere un sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei ora.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere:
poi mettiti con passione
a realizzarlo nella vita.


giovedì 24 febbraio 2011

Arrigo Boito

agenda letteraria il 24 febbraio del 1811, nasce a padova lo scrittore e musicista Arrigo Boito


Questa è la vita! L'ebete
Vita che c'innamora,
Lenta che pare un secolo,
Un oscillare eterno
Fra paradiso e inferno
Che non s'accheta più.

(Il libro dei versi)

mercoledì 23 febbraio 2011

Radiohead - The King of Limbs [Full Album]

La maggior parte dei dischi necessitano di vari ascolti prima di formulare un giudizio, per l'ultimo album dei Radiohead questa regola vale doppia. La prima impressione è di un buon disco, ma non tra i migliori. Dovrò "viverlo" ancora diverse volte e soprattutto ascoltarlo in momenti diversi prima di "sentenziarlo", anche se credo che il parere non si sposterà poi di tanto.
Nel frattempo ascoltatelo anche voi, sono 38 minuti scarsi.

martedì 22 febbraio 2011

Inge Morath e l'unicità del soggetto

Inge, in modo istintivo, integra la realtà invece di disintegrarla. Ha sofferto, in prima persona, gli "sport" preferiti di questo secolo: la dittatura e la guerra con il loro assurdo impatto, propagandistico e violento.
Inge è cosciente dell'onnipresente minaccia della violenza che non è mai rifiutata ma solo, semplicemente, rimossa. Così, la tenerezza e il sentimento della sua visione delle cose si rivelano con naturalezza, senza illusioni.
In una cultura in cui sono diventate abituali le peggiori iniquità, non sembra disposta a usare la sua macchina fotografica come strumento allegorico di aggressione, una tecnica che "prende" dal soggetto quel che lui non avrebbe dato di sua spontanea volontà. Al contrario, l'apparecchio di Inge gode e si meraviglia di fronte all'unicità del soggetto. Nelle sue immagini c'è, implicita, la percezione dell'essere umano come animale sociale. E questo sguardo si offre non come mera osservazione, ancor meno come propaganda, ma semplicemente come una caratteristica innata dell'essere umano.
Arthur Miller

Inge è una somma sacerdotessa del misterioso regno della fotografia. Possiede la rara abilità di penetrare oltre la superficie e rivelare quel che poi permette alle sue foto di illuminarsi.
John Huston

Inge Morah è una delle ritrattiste più grandi del nostro tempo... Senza deformazione né indulgenza verso la moda del tempo, riesce a scoprire l'identità essenziale del soggetto che decide di fotografare... Il suo talento eccezionale consiste nel catturare il segreto momento in cui la persona rivela la sua intrinseca naturalezza, in immagini alternativamente riflessive, picaresche, ostinate, civettuole, rassegnate...
William Styron

Inge Morath è il voyeur più attraente, vivace e apparentemente inoffensivo che conosca.
Se sei uno dei soggetti che vuole fotografare, senza quasi accorgetene, appena abbassi la guardia, lei afferra il tuo segreto prima che possa essere troppo tardi. E' una tenera intrusa che scatta foto con una macchina invisibile e con grandi risultati.
Philip Roth

Link:   Magnum Photos  -   Google Immagini  -   Inge Morath

lunedì 21 febbraio 2011

Keith Haring


Mi è sempre più chiaro che l'arte non è un'attività elitaria riservata all'apprezzamento di pochi. L'arte è per tutti e questo è il fine a cui voglio lavorare.

Il sito: Keith Haring .com

domenica 20 febbraio 2011

Pietro Citati

agenda letteraria il 20 febbraio del 1930, nasce a Firenze Pietro Citati


Era fiero della propria aristocrazia,
del proprio carattere, dei propri
sentimenti, delle semplici lettere che
formavano il suo nome: era convinto di
essere una persona eccezionale,
che precedeva la sua epoca.

(Tolstoj)

sabato 19 febbraio 2011

Andrea Franzino

il sabato poesia Vivi crescendo


Nulla v'è di nuovo.
Tutto è stato già visto, pesato.

E allora perché persistiamo
nell'incollar parole?

Perché insistere infine a sognare
perché proseguire e a volte incespicare?

Noi siamo fiumi.
Ed è nella mancanza che possiamo riempirci.

Noi siamo terra.
Ed è nella consistenza che possiamo toccarci.

Noi siamo aria.
Ed è nella ragione che troviamo sicurezza.

Noi siamo uomini.
Ed è nei dubbi che diventiamo saggi.

La vita forse è un viaggio.
A volte semplice, alle volte da capire.

Altre solo da accettare.

Non si è partiti mai, eppure ci avviamo di continuo.

E mai, io spero, arriveremo.

Ma sempre continueremo;

sino a che avremo forza, lacrime o sorrisi.

Noi saremo vivi,
vivi crescendo.

La vita è un viaggio,
ogni singolo istante.

venerdì 18 febbraio 2011

Vincenzo Consolo

agenda letteraria il 18 febbraio del 1933, nasce a Sant'Agata di Militello Vincenzo Consolo


Si ritrovò il libro dell'anarchico,
aprì le mani e lo lasciò cadere in mare.
Pensò al suo quaderno. Pensò che
ritrovata calma, trovate le parole,
il tono, la cadenza, avrebbe raccontato,
sciolto il grumo dentro. Avrebbe dato
ragione, nome a tutto quel dolore.

(Nottetempo, casa per casa)

mercoledì 16 febbraio 2011

Warren Zevon - The Wind (2003)

Questo è il testamento musicale di Warren, morto poco prima della pubblicazione del disco (24 gennaio 1947 – 7 settembre 2003). Colpito da un male incurabile, il musicista californiano ha voluto a tutti i costi questo album, e se pur stanco, affaticato dalla malattia, ha lavorato duramente con profonda dignità fino alla completa registrazione. Attorniato da un numero incredibile di amici e musicisti, ci ha consegnato uno dei dischi più belli ed ispirati della sua trentennale carriera.
A differenza del disco precedente "My Ride's Here" (la malattia lo aveva già minato), un disco decisamente sottotono, questo lavoro si prende decisamente la rivalsa. Zevon ritrova la vitalità e canta come non gli succedeva da molto tempo. Tutti gli ospiti amici e musicisti come: Dwight Yoakam, Don Henley, Ry Cooder e Bruce Springsteen, solo per citarne alcuni, sono parte integrante delle canzoni senza però precluderne l'opera originale di Zevon.     
Le sonorità portanti delle undici canzoni del disco hanno il sapore country e rock and roll. Sono ballate per la maggior parte malinconiche, alcune toccano punti di estrema tristezza, solo pochissime lasciano spazio a un po' di gioia. Profondo e carico di intensità, The Wind è un grande disco, il progetto di un musicista maturo, conscio dei suoi mezzi, che ha lavorato al meglio per regalare al suo pubblico qualcosa che avrebbe dimenticato difficilmente. Il ricordo poetico/sonoro di un musicista, di un uomo, dall'enorme dignità. 4/5 ©

martedì 15 febbraio 2011

Domenico Starnone

agenda letteraria il 15 febbraio del 1943, nasce a Saviano, Domenico Starnone


Negli anni ottanta o novanta passò
a dire con sempre maggiore convinzione
che tra noi c'era sempre stato
un perfetto accordo: destra e sinistra
la stessa merda; la sinistra però leggeva
più libri ed era più intelligente.

(Via Gemito)

lunedì 14 febbraio 2011

Frammenti #37

Quelli che parlano con il cervello devono trarre suggerimenti dal comune buon senso, così come la città trae forza dalle leggi. In verità, tutte le leggi umane derivano da una sola legge, quella divina. Questa ultima prevale quanto basta, ma, volendo, potrebbe anche strafare.
Stobeo, Florilegio

A leggere la vita di Eraclito, si ha l'impressione che non fosse tanto equilibrato. Evidentemente era uno che predicava bene e razzolava male. In questo frammento, infatti, il nostro consiglia i governanti di non farsi troppo influenzare dai princìpi astratti, caratteristici delle leggi divine. In altri termini: promulgare leggi per gli uomini come sono, non per gli uomini come dovrebbero essere. L.D.C.

domenica 13 febbraio 2011

Del mondo - Robert Wyatt - deepsong #20



E' stato un tempo il mondo giovane e forte,
odorante di sangue fertile,
rigoglioso di lotte, moltitudini,
splendeva pretendeva molto...
Famiglie donne incinte, sfregamenti,
facce pance gambe braccia...
Dimora della carne, riserva di calore,
sapore familiare e odore...
E' cavità di donna che crea il mondo,
veglia sul tempo lo protegge...


Contiene membro d'uomo che s'alza e spinge,
insoddisfatto poi distrugge...
Il nostro mondo è adesso debole e vecchio,
puzza il sangue versato è infetto...


Povertà magnanima, mala ventura,
concedi compassione ai figli tuoi...
Glorifichi la vita, e gloria sia,
glorifichi la vita e gloria è...

Canzone dei CSI accorciata da R.W.

sabato 12 febbraio 2011

Maria Luisa Vezzali

il sabato poesia    Della violenza


vieni, taglia il ramo che il germoglio non brucia
taglia la maniglia della porta, il raggio
della ruota che non gira, taglia
la strada che non sfiora le lontananze
vieni, taglia il vento che tossisce al buio, accendi
il sangue che s’imbarca fischiando verso il danno
quello che può succedere succederà per te
nelle cose vicine come nelle cose nascoste
e tu non saprai neppure quando, cosa
non saprai minimamente fino a dove, saprai solo
allo sportello della banca radicale
il valore di cambio del timore

venerdì 11 febbraio 2011

Sylvia Plath

agenda letteraria  l' 11 febbraio del 1963, muore a Londra la poetessa e scrittrice statunitense Sylvia Plath


Pensa. Ne sei capace. Soprattutto non devi fuggire nel sonno
- dimenticare i dettagli - ignorare i problemi - costruire
barriere fra te e il mondo e le allegre ragazze brillanti -
ti prego, pensa, svegliati. Credi in qualche forza benefica
al di fuori del tuo io limitato. Signore, signore, signore:
dove sei? Ti voglio, ho bisogno di te: di cercare in te
e nell'amore e nell'umanità...

(Diari)

mercoledì 9 febbraio 2011

L'Aurora Boreale


Tor Even Mathisen è un giovane cameraman ed editore Norvegese che ha ha fotografato e poi realizzato questo fantastico video sull'aurora boreale nel cielo di Tromsø. Lo spettacolo è ipnotico e ogni altra parola diventa superflua.

Altre informazioni le trovate QUI e delle foto ingrandite QUI.

martedì 8 febbraio 2011

Jean Gaumy: fissare il tempo

Si racconta.
Credo di avere un certo istinto animale. Sono come un gatto. Quando realizzo film documentari, uso il mio naturale istinto per sentire cosa sta per accadere pochi minuti o pochi secondi prima che accada. Penso sia molto importante cominciare a preparare la macchina fotografica prima che la situazione raggiunga il suo apice. Per le fotografie succede lo stesso. Anticipo qualcosa e poi, pluf! il pesce è preso.

Da parte mia, come fotografo, non riuscivo a trovare altrove l'attrazione che provavo per i vecchi "classici". In mezzo a tante trasformazioni cercavo i miei segni. Mi sono avvicinato a molte altre situazioni e scattato molte altre immagini. Pesche industriali, porti, navi - in Francia, in Giappone, negli Stati Uniti, in Europa del Nord. Non era la stessa cosa. Sapevo che a bordo dei vecchi pescherecci dal ponte scoperto andavo incontro ai migliori appuntamenti con tempeste, alla ricerca di un'atmosfera, di un'epoca, di un rapporto col mondo. Non so. Qualcosa di molto personale. Qualcosa che stava per essere inghiottito e non sapevo dire.

Ho una sola mano per sorreggermi, l'altra per la macchina fotografica. Il colpo di ieri fa ancora male. Passo con difficoltà da una parte all'altra del ponte. Molto frustante. La borsa ritenuta stagna è di un'inefficienza sconfortante. Impossibile da manipolare con rapidità. Preferisco correre il rischio utilizzando semplici sacchetti per l'immondizia come protezione contro gli spruzzi. Una sola onda un po' violenta basterebbe ad annegare l'intera attrezzatura. Non riesco a vedermici qui, senza apparecchio fotografico... In effetti è chiaro, non ho nulla del contemplativo: di fronte al tempo, alla perdita, di fronte al vuoto, mi inquieto, mi agito, ho difficoltà. E scatto, sperando di fissare il tempo. M'inganno.


Link:    Magnum photos    -    Google Immagini

lunedì 7 febbraio 2011

Raffaello Brignetti

agenda letteraria il 7 febbraio del 1978, muore a Milano Raffaello Brignetti


Il primo fu un giorno forte e armonioso. La goletta andava,
vele a dritta. Filava, il maestrale la inclinava: lo scafo
si risollevava e intanto non aveva corso una parte; tornava,
sotto il vento, basso sulla destra, risaliva, percorreva un'altra misura.

(La spiaggia d'oro)

domenica 6 febbraio 2011

Paolo Volponi

agenda letteraria il 6 febbraio del 1924, nasce a Urbino Paolo Volponi


Coloro che hanno progettato l'uomo come macchina non potevano
dargli un programma con un istinto come lo diedero agli animali,
perché mentre essi devono restare sempre tali e quali,
l'uomo doveva ripetere l'opera dei suoi progettisti,
però con materiali o forme diverse...

(La macchina mondiale)

Debbo trovare qui, in questo pantano, una vena pulita.
Ci deve pur essere un modo onesto. forse lo studio può indicarlo:
non lo studio per proprio conto, ma lo studio di questa realtà.

(La strada per Roma)

sabato 5 febbraio 2011

Manolo Alvarez

il sabato poesia Bisogna


Bisogna essere felici di nulla,
magari di una goccia d’acqua
oppure di un filo di vento.
Di un animaletto che si posa
sul tuo braccio o del profumo
che viene dal giardino.
Bisogna camminare su questa terra
con le braccia tese verso qualcosa che verrà
e avere occhi sereni per tutte le incertezze del destino.
Bisogna saper contare le stelle,
amare tutti i palpiti del cielo
e ricordarsi sempre di chi ci vuole bene.
Solo così il tempo passerà senza rimpianti
e un giorno potremo raccontare
di aver avuto tanto dalla vita.

Manolo Alvarez, poeta contadino spagnolo

venerdì 4 febbraio 2011

Bright Eyes - The People's Key full album stream

Uscirà tra due settimane The People’s Key, il nuovo disco dei Bright Eyes il gruppo capitanato da Conor Oberst ma già lo si può ascoltare per intero nel video qui sotto.


La recensione a breve.

mercoledì 2 febbraio 2011

Sky Blue And Black - Jackson Browne - deepsong #19



Cielo blu e nero

Nelle voci gridate l’un l’altro
Degli amanti su e giù lungo la riva del mare
Nel rumore delle onde e nelle grida
Dei gabbiani che volteggiano sulla spiaggia
Nei frammenti delle canzoni
Portate giù dal vento da una radio
Nel mormorio della città in lontananza
Basso e inquietante.

Sento il rumore del mondo in cui giocavamo
E la sin troppo semplice bellezza
Delle promesse che ci facevamo.

Se avrai mai bisogno di aiuto
Chiamami, sarò lì
Se avrai mai bisogno di aiuto
Senza tirarmi indietro, ti aiuterò
Cielo azzurro e cupo.

Dove le carezze degli amanti finiscono
E dove comincia l’animo dell’amico
C’è la necessità di essere separati e quella di essere un tutt’uno
E non serve a nulla lottare
Quando mi hai dato il mondo in cui ero
E un posto in cui opporre resistenza
Non ho mai capito quanto dubitassi di me
Quando avevo lasciato andare la tua mano.

Sì, ed ero molto più giovane allora,
E devo aver pensato che avrei capito
Se le cose stavano per finire.

E i cieli rotolavano
Come ruote su un percorso
E il nostro cielo si sgretolava
E non sarebbe più tornato su
Cielo azzurro e cupo.

E avrei combattuto il mondo per te
Se avessi pensato che era questo che volevi
O avrei messo da parte ciò che era vero o non vero
Se avessi saputo che era ciò di cui avevi bisogno
Ciò che avevi bisogno che facessi.

Ma il momento è superato ora,
Ho dovuto mettere via il mio orgoglio
Per poter in qualche modo tornare da te.

Se avrai mai bisogno di aiuto
Chiamami, sarò lì
Se avrai mai bisogno di aiuto
Senza tirarmi indietro, ti aiuterò.

Sei il colore del cielo
Riflesso nelle vetrate di ogni vetrina
Sei il cigolio e lo stridio
Delle mie gomme nella pioggia
Sei la costa nascosta e ciò ch’è perso
In tutto ciò che faccio
Sì, e non smetterò mai di cercarti
Nella luce del sole e nell’oscurità
E nei volti lungo il viale
E’ così ch’è l’amore
E’ così ch’è l’amore
E’ così ch’è l’amore
Cielo azzurro e cupo.
 
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