lunedì 31 gennaio 2011

Don Scott Macdonald: il reale e il sogno


I dipinti di Don Scott Macdonald sono la combinazione di due osservazioni; una reale e una sognatrice. Per comporre un suo quadro Don,  ricrea i dettagli di un paesaggio statico su tela, cercando di distillare la sua vera essenza con la convinzione di usare tre elementi primari: semplicità, eleganza e potenza.
Il presentare la quiete di paesaggi aperti, il far percepire l'equilibrio naturale di mistero e di bellezza, di oscurità e di speranza, il creare "un'ampiezza" che si estenda oltre i limiti fisici della tela, una mista esplorazione tra l'etereo e la terra, è l'obbiettivo principale della sua arte. 
Nel complesso, il messaggio che i dipinti di Macdonald cercano di trasmettere sono la consapevolezza di capire chi siamo e cosa sentiamo.

sabato 29 gennaio 2011

Viviana Scarinci

il sabato poesia Il labiale delle intenzioni


Mi sono guardata appena bambina,
modulare maree senza nessuna ostinazione,
lasciare il morbo senza nome,
proprio quando sembravo
per nascergli a ridosso
e non un segno preciso,
né di guerra né di silenzio.
Ho risposto appena, quando bisognava,
non sapendo quale sarebbe stata la prima fame,
quale omicidio mi avrebbe condotto
a ciò di cui non avvertivo l’appetito
e ho decretata l’inutilità
della mia prima agrimensura,
senza dissiparne la disciplina
mentre intimava: tu non crescere
ritorna soltanto e allontanati
un po’ di più.
un po’ di meno.


venerdì 28 gennaio 2011

Frammenti #36

La maggioranza non sa né ascoltare né parlare.
Clemente Alessandrino, Stromata

Tra il saper ascoltare e il saper parlare è di certo più importante la prima qualità: se non si ascolta, infatti, non si apprende, e se non si apprende non si parla. A volte, poi, è proprio il voler parlare a tutti i costi a impedir l'ascolto.

lunedì 24 gennaio 2011

Hengki Koentjoro e i paesaggi in bianco e nero


Hengki Koentjoro è un fotografo indonesiano classe 1963 che predilige il bianco e nero.
Dopo aver studiato in California video e fotografia e tornato in Indonesia e ha fondato la PT Indochroma Productions, una casa di produzione specializzata in documentari naturalistici.
I suo scatti delicatamente surreali hanno come comune denominatore la natura. I suoi "viaggi" fotografici si inerpicano lungo strade e sentieri per lo più immersi nella nebbia, lasciando molto spazio all'immaginazione e alla riflessione. Le immagini cariche di fascino smarriscono il confine con l’orizzonte, tra cielo e terra, per dare spazio alla fantasia, meno alla realtà.

Il Sito e il Flickr 


(via)

sabato 22 gennaio 2011

Patricia Wolf

il sabato poesia Processo


Ma tu chi sei, chi sei
Piango e non mi senti:
nemmeno gli uomini odiano così...
Lasci che le mie mani afferrino il buio-desolazione
cercando guance-fantasma da accarezzare
Lasci che i miei occhi attraversino il tunnel-indifferenza
inseguendo la strada-infanzia
smarrita in fondo a troppe fughe...
Lasci che la mia mente s'imbatta in lacrime-stalattiti
stanche di celebrare elogi funebri
ad ideali disfatti
Lasci che la mia schiena si schianti
sotto il peso di troppi addii forzati:
di tanti son stato giudice esecutore,
di alcuni,
dolenti,
vittima predestinata.
E mi confini qui
sul picco più alto del mondo
a contemplare emozioni di carta
tradite al primo decollo
e tramonti mascherati da albe
Ah sì, lo so chi sei:
ti chiami TEMPO
Ed è una vita che mi uccidi.


sabato 15 gennaio 2011

Sergio Donato

il sabato poesia Sospesa constatazione del risveglio


C'è un punto nel tempo
che le infilate dita dell'alba
dilatano tra l'arancio e il viola
quasi a strappare l'ultimo buio.
Quel punto non è ancora giorno
e nemmeno si può dire più notte.
E' il secondo orizzonte sospeso
oltre la terra, che gravida urla
la nascente luce versando nebbia
sui grigi profili della bassa coltivata.
M'aggrappo con pensieri uncini
mentre la vita reclama scotendo
i suoi uccelli in giro per il cielo.
La presa è persa!
Il punto si fa definito albore
e l'ora del risveglio degli uomini
suona sulle corde dei tiepidi raggi
che tesi in cielo scalano il giorno.


Sergio Donato

lunedì 10 gennaio 2011

Mark Bowles: il coraggio dei colori

Sono stato particolarmente colpito dalle opere pittoriche di Mark Bowles, un artista Californiano di San Francisco. La passione per la pittura ha sempre accompagnato la vita di Mark, infatti, ha cominciato a disegnare fin da piccolo e ha studiato presso diversi istituti artistici della California ottenendo molte lodi. Grazie a questa sua dedizione è riuscito a farsi conoscere a livello nazionale e non solo.
Col passare del tempo il suo lavoro è diventato sempre meno rappresentativo evolvendosi verso una forma più astratta, caratterizzandosi sempre, comunque, con estrema franchezza ed onestà.
I suoi lavori hanno come tematica la natura morta, la figura umana e il paesaggio. Sempre affascinato dal colore, le sue opere non esprimono solo i sentimenti di quello che la realtà fa vedere ma interpretano un linguaggio ed una libertà che solo l'astratto riesce a comunicare.
In continua trasformazione, sempre più impegnato ma ancor di più appassionato, Mark Bowles affronta "la tela" con coraggio, cercando in continuazione un linguaggio che riesca ad esprimere ciò che vede e ciò che sente. Il risultato lo potete verificare andando a dare un'occhiata alle sue opere. Questo è il suo sito.

sabato 8 gennaio 2011

Andrea Fadda

il sabato poesia Cercando logiche leggere


Cercando logiche leggere
dove non resta che sabbia
onoro
questi incantati sentieri
e ciò che la strada
vuole ch'io sia
senza ordinarmi l'entrata
o l'uscita di scena.

Così,
canna al vento,
piego i desideri
all'improbabile attesa
d'un vortice divino
che rimescoli il progetto
di questo svogliato resistere.

Unghie
ficcate per terra,
lascio solchi d'argento
nella schiena paziente
del passato remoto
e guardo albeggiare
la storia che viene.

Mi basta solamente
un ruolo di comparsa
per continuare a respirare...

Andrea Fadda