giovedì 30 settembre 2010

André Schwarz-Bart

agenda letteraria il 30 settembre del 2006 muore a Pointe-à-Pitre André Schwarz-Bart

Si vorrebbe che mille anni
di storia ebrea non fossero
altro che la cronaca banale
delle vittime e dei loro carnefici.
Io desidero mostrare un
ebreo della vecchia razza,
disarmata e senza odio,
e che ciononostante sia un
uomo, veramente, secondo una
tradizione oggi pressoché estinta.

(L'ultimo dei giusti, Premio Goncourt 1959)

mercoledì 29 settembre 2010

You Are My Sister - Antony and the Johnsons - deepsong #13


Sei mia sorella

Sei mia sorella, siamo nati
Così innocenti, così bisognosi
Alcune volte siamo stati amici, altre sono stato crudele
Ogni notte ti chiedevo di vegliarmi nel sonno
Avevo così tanta paura della notte
Sembrava che tu attraversassi i luoghi da me temuti
Vivevi nel mio mondo così dolcemente
Protetta solo dalla tua naturale bontà
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
Allora ci sentivamo così diversi
Ma poi negli anni così simili
Il modo di ridere o di soffrire
Così tanti ricordi
Ma nulla più si può ottenere dai ricordi
Facce e mondi che nessun altro conoscerà mai
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
È quello che voglio per te
Si avvereranno (si avvereranno)

Erich Kästner

agenda letteraria il 29 settembre del 1974 muore a Monaco di Baviera Erich Kästner


L'intelligenza ognuno se la deve
conquistare. Soltanto la stupidità
si espande gratuitamente.
...

Sono un tedesco di Dresda in
Sassonia. Il mio paese non
mi lascia partire. Sono come
un albero che è nato in GErmania
e che, se necessario,
si seccherà in Germania.

(Risposte necessarie a questioni superflue)

martedì 28 settembre 2010

Laurie Anderson - Homeland (2010)

Laurie Anderson con i suoi 40 anni di carriera, mancava dalla scena musicale da un decennio. L’uscita di un nuovo disco da parte dei suoi fans, come il sottoscritto, era quindi molto attesa.
Per chi non conoscesse la sua musica e volendo catalogarla con dei generi, i tag: avanguardia e sperimentazione sono quelli più appropriati. Come sarà ovvio pensare, i suoi dischi quindi, non sono mai stati di facile ascolto ma, ascoltati diverse volte e soprattutto con un orecchio attento riescono a fare breccia anche agli ascoltatori più ostili. Anche questo suo ultimo “Homeland” rientra in questo “quadro”.
Per semplificare in breve le canzoni di Homeland possiamo dire che sono una sommatoria di: parole, suoni, testi, polemiche, poesie e riflessioni. L’opera è assai altalenante. Momenti di profonda arte sonora vengono affiancati a “parlati” di marcata noia. Le liriche affrontano temi sociali assai attuali e importanti come la politica e le problematiche relative ad una società consumistica. Proprio per questa complessità, dove i testi hanno la prerogativa sui suoni che, l’album non risulta di facile presa e, come è avvenuto in questi ultimi anni, le sue opere si orientano più verso a piecè teatrali che non a dischi musicali fine a se stessi. 3/5

lunedì 27 settembre 2010

Bruce Gilden e la strada

Bruce Gilden si racconta.
Devi avere la passione, altrimenti non puoi realizzare buone foto. E' facile a dirsi ma non è facile a farsi. Per fortuna, fin da ragazzo sono sempre stato attratto dai tipi buffi - per esempio, ho sempre amato i lottatori più brutti - così, fotografarli mi è sembrata la cosa più logica da fare. Ci sono cose specifiche che amo e che non amo. E poi. devo dire chiaramente che non basta un tipo caratteristico per fare una buona foto.

Come hai imparato a diventare fotografo?
Camminando per la strada con una macchina fotografica in mano.

Perché fotografi?
Ho la passione della fotografia e sento di non avere altra scelta. Puoi scegliere se seguire questa strada o meno; ma per me, ovunque vada nel mondo, ci vado proprio per scattare fotografie. Non faccio vacanze.

Perché fotografi la gente per la strada?
Forse perché quando ero ragazzo, cresciuto in una zona malfamata, passavo ore fissando fuori dalla finestra le attività che si svolgevano per la strada. Ho sempre cercato tipi particolari, persone che, in un senso o in un altro, spiccano sullealtre.
Non persone comuni.

Perché così vicino?
Più divento vecchio, più mi avvicino.
Credo che sia indispensabile per rivelare l'essenza del soggetto. Non mi avvicino alle persone che non mi piacciono.

Come descriveresti il tuo stile?
Il mio stile nasce da come fotografo. Devo essere fisicamente agile, intuitivo, senza paura e devo stare in strada.

Che cos'è per te una buona fotografia?
Un'immagine formalmente ben concepita, che ti colpisce emozionandoti, è per me una fotografia forte.

domenica 26 settembre 2010

Béla Bartòk

agenda letteraria il 26 settembre del 1945 muore a New York il compositore e musicista ungherese Béla Bartòk

Insegnare il pianoforte a giovani privi di talento che considerano
la musica come un mezzo di guadagno, non mi entusiasma
affatto. Ma noi siamo uno stato povero, che può contribuire
poco alla soluzione di compiti scientifici e artistici.

(Alla ricerca delle canzoni popolari, 1910)

sabato 25 settembre 2010

Edna St. Vincent Millay

il sabato poesia Canto d’autunno


Ora l’autunno ha brividi
nel gambo della rosa.
Alte e lontane scale
s’appoggiano tra i frutti.

L’autunno ora s’arrampica
sull’intrecciata trama
e la rosa ricorda la polvere
da cui fu generata.

Piú lucente del fiore
sul cespuglio di rosa
è la bacca arancione,
ora avvizzita, amara;

in ozio la bellezza non sa stare;
tutto accade in suo nome;
ma la rosa ricorda la polvere
da cui fu generata.


venerdì 24 settembre 2010

Dana Gluckstein: Dignità e Onore


Tra le varie iniziative per i 50 anni di Amnesty International (nel 2011) è stato pubblicato un libro con le fotografie di Dana Gluckstein. Il libro che porta il titolo di "Dignity In Honor of the Rights of Indigenous Peoples" è una pubblicazione che raccoglie i volti, l’umanità e le storie di tutte quelle popolazioni indigene ignorate, denigrate, depredate e minacciate.
Sono tutti ritratti in bianco e nero, fatti di sguardi ed espressioni dove lo stato d’animo è talmente evidente quasi da "toccarlo".

Una galleria la potete vedere QUI

giovedì 23 settembre 2010

Mavis Staples – You Are Not Alone (2010)

Il gospel è nel sangue di Mavis Staples ma “You Are Not Alone” non è un disco di solo gospel, anzi.
Dopo il bellissimo "We’ll Never Turn Back" del 2007, disco prodotto dallo straordinario talento di Ry Cooder, la Staples per questo album si fa aiutare da Jeff Tweedy leader di quella formidabile band chiamata Wilco. Come successe con il disco precedente, anche Jeff Tweedy, estroverso e geniale chitarrista, non impone il suo suono e, come fece Cooder, accompagna solamente la cantante di colore, ricucendole attorno delle sonorità rock e blues per poi intrecciarle alla profonda e bellissima voce gospel della Mavis.
A differenza di "We’ll Never Turn Back", dove la Staples recupera brani del periodo della lotta per i diritti civili e i testi parlano di lotta e di emancipazione, in questo suo ultimo lavoro le tredici canzoni si orientano verso un repertorio più classico e sacro.
Un disco importante, bello e profondo. 3,5/5

Ascolta il secondo brano: You Are Not Alone

mercoledì 22 settembre 2010

Banda larga? naaaaaaaa

Il Governo affonda il progetto banda larga, è finita!

Il progetto banda larga non potrà contare sugli 800 milioni di euro promessi. Ne sono rimasti solo 100 e vi sarà bisogno del co-finanziamento regionale. Per di più, stando a quanto ha scoperto il Sole 24 Ore, si parla solo di distretti industriali e non di famiglie.

Il progetto banda larga del Governo è completamente evaporato. Si è sempre parlato di 800 milioni di euro per recuperare terreno sul fronte della connettività nazionale, ma grazie al Sole 24 Ore oggi scopriamo che nella migliore delle ipotesi il paese potrà contare su soli 100 milioni.
Verrebbe da dire che è finita, poiché presso il Ministero dello Sviluppo Economico non solo si sta parlando di cofinanziamenti con le Regioni ma anche di intervenire esclusivamente nei distretti industriali (si parla dei 73 più importanti, di cui 16 critici).
Insomma, il Governo cercherà di convincere i Governatori a prediligere la banda larga invece che il risparmio energetico, il rafforzamento distretti sul mercato internazionale, lo sviluppo reti di impresa, il settore abbigliamento-moda o la nautica. Il co-finanziamento infatti è regolato da bandi di settore (decreto legge del 7 maggio) che scadranno a ottobre.
Che cosa vuol dire tutto questo? Se anche le Regioni dovessero accettare la sfida sulla banda larga è praticamente scontato che siano costrette ad attingere ai Fondi FAS o ai Programmi Operativi Regionali per ogni altra attività. Non ci sono più soldi.
A questo punto non si tratta più di crisi economica, ma di priorità. Per il Governo la banda larga non è importante. A tutti gli effetti non fa guadagnare punti politici, non aumenta l'elettorato, non è attualmente strategica per le lobby vicine al Palazzo e infine non genera ritorni economici o di immagine a breve termine.

martedì 21 settembre 2010

Arthur Schopenhauer

agenda letteraria il 21 settembre del 1860 muore a Francoforte il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer

Io so bene che mi sentirò ripetere che la mia filosofia è disperata,
ma solo perché io parlo secondo verità, e gli uomini vogliono
invece sentire le lodi di Dio che ha ordinato il tutto
secondo il meglio. Ma allora andate in chiesa e lasciate i filosofi in pace!

(Parerga e frammenti postumi)

lunedì 20 settembre 2010

Scopertine #23 (551 - 575)


551. Dire Straits - Brothers in Arms - 552. Prefab Sprout - Steve McQueen (Two Wheels Good) - 553. Mekons - Fear & Whiskey - 554. Big Black - Atomizer - 555. Suzanne Vega - Suzanne Vega (1st Album) - 556. Pogues - Rum, Sodomy & The Lash - 557. Kate Bush - Hounds of Love - 558. The Smiths - Meat is Murder - 559. Tom Waits - Rain Dogs - 560. Jesus & Mary Chain - Psychocandy - 561. New Order - Low Life - 562. Simply Red - Picture Book - 563. Dexys Midnight Runners - Don’t Stand Me Down - 564. Scritti Politti - Cupid & Psyche 85 - 565. Elvis Costello - Blood & Chocolate - 566. Afrika Bambaataa & The Soul Sonic Force - Planet Rock: The Album - 567. Beastie Boys - Licensed to Ill - 568. Metallica - Master of Puppets - 569. The The - Infected - 570. Nanci Griffith - Last of the True Believers - 571. Billy Bragg - Talking with the Taxman About Poetry - 572. Talk Talk - Colour of Spring - 573. Megadeth - Peace Sells…But Who’s Buying? - 574. Bon Jovi - Slippery When Wet - 575. Sonic Youth - Evol

domenica 19 settembre 2010

Roberto Bracco

agenda letteraria il 19 settembre del 1861 nasce a Napoli Roberto Bracco

Ora che sono vedova, ora che
potrei essere tutta tua,
se non prendessi commiato
da te, dovrei sposarti. E allora?...
Noi guasteremmo una cosa
che è stata molto bella!
Colpevoli, noi eravamo felici.
Innocenti, noi saremmo come
due coniugi come ce ne sono
stati tanti. Il nostro amore
era così grande
che aveva bisogno della colpa.

(Il successore - Smorfie gaie)

sabato 18 settembre 2010

Annozero torna giovedi 23 settembre


Cari amici, sono di nuovo costretto a chiedere il vostro aiuto. Giovedì 23 settembre alle ore 21.00 è prevista la partenza di Annozero ma la redazione è tornata al lavoro da poche ore e con grande ritardo, i contratti di Travaglio e Vauro non sono ancora stati firmati e lo spot che abbiamo preparato è fermo sul tavolo del Direttore Generale. Tuttavia, se non ci sarà impedito di farlo, noi saremo comunque in onda giovedì prossimo e con me ci saranno come sempre Marco e Vauro.

Vi prego, come avete fatto con Rai per una Notte, di far circolare tra i vostri amici e tra le persone con cui siete in contatto questo mio messaggio avvertendoli della data d’inizio del programma. Nelle prossime ore vi terrò puntualmente informati di quanto avviene.

Un abbraccio
Michele Santoro

Stefano Benni

il sabato poesia Non disprezzare

Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza

Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza

venerdì 17 settembre 2010

Nantas Salvalaggio

agenda letteraria il 17 settembre del 1923 nasce a Venezia il giornalista e scrittore Nantas Salvalaggio

Marylin era una donna fragile,
insicura. Una donna segnata dalla
vita, che aveva il complesso
di non aver studiato
e voleva togliersi questa
etichetta di oca bellissima.
Non era così, era
Intelligente, ma fragile.

(Il Gazzettino, 2.5.2006)

giovedì 16 settembre 2010

Laicità

Laico non vuol dire affatto, come ignorantemente si ripete, l’opposto di credente (o di cattolico) e non indica, di per sé, né un credente né un ateo né un agnostico. Laicità non è un contenuto filosofico, bensì una forma mentis; è essenzialmente la capacità di distinguere ciò che è dimostrabile razionalmente da ciò che è invece oggetto di fede, a prescindere dall’adesione o meno a tale fede; di distinguere le sfere e gli ambiti delle diverse competenze, in primo luogo quelle della Chiesa e quelle dello Stato.
La laicità non si identifica con alcun credo, con alcuna filosofia o ideologia, ma è l’attitudine ad articolare il proprio pensiero (ateo, religioso, idealista, marxista) secondo principi logici che non possono essere condizionati, nella coerenza del loro procedere, da nessuna fede, da nessun pathos del cuore, perché in tal caso si cade in un pasticcio, sempre oscurantista. La cultura— anche cattolica — se è tale è sempre laica, così come la logica — di San Tommaso o di un pensatore ateo — non può non affidarsi a criteri di razionalità e la dimostrazione di un teorema, anche se fatta da un Santo della Chiesa, deve obbedire alle leggi della matematica e non al catechismo.

Una visione religiosa può muovere l’animo a creare una società più giusta, ma il laico sa che essa non può certo tradursi immediatamente in articoli di legge, come vogliono gli aberranti fondamentalisti di ogni specie. Laico è chi conosce il rapporto ma soprattutto la differenza tra il quinto comandamento, che ingiunge di non ammazzare, e l’articolo del codice penale che punisce l’omicidio. Laico — lo diceva Norberto Bobbio, forse il più grande dei laici italiani — è chi si appassiona ai propri «valori caldi» (amore, amicizia, poesia, fede, generoso progetto politico) ma difende i «valori freddi» (la legge, la democrazia, le regole del gioco politico) che soli permettono a tutti di coltivare i propri valori caldi. Un altro grande laico è stato Arturo Carlo Jemolo, maestro di diritto e libertà, cattolico fervente e religiosissimo, difensore strenuo della distinzione fra Stato e Chiesa e duro avversario dell’inaccettabile finanziamento pubblico alla scuola privata — cattolica, ebraica, islamica o domani magari razzista, se alcuni genitori pretenderanno di educare i loro figli in tale credo delirante.

Laicità significa tolleranza, dubbio rivolto anche alle proprie certezze, capacità di credere fortemente in alcuni valori sapendo che ne esistono altri, pur essi rispettabili; di non confondere il pensiero e l’autentico sentimento con la convinzione fanatica e con le viscerali reazioni emotive; di ridere e sorridere anche di ciò che si ama e si continua ad amare; di essere liberi dall’idolatria e dalla dissacrazione, entrambe servili e coatte. Il fondamentalismo intollerante può essere clericale (come lo è stato tante volte, anche con feroce violenza, nei secoli e continua talora, anche se più blandamente, ad esserlo) o faziosamente laicista, altrettanto antilaico.

Claudio Magris, sul Corriere della Sera, 20/01/2008, da leggere tutto qui.

martedì 14 settembre 2010

Frammenti #29

La vita rassomiglia a un fanciullo che sposta a caso i pezzi su una scacchiera, il che equivale a dire che il tempo è il regno di un bambino.
Ippolito, Confutazione

Il più bello dei mondi è un mucchio di rifiuti gettati giù dal caso.
Teofrasto, Metafisica

E' il caso o la necessità a determinare gli eventi? E ancora: l'arte è un fatto puramente casuale o la dimostrazione dell'esistenza di Dio? I credenti sono tutti per il Progetto Divino, gli ingegneri, invece, per la statistica.
E, comunque, Caso o Necessità che dir si voglia, tutto col tempo finisce per mutarsi in qualcosa di artistico, perfino l'Altare della Patria. L.D.C.

lunedì 13 settembre 2010

Grinderman – Grinderman 2 (2010)

Prosegue il progetto Grinderman e dopo un primo disco ne esce un secondo che porta il titolo assai fantasioso di "2". Il lavoro non si discosta molto dal primo, il suono è più elettrico e chitarristico, del pianoforte neanche l’ombra.
In quanto progetto, Grinderman è sperimentazione. Nelle nove canzoni Cave e soci sembrano cercare nuove forme sonore e frantumando la melodia in favore di schizzi punk, le canzoni diventano 'rumore', un rumore razionale sia chiaro, dove nulla è suonato a caso ma tutto appartiene ad un filo musicale ragionato.Il disco a molti potrà non piacere ma sarà solo per una questione di gusti e non di intelligenza. Cave rimane ancora un musicista e un interprete di prim'ordine e ancora una volta attraverso i Grinderman dimostra il suo essere ancora presente, per niente stanco ma ancora con molte cose da dire. 3,5/5


sabato 11 settembre 2010

Paola Loreto

il sabato poesia Cedevole al tatto

Finché avrai da darmi questo verde,
questo monte, questa luce e questa
svolta non ti domando altro, e so chi sei.
Finché mi chiudi nell’angolo di meraviglia
non ho il tempo né la voglia
d’esser triste o non saper cosa fare
di me. Qualcuno pensa, fa di me
quello che vuole, e non si sbaglia.

venerdì 10 settembre 2010

Nick Cave & The Bad Seeds - The Good Son (1990)


Nicholas Edward Cave classe ’58 Australiano di Melbourne a 32 anni incide il suo sesto album solista “The Good Son”.
La sua discografia, sei album in otto anni, due eccezionali “The Firstborn is Dead” e “Kicking Against The Pricks” album di cover, bello e non ovvio, tre più che validi “From Her To Eternity”, “Your Funeral… My Trial” e “Tender Prey” e questo “Buon Figlio” targato 1990.
Il cambio di rotta è evidente, Cave abbandona i suoni spigolosi e irrequieti e intraprende la strada della melodia, dell’intimismo, della spiritualità.
La bellezza dell’album è racchiusa nelle nove canzoni, dove non ci sono cadute di tono, anzi, tutto il disco è un continuo emozionante flusso sonoro, un alternarsi di ballate una più bella dell’altra. Proprio per questo le vediamo una ad una.
Foi Na Cruz – Lenta ed inesorabile con ritornello in portoghese, splendido decadentismo sulle note di un amore che doveva essere e non è stato; non resta che sognare sulle magiche note di accompagnamento. Bellissima partenza.
The Good Son – Cori soul burrascosi, intervallati da distensioni di chitarre spiegate, per conferire estrema profondità, il basso ossessivo sembra estratto da una outtake di “From Here To Eternity” per via della sua carica emotiva ascendente. Un finale da lacrime.
The Weeping Son – Camminando lentamente e forse mestamente, a testa alta, orgogliosi della nostra sofferenza in un pomeriggio di fine inverno, le campane risuonano nell’aria scandendo il ritmo che scorre, non si può più tornare indietro e non resta che la disperazione, consapevole, suo malgrado testimone di uno spaccato di vita. Meravigliosa.
Sorrow Child – Forse il momento più bello, più significativo dell’intero lavoro, dove Cave esprime con perentoria capacità di immedesimazione la tristezza adolescenziale, fatta di lacrime e lamenti. Alta espressione di arte intesa in senso musicale. Unica.
Ship Song – Arduo trasportare l’animo trascinandolo per mano, Ship Song è in grado di farlo, con la voce da amico prima e da imbonitore poi; l’hammond in sottofondo è una caratteristica che conferisce maestosità all’evento. Bellissima.
The Hammer Song – Prosegue il viaggio nelle diverse interpretazioni di canzoni; il basso ridondante descrive una fuga attraverso gli alberi di una fitta radura; si procede con passi svelti guardandosi le spalle; via fino al fiume, sotto la pioggia, il momento è arrivato… Epica.
Lament – Ancora poesia e lacrime, anche stavolta però come nelle precedenti meste ballate, Nick Cave ci invita a guardare un po’ in là, ad asciugare gli occhi, l’aria e la luce cominciano a renderlo un tantino più ottimista. Visionaria.
The Witness Song – Un disimpegno, serio, alla sua maniera, energia condensata in pochi strumenti avvolgenti, nel modo più lirico possibile, senza tralasciare la drammaticità degli eventi. Essenziale.
Lucy – L’amore posseduto, desiderato e disperato fatto di pena e sofferenza; non ci resta che richiamarlo alla memoria, il “reprise” finale del pezzo con il piano di Roland Wolf, è un soave finale da mini-opera con harmo e piano in evidenza. Ottimo finale.
4,5/5

giovedì 9 settembre 2010

Ugo Spirito

agenda letteraria il 9 settembre del 1896 nasce ad Arezzo il filosofo Ugo Spirito

Non bisogna essere
né scettici, né sfiduciati:
questa "gioventù bruciata"
è soltanto la gioventù
del passaggio da quella
di ieri a quella
di domani, e già
si comincia a intravedere
al di là della crisi
di oggi l'aurora
di un mondo migliore.

(Nuovo Umanesimo)

mercoledì 8 settembre 2010

Mario Jean e il suo portfolio eclettico


Mario Jean è un eclettico personaggio canadese. Definirlo fotografo è assai riduttivo, infatti, il suo portfolio passa dal disegno all’illustrazione, dalla fotografia alle arti grafiche. Il mondo espressivo di Mario Jean è particolarmente attento alla forme architettoniche e ai paesaggi naturali, con un occhio alla fauna e uno particolarmente simpatico ai ritratti. Il suo è un "linguaggio" personale che sa donarci emozioni con ironia e umorismo.
Tra tutti i suoi lavori, la galleria che merita una visita particolare è quella rivolta alla strada, dove Mario Jean ci mostra una condizione umana vista da diverse angolazioni.

martedì 7 settembre 2010

Scopertine #22 (526 - 550)


526. ZZ Top - Eliminator - 527. Eurythmics - Sweet Dreams (Are Made of This) - 528. U2 - War - 529. The Police - Synchronicity - 530. Meat Puppets - II - 531. Culture Club - Colour by Numbers - 532. Frankie Goes to Hollywood - Welcome to the - leasuredome - 533. Run DMC - Run DMC (1984) - 534. Sade - Diamond Life - 535. Cocteau Twins - Treasure - 536. Minor Threat - Out of Step - 537. Van Halen - 1984 - 538. Prince - Purple Rain - 539. Replacements - Let it Be - 540. Style Council - Café Bleu - 541. Tina Turner - Private Dancer - 542. Echo & the Bunnymen - Ocean Rain - 543. Minutemen - Double Nickels on the Dime - 544. Lloyd Cole & the Commotions - Rattlesnakes - 545. Youssou N’Dour - Immigrés - 546. Bruce Springsteen - Born in the USA - 547. Fall - This Nation’s Saving Grace - 548. Abdullah Ibrahim - Water from an Ancient Well - 549. Aha - Hunting High & Low - 550. Tears for Fears - Songs from the Big Chair

lunedì 6 settembre 2010

Julien Green

agenda letteraria il 6 settembre del 1900 nasce a Parigi Julien Green

Siamo tutti espatriati,
siamo tutti dei condannati
a morte... Un giorno bisogna
partire da un porto
su un mare nero,
cacciati via dal destino,
e sbarcare altrove, su altri
moli, arrivare in città
straniere, rifarsi una vita.

(L'espatriato)

domenica 5 settembre 2010

Norah Jones - The Fall (2009)

Ha avuto coraggio Norah Jones con questo suo quarto disco The Fall a cambiare sonorità. Le chitarre e la batteria, infatti, prendono il posto dell’ormai collaudato pianoforte e le canzoni si inoltrano in territori più moderni e leggermente più rock.
Dopo Come Away With Me del 2002 (vincitore di otto Grammy), Feels Like Home del 2004 e Not Too Late del 2007, dischi che hanno venduto 36 milioni di copie in tutto il mondo e tutti entrati nella Top 200 di Billboard, Nora Jones sperimenta un nuovo sound senza però strafare e rimanendo su note musicali mai troppo aspre e graffianti. Certo dopo un capolavoro come quello del 2002 è assai difficile creare un’opera dello stesso livello o superiore, The Fall resta comunque un buon disco che non deluderà i suoi fans. 3,5/5

Victorien Sardou

agenda letteraria il 5 settembre 1931 nasce a Parigi l'autore teatrale francese Victorien Sardou

Lo crederesti? La Baciocchi
parlando di me alla Rovigo
ha avuto la sfacciataggine di dire
che l'Imperatore aveva avuto
torto di far duchessa una donna
che tutti hanno potuto veder
a lavare delle camicie - non
le sue di lei, tuttavia, ho risposto,
perché a quell'epoca non ne aveva.

(Madame Sans-Géne)

sabato 4 settembre 2010

Olav H. Hauge

il sabato poesia Ogni giorno

Le grandi tempeste
le hai alle tue spalle.
Non domandavi un tempo
perché esistevi,
da dove venivi o dove stessi andando,
eri soltanto nella tempesta,
eri nel fuoco.
Ma si può anche vivere
nella vita d’ogni giorno,
il grigio calmo giorno,
piantare patate, rastrellare foglie
e raccogliere rametti,
ci sono tante cose a cui pensare al mondo,
a tutto non basta la vita di un uomo.
Dopo il lavoro puoi arrostire il maiale
e leggere poesie cinesi.
Il vecchio Laerte tagliava i rovi
e rincalzava il fico,
e lasciava gli eroi combattere a Troia.

Ivan Illich

agenda letteraria il 4 settembre 1926 nasce a Vienna lo scrittore e filosofo austriaco Ivan Illich

In pochi decenni il mondo si è
amalgamato. Le reazioni degli
uomini agli eventi quotidiani
si sono standardizzate.
Le lingue e le divinità possono
ancora apparire differenti,
ma ogni giorno
altra gente si aggrega
a quell'enorme maggioranza
che marcia al ritmo della
medesima megamacchina.

(Disoccupazione creativa)

venerdì 3 settembre 2010

Frammenti #28

(Il Sole governa) le stagioni che portano tutto quello di cui si ha bisogno.
Plutarco, Questioni platoniche

Le stagioni, non solo portano i frutti caratteristici del periodo, ma anche alcuni inconvenienti da non sottovalutare. Nel suo De die natali, Censorino, parlando del Grande Anno (pari a 2484 anni per Aristarco e a 10800 anni per Eraclito) afferma che gli estremi entro i quali variano le stagioni sono i kataklismos in inverno e gli ekpirosis in estate, cioè i diluvi e gli incendi. Quello che Censorino, invece, non dice, è che oggi, d'estate, ci sono anche i piromani che, chi per vizio e chi per interesse, provocano gli ekpirosis. L.D.C.

mercoledì 1 settembre 2010

Adesso vedo il mondo a colori...


Quando sorge il sole? Un giorno un rabbino riunì i suoi alunni e chiese: «Come sappiamo qual è il momento esatto in cui finisce la notte e comincia il giorno?». «E’ quando, da lontano, siamo capaci di distinguere una pecora da un cane», disse un bambino. Un altro allievo replicò: «Per la verità, sappiamo che è già giorno quando possiamo distinguere, da lontano, un ulivo da un fico». Il rabbino rispose: «Non è una buona definizione». I ragazzi allora chiesero: «E allora qual è la risposta?». E il rabbino disse: «Quando uno straniero si avvicina e noi lo confondiamo con nostro fratello e i conflitti spariscono: quello è il momento in cui la notte finisce ed il giorno comincia!».

Il popolo d’Israele ha una grande tradizione laico-liberal, il detto rabbinico che ho citato ne è la prova. Purtroppo però molte volte lo stato di Israele si è trovato a compiere delle azioni riprovevoli nei confronti di altri popoli. La dicotomia può nascere forse dalla paura che questa nazione ha per la sua sopravvivenza: non è che in passato gli ebrei non abbiano avuto motivo di temere per la propria sopravvivenza, i campi di concentramento erano pieni zeppi di loro e noi caucasici facevamo finta di non vedere e non sapere. Si sentono ancora vecchi detti sugli ebrei che fanno accapponare la pelle, la paura rende l’uomo fragile e chi al posto loro non avrebbe paura di vedere i propri figli, madri, padri, sorelle, amici sparire da un momento all’altro e trovarsi solo in un mondo nel quale non riesce più a ritrovare le proprie radici? I bambini palestinesi ci spezzano il cuore. E i bambini ebrei no? Io li vedo eguali, con lo stesso diritto ad essere felici e riconosco questo diritto a tutti i bambini del mondo: bianchi e neri, belli e brutti, sionisti e islamici, perché credo che il diritto alla felicità non abbia cittadinanza.

Per anni mi sono interessata solo della causa del popolo palestinese, perché una ideologia deviata mi aveva offuscato la visione organica dell’umanità; ho creduto che da una parte ci fossero i buoni e dall’altra i cattivi, ma ora mi sono accorta che nel mondo non esiste solo il bianco e il nero. Ora che finalmente lo vedo in tutti i colori dell’arcobaleno riesco solo a percepire il cuore degli esseri umani, ed è bellissimo che le persone siano come fiocchi di neve, che all’apparenza sembrano uguali ma sono tutti irrepetibilmente diversi.
E’ per questo che adesso non parteggio né per il popolo palestinese né per quello d’Israele, non parteggio proprio; credo nell’uomo e nella sua capacità di liberarsi attraverso la rivoluzione non violenta. Cosa ci tiene insieme su questo pianeta? Forse il fatto che siamo tutti uomini, tutti uguali ma unici, e che a volte possiamo sbagliare. Solo nel riconoscerci in ciò che ci unisce si può trovare la saggezza di sopportare, emendare, capire, amare, cambiare la storia.

«Il cambiamento nella società è di secondaria importanza; esso avverrà naturalmente, quando voi, come esseri umani, produrrete questo cambiamento in voi stessi». (Jiddu Krishnamurti - Al di là della violenza)

Enrica Caferri

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