sabato 28 agosto 2010

Eugenio Montejo

il sabato poesia Scrittura

Una volta o l’altra scriverò con le pietre,
giudicando ogni mia frase
in base al peso, al volume, al movimento.
Sono stanco di parole.

Non piú matita: impalcature, teodoliti,
la nudità solare del sentimento
che tatua nel profondo delle rocce
la sua musica segreta.

Disegnerò con file di ciottoli
il mio nome, la storia della mia casa
e la memoria di quel fiume
che sempre passa e si trattiene
tra le mie vene come un saggio architetto.

Con pietra viva scriverò il mio canto
in archi, ponti, dolmen, colonne,
di fronte alla solitudine dell’orizzonte,
come una mappa che si dispiega davanti agli occhi
dei viaggiatori che non ritornano mai.

sabato 21 agosto 2010

Marina Ivanovna Cvetaeva

il sabato poesia Versi a Blok. 1.

Il tuo nome è una rondine nella mano,
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.

Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero schiocco degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.

Il tuo nome - ah, non si può! -
il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo.

sabato 14 agosto 2010

Bianca Madeccia

il sabato poesia Credo

Credo
nella trama fitta
delle piccole cose
in un segreto linguaggio circolare
nelle minute presenze invisibili
Credo
negli echi
nelle ombre
nell'impalpabile
nei cori notturni sul mare
Credo
nelle musiche sussurrate dalle pietre
nell'idioma delle nuvole
nel silenzio delle parole
nei discorsi contenuti nel silenzio

oggi credo

e mi unisco al coro dei cantori
dell'esistente
invisibile

venerdì 13 agosto 2010

Frammenti #27

I confini dell'Aurora e del Tramonto sono l'Orsa e il suo dirimpettaio Zeus che tutti c'illumina.
Strabone

Einstein ha detto che l'universo è curvo e finito. Ma se è finito, cosa c'è, allora, oltre i confini? L'eternità. E come è fatta l'eternità? E' una specie di stanzone senza dimensioni e senza tempo. E che si fa nell'eternità per passare il tempo? Non si fa assolutamente nulla. E non ci si annoia? No, perchè non se ne ha mai il tempo. L.D.C.

mercoledì 11 agosto 2010

Matthias Heiderich e i colori di Berlino


Sono i colori la caratteristica principale di Matthias Heiderich fotografo tedesco.

Il suo saper cogliere le sfumature cromatiche della quotidianità crea una particolare gioia anche in una città nordica come Berlino.

Una panoramica dei suoi colori la trovate in flickr, dove il giovane fotografo dimostra di saper coniugare la sua passione con la sua abilità.

sabato 7 agosto 2010

Nedda Falzolgher

il sabato poesia L’ascensione

Quando rialza l’aria
la moltitudine dei rami
incontro al primo anelito di stelle,

ancora sulla terra senza luce
ti leverai da tutte le colline
fin dove spira l’anima del sole.

Avranno ala nel vortice
le creature spoglie,
le creature mute,
quelle che il tuo silenzio ha perdute,
grige pietre delle morene.

Allora senza più nome né volto,
solo pianto dimenticato,
ascoltale chiamare dagli abissi,
angeli crocifissi alle tue stelle.

E libera con te, fatte di terra,
le nostre cose povere
come la sabbia al vento che dilegua.

martedì 3 agosto 2010

Frammenti #26

Il sole, in vero, non andrà mai fuori misura: in caso contrario lo scopriranno le Erinni, sacerdotesse di Dike.
Plutarco, Sulle'esilio

Fetonte, figlio di Helios, per aver guidato l'aereo di papà, ovvero il carro del sole, a volte troppo a bassa quota, a volte troppo in alto, finì per creare il deserto del Sahara e i ghiacci del Polo Nord, e per questo venne solennemente punito. Qui, forse per la prima volta, Eraclito avanza l'ipotesi che anche il Fuoco ha qualcuno più in alto di lui che lo può sgridare. Come a dire che la saggezza è ancora più importante del potere, laddove la felicità è dolore e piacere mischiati insieme, a dosi alterne. Quello che resta da capire è se è meglio essere saggi o felici. L.D.C.