sabato 27 marzo 2010

Maria Luisa Spaziani

agenda letteraria L’antica pazienza (a mia madre)

Tu che conosci l’antica pazienza
di sciogliere ogni nodo della corda
e allevi un pioppo zingaro venuto
a crescere nel coccio dei garofani,
lascia ch’io senta in te, come la sorda
nenia del mare dentro la conchiglia,
la voce della casa che il perduto
tempo ha ridotto in cenere.
Ma è cenere di pane scuro, sacro,
– quello che alimentavi col tuo soffio
nel forno buio della guerra – e reca
imperitura in sé la filigrana
dei tuoi ciliegi dilaniati.
L’allegria rialza la sua cresta
di galletto sui borghi desolati,
come il lillà che ti cresce alle spalle
passo a passo, baluardo sul massacro.
Raccogli ancora e sempre il pigolante
nido abbattuto dal vento di marzo
e ripara le falle della chiglia.
Nessuno è senza casa se l’attende
a sera la tua voce di conchiglia.

giovedì 25 marzo 2010

Frammenti #17

Potendo scegliere, gli asini preferirebbero le erbe secche all'oro.
Aristitele, Etica nicomachea

I porci godono più nel fango che nell'acqua pura.
Clemente Alessandrino, Stromata

Per lavarsi i porci preferiscono rotolarsi nel fango, le galline nella polvere o nella cenere.
Columella, De re rustica

Erbe secche, fango e cenere, malgrado siano spazzature, restano pur sempre sostanze naturali. Le firme degli stilisti, invece, sono inspiegabili: è strano, infatti, che, pur d'indossare un abito firmato, ci sia qualcuno disposto a pagarlo il triplo. L.D.C.

sabato 20 marzo 2010

Rainer Maria Rilke

agenda letteraria

Tutti gli addii ho compiuto. Tante partenze
mi hanno formato fino dall’infanzia.
Ma torno ancora, ricomincio,
nel mio ritorno si libera lo sguardo.

Mi resta solo da colmarlo,
e quella gioia impenitente
d’aver amato cose somiglianti
a quelle assenze che ci fanno agire.

sabato 13 marzo 2010

Ko Un

agenda letteraria Strada

La strada non c’è.

Da qui in poi, speranza.
Mi manca il respiro,
da qui in poi, speranza.
Se la strada non c’è,
la costruisco mentre procedo.
Da qui in poi, storia.
Storia non come passato,
ma come tutto ciò che è.
Dal futuro,
dai suoi pericoli,
alla mia vita presente,
fino all’ignoto che segue,
all’oscurità che segue.
Oscurità
è solo assenza di luce.
Da qui in poi, speranza.
La strada non c’è.
Perciò
la costruisco mentre procedo.
Ecco la strada.
Ecco la strada, e porta con sé, impeccabili,
innumerevoli domani.

mercoledì 10 marzo 2010

Frammenti #16

(Nell'urtarsi) si stacca e si ritocca, si unisce e si separa, si avvicina e si allontana.
Plutarco, Sugli oracoli della pizia, 18.

A ben guardarla, anche la materia sembra pervasa da una grande voglia di far l'amore e di un'altrettanto grande voglia di libertà. Le molecole, sollecitate come sono dal secondo principio della termodinamica, si desiderano e si respingono. E' innegabile, infatti, che ogniqualvolta siamo soli vorremmo avere compagnia, e che quando ci vediamo circondati da una folla vorremmo isolarci. A questo punto, però, vorrei chiedere agli amici e alle molecole: cosé più difficile da sopportare per voi: la solitudine o l'oppressione? Londra o Napoli? L.D.C.

sabato 6 marzo 2010

Heather McHugh

agenda letteraria Come

Devo sempre resistere
al linguaggio che devo
amare. È il mio lavoro,

come la ragazza riflessa
nello stagno delle mucche studia
la frequenza delle pulsazioni.

Il significato non è profondo.
Non dico di sì per far piacere.
Gentili, i politici

spargono il loro cappello di nomi
ma io dimentico il loro nome
e cognome, la mia vita

non rimarrà nella memoria. I giorni
avranno sempre
voglia d’estate,

sempre gli animali
si ameranno – ma sempre è sempre
come mai prima.