domenica 29 novembre 2009

L'ultimo decennio, nel nuovo millennio


In sessantotto fotografie l'Agenzia Reuters ci racconta cosa è successo di significativo negli ultimi 10 anni in questo nuovo millennio. Le immagini spesso crude, ci mostrano i momenti più salienti e più emozionanti che hanno documentato la storia di questo inizio di secolo, dalla situazione politica ai drammi cui abbiamo assistito.
La galleria fotografica viene ospitata nel Corriere della sera.

Fortunato Depero

agenda letteraria il 29 novembre 1960 - muore a Rovereto Fortunato Depero

La valutazione lirica dell'universo,
mediante le Parole in libertà di Marinetti,
e l'Arte dei Rumori di Russolo,
si fondono con dinamismo plastico
per dare l'espressione dinamica, simultanea,
plastica, umoristica della vibrazione universale.
Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo
realizzare questa fusione totale per
ricostruire l'universo rallegrandolo.
(Ricostruzione futurista dell'universo, 1915)

sabato 28 novembre 2009

Decrescita felice, crescita felice


Se le risorse materiali vanno verso l'esaurimento, è tempo di investire nelle economie immateriali. La Rete è il terreno ideale, ma chi si preoccuperà di fertilizzarlo?

[...] Del resto il senso comune, unito ad un minimo di matematica, ha da sempre reso evidente che uno sviluppo geometrico nel mondo materiale non è sostenibile in nessun caso. Ma come già detto, tutti i leader del mondo e dell'economia, dopo essersi strappati i capelli per il riscaldamento globale, l'inquinamento, il buco nell'ozono e l'esaurimento del petrolio tornano ad inneggiare e perseguire lo sviluppo e la crescita illimitati.
Un tale atteggiamento può essere dovuto a tre cause: ignoranza, disonestà o ipocrisia. La gente comunque non pare preoccupata, ma del resto non si accorge nemmeno di ribaltoni concettuali come quelli dell'energia eolica, passata nell'indifferenza da benedizione a devastazione.

L'"economia della decrescita", teorizzata da pochi eretici, è una cosa nuova su cui rivendico una grande ignoranza: anche da ignorante sembra però evidente che questa sia l'unica risposta a lungo termine alle catastrofi prossime venture provocate dall'inquinamento e dall'esaurimento delle risorse naturali, ben previste appunto ne "I limiti dello sviluppo".
Una "decrescita felice" sembra quindi l'unico obbiettivo a medio termine che possa forse portare contemporaneamente sopravvivenza, equità e benessere.

In questo cammino le economie "immateriali" come quelle che si svolgono prevalentemente o completamente nell'ecosistema della Rete potrebbero essere risolutive: possono (potenzialmente) creare valore e benessere senza richiedere risorse naturali o generare inquinamento. [...]

Umberto Saba

il sabato poesia - Città vecchia

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.

venerdì 27 novembre 2009

Diego Valeri

agenda letteraria il 27 novembre 1976 - muore a Roma Diego Valeri

I giorni, i mesi, gli anni,
dove mai sono andati?
[...] Questo piccolo vento
foglia a foglia mi spoglia
dell'ultimo mio verde
già spento... E così sia.
(Colle del vento)

martedì 24 novembre 2009

Muse

Mentre misteriosamente mescolo memorie musicali, massaggi, magoni, melanconie, manovrano mia mente.
Meravigliosi magazzini manipolano maldestramente minuscoli mondi.
Mormorando magicamente mutamenti, mancanze, minuzie.
Malcelati modesti meriti, marginalmente, mi mangiucco mani,
mannaggia... musetti malandrini. Mentalmente migliorato,
mentre mattone... macigni, macerano metodicamente.
Massime mormorate maniera matura, mare-magnum meditativo. Morbidi messaggi migliorano morale magnifica miniera: medicine, minestre, maglioni, maschere, marmocchi, mongolfiere, macchinine.
Materne maschere!

lunedì 23 novembre 2009

I primi miei 10 musicisti rock

Esistono dei musicisti che ci hanno influenzato, che hanno sonorizzato una parte della nostra vita e che magari per altri non contano nulla. Trovarne dieci è un'impresa assai ardua, l'unica cosa da fare è buttarla giù quasi di getto, senza tanti tentennamenti, altrimenti non se ne viene fuori... ci provo.

Laurie Anderson - Artista multimediale dell'avanguardia colta newyorchese, questa è una delle tante citazioni che si possono trovare su di lei. Dal 1981 con "Big science" non l'ho persa di vista o meglio ...di udito. Mescola straordinariamente: recitazione, canto, musica e intelligenza.

C.S.I. – – Dopo la forza devastante dei CCCP i CSI raccontano il dolore del mondo con un rock ridotto all'osso. La musica, le parole dure e poetiche, travolgono e assorbono l'ascoltatore in maniera travolgente. I C.S.I. sono gli stregoni, gli sciamani, i misteriosi maestri della musica italiana.

Nick Cave – Il viaggio musicale dell'australiano Nick Cave è iniziato nel 1984. Da solo, con i "The Bad Seeds" o con il progetto Grinderman, ha sempre suonato e scritto una musica incredibilmente matura. La sua vena creativa è attiva anche in campi artistici limitrofi alla musica come la scrittura e il cinema. Musicalmente è uno dei personaggi più originali presenti nel panorama rock dei nostri giorni.

Fabrizio De Andrè – Ora come ora ogni definizione sulla figura di De Andrè risulta superflua. E' da ricordare l'importanza capitale nella musica e nella cultura italiana. Fabrizio ha rivoluzionato il linguaggio della canzone d'autore, imponendo quasi come un archetipo il suo stile personalissimo.

Peter Gabriel – Dai suoi esordi con i Genesis alla ricca e fortunata carriera solista, alla sua esperienza con le musiche del mondo nella Real World, Gabriel, ha curato nei minimi particolari tutto il suo lavoro, musicale e non. La sua ricca personalità ha segnato dei solchi profondi e indelebili nella musica che conta.

Jimi Hendrix – Con solo tre dischi (senza contare le incisioni collaterali) Hendrix ha fatto una rivoluzione. Partendo dal blues, lo trasformava, mettendo insieme jazz e canzone, rock e rumore, fondendo l’arte dell’improvvisazione. Hendrix sognava, immaginava, non si limitava a suonare. Era un musicista solo, visionario, creativo, pronto a volare sempre più in alto, fino a bruciarsi le ali.

Van Morrison – Anche se nell'ultimo decennio molto probabilmente era meglio se preferiva la "pensione" ad una certa produzione musicale, rimane tra i, se non il, mio musicista preferito. Van "The Man" ha scritto pagine memorabili nella storia della musica rock. Ancora adesso la profondità di alcuni suoi brani, riescono a dare delle emozioni, a creare delle vibrazioni senza paragoni.

Patti Smith – La poetessa del rock, tra le sue definizioni, la Smith canta il rock come se fosse una poesia o una preghiera. Anarchia e amore semplificano bene i suoi testi e altrettanto bene anche i suoi suoni. Tra il 1977 e il 1979 è lei a rappresentare il rock ai massimi livelli.

The Clash – Sono senz'altro una delle band più importanti di tutta la musica rock. Famosi per la loro varietà musicale (nel loro repertorio trovano posto reggae, rockabilly, e molti altri stili musicali), per una lirica sofisticata ed il linguaggio politico che li distingueva dalla maggior parte dei loro colleghi appartenenti al movimento punk.

The Smiths - Nascono grazie a un’idea del chitarrista Johnny Marr, che propone a Morrissey di formare con lui un gruppo. La formazione dal nome più ordinario dell'universo grazie al realismo eccentrico e alla cura estetica della semplicità, riusciranno a ritagliarsi uno spazio "cult" tra i più importanti degli ultimi decenni.

(seguirà: "Gli ultimi miei 10 musicisti rock)

sabato 21 novembre 2009

Emily Dickinson

il sabato poesia

Il Giorno diventò piccolo, circondato tutto
Dalla precoce, incombente Notte -
Il Pomeriggio in Sera profonda
La sua Gialla brevità distillò -
I Venti smorzarono i loro passi marziali
Le Foglie ottennero tregua -
Novembre appese il suo Cappello di Granito
A un chiodo di Felpa -

giovedì 19 novembre 2009

Peter Gabriel - So (1986)

So è il quinto album solista di Peter Gabriel ed è il primo che porta il titolo di una sillaba, i primi quattro, infatti, hanno un numero progressivo: 1, 2, 3 e 4, mentre i prossimi porteranno il titolo di Us e Up.
Non privo di successo, prima con i Genesis e poi come solista, è con questo album che Gabriel raggiunge il vertice della popolarità. Il suono moderno e i brani solidi grazie anche la maestria del co-produttore Daniel Lanois, portano il disco nelle classifiche mondiali. Brani come "Sledgehammer", "Red Rain", "Don't Give Up" con Kate Bush e "In Your Eyes" con Youssou N'Dour, fanno di questo disco degli anni Ottanta uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli anni.
Peter il mastro-alchimista multiforme, non privo di coraggio, s’infila nei suoni più “rischiosi” dove la contaminazione fa da padrona. Sentimentale ed evocativo, So è la somma di ogni esperienza passata di Gabriel a cominciare dal discusso e meraviglioso “The Lamb Lies Down On Broadway” che fu la causa principale della sua dipartita dai Genesis. Gabriel attraversa due epoche rock lontane tra di loro, quella del progressive, degli anni Settanta, del rock intellettuale e profondo e quella degli anni Ottanta, tra elettronica e new wave. Le ha attraversate entrambe, e in entrambe le ha segnate con la sua musica, la sua voce, la sua personalità.
Con So inizia il lavoro di recupero e di riattualizzazione delle sonorità etniche. Il suono d’Africa insegue il sogno di trovare una nuova “Heartland” fatta di suoni, di respiri, di anime che si inseguono.
Il sogno si avvererà in seguito con la sua personale label Real Word, progetto riuscito di promozione filantropica di vari talenti ma So rimane indubbiamente l’archetipo seminale. 4,5/5

mercoledì 18 novembre 2009

Percy Wyndham Lewis

agenda letteraria il 18 novembre 1884 - nasce presso Amherst (Canada), Percy Wyndham Lewis

Noi siamo soltanto gli ultimi di
un'epoca. Siamo i primi di un
Futuro che non si è
materializzato. Apparteniamo a
una "grande epoca" che non è
"spuntata". Ci siamo mossi
troppo in anticipo sul mondo.
(Blasting and Bombardiering)

martedì 17 novembre 2009

Paul Fusco

Paul Fusco si racconta. Quel che puoi fare con un saggio fotografico non puoi farlo con le foto singole. In ogni racconto, la forma è incredibilmente importante. Shakespeare non è famoso perché sapeva mettere insieme una bella frase, ma perché aveva grandi storie da raccontare con belle frasi. Aveva il contenuto. Naturalmente il linguaggio è decisivo per l'espressione perché infonde vita alla storia. Ma se racconti delle storie, tutte le componenti sono importanti: l'espressione, le frasi, la struttura. Non sono interessato alla singola fotografia in quanto tale, ma a usare il saggio fotografico per comunicare e provocare.

Una storia fotografica può essere una descrizione di un fatto, in modo lineare, che parla da un punto e arriva a un altro; come per esempio la serie di fotografie che ho realizzato per il treno funebre di Robert Kennedy. Anche questo funziona, ma un saggio è una presentazione e interpretazione personalizzata di qualcosa, da uno specifico punto di vista e per uno scopo specifico. E' soggettivo, come dovrebbe, ed esplicitamente presentato come un'interpretazione del soggetto piuttosto che una mera registrazione di quel che è accaduto.
Faccio molta attenzione quando scelgo cosa mostrarvi, in modo da mostrare quel che voglio che voi sentiate e comprendiate.

Non mi piace far vedere le mie fotografie in un portfolio antologico. Io penso sempre a un tema. Voglio che la gente si confronti con la storia particolare che sto raccontando. Voglio che vi sediate qui, dove c'è la giusta luce - le mie stampe sono scure - così da poterle vedere nel modo migliore e nel giusto ordine. Voglio poter comunicare come ho concepito il lavoro, quale è stato il mio modo di presentare la storia, il tema, il saggio. Su questo sono capace di arrabbiarmi. Non cambiate l'ordine delle fotografie! Sono diventato molto esigente sul modo in cui vengono viste le foto. Dopo che le ho mostrate, se ne può parlare.
Gran parte del mio lavoro urla. Voglio che le mie fotografie si comportino così. Non tutte; ma voglio che la gente ne sia colpita. Nelle mie foto, la priorità va all'emozione; poi, subito dopo, viene il contenuto. Voglio che la gente senta come vivono le persone ritratte nelle mie foto. E spero possa riflettere sul perchè vivono così. E' semplice.

biografia

1930 - nasce a Leominster, nel Massachusetts e comincia a interessarsi di fotografia nel 1945
1951 - si arruola nel Signal Corps durante la guerra in Corea
1957 - si laurea in storia dell'arte con specializzazione in fotografia.
1960 - si trasferisce a New York dove comincia la sua carriera come fotografo per la rivista Look, la collaborazione dura fino al 1971
1974 - diventa membro di Magnum Photos

lunedì 16 novembre 2009

Carlo Rosselli

agenda letteraria il 16 novembre 1899 - nasce a Roma il giornalista e storico, Carlo Rosselli

Chi sono i giovani? Da dieci
anni è cessata sul nostro paese
ogni educazione politica. E'
subentrato lo "slogan",
l'imbottimento dei crani, il
regno del manganello e delle
manette. Spieghiamo alta, in
queste ore di crisi, una
bandiera capace di accogliere
tutti.
(Scritti politici, 1973)

domenica 15 novembre 2009

La musica che mi gira intorno

L'idea di catalogare, di riordinare, di "mettere in ordine" i dischi costituisce un capo saldo dell'appassionato di musica. E' sempre stato così. Lo era al tempo dei 78 giri, quando collezionare poteva significare possedere qualche dozzina di dischi, lo è stato per i 45 giri (probabilmente il formato in cui l'oggetto del desiderio è diventato più ambito, comunque il formato in cui si è scatenato l'alto collezionismo), lo è per il 33 giri, il non dimenticato long playing, a cui tocca oggi l'improbo ruolo di tenere alte le quotazioni del vinile.
Lo sarà anche per il CD? Probabilmente sì, anche se l'oggetto ha smarrito ormai da tempo quel decoro di meraviglia e di abbandono, anche un po’ magico, che ha conservato lungamente. Per i giovani e giovanissimi il CD vince in quanto supporto superiore agli altri. Se si dovesse modificare seguirebbero l'andamento tecnologico senza tanti rimpianti.
Appartengo alla generazione di "mezzo", visto che per vent'anni ho vissuto con l'LP e per altrettanti con il CD. Le cassette invece erano il supporto sonoro dei tragitti automobilistici, naturalmente e rigorosamente copiate dagli LP o dai CD originali, mai posseduta una col timbretto che iniziava con la lettera S...
Questo post in realtà è nato perché in mancanza quest'anno della top ten stavo stilando la prima di una serie (sempre per gioco) di classifiche personali su musicisti e dischi che in qualche modo hanno accompagnato la mia vita.
La prima sarà sui “miei primi dieci musicisti rock”, l’impresa non è ardua è quasi impossibile, mi fa già mal di testa.

sabato 14 novembre 2009

Giovanni Macchia


il 14 novembre 1912 - nasce a Bari, Giovanni Macchia

La cultura non è soltanto quella che viene
macinata e depositata dai libri.
La cultura, è stato
detto, è quel che resta quando
tutto è stato dimenticato.

(Gli anni dell'attesa)

Dylan Thomas (1914 - 1953)

il sabato poesia
Nella mia arte scontrosa o mestiere
Praticata nel silenzio notturno
Quando soltanto la luna infuria
E gli amanti giacciono nel letto
Con tutti i loro affanni tra le braccia,
Io mi affatico a una luce che canta
Non per pane o ambizione
O per pavoneggiarmi e vender fascino
Sui palcoscenici d’avorio,
Ma per il comune salario
Del loro più intimo cuore.

Non per il superbo che s’apparta
Dalla luna che infuria io scrivo
Su queste pagine di spuma
Né per i morti che torreggiano
Con i loro usignoli e i loro salmi,
Ma per gli amanti, per le loro braccia
Attorno alla angosce dei secoli,
Che non pagano lodi né salario
E non si curano del mio mestiere o arte.

venerdì 13 novembre 2009

Strummer e la Sardegna


Trovata oggi in Tumblr:

"E’ una notizia troppo bella per essere vera, ma pare proprio che lo sia: grazie a una richiesta partita da Facebook e approdata sui blog, il ridente Comune di Tonara (NU) ha deciso di intitolare una via del suo paese a Joe Strummer, indimenticato leader dei Clash. La notizia campeggia sulla home page dello (splendido) sito del Comune di Tonara, ed è riportata dal blog che l’aveva rilanciata (Su Barraliccu). Altro che terra di pastori e pecore, in Sardegna sono avanti anni luce".

martedì 10 novembre 2009

Top ten zero


Negli anni scorsi, in questo periodo, stavo iniziando a stilare la classifica dei dischi da inserire nella mia top ten annuale. Ecco quella del 2006, quella del 2007 ed infine quella del 2008.
Ho scritto la parola "infine" non a caso, infatti, quest'anno... ciccia, nisba, niente, neanche a volerlo riesco a racimolare un po’ di dischi per arrivare a dieci. C'è ne sono sì, alcuni, per carità, ma siamo nell'ordine di poche unità, che neanche vale la pena a farla 'sta classifica.
Il segnale non è positivo, questo si capisce, e fare un'analisi socio-economico-culturale non mi è facile, credo che probabilmente le cause siano di diversa natura non ultima quella di una mancanza d'"investimento" musicale e discografico. Per investimento intendo: impegnare idee risorse e ... denaro. Nell'era di internet in cui la fruibilità musicale è a portata di ognuno e a costi zero, tutto diventa più difficile. Un musicista può anche avere delle nuove "idee", ma poi metterle in musica ha un costo e se non c'è un ritorno, tutto diventa più difficile anche per la regina delle arti, la musica.

Pensavo allora di sostituire la classica top ten con delle classifiche molto “easy”, della serie il bello, il brutto e il pacioccone! Tenetevi pronti.

lunedì 9 novembre 2009

Romano Bilenchi (1909 -1989)

agenda letteraria il 9 novembre 1909 - nasce a Colle Val d'Elsa Romano Bilenchi

Aveva molti aspetti della campagna da
rivelare a Nide; le colline, le crete, i prati
pieni di fiori, il fiume, il canto delle rane;
e al suo fianco si affannava ad
addentrarsi nel mistero palpabile eppure
sempre sfuggente che li avvolgeva.
(Conservatorio di Santa Teresa)

domenica 8 novembre 2009

La banda larga non si fa più, guardiamo la tv

E pensare che qualche settimana fa, qualcuno aveva creduto allo slogan lanciato dal ministro Brunetta: “Internet 2 mega per tutti”. Peccato però che questa ipotesi sia durata poco. Sembra, infatti, che anche questa volta, i soldi per la banda larga, cioè per collegare un po’ tutti in Italia con una rete Internet sufficientemente veloce, non ci siano. I nostri governanti ci fanno sapere che se ne parlerà quando la crisi sarà finita.

Scrive sul suo blog Antonio Di Pietro a proposito del blocco dei finanziamenti per lo sviluppo della banda larga. "L'obiettivo della decisione in materia di Internet é arginare il tracollo del sistema televisivo e dell'editoria, strumenti senza i quali la classe politica attuale invecchierebbe di 100 anni in un sol colpo - dice Di Pietro -. Se Internet entrasse nelle case, con la diffusione del tubo catodico, questo Parlamento durerebbe un periodo pari a quello tra Natale e Santo Stefano. Non fatevi 'infinocchiare' dalla subdola giustificazione che quei soldi servono per gli ammortizzatori sociali perché questo governo ha bruciato miliardi fregandosene dei cancelli chiusi delle fabbriche". Tra l'altro, il leader di Idv dice: "Loro, i politicanti, mangiano ogni giorno in doppiopetto blu, hanno una macchina con il lampeggiante sempre acceso, un aereo di Stato per le villeggiature, un panfilo a Portofino e ce l'hanno anche perché Internet non c'è”.

Come dargli torto? A nessuno passa per la testa che uno dei sistemi per cercare di uscire dalla crisi sarebbe appunto quello di diventare un pochino più moderni? E che la banda larga servirebbe proprio a questo?
E' chiaro, è meglio rinnovare 140 milioni di euro in due anni all'editoria e altre cose varie, che promuovere la diffusione della rete, dopotutto gli italiani preferiscono la decima edizione del Grande fratello a Internet.

sabato 7 novembre 2009

Antonio Machado (1875 - 1939)

il sabato poesia: Vado sognando sentieri

Vado sognando sentieri
della sera. Le dorate
colline, i pini verdi,
la polvere sulle querce!...
Il sentiero dove va?
Vado cantando, viandante
che intanto fa il suo cammino
– Ecco scendere la sera –,
“Nel cuore mi doleva
la spina di una passione;
un giorno la strappai via:
non mi sento più il cuore”.
La campagna, scura e muta,
resta assorta a meditare
un attimo. Nel pioppeto
sul fiume soffia il vento.
La sera diventa buia;
e il sentiero dalla bianca
serpentina che sbiadisce
offuscandosi scompare.
Torna il mio canto a penare:
“Pungente spina dorata,
come vorrei sentire
che mi trafiggi il cuore”.

wikipedia

Colette Peignot

agenda letteraria il 7 novembre 1938 - muore a Parigi la scrittrice Colette Peignot, in arte Laure

Bisognerebbe che la mia vita fosse
"in crescendo" come una fuga di
Bach: un motivo centrale che si
amplifica, s'arricchisce senza sosta,
incontra, assimila, sempre e poi
rimane allo stesso tempo intatto e
cambiato. Bach era la mia sola
"morale", Stravinskij tutta
la mia febbre.
(Histoire d'une petite fille)

giovedì 5 novembre 2009

John Lee Hooker - The Healer (1989)

"L'album blues più venduto in assoluto per uno dei più grandi bluesman ancor oggi in circolazione", recitava la pubblicità del disco a fine anni novanta, poco prima della morte avvenuta nel 2001 a ottantaquattro anni.
Il termine "blues" è probabilmente più abusato che usato in questo disco che, sinceramente ho ascoltato fino alla nausea, per la sua immediatezza, per la sua ascoltabilità ma non certamente per la sua sonorità marcatamente blues.
Con questo disco, la chitarra più corteggiata del rock insieme a Muddy Waters e anche l'unico a uscire e imporsi dal ghetto di Detroit, ritorna con un album sensazionale che riassume e condensa tutte le indicazioni e i significati della sua arte e del suo modo di intendere il blues.
Premiato con molti Grammy Awards, il primo brano omonimo del disco è "il miglior singolo del 1989", il canto caldo e profondo di Hooker accompagnato dalla chitarra di Carlos Santana e dal suo gruppo, creano un mix esplosivo, musica caraibica arricchita dallo spirito del Mississipi. I brani che seguono presentano ancora duetti d’eccezione con Robert Cray, Canned Heat, Los Lobos, Charlie Musselwhite. Meritano una citazione a parte la sensuale I’m in the mood, in cui Hooker duetta con Bonnie Raitt, cantante e chitarrista straordinaria, l’intrigante Sally Mae con George Thorogood alla slide guitar ed infine il pezzo di chiusura No Substitute, dove un solitario Hooker evoca atmosfere che ci riportano indietro nel tempo, alla schiavitù, alla malinconia e alla sofferenza del popolo afro-americano costretto a vivere ai margini della società, ma in cerca di un riscatto attraverso l’espressione della propria cultura e della propria spiritualità.
Dentro queste superbe ballate ci sono sentimenti ed emozioni di uno stile che il tempo non potrà mai sbiadire. Questo è un album che unisce in modo molto naturale tradizione e sonorità moderne; tutto questo grazie anche al lavoro di Roy Rodger, sapiente produttore del disco che riesce a creare l'ennesimo capolavoro di John Lee Hooker. 4/5

mercoledì 4 novembre 2009

Boh

Ormai che siamo in ballo, balliamo.
Dopo aver visto un portale definito assurdo, rimaniamo in tema con questo sito che si definisce unico. Infatti, sembra essere il primo, l'unico portale, sito (chiamatelo come volete...) dove non c'è nulla... "Ma veramente nulla", recita una scritta in bianco su uno sfondo blu. Se volete però, potete lasciare un commento, sarete contattati... [via]

Web is dead

Web is dead. A pensarlo è la mente del creatore di questo curioso sito web, anzi più che curioso è da definirsi assurdo. Sembra, infatti, che la sua tesi sia “l’impossibilità di una vita organizzata sul pianeta terra”. Il sito si sviluppa con una serie di immagini e di scritte, tutte collegate tra loro attraverso link, che definire strane è a dir poco riduttivo.
Se nel web non avete mai assistito ad una fiera dell’assurdo e volete visitarla questo è lo spazio giusto. [via]

martedì 3 novembre 2009

Frammenti #13

Negli stessi fiumi entriamo e non entriamo, siamo e non siamo.
Eraclito, Questioni omeriche.

A coloro che entrano nei fiumi, continuano ad affluire acque sempre diverse.
Ario Didimo, Preparazione evangelica.

Ai tempi di Eraclito erano i fiumi a rappresentare il divenire, oggi è la televisione. Tutto quello che passa in Tv non lascia traccia. Giorni fa, insieme a mia figlia, guardavo un programma intitolato "Schegge". Abbiamo visto passare sul video Silvio Noto, Paolo Carlini, Emma Danieli, Edy Campagnoli e Renato Tagliani. Trent'anni fa erano famosi, oggi mia figlia trentenne non sa chi siano. A differenza del cinema e della letteratura, la televisione non ha posteri, è un libro che viene scritto, giorno dopo giorno, sulla sabbia. L.D.C.

George Trakl

agenda letteraria il 3 novembre 1914 - muore a Cracovia il poeta epressionista austriaco, George Trakl

Tra nubi tempestose.
Oh popoli alla morte!
Pallida onda
Che si frange su notturne rive,
stelle cadenti.
(Occidente)

domenica 1 novembre 2009

David Alan Harvey

David Alan Harvey si racconta.

Io cerco di fotografare l'umanità nel suo quotidiano, col desiderio di far apparire tutto il lirismo della nostra esperienza comune.

Con il mio apparecchio fotografico e la mia pelle molto bianca mi immergo in questo caledoscopio di odori, di suoni, di luci e di sudore. Quando gli eserciti marciavano, la Chiesa pregava: "conquistare e convertire". Un'"anima divisa" è in sè la natura umana.

Non è una lezione di storia, piuttosto un viaggio visivo personale e realizzato in un mondo dal contesto storico dirompente. Si tratta di una storia "vera"? No. Si tratta di una finzione? No. Si tratta di un viaggio egocentrico attraverso la Penisola iberica e nel Nuovo Mondo.

Ma quale diritto ho di raccontare una storia della diaspora spagnola e portoghese? Nessuno. Sono un passante, un guardone, un intruso. In altri termini, una persona di un'anima divisa.

Danzare, ascoltare e sentire - tutti i sensi sono all'erta. Come faccio a sentire un tale senso di benessere in un paese straniero? Non lo capirò mai. Ma mi sento attratto, ancora e ancora, e ci ritorno, lasciandomi guidare dalla felice casualità. Mi lascio scivolare nelle notti tenebrose e angoscianti, mi perdo e mi ritrovo in un assalto di sensazioni e di bisogni primari. Afferro la macchina e scatto, non sono mai contento. Non riesco veramente a catturare l'istante.

Sento qualcosa senza però poterla toccare. La sensualità del momento continua inafferabile.

Quando poi finisci di lavorare, a volte ti capita di pensare: bene, ho fatto tutto quel che potevo. Ma in realtà, dalle storie veramente buone, quelle in cui ti coinvolgi profondamente, non riesci del tutto a tirartene fuori, mai.

la vita

1944 - nasce in California, studia e si diploma in giornalismo

1969 - comincia a lavorare per il Topeka Capitol Journal
1971 - si stabilisce a Washington e lavora per il National Geographic
1978 - viene nominato "Fotografo dell'anno per le riviste" dall'associazione dei fotogiornalisti
1997 - diventa membro di Magnum Photos

Link: David Alan Harvey - Magnum Photos - D. A. H. in progress - Baume et Mercier

 
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