sabato 31 ottobre 2009

Roberto Rossi Precerutti

il sabato poesia: Vitebsk

Capanne e un’alta veste illuminata

mentre nell’azzurro le opache ali
formano strumenti e miti animali
per il canto fra i rovi, profumata

di rugiada è la pietra preparata
per l’amoroso sacrificio: calino
venti e rapine, ora poveri mali
spiantino rive e menti, e si è spezzata

su quinte deliziose la saetta
di quello sguardo che destando ammuta
come per via di un suo lume rinchiuso.

Dona il battito una pietà perfetta
di foglie e torce al giorno che ti ha illuso
facendoti splendente e sconosciuta.


R. R. Precerutti - Rovine del cielo
Aryballos 55 - Crocetti Editore 2005

venerdì 30 ottobre 2009

Artistic Anatomy

La caratteristica interessante di questo spazio sull'arte; artistic anatomy blog, è la raccolta di molte opere significative che riguardano strettamente il corpo umano. Nel sito infatti, si troverà tutto quello che riguarda l'arte di catturare su tela e su altri supporti le caratteristiche più interessanti che indagano e rappresentano il corpo umano in ogni settore culturale. [via]

giovedì 29 ottobre 2009

John Cassavetes (1929 - 1989)

“Secondo me, i film possono educare, illuminare e liberare gli spettatori dalle loro paure nascoste, dalle loro personali fobie, dai pregiudizi. Secondo me, abbiamo l’obbligo di mantenere la nostra integrità il più possibile perché, quando si è in una posizione di spicco seguita dal pubblico, si ha anche una responsabilità di cui bisogna rispondere. Altrimenti, un uomo vive con la consapevolezza di essere un impostore. Non sopporterei che la gente mi reputasse un piro, una persona etica, sapendo nel mio intimo di essere un imbroglione. Vivrei con la paura del tempo, la paura di sprecare l’unica vita che ho”.

sabato 24 ottobre 2009

Montserrat Abelló


il sabato poesia: Tempo


C’è nel tempo
del tempo quel dolore,
l’aspro retrogusto
delle ore morte,
l’odore forte
di un desiderio avvizzito;
di tante cose
non dette.
C’è un tempo
difficile per tutti.
E ognuno ha
la sua ora penosa,
nella quale ogni azione
risulta
sterile e inutile.


martedì 20 ottobre 2009

Frammenti #12

La strada che va in su è la stessa che va in giù.
Ippolito, Confutazione.


Quando ero alle elementari mi chiedevo come facevano quelli del Polo Sud a vivere a testa in giù. Solo in terza mi venne spiegata la forza di gravità. Il problema, però, si ripresenta pari pari quando ci spostiamo nello spazio. Per chi viaggia tra le galassie, infatti, non solo non esiste un su e un giù, ma nemmeno una durata di tempo su cui riferirsi. Un anno vissuto sulla Terra, ad esempio, non coincide con un anno di vacanze trascorso nella costellazione di Andromeda. E' duro ammetterlo, ma il nostro universo non possiede un straccio di Polo Nord o di Polo Sud, e soprattutto non ha un centro dove potersi dare appuntamento. L.D.C

lunedì 19 ottobre 2009

Egon Schiele


Ora osservo soprattutto i movimenti corporei dei monti, delle acque, degli alberi, dei fiori. Tutto mi richiama alla memoria i movimenti analoghi del corpo umano, i moti analoghi di gioia e di sofferenza delle piante. La sola pittura non mi basta; so che con i colori è possibile creare qualità intrinseche.
Si può presentire intimamente, nel profondo del cuore, un albero autunnale in piena estate; io vorrei dipingere questa malinconia.

Tratto da lettere di
Egon Schiele

sabato 17 ottobre 2009

Vincenzo Cardarelli (1887 - 1959)

il sabato poesia: Ottobre

Un tempo, era d’estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.

Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.


Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.


Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.


Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.


E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.

sabato 10 ottobre 2009

Lino Curci (1912-1975)





il sabato poesia: Ottobre


Strade d'ocra leggere, solitarie
in quell'aria dorata, dal timone
dei rossi carri l'uomo silenzioso
guarda lontano, va la vigna bassa
fino alla proda: come canta l'ora
d'autunno prima del tramonto! Un fumo
di pienezza felice la rallegra,
evàpora e rallenta
tutta la vita. Contemplavo a valle
le crete digradanti intorno i poggi
con i paesi. A chi rubavo quella
felicità così calma e stordita?
Ed ero come il grappolo che resta
legato al tralcio dopo la vendemmia.






giovedì 8 ottobre 2009

Odilon Redon


Ho sempre provato la necessità di copiare la natura in oggetti minuti, particolari, fortuiti.

Soltanto dopo lo sforzo di volontà compiuto per rappresentare minuziosamente un filo d’erba, un ciottolo, un ramo, un brandello di muro vecchio sono preso come dal tormento di creare qualcosa di immaginario.

La natura esteriore, così recepita e dosata, diventa, per trasformazione, la mia fonte, il mio fermento.

[…] Tutta la mia originalità consiste nel far vivere umanamente degli esseri inverosimili, secondo le leggi del verosimile, mettendo fin dove possibile la logica del visibile al servizio dell’invisibile.

lunedì 5 ottobre 2009

Frammenti #11

Nel cerchio si concatenano il principio e la fine.
Porfirio, Questioni omeriche.

Tutti ci siamo chiesti, almeno una volta nella vita, come è fatto l'universo: è finito o infinito? Ebbene, a detta degli scienziati, questo nostro mondo sarebbe finito e curvo; rassomiglierebbe, cioè, a una specie di palla a quattro dimensioni percorribile infinite volte. Einstein, per aggiungerci un tocco di spettacolarità, precisava che un uomo di buona vista, gurdando innanzi a sè, e aguzzando lo sguardo, avrebbe potuto scorgere la propria nuca. (L.D.Crescenzo)

sabato 3 ottobre 2009

Robert Frost

il sabato poesia: Ottobre


O dolce quieta mattina d'ottobre,
Sono pronte a cadere le tue foglie.
Il vento di domani, se sarà
Forte, tutte le sperderà.
Sopra la selva il richiamo dei corvi,
Forse domani se n'andranno a schiera.
O dolce quieta mattina d'ottobre,
Lente inizia le ore di questo giorno.
Fa' che il giorno ci sembri meno breve.
Noi, cuori non avversi all'illusione,
Illudi nel modo che sai.
Stacca una foglia all'aprirsi del giorno,
A mezzodì stacca un'altra foglia;
Una dai nostri alberi, una molto lontano.
Attarda il sole con la nebbia gentile:
Incanta la terra col tuo ametista
Oh lentamente!
Per amore di quella vigna, non foss'altro,
Le cui foglie già sono strinate dal gelo,
I cui grappoli andranno altrimenti perduti
- Per amore di quella vigna lungo il muro.