sabato 31 ottobre 2009

Roberto Rossi Precerutti

il sabato poesia: Vitebsk

Capanne e un’alta veste illuminata

mentre nell’azzurro le opache ali
formano strumenti e miti animali
per il canto fra i rovi, profumata

di rugiada è la pietra preparata
per l’amoroso sacrificio: calino
venti e rapine, ora poveri mali
spiantino rive e menti, e si è spezzata

su quinte deliziose la saetta
di quello sguardo che destando ammuta
come per via di un suo lume rinchiuso.

Dona il battito una pietà perfetta
di foglie e torce al giorno che ti ha illuso
facendoti splendente e sconosciuta.


R. R. Precerutti - Rovine del cielo
Aryballos 55 - Crocetti Editore 2005

venerdì 30 ottobre 2009

Artistic Anatomy

La caratteristica interessante di questo spazio sull'arte; artistic anatomy blog, è la raccolta di molte opere significative che riguardano strettamente il corpo umano. Nel sito infatti, si troverà tutto quello che riguarda l'arte di catturare su tela e su altri supporti le caratteristiche più interessanti che indagano e rappresentano il corpo umano in ogni settore culturale. [via]

giovedì 29 ottobre 2009

John Cassavetes (1929 - 1989)

“Secondo me, i film possono educare, illuminare e liberare gli spettatori dalle loro paure nascoste, dalle loro personali fobie, dai pregiudizi. Secondo me, abbiamo l’obbligo di mantenere la nostra integrità il più possibile perché, quando si è in una posizione di spicco seguita dal pubblico, si ha anche una responsabilità di cui bisogna rispondere. Altrimenti, un uomo vive con la consapevolezza di essere un impostore. Non sopporterei che la gente mi reputasse un piro, una persona etica, sapendo nel mio intimo di essere un imbroglione. Vivrei con la paura del tempo, la paura di sprecare l’unica vita che ho”.

mercoledì 28 ottobre 2009

Michele Saponaro

agenda letteraria il 28 ottobre 1959 - muore a Milano Michele Saponaro

Non ti spaventi il trovarti talora solo
e smarrito. Sarai tu. Chi tende ad
essere soltanto se stesso, non sa dove
va: ma finisce sempre col trovare la
strada che lo conduca alla meta.
(Un uomo, l'adolescenza)

martedì 27 ottobre 2009

Ivan della Mea (1940 - 2009)

La nave dei folli
Ivan Della Mea ha cominciato a scrivere versi e musiche nel 1959, con La grande e la piccola violenza, che terminò solo tre anni dopo.
Nel giugno del 1966 ha inciso un disco, Io so che un giorno, che rimane probabilmente la cosa migliore mai scritta in Italia nel campo del canto politico. Ci si trova dentro, genialmente, quella componente del fare politica che è la memoria storica e di classe e c'è la rilettura - dopo 20 anni - di una fase cruciale della storia operaia italiana, fatta dal di dentro delle cose e delle esperienze; ci sono gli anni '50 con le loro storie private e pubbliche, coi loro drammi individuali e collettivi. Le ballate in questo disco sono tra i più riusciti tentativi, nella cultura italiana contemporanea, di fare storia di classe ed espressività popolare insieme.
Dopo un lungo silenzio, nel '70 Ivan Della Mea ritorna con il disco Il rosso è diventato giallo. Molte cose sono cambiate nella sua storia privata e politica e ce n'è il segno preciso e puntuale in queste canzoni. La rottura con il PCI, il rapporto difficile, precario e alterno con le organizzazioni rivoluzionarie e, ancora, con il PCI; la moglie, la figlia, Gianni Bosio, Franco Solinas; poi il privato che tende a prevalere e a diventare intimismo, e addirittura il "dubbio di Dio" che riaffiora.
Dopo La balorda e Se qualcuno ti fa morto entrambi del '72, esce Ringhiera nel '74. La storia è quella di un vecchio militante comunista, segretario di una sezione di Milano, che ripercorre e narra le tappe della propria vita dalla gioventù alla guerra di Spagna, alla Resistenza, al dopoguerra.
Personalmente lo ritengo il disco migliore di Ivan Della Mea, anche se è certamente il più "complesso". Il modo in cui in Ringhiera affronta i "problemi" è indice di una nuova maturità artististica e culturale di cui la La nave dei folli ne è la conferma. E' una ballata lunga che presenta molti elementi di novità; innanzitutto nella struttura musicale che non trova alcun riferimento nei precedenti lavori di Della Mea; si tratta di un'unica, compatta frase melodica dai toni costantemente alti, quasi senza soluzione di continuità. Una canzone da cantare tutta d'un fiato premendo sulle parole, inseguendo le strofe, gridando sul ritornello. La novità maggiore della ballata si avverte sul piano letterario ed è rappresentata dal carattere insieme metaforico e realistico di questa Nave dei folli: la rivendicazione del diritto alla fantasia, non di evasione nè di fuga, ma di concreta e fondata volontà di utopia, una richiesta di trasformazione creativa del reale.
Altri dischi sono stati incisi nella sua carriera cantautorale, ma pochi sono riusciti ad eguagliare questi pubblicati, se così possiamo definire: prima fase politico sociale personale.

A margine, ricordo di aver cantato decine e decine di volte La nave dei folli, non ricordando sempre tutte le parole del testo, ma poi poco importava. Mi sono molto emozionato dopo l'ennesimo ascolto di questo grande brano, potente e dal grande phatos, chissà se l'amico Pierpaolo, ricorda ancora gli accordi con la chitarra?



lunedì 26 ottobre 2009

Guglielmo Jannelli

agenda letteraria il 26 ottobre 1895 - nasce a Castroreale Montagna (Messina) Guglielmo Jannelli


Intensità calda calda CALDA
della sera autunnale che /
fermenta aloni di profumi
che diventan vellutati / I sensi
mi si sono rarefatti come
d'acqueruggiola che / sospesa
nell'aria crea l'arcobaleno.
L'arcobaleno futurista dei sensi!
(L'arcobaleno dei miei sensi)

domenica 25 ottobre 2009

BBC Memoryshare

BBC Memoryshare è un sito che può essere definito come un raccoglitore di ricordi. Nel sito, infatti, si possono inserire e allo stesso tempo vedere; immagini, filmati, racconti e storie accadute, appartenute alla memoria collettiva. Dal 1900 ad oggi BBC Memoryshare raccoglie e racconta tutto quello che è successo, dai fatti personali di persone comuni agli eventi di importanza mondiale. Per ora è solo in inglese ma, per i video e le immagini inserite, merita una visita.
via | L'Espresso

sabato 24 ottobre 2009

Montserrat Abelló


il sabato poesia: Tempo


C’è nel tempo
del tempo quel dolore,
l’aspro retrogusto
delle ore morte,
l’odore forte
di un desiderio avvizzito;
di tante cose
non dette.
C’è un tempo
difficile per tutti.
E ognuno ha
la sua ora penosa,
nella quale ogni azione
risulta
sterile e inutile.


Bruno Munari

agenda letteraria il 24 ottobre 1907 - nasce a Milano l'artista e designer Bruno Munari
Quando qualcuno dice
questo lo so fare anch'io
vuol dire che lo sa rifare
altrimenti lo avrebbe
già fatto prima.

venerdì 23 ottobre 2009

Nicolas-Edme Rétif

agenda letteraria il 23 ottobre 1734 - nasce a Sacy, lo scrittore francese Nicolas-Edme Rétif
Perchè, mi chiedo, nel secolo in cui viviamo
e con gli uomini che ci circondano,
si è costretti in definitiva a farsi
un merito di comportarsi, non dico
teneramente, ma umanamente con le donne?
(Monsieur Nicolas)

mercoledì 21 ottobre 2009

R.E.M. - Out Of Time (1991)

Rapidi Movimenti Oculari, l'indice fisiologico che rivela lo svolgersi del sogno all'interno del sonno. La musica rock per i R.E.M. è appunto uno stato ipnotico da sogno, dove i musicisti analizzano le varie visioni musicali, quelle che hanno mosso la loro sensibilità creativa (Doors, Byrds, Velvet), sovrapponendole poi con innovazioni e ulteriori appendici.
Abbandonata la neo-psichedelia del giro californiano, i R.E.M. realizzano l'opera più alta del nuovo sound metropolitano, dove la band vive queste composizioni in prima persona con una formula che si rivelerà imbattibile.
Questi quattro protagonisti da Athens, Georgia, fanno il "salto" grazie a un album che parla d'amore. Ne parla alla maniera loro, senza nulla concedere al luogo comune e senza spiegare: più che di un'analisi o un racconto, si tratta di un'evocazione di sentimenti e stati d'animo, dalla solitudine all'euforia, senza dimenticare l'ossessione, abilmente dissimulata in Losing My Religion, quello che diventerà il loro successo più grande. Out Of Time è per molti versi l'album più eccentrico della band meno eccentrica tra quelle di popolarità mondiale: è l'album meno chitarristico della loro intera discografia e quello in cui Michael Stipe canta meno (in due brani la voce principale è di Mike Pierson dei B-52's). E' l'album in cui il suono è più vario, forse più colorato (Shiny Happy People), ed è per certi versi un album di transizione, il perno centrale di una trilogia che con Green (1988) e il magnifico Automatic For the People (1992), si avvicina sempre più ai sapori del country (sempre alla R.E.M., naturalmente) e che rimarrà per sempre l'essenza di ciò che questa band rappresenta per la storia del rock'n'roll.
Out Of Time è una sorta d'immaginazione intensa e indisponente dove un country-rock acido e sognante scivola dentro canzoni dalle melodie stellari e arrangiamenti molto innovativi. E' l'autocelebrazione di un nuovo mito, perché d'ora in avanti i Sognatori vivranno il paradosso e l'ebbrezza di essere una cult-band per la moltitudine. Anticonvenzionali sino in fondo. 4,5/5

martedì 20 ottobre 2009

Frammenti #12

La strada che va in su è la stessa che va in giù.
Ippolito, Confutazione.


Quando ero alle elementari mi chiedevo come facevano quelli del Polo Sud a vivere a testa in giù. Solo in terza mi venne spiegata la forza di gravità. Il problema, però, si ripresenta pari pari quando ci spostiamo nello spazio. Per chi viaggia tra le galassie, infatti, non solo non esiste un su e un giù, ma nemmeno una durata di tempo su cui riferirsi. Un anno vissuto sulla Terra, ad esempio, non coincide con un anno di vacanze trascorso nella costellazione di Andromeda. E' duro ammetterlo, ma il nostro universo non possiede un straccio di Polo Nord o di Polo Sud, e soprattutto non ha un centro dove potersi dare appuntamento. L.D.C

lunedì 19 ottobre 2009

Egon Schiele



Ora osservo soprattutto i movimenti corporei dei monti, delle acque, degli alberi, dei fiori. Tutto mi richiama alla memoria i movimenti analoghi del corpo umano, i moti analoghi di gioia e di sofferenza delle piante. La sola pittura non mi basta; so che con i colori è possibile creare qualità intrinseche.
Si può presentire intimamente, nel profondo del cuore, un albero autunnale in piena estate; io vorrei dipingere questa malinconia.

Tratto da lettere di
Egon Schiele

domenica 18 ottobre 2009

Norberto Bobbio

agenda letteraria il 18 ottobre 1909 - nasce a Torino Norberto Bobbio


La nostra democrazia è minata.
E i nostri rappresentanti mi fanno
l'effetto di minatori incoscienti
che si mettono a fumare sigarette
in una miniera piena di grisou.
(Lettera a Tamburrano, 1964)

sabato 17 ottobre 2009

Vincenzo Cardarelli (1887 - 1959)

il sabato poesia: Ottobre

Un tempo, era d’estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.

Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.


Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.


Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.


Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.


E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.

venerdì 16 ottobre 2009

Primo Conti

agenda letteraria il 16 ottobre 1990 - nasce a Firenze il pittore, musicista e scrittore italiano Primo Conti


"Vedete, vendo la felicità: sono balocchi per bambini".
 Azet aprì la scatola, e cominciò a tirar fuori gli
oggetti: erano congegni dolorosi, fatti di latta e di
 carte colorate, che si aprivano nello
 spazio con un fruscio affannoso.
(Azet, romanzo sintetico futurista)

mercoledì 14 ottobre 2009

Janis Joplin

Janis Joplin è nata nella piccola città di Port Arthur, in Texas, dove scopre fin da piccola la cultura degli afroamericani, il jazz e soprattutto il blues, cercando di copiare gli stili di Bessie Smith, Odetta, Leadbelly. Iniziò a cantare nelle coffe-houses delle piccole città del Texas, per approdare quindi in California, innamorata della poesia beat e pronta a sperimentare tutto in prima persona, compresi alcol e droghe. Un suo amico texano tale Chet Helms, le offre un'audizione per una band poco conosciuta, Big Brother & The Holding Company. E' l'inizio di un percorso che porta la band prima a registrare un primo album, poi a salire sul palco di Monterey e quindi a ottenere un contratto con la Columbia per la registrazione del vero album d'esordio, Chip Thrills, nel '68. Il successo fu immediato e travolgente ma non servì a modificare lo stile di vita eccessivo della cantante. La droga e le forti tensioni portarono allo scioglimento della band pochi mesi dopo la pubblicazione del disco. Janis si rimise subito al lavoro con un nuovo gruppo e realizza, I Got Dem Ol' Kozmic Blues Again, Mama, accolto freddamente in America ma con entusiasmo in Europa. Con la nuova Full Tilt Boogie Band, la Joplin trovò finalmente il punto d'equilibrio perfetto tra blues, rock e pop, contemporaneamente, non a caso, alla presa di coscienza del suo problema di dipendenza. Ma è una rinascita molto breve: il 4 ottobre del 1970 Janis Joplin muore per overdose.
Il mito e la leggenda di Janis Joplin sono stati indubbiamente ingigantiti dalla sua tragica fine, ma non va dimenticato che lei, Grace Slick e Mama Cass furono davvero le prime grandi cantanti della storia del rock. Se la Slick era la sacerdotessa del culto psichedelico di San Francisco e Mama Cass frequentava con la sua vocalità le strade del folk-rock, Janis fu la prima, e la sola, a fondere la sua vicenda musicale con quella del blues. Musica nera, cantata con la voce tagliente, sofferta e bruciante. Janis era la ribelle, la regina dell'eccesso e della trasgressione, la donna che invadeva il campo degli uomini e lo conquistava senza pudori, era la blueswoman che poteva permettersi, come farà in Pearl, il suo disco di maggior successo, di cantare delle preghiere laiche senza alcun accompagnamento musicale. La sua era una voce che lasciava segni nel cuore, era un grido e uno strappo, una contraddizione bianca e nera in un gioco assolutamente privo di regole, o dove le regole, per assurdo che fossero, le aveva scritte lei stessa. La tragica fine della sua vita sembrò in perfetta sintonia con la sua musica, un volo altissimo verso un territorio musicale rock e blues, con una costante aspirazione all'improvvisazione o comunque al superamento di qualsiasi gabbia stilistica. Restano di lei un pugno di dischi, molte canzoni memorabili e poco altro, anche perché, a differenza di Morrison e Hendrix, il volto di Janis non si è trasformato in icona, la sua faccia ha resistito per qualche anno sui poster ma non è mai arrivata sulle magliette dei ragazzi.

domenica 11 ottobre 2009

Marilyn Silverstone

Quando sei stato nel mondo della fotografia abbastanza a lungo, vedi l'importanza di ogni cosa, vedi gli enormi disastri come le inondazioni in Bangadlesh e la fame nel Bihar; poi assisti a un'altra sciagura e comprendi come tutto si ripeta.
Qualcuno oggi è in alto, domani invece sprofonda o magari finisce in prigione. Tu esci e fotografi e ne rimani segnato - ma forse questo non è il termine giusto. Diventi cinico. Non dentro di te, sai bene quanto sia orribile esserlo, ma capisci quale sia la maniera per realizzare le foto giuste, quelle che possano piacere, una volta tornato a casa.
Così ti rendi conto che queste stesse foto avresti potuto scattarle in qualsiasi altro posto.
semplicemente scegli, scegli di continuo il modo in cui lavorare. Il puro atto di fotografare consiste nello scegliere. E anche nelle situazioni più catastrofiche, in realtà, il tuo pensiero va al mercato. Non puoi farci niente. Scorri con gli occhi una fila di ragazzini, ne trovi uno che colpisce il tuo sguardo più degli altri, terribile e triste. Intanto diventi un abile affabulatore. Ti ripeti continuamente: mi sto muovendo nel modo giusto perché se scatto una fotografia qui e poi la mostro lì, queste persone potranno ricevere un aiuto.

La gente cominciava a vedermi come un tutt'uno con la mia macchina fotografica. ma se non fossi una fotografia, io Marilyn Silverstone, cosa mai potrei essere? Sono qualcosa di diverso? Non si può allo stesso tempo prendere parte e fotografare. In un certo modo, questo logora.

Sempre più pensavo che un giorno ci sarebbe stato qualcosa di sconvolgente in grado di cambiare tutto. Pensavo a Madre Teresa. Se solo fossi potuta andare con lei, avrei realizzato qualcosa di significativo. Ma non era per me. Io non sono il tipo dell'assistente sociale. Non era quella la mia strada...

Vita

1929 - nasce a Londra e si diploma in Storia dell'Arte
1955 - comincia a fotografare come professionista freelance
1959 - si trasferisce a Nuova Delhi dove vive e lavora fino al 1973
1977 - è ordinata monaca buddista e vive in Nepal, in un monastero dove pratica la sua religione
1999 - muore nel monastero di Shechen, nei pressi di Kathmandu.

Link: Magnum Photos - www.stevenkasher

sabato 10 ottobre 2009

Lino Curci (1912-1975)





il sabato poesia: Ottobre


Strade d'ocra leggere, solitarie
in quell'aria dorata, dal timone
dei rossi carri l'uomo silenzioso
guarda lontano, va la vigna bassa
fino alla proda: come canta l'ora
d'autunno prima del tramonto! Un fumo
di pienezza felice la rallegra,
evàpora e rallenta
tutta la vita. Contemplavo a valle
le crete digradanti intorno i poggi
con i paesi. A chi rubavo quella
felicità così calma e stordita?
Ed ero come il grappolo che resta
legato al tralcio dopo la vendemmia.






giovedì 8 ottobre 2009

Odilon Redon



Ho sempre provato la necessità di copiare la natura in oggetti minuti, particolari, fortuiti.

Soltanto dopo lo sforzo di volontà compiuto per rappresentare minuziosamente un filo d’erba, un ciottolo, un ramo, un brandello di muro vecchio sono preso come dal tormento di creare qualcosa di immaginario.

La natura esteriore, così recepita e dosata, diventa, per trasformazione, la mia fonte, il mio fermento.

[…] Tutta la mia originalità consiste nel far vivere umanamente degli esseri inverosimili, secondo le leggi del verosimile, mettendo fin dove possibile la logica del visibile al servizio dell’invisibile.

mercoledì 7 ottobre 2009

Santana - Abraxas (1970)

Quando il "veggente" risalì la costa occidentale del continente americano, trovò un clima più temperato, gente meno aperta e un appartamento che per un paio di mesi gli fece rimpiangere la sistemazione messicana. A San Francisco incontrò il jazz e il rhythm'n'blues e dopo i quattro storici concerti al Fillmore West e l'apparizione a Woodstock, i Santana entrarono in studio e in pochi mesi uscirono prima con "Santana" e poi con "Abraxas".
Abraxas in linea con il nome ricavato da un passo di Demian di Herman Hesse è una grande opera di contaminazione di culture musicali differenti formalmente, come il blues e la musica latino-americana, sotto l'impronta comune del rock. Quello che prima degli altri e, alla luce di quanto è accaduto in seguito, meglio di altri, Santana ha individuato uno spazio vuoto nel mondo della musica di protesta, un luogo vergine in cui poter osare oltre i confini. Lavorando, quasi senza saperlo, in territori dai sapori "salsa" e "anime africane", inventarono la world music.
Abraxas è il matrimonio tra carnalità e spiritualità. Trentasette minuti di suoni avvolgenti, ritmici e passionali, intrecciati da abili mani di musicisti che volano liberamente in una musica arroventata dai ritmi afro-cubani e della lancinante melodia di una chitarra Gibson.
A distanza di anni è ancora oggi molto difficile trovare un lavoro impregnato di tante musiche e tante ispirazioni diverse inglobate in un disco di trentasette minuti dalla fisionomia unica. 4,5/5

martedì 6 ottobre 2009

Elizabeth Bishop

agenda letteraria il 6 ottobre 1979 - muore a Boston la poetessa Elizabeth Bishop 

 [...] in quel mondo rovesciato
 dove la destra è sempre manca,
 dove le ombre sono corpi, 
dove vegliano tutta la notte, 
dove i cieli sono stretti quanto è
 largo il mare, e tu ami me. 
(Insonnia)

lunedì 5 ottobre 2009

Frammenti #11

Nel cerchio si concatenano il principio e la fine.
Porfirio, Questioni omeriche.

Tutti ci siamo chiesti, almeno una volta nella vita, come è fatto l'universo: è finito o infinito? Ebbene, a detta degli scienziati, questo nostro mondo sarebbe finito e curvo; rassomiglierebbe, cioè, a una specie di palla a quattro dimensioni percorribile infinite volte. Einstein, per aggiungerci un tocco di spettacolarità, precisava che un uomo di buona vista, gurdando innanzi a sè, e aguzzando lo sguardo, avrebbe potuto scorgere la propria nuca. (L.D.Crescenzo)

domenica 4 ottobre 2009

Ottobre...



(...) Non so se tutti hanno capito, ottobre, la tua grande bellezza, nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza.


Lungo i miei monti come uccelli tristi fuggono nubi pazze, lungo i miei monti, colorati in rame, fumano nubi basse.


O giorni, o mesi che andate sempre via; sempre simile a voi è questa vita mia; diverso tutti gli anni e tutti gli anni uguale, la mano dei tarocchi che non sai mai giocare.


Canzone dei dodici mesi - Francesco Guccini

sabato 3 ottobre 2009

Robert Frost

il sabato poesia: Ottobre


O dolce quieta mattina d'ottobre,
Sono pronte a cadere le tue foglie.
Il vento di domani, se sarà
Forte, tutte le sperderà.
Sopra la selva il richiamo dei corvi,
Forse domani se n'andranno a schiera.
O dolce quieta mattina d'ottobre,
Lente inizia le ore di questo giorno.
Fa' che il giorno ci sembri meno breve.
Noi, cuori non avversi all'illusione,
Illudi nel modo che sai.
Stacca una foglia all'aprirsi del giorno,
A mezzodì stacca un'altra foglia;
Una dai nostri alberi, una molto lontano.
Attarda il sole con la nebbia gentile:
Incanta la terra col tuo ametista
Oh lentamente!
Per amore di quella vigna, non foss'altro,
Le cui foglie già sono strinate dal gelo,
I cui grappoli andranno altrimenti perduti
- Per amore di quella vigna lungo il muro.

giovedì 1 ottobre 2009

Janis Joplin - Pearl (1971)

Atto finale della più grande cantante blues bianco mai esistita poco prima della sua morte, avvenuta il 4 ottobre del 1970, a causa di un miscuglio di alcol e droga. Pearl è il canto del cigno di una donna sola, infelice, che canta la sua tristezza con rabbiosa determinazione. A due passi dall'autodistruzione Janis Joplin realizza a Los Angels il sogno di emulare la sua antica maestra nera, Bessie Smith. Ogni brano è un gemito, un pianto disperato dove il sesso e l'anima si uniscono per diventare emozione sconvolgente, viva, esplosiva. Non ci sono più le certezze di essere l'unica star di un gruppo di dilettanti come i Big Brothers nè il dilemma e la paura del fallimento con la degenerazione sonora di Kozmic Blues, ma c'è un'artista che sente la fine un attimo prima e vuole dare il meglio di sè per esser ricordata.
Uscito postumo, Pearl è un epitaffio alla Spoon River. Si possono rintracciare canzone dopo canzone, nascita, splendore, miseria e morte di un talento inimitabile a cui bastava soltanto un sorso di bourbon per riprendere fiato, rialzarsi dal fango e scatenare il delirio. 4,5/5

Alessandro Galante Garrone

agenda letteraria il 1 ottobre 1909, nasce a Vercelli, lo storico e giurista - Alessandro Galante Garrone

Se è vero (come suona un detto fin
troppo ripetuto di Goya) che il sonno
della ragione genera mostri, dobbiamo
sempre pensare che anche il sonno della
giustizia ci può, per piccoli gradi quasi
inavvertiti, precipitare nella mostruosa
vergogna della camera a gas.

(Amalek) - wikipedia


 
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