martedì 30 giugno 2009

Le nuvole

[via]

lunedì 29 giugno 2009

Raymond Lullo

agenda letteraria Il 29 giugno 1315 - muore a Tunisi il filosofo e missionario Raymond Lullo

Le strade dell'amore sono lunghe
e brevi perchè l'amore è limpido,
puro, trasparente, vero, accorto,
semplice, forte, perseverante,
luminoso, traboccante di pensieri
nuovi e di antichi ricordi.
****
Tra timore e speranza ha preso dimora
l'amore. E vive di pensieri, e muore
d'oblio quando a sorreggerlo sono i
piaceri del mondo.
(Libro dell'Amico e L'Amato)

domenica 28 giugno 2009

Keith Jarrett - The Koln Concert (1975)

Un caro amico mi regalò questo disco di Keith Jarrett, per i miei diciotto anni. Ora a distanza di oltre tre decadi occupa sempre un posto di riguardo nella mia collezione ‘vinilica’.

"Secondo me la miglior musica è sempre quella che suona come se non ci fosse stato nulla di scritto prima di essa. Se possibile, bisogna sempre tornare a ripartire dal silenzio”

Con queste parole Keith Jarrett esprimeva il suo personalissimo concetto di musica fatto da continue scoperte. Settanta minuti d’improvvisazione geniale, un continuo smussare pensieri musicali in evoluzione con impostazioni fluide e un particolare uso percussivo delle tastiera. Jarrett non è un caposcuola, non ha discepoli devoti, eppure è un maestro unico. Il ‘concerto di Colonia’ carpisce un momento di grandissima creatività. Il pianista sceglie un suono o una frase e la elabora estemporaneamente, senza premeditazione alcuna, solo con meravigliosa spontaneità e gusto imprevedibile.

"Non possiedo nemmeno un seme quando comincio a suonare. E' come partire da zero".

Passaggi veloci, prepotenza generosa di estrema liricità ed una grande musica senza spartito che poggia le sue basi, oltre che sull’abilità tecnica, sulla possibilità di continuare ad inserire nuovi suoni, nuove melodie.
Un artista randagio che cercherà ancora la sua poesia interiore con modalità inusitate, con avventure roboanti e per certi versi eccessive. Questa resta indubbiamente l’essenza sublime del suo inarrestabile pianismo, un album jazz che a tutt’oggi ha venduto qualcosa come duemilioni e mezzo di copie.

"Il jazz è lasciare che la luce brilli. Non cercare di accrescerla, lasciarla essere". 5/5

sabato 27 giugno 2009

Rainer Maria Rilke


il sabato poesia: Ritorno

Tutti gli addii ho compiuto. Tante
partenze
mi hanno formato fino dall’infanzia.
Ma torno ancora, ricomincio,
nel mio ritorno si libera lo sguardo.
Mi resta solo da colmarlo,
e quella gioia impenitente
d’avere amato cose somiglianti
a quelle assenze che ci fanno agire.

Mario Dessy

agenda letteraria Il 27 giugno 1902 - nasce a Milano Mario Dessy

"Poesia" conserverà sempre la più assoluta indipendenza, non si
rinchiuderà nei limiti di nessuna forma e di nessuna scuola
letteraria, non sarà nè passatista nè interamente futurista: sarà
aperta a tutte le correnti nuove della poesia mondiale.
(Poesia)

venerdì 26 giugno 2009

Strumenti

Se solo sapessi suonare, suonerei senza speranza sei strumenti: sassofono, sitar, sarangi, saze, sordone, scacciapensieri.
Sorrido sconsolato, sinceramente so suonare sussurrando spontaneamente solo sporadici soffi.
Sospetto strana sensazione stasera.
Sbadiglio, strofino sopracciglia, stanco.
Siedo subito, sento silenzio... sia stress? Suppongo sia sì.
Stupefatto, sbianco, sentendomi svenire.
Sottovoce sconvolto sibilo: sto scherzando? Sì.

Michael Jackson - RIP

mercoledì 24 giugno 2009

Decrescita: Politica

Ottavo punto del decalogo sulla decrescita: la Politica. I primi sette li trovate qui.

8. Politica. La politica attuale e in generale, salvo eccezioni, tutto il sistema politico… vive agli antipodi della decrescita economica. Ci sono partiti più o meno sensibili ai problemi ambientali e/o sociali, ma, la maggior parte di essi non si azzarda a mettere in questione il modello attuale di sviluppo economico. Al massimo, parla di una descrescita sostenibile; ma, il problema è che la crescita e la sostenibilità sono, come sappiamo tutti, incompatibili. L’unica alternativa possibile è il bioregionalismo, che ha poco a che vedere con i partiti nazionalisti attuali, perché il bioregionalismo implica una decentralizzazione assoluta e radicale. Il modello sarebbe più vicino a un mondo organizzato su piccole regioni autogestite che a sistemi nazionalisti convenzionali.

Maurizio Pallante:
Il movimento per la decrescita felice si propone di mettere in rete le esperienze di persone e gruppi che hanno deciso di vivere meglio consumando meno; di incoraggiare rapporti interpersonali fondati sul dono e la reciprocità anzichè sulla competizione e la concorrenza; di utilizzare e favorire la diffusione delle tecnologie che riducono l'impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; di impegnarsi politicamente affinchè questi obiettivi siano perseguiti anche dalle pubbliche amministrazioni, dallo stato, e dagli organismi internazionali. A tal fine è necessario elaborare un paradigma culturale alternativo al sistema dei valori fondato sull'ossessione della crescita economica illimitata che caratterizza il modo di produzione industriale. Dall'attuale concezione di un "fare finalizzato a fare sempre di più", il lavoro dovrà tornare ad essere un fare "bene" finalizzato a rendere il mondo più bello e ospitale per tutti i viventi. Di questa elaborazione, resa drammaticamente urgente dalla necessità di impedire che l'effetto serra esca fuori controllo. La decrescita felice si propone di essere un tassello, costituendo un laboratorio di idee per un rinascimento ancora possibile.

Serge Latouche:
Senza tuttavia farsi troppe illusioni. Penso che dobbiamo re-inventare la politica dal basso. Per esempio, mi sembra interessante il movimento delle liste civiche, per ridare senso e contenuto alla politica. Ma siamo in una situazione che definirei di guerriglia, e durerà per molto tempo. Dobbiamo resistere, perché oggi il vero potere non è nella politica: il vero potere sono le grandi imprese transnazionali, e gli uomini politici sono solo burattini nelle loro mani. Quando qualcuno imbocca la strada della politica, viene subito manipolato. Per questo sarà una battaglia lunga, che andrà combattuta dal basso; anche se non si deve rinunciare a stare dentro la politica attuale.

Maurizio Pallante:
[…] Destra e la sinistra, in tutte le configurazioni che hanno assunto nel corso della storia, dalle più moderate alle più estremiste, sono due varianti di un identico paradigma culturale che ha come capisaldi la crescita, l’innovazione e il progresso. Accomunate dallo stesso sistema di valori, le differenze che le distinguono consistono nelle politiche da adottare per favorirne al meglio la realizzazione e nelle modalità di ripartirne i vantaggi tra gli attori sociali che col loro lavoro consentono di realizzarli. La destra sostiene che il mercato e la concorrenza sono gli strumenti migliori per favorire lo sviluppo delle innovazioni e la crescita economica. La sinistra ritiene che l’intervento statale sia indispensabile per guidare le innovazioni e la crescita economica verso obbiettivi che armonizzino gli interessi individuali col benessere collettivo. Il pre-requisito è che la torta cresca, altrimenti non ce n’è per nessuno, e il mercato opportunamente indirizzato è lo strumento migliore per farla crescere, ma se si lasciasse al mercato anche il compito di dividerne le fette, i più forti lascerebbero ai più deboli solo quanto basta per sopravvivere. Affinché il progresso economico diventi fattore di un progresso sociale generalizzato, la politica ha il compito di fare in modo che le fette siano suddivise con maggiore equità. Ma se le fette si ripartiscono più equamente, ribatte la destra, si accresce la quota di reddito destinata ai consumi e si riducono gli investimenti in innovazioni tecnologiche, per cui la torta cresce di meno e le fette più grandi di una torta che resta più piccola diventano più piccole delle fette più piccole di una torta che diventa sempre più grande. Non è successo così nei paesi del socialismo reale? Ma adesso che hanno imparato la lezione e hanno scoperto i vantaggi del mercato, le loro economie crescono più delle altre. Un popolo è ricco solo se ci sono i ricchi. Solo se ci sono classi più potenti che hanno il diritto di ritagliarsi fette di torta più grandi. Un’economia più produttiva è meno equa, un’economia più equa è meno produttiva. La destra è dunque più innovativa e progressista della sinistra, anche se la sinistra pretende di possedere in esclusiva queste connotazioni. E se l’obbiettivo comune è la crescita, la destra parte in vantaggio.

Nessuno a destra e a sinistra nutre il minimo dubbio sull’utilità e la necessità della crescita economica. La crescita è il primo punto di ogni programma politico. Un postulato che non ha bisogno di dimostrazione. Come ogni organismo vivente deve respirare, così l’economia deve crescere. Se non cresce è sintomo che sta male. La parola decrescita è stata persino bandita dal vocabolario. Al suo posto si usa la locuzione crescita negativa, che sarebbe come definire gioventù negativa l’età di un centenario. Una mancanza di logica esibita senza pudore, di per sé solo ridicola, se non fosse l’espressione verbale del rifiuto di capire che una crescita infinita non è possibile in un mondo che, per quanto grande, non ha una disponibilità infinita di risorse da trasformare in merci, né una capacità infinita di assorbire i rifiuti generati dai processi di produzione e dalle merci nel corso e al termine della loro vita. Eppure la competizione politica tra destra e sinistra, tra tutte le destre e tutte le sinistre apparse nella storia, si è sempre incentrata sulle rispettive capacità di far crescere l’economia più della parte avversa. La crescita della produzione è l’obbiettivo degli imprenditori, dei sindacati e della finanza. La crescita dei consumi l’aspettativa delle popolazioni. Nel sistema dei valori su cui si fondano le società industriali il più si è identificato e continua a identificarsi col meglio, anche se progressivamente diminuiscono la sua utilità e aumentano i disagi che crea. I danni sono come nascosti da un velo che impedisce di vederli. Le guerre per il controllo dei giacimenti petroliferi, lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari e i cambiamenti climatici in corso non vengono messi in relazione con l’incremento dei consumi di fonti fossili necessari a sostenere la crescita della produzione e dei consumi. Come se niente fosse, la destra e la sinistra, tutte le varianti attuali della destra e della sinistra, continuano a mettere la crescita al centro dei loro programmi politici. Sostenere la necessità della decrescita significa pertanto collocarsi al di fuori di questa dialettica e rimettere in discussione il paradigma culturale che ha caratterizzato le società occidentali dalla rivoluzione industriale a oggi. Un obbiettivo che richiede uno sforzo di elaborazione immane, a cui sono chiamati tutti coloro che, a partire da una percezione anche soggettiva delle sofferenze che il fare finalizzato a fare di più crea alla vita, a tutte le forme di vita e alla terra in quanto organismo vivente, intendono contribuire a restituire al lavoro la sua intrinseca connotazione di fare bene finalizzato a migliorare la qualità della vita in tutte le forme che essa assume, ben sapendo che solo in questo modo si può migliorare anche la qualità della vita della specie umana.

L'eredità del soldato perfetto


Cosa si prova quando si attiva una mina con un piede? Cosa si sente quando si perde una parte del proprio corpo? Cosa vuol dire sopravvivere come disabile? Queste sono alcune delle domande che continuo a pormi. Le stesse domande che ho fatto, e che continuo a fare, a gente di diversi Paesi da quando il Soldato Perfetto o meglio le sue vittime sono entrate nella mia vita.


Giovanni Diffidenti | L'eredità del soldato perfetto

martedì 23 giugno 2009

Boris Vian

agenda letteraria Il 23 giugno 1959 - muore a Parigi Boris Vian

Un poeta
è un essere unico
in tanti esemplari
che pensa solamente in versi
e non scrive che in musica
su soggetti diversi
sia rossi che verdi
ma sempre magnifici.
(Un poeta)

lunedì 22 giugno 2009

Per una cultura della pace

Non possiamo permetterci di scoraggiarci di fronte alle sfide della realtà, nè di guardare passivamente ai problemi che non ci affliggono direttamente. Non possiamo chiudere gli occhi sui mali della società, ma dobbiamo invece cercare modi di agire con chiari obbiettivi in mente. In questo momento della storia dobbiamo decidere di eliminare tutte le sofferenze inutili da questo pianeta che è la nostra casa.
La pace non è qualcosa che possiamo lasciare ad altri in luoghi lontani, ma qualcosa che dobbiamo creare giorno per giorno coltivando la cura e la considerazione per gli altri, costruendo legami di amicizia e fiducia nelle nostre rispettive comunità attraverso le nostre azioni e il nostro esempio. Aumentando il rispetto per la santità della vita e la dignità umana attraverso il nostro comportamento quotidiano e un costante impegno nel dialogo, si approfondiranno e si rafforzeranno le fondamenta di una cultura della pace permettendo a una nuova civiltà globale di fiorire. D.Ikeda

domenica 21 giugno 2009

Alan Sorrenti: Déjà Senti


Quante volte ho ascoltato questo disco… possiedo ancora il vinile come una reliquia. Una grande voce, un grande talento, forse troppo grande per essere capito, ed è forse questo il motivo per cui Alan Sorrenti ha cambiato ‘strada’ e ha intrapreso quella più commerciale, quella più facile, quella che ti dà da vivere.
Ancora adesso quando ascolto i suoi dischi ‘Aria’ il suo primo del 1972 e ‘Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto’ il secondo del 1973, mi prende un’ emozione intrattenibile che mi fa venire i brividi.

Ecco cosa dicono su Youtube:

59acca10: E' inutile cercare di capire dov'è finito Alan e la musica di quegli anni, si son persi in questa Italia cialtrona, barzelletta del mondo. Italia di veline, non solo quelle televisive, Italia di censure e scemenze, dove anche gli intellettuali hanno abdicato, lasciando il posto alla subcultura televisiva. Che tristezza…

56edo: Un capolavoro, Alan Sorrenti, un talento sprecato

dannydack: Questa canzone è visionaria, lisergica, scoppiettante come legna bagnata che brucia, come l'approccio musicale magnifico che aveva Alan allora. Dopo, la caduta stellare...

MAAURONE: Alan, sei meglio di Dante, di Petrarca, di Leopardi!!! ma dove ca...sei finito?? Torna! Abbiamo tutti bisogno di te: dove sei tu ad amare?

reporterstanco: Grazie... quante volte l'ho pensata questa canzone… ero giovane,spensierato, innamorato ...a parte il grande Alan... e le parole... Vogliamo spendere due parole per gli strumentisti? Che non erano cosa da poco… Ne riconoscete qualcuno, tra loro?... Meditate... grazie ancora amici... anch'io possiedo "Come un vecchio incensiere"…

ElisaHut: Che meraviglia!

tencinage: L'ho salvata tra i miei preferiti. Grazie DAGODUE che me l'hai fatta ritrovare (possiedo ancora il vinile con la sua per me "commovente" copertina ma non più il giradischi) verrò a trovarti ancora sulla tua bellissima pagina. Ciao

roe0077: Serenesse ritorna...

koba5622: La più bella canzone d'amore che sia mai stata scritta! Ero adolescente e disperatamente innamorato di Lei. La sola differenza è che non sono più adolescente ...

6QUCA: Ma chi ha tirato fuori questo brano? Sto letteralmente piangendo. Se non ricordo male era il 1974 ed ero un giovane adolescente eternamente innamorato di tutto!!! Grazie.

sabato 20 giugno 2009

Guillaume Apollinaire

agenda letteraria Il 20 giugno 1913 - Guillaume Apollinaire pubblica il "Manifesto dell'antitradizione futurista

Soppressione
del dolore poetico
degli esotismi snob
della copia in arte
della sintassi (già condannate
dell'uso in tutte le lingue)
dell'aggettivo
della punteggiatura
dell'armonia tipografica
dei tempi e delle persone dei verbi
dell'orchestra
della forma teatrale
del sublime falso-artistico
del verso e della strofa delle case
della critica e della satira
dell'intreccio nelle narrazioni
della noia.

J. Ramon Jiménez


il sabato poesia: Se

Eternità, bellezza
sola, se io potessi,
nel tuo cuore unico, cantarti,
come tu mi canti nel mio,
le sere limpide di gioia in pace!
Se nelle tue ultime estasi,
tu mi sentissi dentro,
inebriandoti tutta,
come mi inebri tutto tu!
Se io fossi - ineffabile -,
profumo, freschezza, musica, volo
nell'infinita pura primavera
della tua totalità interiore senza fine!

giovedì 18 giugno 2009

Tom Waits – Rain Dogs (1985)

"Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizione altrui."

Tom Waits
è tra i miei songwriter preferiti e Rain Dogs è un capolavoro che non può mancare tra gli album preferiti della nostra collezione discografica.
“I cani che vagano per le strade alla ricerca della propria casa, dopo che la pioggia ha annullato gli odori” sembrano uomini che cercano il senso vero della vita, dopo che il destino ha cambiato di colpo tutto quello in cui credevano.
Rain Dogs è l'atto centrale della "trilogia" di Frank", la logica conseguenza di "Swordfishtrombones" del 1983 che proseguirà poi con "Frank Wild Years" nel 1987. In questo disco si concentrano tutti gli elementi della mirabolante foga da ‘intrattenitore’ di Waits. Tom non è solo ‘song-writing’ mutuato al jazz notturno, ma è "suono & significato", un 'estratto' direttamente dalle fogne di New York. La sua musica è un mix impressionante di blues, free-jazz, tanghi, polke, atmosfere orientaleggianti e ritmi tribali che non si escludono vicendevolmente, ma si completanno magistralmente.

"La mia vita è come quella di un vigile urbano: momenti di noia rotti da momenti di puro terrore."

Il suono è reso attraverso un complicato armamentario di percussioni fatte in casa, parole di lacerante poesia, senso dello spazio ridotto alla visuale di un treno diretto al centro della città. E’ una dissacrante panoramica sulle culture deboli.
Con questo intruglio passionale e drammatico fatto di brevi capitoli, Waits scuote la retorica effimera del rock e fa dell’andare fuori tempo e della sua voce roca al limite della stonatura una nuova norma da seguire.
Waits smantella tutte le sue memorie stilistiche offrendoci una visione etilica e grottesca di un’umanità rassegnata e senza più sogni da inseguire.
Rain Dogs è la metafora di un mondo di sconfitti che masticano lentamente il sapore di questa dimensione, senza illusioni.
La più grande Opera buffa da parte del Bukovski del nuovo blues, un americano che odia l’’America’ chiamato Tom Waits.
Un genio al suo massimo. 5/5

mercoledì 17 giugno 2009

Enrico Prampolini

agenda letteraria Il 17 giugno 1956 - muore a Roma il pittore, scultore e scenografo italiano Enrico Prampolini

I principi fondamentali che
animano l'atmosfera scenica
futurista sono l'essenza stessa dello
spiritualismo, dell'estetica e dell'arte
futurista, cioè: il dinamismo, la
simultaneità e l'unità d'azione tra
uomo e ambiente.
(Manifesto della Scenografia futurista)

martedì 16 giugno 2009

Alex Majoli

Alex Majoli racconta: Non ho certamente una chiara idea sulla fotografia e l'atto del fotografare. Comunque, al momento sono di questo mestiere e nelle riflessioni avute a questo proposito ho paragonato spesso il fotografo al samurai che compie rituali gesti e movimenti per sviluppare la propria tecnica e l'istinto. Camminare, attendere, ascoltare... Camminare come esercizio per gli occhi. Attendere anche se non si ha fiducia nel risultato, attendere perché l'attesa è parte della determinazione. La determinazione se applicata alla fotografia aumenta la conoscenza dei propri soggetti e anche di se stessi.
La determinazione, sempre secondo me, è l'esercizio ginnico - mentale per sviluppare l'istinto. L'istinto ci permette di anticipare l'avvenimento, di catturare qualsiasi fatto noi sentiamo l'esigenza di fotografare, sviluppare così la nostra attrazione per il mondo. Samurai dal giapponese: "Essere al servizio di qualcuno"; quel qualcuno che può anche essere se stessi (l'ego) oltre che l'informazione (la testimonianza) e le persone che raccontano (il ricordo).

Quando sono arrivato a Magnum, ho visto come ognuno portava avanti il proprio grande progetto personale e ho pensato di fare lo stesso anch'io. Così ho cominciato a guardare le foto che avevo realizzato finora per capire se rintracciavo un particolare stile o una direzione specifica - e per capire chi fossi veramente come fotografo. In questo modo, ho concepito il mio lavoro sulle città di porto nel mondo.

Mi domando perché faccia foto di attualità di guerra. Veramente, non riesco a trovare una risposta. Non trovo risposte a nessuna delle grandi domande come "Perché noi siamo qui?" Più leggo i libri, più mi sento confuso. Allora mettiamola in questi termini. Io sono Alex. Io sono un fotografo. Io faccio foto. A me piace fotografare. Posso raccontare questi grandi avvenimenti e voglio registrare cosa accade in questo tempo in cui sto vivendo.

La vita

1971 - nasce a Ravenna
1989 - è già fotoreporter professionista.
1990 - comincia una collaborazione con l'agenzia Grazia Neri.
1992-1993 - viaggia a lungo in Iugoslavia per documentare guerra.
1994 - lavora a un reportage sul manicomio di Leros, in Grecia.
1995 - lavora in Sudamerica per molti mesi e pone le basi per il progetto "Requiem in Samba".
1997 - pianifica "Hotel Marinum" un grande progetto, al quale lavora tuttora dedicato alla documentazione fotografica della vita delle città portuali di tutto il mondo.
2001 - diventa membro di Magnum photos

lunedì 15 giugno 2009

Novalink #12



Suoni - AllMusic è un altro strumento per l'ascolto della nostra musica con il web. Dicono ci siano più di 500 milioni di brani..., non sono in grado di confermarlo ora, ma se mi date un po’ di tempo...
Anche in questo caso la musica è in streaming, tutta legale quindi. Buona la grafica e semplice l'utilizzo, si cerca il brano o l'autore e registrandosi si salvano le playlist che si possono condividere con tutti gli altri utenti iscritti.



Visioni - Michael Cannon è un fotografo canadese che vive in California. Si farebbe prima a dire quali lavori non abbia fatto piuttosto di quelli svolti, infatti, ha lavorato in una fabbrica di scarpe, su una pista di go-kart, in una centrale nucleare canadese, nell’industria del petrolio ad Alberta, venduto Kentucky Fried Chicken, ha raccolto tabacco, ha lavorato per un inverno nel Circolo Polare Artico, ha insegnato inglese a Phuket in Thailandia e lavorato in una piccola sala cinematografica come protezionista, può bastare? Ora è un maestro della camera oscura, date un'occhiata a; Lakeside Sketches and the Sound of Light e Landescapes, e poi dite se non è vero. [via]



Dintorni - Tutti conosciamo Wikipedia, una risorsa infinita di informazioni, un'enciclopedia che offre un "mondo" da leggere ma che sempre non basta. Immagini e/o video delle volte possono essere meglio memorizzate dei testi. Navify è un'estensione di wikipedia che tramite un motore di ricerca interno permette di ricercare appunto, anche immagini e video. Una volta digitato il termine di ricerca verrà visualizzata una pagina suddivisa in 3 sezioni: articolo, foto e video. Poi volendo si può condividerla con i soliti social facebook e twitter.

domenica 14 giugno 2009

Ivan Della Mea, in ricordo


Ci ha lasciato Ivan della Mea.
Con Gianni Bosio è stato tra i fondatori del Nuovo canzoniere Italiano e insieme a cantanti come Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Michele Straniero è stato tra i principali protagonisti de "I Dischi del Sole", una collana fondamentale della musica e la cultura popolare italiana. RIP

Jorge Luis Borges

agenda letteraria Il 14 giugno 1984 - muore a Ginevra Jorge Luis Borges

Essere immortale è cosa da poco:
tranne l'uomo, tutte le creature lo
sono, giacchè ignorano la morte;
la cosa divina, terribile,
incomprensibile, è sapersi
immortali.
(L'immortale)

sabato 13 giugno 2009

Thomas S. Eliot



il sabato poesia: Ci sarà tempo

E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada
Strofinando la schiena contro i vetri;
Ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per prepararti una faccia per incontrare
le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere
una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un thè col pane abbrustolito.

venerdì 12 giugno 2009

Demetrio Stratos, in ricordo


Domani 13 giugno ricorrono i trent'anni dalla prematura scomparsa del grande cantante di origine greca Demetrio Stratos prima front-man dei Ribelli e la voce indimenticata degli Area.
Per ricordarlo un interessante podcast di Aldo Lastella Download

giovedì 11 giugno 2009

L’analfabeta politico

"Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali."

Bertolt Brecht.

mercoledì 10 giugno 2009

Decrescita: Salute

Settimo punto del decalogo sulla decrescita: la Salute.
I primi sei li trovate qui

7. Salute. La salute è equilibrio. Favorite il vostro equilibrio e quello della vostra famiglia. Sostenete una dieta e delle abitudini sane, un lavoro e una casa salubri, fuggite dallo stress e da tutte le situazioni che provocano confusione mentale e problemi inutili. Studiate le forme di salute tradizionali, perché vi serviranno. Autogestite la vostra salute e quella della vostra famiglia fin dove vi è possibile. Considerate il mondo della salute come un tutto olistico, che include la dieta, le questioni ambientali, il luogo in cui abitate, il lavoro, il mondo spirituale, la famiglia… Fuggite da ogni tipo di aggressione. La medicina allopatica può avere i suoi lati positivi, a cui si può ricorrere in momenti determinati, ad esempio la diagnosi. Anche la morte fa parte della vita.

Valerio Pignatta scrive:
La crescita della medicalizzazione e dell’organizzazione sanitaria ha comportato un aumento spropositato di morti e danneggiati dal sistema medico stesso... Ma è in fondo inevitabile, se pensiamo che le medicine e le cure sono parti integranti del mercato del mito della crescita economica.
[...] Il sistema sanitario attuale, secondo alcuni autori, è un sistema che causa più malattie di quante riesca a curarne. Illich aveva analizzato in modo profondo la iatrogenesi del sistema medico occidentale già nel 1976. Grazie al pressing pubblicitario delle multinazionali farmaceutiche si è verificato il diffondersi dell’ossessione della salute a tutti i costi e immediata a fronte di uno stato emotivo e psicologico di dipendenza totale da pillole di sintesi, diagnostica e interventi invasivi, il più delle volte, nel lungo periodo, più dannosi che non efficaci. In particolare negli Stati Uniti la terza causa di morte dopo malattie cardiache e cancro è l'uso di farmaci e altre cause iatrogene (infezioni ospedaliere, interventi chirurgici, errori di medicazione ecc). Sempre negli USA le sole medicine sono la quarta causa di morte comune. Che non è poco. E non è nemmeno tutto.

Mario Fusi scrive:
Nella mia ottica non si tratta ovviamente di ridurre la qualità di salute, bensì di sfruttare - fra le altre - anche le possibilità delle medicine complementari per migliorare la qualità di vita e contemporaneamente abbattere il carico tecnologico, dispendioso e fortemente inquinante sia i per consumi energetici che per le dismissioni di sostanze tossiche (reagenti chimici per le radiografie e le analisi di laboratorio) e addirittura radioattive (scintigrafie!).
- L’approccio posturale e le tecniche manipolative, per esempio, permettono di evitare molte indagini (non solo radiografiche), per riservarle alle situazioni non risolvibili o sospette.
- L’omeopatia comporta un carico tossico per l’individuo, e energivoro e inquinante per l’ambiente, decisamente basso rispetto all’industria farmaceutica ufficiale.
Il rischio di inquinamento delle acque urbane reflue ad opera degli olii essenziali (che possono tranquillamente sostituire gli antibiotici in moltissime circostanze di patologia infettiva anche grave, e con il vantaggio di coprire anche le infezioni virali) è tendenzialmente nullo trattandosi di sostanze naturali.
- Trattare una comune patologia ortopedica, come il classico mal di schiena, con certe tecniche manipolative si traduce molto spesso in un rapido miglioramento del soggetto sofferente e in una riduzione di costi sanitari a carico della comunità.

Daniela Mazzoli scrive:
[...] L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto nella giornata della salute l’accento sui cambiamenti climatici che, da qui a qualche decennio, potrebbero danneggiare lo stato fisico e psicologico degli esseri umani.
Una svista apparentemente insignificante ha posto il cambiamento climatico al centro del dibattito, come se la ‘colpa’ fosse del clima che, a un certo punto, con la caduta di un meteorite o l’esplosione del nucleo incandescente della terra, avesse deciso di andare verso un surriscaldamento progressivo e mortale per la razza umana.
Così non è.
Il cambiamento climatico è dovuto all’incidenza dell’uomo sul clima: produzione di anidride carbonica in misura tale da provocare lo scioglimento dei ghiacciai, innalzamento della superficie marina, spostamento e scomparsa di specie animali, migrazione dei popoli con quel che comporta.
Insomma non è il clima a influire sull’uomo facendolo ammalare, ma è l’uomo a determinare cambiamenti climatici che fanno ammalare la Terra e ciò che contiene.
Si rischia, inoltre, nell’intento condivisibile di dedicare attenzione agli effetti che il clima produce sulle persone di medicalizzare alcuni fenomeni. La medicalizzazione, cioè la trasformazione di un malessere in patologia, sarà una mano santa, l’ennesimo buon affare per l’industria farmaceutica e una pessima prospettiva per noi. I cittadini ancora una volta saranno ridotti a consumatori e con una piccola dose d’immaginazione si può già prefigurare la comparsa, sui banchi delle farmacie, di pasticche per i disturbi legati al clima: metereopatia, stress da escursione termica, asma da gas serra, infiammazioni polmonari, inquinamento del sangue. E via di seguito.
Resta da capire se a mettere riparo a un problema grande come quello del clima bastino un paio di pillole prese prima dei pasti o se invece l’urgenza della condizione climatica piegherà gli interessi economici a quelli più grandi della collettività e dell’ambiente.

Italo Alighiero

agenda letteraria Il 10 giugno 1926 - nasce a Breslavia Italo Alighiero Chiusano

[...] fame della mente|
mi spingeva sui banchi dove
Anselmo|
Thoma e Agostino e gli ultimi|
loici accesi al tuo fuoco sillogismi|
viventi e palpitanti geometri|
mi spezzavano come un'|
ostia impalpata.
(Bacche amare)

lunedì 8 giugno 2009

Ascanio Celestini - La parola

domenica 7 giugno 2009

Novalink #11


Suoni – Un bel servizio per l’ascolto e la condivisione musicale è Maestro.fm. Tre sono le caratteristiche principali presenti in questo sito: la possibilità di caricare la propria musica presente nel nostro hard-disk, un buon motore di ricerca integrato che facilità la ricerca per canzone o per artista e punto forte, la possibilità di creare playlist che poi verranno condivise nella community. Il servizio è gratuito e per il semplice ascolto non necessità di registrazione.

Visioni – E’ vietnamita il fotografo
Long Thanh, le sue immagini estremamente intense e poetiche sono in bianco e nero.
Le persone, i paesaggi, gli sguardi, la vita quotidiana è l’essenza del lavoro fotografico di Long Thanh che con profonda sensibilità riesce a trasmettere.
Gli amanti della fotografia in bianco e nero troveranno sicuramente ottimi scatti e spunti di riflessione.
E' consigliata senz'altro una visita. [via]


Dintorni – Abbiamo assistito nelle ultime settimane il fiorire di nuovi motori di ricerca come Wolfram Alpha e Bing. Ora i Labs della Google mettono a disposizione un interessante e nuovo strumento per le ricerche sul web chiamato Google Squared. La differenza sostanziale di Squared sta nella visualizzazione di una tabella che non mira al miglior risultato ma ad un’applicazione semantica. Questa visualizzazione si espande anche verticalmente se vengono richieste delle nuove voci.
Un video esplicativo lo trovate qui.

sabato 6 giugno 2009

Giorgio Gaber - L'elezioni

Alexandra Petrova


il sabato poesia: Ancora una farfalla

Succhia il fiore fino in fondo,
nascendo come un frutto nuovo.
Nel respiro di un sogno corrugato
ora s’ingrossa, ora cala.
Tremola sulle sue ali,
nastri frementi di velluto,
non solo armonia di riflessi,
ma ombra di sgorbio dimenticato,
due volte mutata di aspetto
nell’oblio si è fatta più bella,
irrompendo nell’evidenza solare
da un soffocante corpo altrui.

giovedì 4 giugno 2009

David Crosby

Ci sono personaggi la cui esistenza si dipana su un canovaccio ricco di svolte, di pieghe improvvise, di parabole inebrianti e di rovinose cadute, di successi fulminei e di paurosi sbandamenti. Il mondo del rock ne è pieno, anche se purtroppo, sovente queste vicende assumono inevitabilmente i contorni mitologici dell’eroe bello e dannato condannato a una morte prematura.
E’ solo per una serie di incredibili scherzi del destino o di karma direbbe un Buddista se oggi David Crosby è ancora qui con noi.
Una vita intensissima, estrema, spesso spericolata, ma che nel corso degli ultimi quattro decenni è stata testimone di pressoché tutti gli eventi chiave della storia del rock. Quasi quarant’anni nel corso dei quali David Crosby è sembrato morire diverse volte, preparando in più d’una circostanza i suoi irriducibili fans alla triste notizia che puntualmente non è arrivata: come un gatto a nove vite.
Musicalmente Crosby ha segnato almeno due decenni con una serie di capolavori culminati con quel “If I Could Only Remember My Name” (“Se solo potessi ricordare il mio nome”) del 1971 che tutt’oggi rimane come una pietra miliare indiscussa del panorama musicale di quel periodo.

La sua attività musicale inizia nella metà degli anni sessanta con il gruppo dei “The Byrds” con i quali pubblica sette album, senza contare le raccolte e quelli dal vivo. Nel ’69 con Stills e Nash forma l’omonimo gruppo per poi ampliarsi l’anno successivo con l’arrivo di Neil Young. Con questi musicisti a ruota, inciderà poco meno di una ventina di dischi. A cavallo degli anni duemila con Pevar e Raymond pubblicherà una manciata di dischi con la denominazione CPR.
Dal ’71 anno di pubblicazione del sopra detto “If I Could Only Remember My Name” passano diciotto anni prima di ascoltare un altro suo disco. In questi anni Crosby vive di tutto, da malattie a carceri da droghe a separazioni, accumula tanto di quel “curriculum vitae” da poter scrivere un libro. Ma, come sempre ogni volta rinasce e nel 1989 incide “Oh Yes I Can” (“Oh, si che posso”) cioè la risposta al primo disco “If I Could…” (“Se solo potessi ricordare il mio nome”), il titolo suona come una convincente dichiarazione d’intenti e riporta prepotentemente la figura di Crosby alla ribalta. Il disco suona bene e convince critici e fans non purtroppo come il successivo “Thousand Roads” del ’93 e ancor meno “It’s All Coming Back To Me Now” del ’95.
La musica di David Crosby, dalle prime avventure con i Byrds fino al recente sodalizio con i CPR passando attraverso la leggendaria epopea di Crosby Stills Nash & Young, è stata la colonna sonora di più d’una generazione. La sua vicenda artistica e umana ha spesso assunto contorni leggendari e mitologici e, seppur con le sue mille contraddizioni, Crosby ha sempre avuto un ruolo di primo piano nei momenti cruciali della storia del rock e del costume.
Da portavoce della controcultura hippie, eroe della generazione di Woodstock, superstar degli anni settanta fino alla discesa agli inferi di una tossicodipendenza quasi letale, Crosby si è sempre esposto in prima persona e oggi porta le cicatrici di una vita avventurosa, sempre al di sopra delle righe.
(Grazie a Marco Grompi e al suo libro: David Crosby)

mercoledì 3 giugno 2009

Mario Castelnuovo-Tedesco

agenda letteraria Il 3 giugno 1895 - nasce a Firenze il compositore e scrittore italiano Mario Castelnuovo-Tedesco

Ho scritto una grande
quantità di melodie vocali. La
mia ambizione e, ancora più,
una urgenza profonda, è
sempre stata quella di unire la
mia musica ai testi poetici* che
hanno destato il mio interesse
e la mia emozione, per
coglierne l'espressione lirica.
(Music and Poetry)
*Cavalcanti, Petrarca, Vogelweide, Cervantes, Shakespeare, Lorca, Walt Whitman

Bodhisattva in metro



Ridere fa bene: aumenta il flusso del sangue, riduce lo zucchero nel sangue, regola il sistema immunitario, brucia calorie e allevia il dolore.
La risata è un vero e proprio farmaco, ci suggeriscono i ricercatori, con tanto di indicazioni.
Dosaggio: una somministrazione di quindici minuti al giorno.
Effetti: miglioramento della circolazione del sangue e prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Controindicazioni: nessuna.
Questo è il potere benefico della risata.

martedì 2 giugno 2009

Renè Magritte

"La mente ama l'ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto"

lunedì 1 giugno 2009

Superman

agenda letteraria Il 1 giugno 1938 - su "Action Comics" compare per la prima volta Superman, creato da Jerry Siegel e Joe Shuster

L'eroe fornito di poteri superiori a
quelli dell'uomo comune è una
costante della immaginazione popolare,
da Ercole a Sigfrido, da Orlando a
Pantagruel sino a Peter Pan.
(Umberto Eco, Il mito di Superman, Apocalittici e integrati)

 
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