giovedì 28 maggio 2009

Paul Cézanne


Procedo molto lentamente, perché la natura è per me estremamente complessa, e i progressi da fare sono infiniti. Non basta vedere bene il proprio modello, bisogna anche sentirlo con esattezza, e poi esprimersi con forza e chiarezza.
Ho voluto legare le linee fuggenti della natura.
Voglio dipingere la verginità del mondo!
La luce è una cosa che non può essere riprodotta ma deve essere rappresentata attraverso un'altra cosa, attraverso il colore. Sono stato contento di me, quando ho scoperto questo.
Ho una sensazione lieve, ma non riesco ad esprimerla. Sono come uno incapace di usare la moneta d'oro in suo possesso.
L'artista deve temere lo spirito da letterato che porta così spesso il pittore ad allontanarsi dalla sua vera strada: lo studio concreto della natura.
Il disegno ed il colore non sono affatto distinti. Man mano che si dipinge, si disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso.

martedì 19 maggio 2009

Pierre Auguste Renoir


"Per me, un dipinto deve essere una cosa amabile, allegra e bella, sì, bella. Ci sono già abbastanza cose noiose nella vita senza che ci si metta a fabbricarne altre. So bene che è difficile far ammettere che un dipinto possa appartenere alla grandissima pittura pur rimanendo allegro. La gente che ride non viene mai presa sul serio.
Com'é difficile capire nel fare un quadro qual è il momento esatto in cui l'imitazione della natura deve fermarsi. Un quadro non è un processo verbale. Quando si tratta di un paesaggio, io amo quei quadri che mi fanno venir voglia di entrarci dentro per andarci a spasso.
Resto al sole non tanto per eseguire dei ritratti in piena luce, ma per scaldarmi e per osservare. Così, a forza di vedere l'esterno, ho finito con l'accorgermi solo delle grandi armonie senza più preoccuparmi dei piccoli dettagli che spengono il sole anziché infiammarlo.
Quando, immersi nel silenzio, sentiamo tutt'a un tratto squillare il campanello, abbiamo l'impressione che il rumore sia molto più stridente di quanto lo sia effettivamente. Ebbene! Io cerco di far vibrare un certo colore in modo così intenso come se il rumore del campanello risuonasse in mezzo al silenzio." P. A. Renoir - Springtime (in Chatou) 1875

lunedì 18 maggio 2009

Decrescita: Lavoro

Eccoci al sesto punto del decalogo sulla decrescita: il lavoro. I primi cinque li trovate qui.

6. Lavoro. Fate in modo che il vostro lavoro sia lecito. Ovvero, che abbia il minimo impatto possibile sulla Natura e che non implichi il maltrattamento o il disprezzo di altri esseri viventi, incluso l’essere umano. Fate in modo che il vostro lavoro sia il più verde possibile. Fate in modo che vi lasci tempo libero a sufficienza per progredire spiritualmente, emozionalmente… e per dedicarvi alla famiglia e alle attività che ritenete opportune, siano esse artistiche o sociali… Fuggite dai lavori che fomentano l’usura e la speculazione, il commercio disonesto, lo spreco e il consumo compulsivo, l’inganno al consumatore, la globalizzazione… I lavori artigianali, locali, a dimensione umana, sono lavori che fomentano l’eco-nomia. Se hanno a che vedere con l’agricoltura biologica, le energie rinnovabili, la rilocalizzazione dell’economia, la salute naturale, l’unione della comunità… meglio. Fate in modo che il vostro lavoro non metta mai in pericolo l’esistenza delle generazioni future.

--- Lavoro, dal latino Labor, significa fatica, pena, sforzo, ed è forse riconducibile al verbo labare, ‘vacillare sotto un peso’.

--- Alzi la mano chi non ha mai sofferto della sindrome del lunedì mattina. Quel malessere non ben definito che avvelena il weekend e che non fa che crescere con l’avvicinarsi del momento del ritorno al lavoro. Pochi ne sono immuni, mentre sono molti quelli che proprio non riescono a trovare soddisfazione né felicità nel loro lavoro, nelle relazioni coi capi e coi colleghi, che si sentono poco motivati e per nulla stimolati.

Non è un problema da poco, se consideriamo che, a conti fatti, al netto delle ore di sonno e di quelle dedicate ad altre attività indispensabili come lavarsi, nutrirsi, portare fuori il cane, al lavoro dedichiamo la maggior parte della nostra giornata e della nostra vita. In sostanza otto ore al giorno contro le due scarse che restano per famiglia, amici, amore e tempo libero. Ovvio che se abbiamo un ghigno stampato sul volto dal mattino alla sera, sarà difficile trasformarlo in un sorriso per chi ci aspetta a casa.

--- Come si sa, al momento, il bilanciamento fra lavoro e benessere non funziona per svariati motivi, alcuni tra questi, il conflitto storico tra lavoratore e datore di lavoro, far parte di un vero team affiatato, ma forse la cosa più importante è che non c’è abbastanza tempo per far tutto e l’evoluzione di questa situazione va sempre peggiorando.

Si vivono due vite, una a lavoro ed una lontano dal lavoro. Questo è l’errore più grande; questa impostazione mentale che, spesso abbiamo, di separare il lavoro di quello che ci rimane dalla nostra vità è un errore fatale del benessere sia lavorativo che della ns. vita stessa. Che si voglia o meno, il lavoro è parte della ns. vita, di cui non possiamo dimenticarci per una parte della giornata o nei week-end ed è importante considerarlo in quanto tale, quello che dobbiamo prefiggerci è che dobbiamo cercare di trovare armonia tra noi ed il nostro lavoro.

La crisi economica, porta forti venti di cambiamento. Globalmente la politica, il business, la gente in generale si rende conto che la crescita economica dipende da un’etica che deve lasciarsi dietro i gli egoismi e le avarizie che spesso hanno allignato all’interno dei business; la più importante fra questa è la crescita economica stessa ed i suoi elementi di valutazione:

· è più ricco un italiano che possiede cinque uova da 1 euro ciascuno o un imalaiano che ha cinque uova non comprate perché le hanno fatte le sue galline?

· È più ricco uno che lavora ottanta ore la settimana e guadagna tanti soldi o uno che vive in una fattoria e vive di quello che produce ed è felice così?

Forse così impostate le domande, possono essere tendeziose, allora facciamoci solo due domande cercando di darci una risposta:

· Qual è il mio lavoro ideale?

· Il mio lavoro ideale soddisfa la mia vità?

Se la risposta alla seconda domanda è si, persegui quell’obiettivo nel tuo lavoro di tutti i giorni.