venerdì 20 marzo 2009

Pablo Picasso


"Ho imparato a dipingere come Raffaello; adesso devo imparare a disegnare come un bambino".

martedì 10 marzo 2009

Decrescita: energia

Il terzo punto del decalogo sulla decrescita è l'energia, i primi due: Alimentazione e Società li trovate qui.

"Risparmiate tutta l’energia possibile. Riciclate energia. Cercate di fare un uso efficiente dell’energia. Traete il miglior profitto dall’energia che utilizzate. Consumate, nella misura delle vostre possibilità, energia che provenga da fonti rinnovabili. Investite, nella misura delle vostre possibilità, in fonti energetiche rinnovabili. Diffondete, nella misura delle vostre possibilità, le fonti energetiche rinnovabili al lavoro, a casa e nei centri di studi…"

Due domande ad *Alberto Zoratti

Quale modello energetico senza nucleare, a livello internazionale, risulta credibile per efficacia ed efficienza e quindi esemplare per il caso italiano?


La risposta non può essere univoca, ma più complessa di quanto si pensi. È necessario un mix di fonti energetiche come l’idroelettrico (soprattutto di piccole e medie dimensioni), il solare, il vento, il gas naturale, sommato, però, a tutte le esistenti strategie di risparmio energetico. Che dire delle case-clima, già diffuse nel nord Europa ed in parte in provincia di Trento e di Bolzano dove il consumo totale si attesta sui 7 KWh/m² all’anno? Stiamo parlando di meno di un litro di olio combustibile per metro quadrato annuo (o meno di un metro cubo di gas), contro i 300 KWh/m² all’anno che si possono trovare come punta massima nei nostri edifici, con una media che – nel 90% dei casi – tocca i 200 KWh/m² all’anno (attorno ai 20 litri di olio combustibile per metro quadrato annuo). E questo è soltanto un esempio.

Quali sono le reali alternative energetiche a cui far riferimento in Italia? Responsabilità e consapevolezza non richiederebbero innanzitutto produrre vicino ai luoghi di consumo, risparmiare e innovare con tecnologie appropriate?

Responsabilità e consapevolezza dovrebbero innanzitutto richiamare il cittadino alle sue responsabilità personali, al proprio stile di vita, che dovrebbe essere all’insegna dell’attenzione ai propri consumi. Il risparmio energetico è sicuramente il primo passo. Ma a questo vanno affiancate politiche pubbliche che parlino di agevolazioni sull’edilizia, a cominciare dalle coibentazioni (meglio se in materiali naturali) per arrivare ai consumi. E poi, certamente, le fonti di approvvigionamento, che dovrebbero contemplare produzioni con microimpianti. Insomma, passare da una gestione centralizzata della produzione ad una gestione reticolare, dove ognuno non sia solo utente ed utilizzatore, ma anche produttore e distributore. Una rivoluzione, ovviamente. Ma visto il cambiamento in atto, forse ne vale la pena.

*Biologo e giornalista freelance. Collaboratore di Altreconomia, La Nuova Ecologia e Carta, è autore di diverse pubblicazioni come Wto. Dalla dittatura del mercato alla democrazia globale (EMI, 2005). Ha collaborato alla realizzazione di Atlante di un'altra economia (Manifestolibri, 2004) e Prodotti dal Sud del mondo e mercati avanzati. Potenzialità e contaminazioni tra commercio equo e solidale e commercio internazionale (Franco Angeli Edizioni, 2007). È tra i fondatori dell’organizzazione dell’economia solidale Fair (www.faircoop.it).

sabato 7 marzo 2009

Stanley Kubrick (7 marzo 1999 - 2009)



Dieci anni fa moriva Stanley Kubrick, il Regista.

Lo voglio ricordare con una sua risposta ad una intervista rilasciata a "El Pais Artes" nel 1987, dal titolo "Il mistero è più forte nell'arte che nella vita" di Vicente Molina Foix


Tuttavia, i romanzi da cui lei ha tratto i suoi film (Lolita di Nabokov, Barry Lyndon di Thackeray, The Shining di King, e così via) sono molto diversi tra di loro. Che cosa la attrae in un romanzo perché decida di trarne un film?


Anzitutto, una certa indefinibile risposta personale alla storia. Suona un po' semplicistico, ma ha a che vedere con il fatto che a uno semplicemente la storia piace. Poi sorge la domanda: la storia conserva il suo fascino? E se continui a pensarci per un paio di settimane, seguita ad affascinarti? Se la storia supera queste prove, si può farne un film? Con la maggior parte del romanzi, se sono dei buoni romanzi, non è possibile. E' qualcosa insito in ogni buon romanzo: sia che si tratti della portata della storia o del fatto che i migliori romanzi tendono a preoccuparsi molto della vita interiore dei loro personaggi piuttosto che delle azioni esterne. Ne risulta che c'è sempre il rischio di semplificare troppo quando si cerca di cristallizzare gli elementi delle tematiche o dei personaggi. E allora, va bene, alcuni romanzi probabilmente non potranno mai essere la base per buoni film. Ma diciamo che lei abbia deciso che sia possibile trarre un film da un dato romanzo; le domande successive saranno: ha delle qualità cinematografiche? Sarà interessante da guardare? Contiene delle belle parti per gli attori? Ci sarà qualcun altro interessato al romanzo quando avrai finito di girarlo? Queste sono le domande che ho in testa. Ma soprattutto, direi che serve una specie di eccitazione personale rispetto al romanzo; il fatto che semplicemente ti innamori della storia.

giovedì 5 marzo 2009

Giornata della Lentezza

Lunedi 9 marzo 2009 è la terza giornata mondiale della lentezza.

Nella giornata di maggiore fretta, il lunedì, il mondo elogia la lentezza attraverso diverse iniziative culturali e non solo. La 'Giornata Mondiale della Lentezza' è nata da un’idea di Bruno Contigiani (che ha fondato l’Associazione 'L’arte del Vivere con lentezza') che nel libro omonimo afferma: “Si possono compiere piccole azioni che possono portare a grandi cambiamenti... perchè rallentare vuol dire cercare il giusto ritmo, il proprio tempo, diverso da persona a persona, trovare un equilibrio intelligente tra il nostro correre quando dobbiamo ed il nostro fermarci quando possiamo, in una parola dobbiamo rallentare per vivere meglio". Molte sono le città italiane e straniere coinvolte nell’avvenimento con iniziative spontanee e legate alla creatività; l’importante è capire che vale la pena, di fermarsi un attimo per riflettere e per imparare, piano piano, a farlo tutti i giorni.

"Il mondo e la nostra vita girano troppo in fretta. Una fretta che ci allontana sempre più dai tempi biologici della Terra e da un ritmo di vita più naturale. [...]
Rallentare vuol dire riflettere su come usare meglio il nostro tempo, significa apprezzare le piccole cose di ogni giorno, accorgersi che la maggiore ricchezza di cui abbiamo bisogno sono le relazioni umane.”

La giornata della lentezza non cambierà di molto il mio stile di vita, anche perché, proprio il lunedì è per me un giorno molto frenetico. Farò in modo di soffermarmi ogni tanto a pensare con più calma a quello che faccio e sono sicuro che mi farà solo bene.

I 14 ComandaLenti

per trovare la velocità giusta nella vita

1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.
2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.
3) Se entrate in un bar per un caffè:ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell'uscita (questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in
ascensore)
4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara...
5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer...se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città
7) Non riempire l'agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.
8) Non correte per forza a fare la spesa, senz'altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.
9) Anche se potrebbe costare un po' di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.
10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.
11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.
13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.
14) Smettiamo di continuare a ripetere:"non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

... e i 7 ComandaLenti in cucina

1) Il cibo è la tua prima medicina: insegna Ippocrate... crediamoci!
2) La poesia del cibo inizia quando facciamo la spesa: scegliamo prodotti di stagione e di qualità. Se vogliamo risparmiare diminuiamo la quantità: che è anche un'ottima scelta per controllare colesterolo e peso.
3) E' scientificamente provato che l'acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore?
4) Utilizziamo tutti i nostri sensi per godere dei singoli ingredienti: la vista, il tatto, l'olfatto, il gusto ... anche l'udito (i rumori della cucina fanno tanto casa e calore!).
5) Gustiamo ogni forchettata e ogni piccolo sorso di quel vino che, anche se da incompetenti, avremo scelto con amore e cura.
6) Evitiamo il "due in uno"! Se mangiamo non telefoniamo, se telefoniamo non mangiamo.
7) Non precipitiamoci ... il cinema, la lavastoviglie, l'ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano

Informazioni trovate in rete e su: www.vivereconlentezza.it

mercoledì 4 marzo 2009

Edgar Morin


L’unica conoscenza che valga è quella che si alimenta di incertezze e il solo pensiero che vive è quello che si mantiene alla temperatura della propria distruzione.

domenica 1 marzo 2009

Alexey Titarenko

Alexey Titarenko ha cominciato la sua attività di fotografo all’inizio degli anni ’70 e nel ’78 con la sua prima mostra è diventato membro dell’importante istituto Zerkalo di Leningrado.
La sua non simpatia con la propaganda sovietica ufficiale gli ha dato l’opportunità di dichiararsi pubblicamente durante la Perestroika nel 1989 con la sua “I Segni della Nomenclatura”.
Titarenko ha ricevuto numerosi premi da diverse istituzioni in Svizzera, Lussemburgo, Germania e Russia e ha partecipato a molti festival, biennali e progetti internazionali, per un totale di 30 mostre personali, sia Europa che negli Stati Uniti.
Interessanti da vedere oltre ai "B&W di S. Pietroburgo, le due città "L'Avana" e "Venezia".