venerdì 27 aprile 2018

La Parenzana: la pista ciclabile che unisce Italia, Slovenia e Croazia

130 chilometri: dal Golfo di Trieste a Parenzo, piccolo porto della Croazia dal mare cristallino. È la Parenzana, un itinerario ciclopedonale fra i più affascinanti d’Europa. La ciclabile “dei tre Stati”, simbolo della penisola d’Istria, attraversa Italia, Slovena e Croazia.

In italia sono rimasti pochi cimeli dell’antica Ferrovia Parenzana, inaugurata nel 1902 dal governo austro-ungarico e chiusa nel 1935. In Slovenia e in Croazia, invece, gallerie, ponti e stazioni sono ben conservati. Proprio sul sedime della vecchia ferrovia si trova il magnifico percorso ciclabile nella terra istriana multicolore, tra il bianco del calcare e la rossa terra argillosa della costa.

Dall’antica ferrovia uno splendido percorso ciclopedonale
Caldeggiata dalle popolazioni istriane desiderose di uscire da un isolamento secolare, la Ferrovia Parenzana, una volta completata, attraversava l’Istria nord-occidentale. Era articolata in due tratti principali: da Trieste a Buie, e da lì a Parenzo. Una linea a scartamento ridotto molto, molto lenta. Sui 25 km/h: l’intera tratta si faceva in quasi 7 ore.

La linea sopravvisse alla guerra, ma nel 1935 fu soppressa perché antieconomica. Nel 1939 era già smantellata, i materiali venduti all’asta. Se vuoi conoscere la storia della vecchia ferrovia, vedi il video.



mercoledì 25 aprile 2018

L'Archivio Luce è on line: la memoria d'Italia è a portata di clic

Settantamila filmati in alta definizione, documentari e testimonianze storiche, nuovi video, 400mila fotografie, tesori d’archivio e attualità, un secolo di immaginario italiano in un clic. C'è tutta l'Italia con la sua storia, il cinema e la cultura, le arti, la politica e la cronaca, il costume e lo sport. I cinegiornali e la Settimana Incom, le prime elezioni politiche del 1948, l'alluvione a Firenze, il rapimento Moro, gli Oscar a Sophia Loren e a Federico Fellini.


Link all' Archivio Luce

lunedì 23 aprile 2018

I vincitori dei Sony World Photography Awards 2018

Gli italiani dominano nella cerimonia di premiazione dei Sony World Photography Awards 2018, aggiudicandosi il primo posto in ben tre categorie diverse.


L’Italia è stata ben rappresentata ai Sony World Photography Awards 2018, con la World Photography Organisation che ha proclamato tre vincitori in altrettante categorie: Architettura (Gianmaria Gava “Buildings”), Paesaggio (Luca Locatelli “White Gold”) e Natura e Animali Selvatici (Roselena Ramistella “Deep Land”). Altri tre connazionali, Antonio Gibotta, Matteo Armellini ed Eduardo Castaldo, sono saliti sul podio nelle categorie Scoperta (secondo posto), Sport (terzo posto) e Fotografia Creativa (terzo posto).

Link al sito Worldphoto

venerdì 20 aprile 2018

30 splendide fotografie vintage di New York tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo

Le prime forme di trasporto di massa nella City erano le auto a cavallo, che erano carrelli trainati da cavalli. Poi vennero le ferrovie di strada, che a Manhattan erano elevate. Questi sarebbero stati i principali mezzi di trasporto di massa prima che la metropolitana iniziasse a funzionare intorno al volgere del XX secolo. I taxi trainati da cavalli erano onnipresenti fino a quando non furono sostituiti da quelli a motore.

La maggior parte delle persone alla fine del 1800 non viaggiava in città / metro come facciamo oggi. Vivevano più vicino a dove lavoravano e per lo più camminavano verso il loro lavoro o verso il loro fare le loro commissioni / mantenere gli appuntamenti. Qui di seguito una raccolta di 30 fantastiche fotografie vintage che catturano scene di strada di New York tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo.


Link per vedere le 30 fotografie

lunedì 16 aprile 2018

I vincitori del World Press Photo 2018

Le foto del più importante premio di fotogiornalismo al mondo


È stato annunciato il vincitore del World Press Photo of the Year, il più importante premio del più importante concorso di fotogiornalismo al mondo, organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955: è il fotografo venezuelano Ronaldo Schemidt, che lavora per l’agenzia Agence France-Presse. La fotografia con cui ha ottenuto il premio mostra un ragazzo di 28 anni che indossa una maglietta che sta bruciando; è stata scattata durante una manifestazione di protesta contro il presidente venezuelano Nicolas Maduro, avvenuta a Caracas nel maggio 2017. La foto ha anche vinto il primo posto nella categoria Spot News, immagini singole.

Link alle 46 immagini

venerdì 13 aprile 2018

15 foto finaliste del concorso dello Smithsonian

Scelte tra le oltre 48mila che sono state inviate da tutto il mondo al mensile del celebre istituto di Washington


Lo Smithsonian Magazine ha annunciato le foto finaliste del prestigioso concorso fotografico che organizza ogni anno dal 2004. Le 60 fotografie scelte sono state selezionate tra 48mila foto proposte, arrivate da 155 paesi, e sono divise in sette categorie: Natural World (Natura), People (Persone), The American Experience (Esperienza americana), Altered Images (Immagini ritoccate), Mobile (Immagini scattate da dispositivi mobili) e Travel (Viaggi). Fino al 26 marzo sarà possibile votare sul sito il Readers’ Choice winner, cioè l’immagine più bella secondo i lettori: il giorno dopo verranno annunciati i vincitori in ogni categoria.

Dal 1970 lo Smithsonian Magazine è il mensile ufficiale dello Smithsonian Institution, un istituto di istruzione e ricerca amministrato e finanziato dal governo degli Stati Uniti con sede a Washington DC, che gestisce 19 musei negli Stati Uniti e nel mondo.

Link per le 15 fotografie

mercoledì 11 aprile 2018

Un video in time–lapse per scoprire la natura del Canada

Per realizzare il documentario Alive | Canada 4K, il regista e fotografo tedesco – di Stuttgart – Flo Nick ha viaggiato per 5.500 chilometri in sei settimane.

I territori del Canada esplorati e immortalati dal regista sono stati la British Columbia e l’Alberta. Alive è composto da 54.000 singoli scatti fotografici; è dunque un video in time–lapse che esplora le foreste, i laghi cristallini, le coste e le montagne canadesi.

Scopo del documentario, afferma Nick nel testo di presentazione del film, è quello di sensibilizzare gli spettatori alla bellezza e delicatezza del pianeta Terra.


venerdì 6 aprile 2018

Pittsburgh fotografata da Elliott Erwitt


Le sue foto scattate nel 1950 sono state dimenticate per decenni, ritrovate e ora raccolte in un libro che ne mostra molte inedite

Quando aveva solo 22 anni, nel settembre 1950, Elliott Erwitt arrivò a Pittsburgh, Pennsylvania, per partecipare a un progetto sulla città guidato dal fotografo Roy Stryker, già famoso per essere stato il responsabile del lavoro fotografico della Farm Security Administration – l’agenzia federale statunitense fondata nel 1937 dal presidente Franklin Delano Roosevelt per contrastare la povertà nelle zone rurali degli Stati Uniti -, da cui arrivarono alcune delle immagini più iconiche della storia della fotografia, con foto di Dorothea Lange e Walker Evans, tra gli altri. Le foto di Erwitt a Pittsburgh sono state da poco raccolte in un libro, dopo essere rimaste sconosciute per decenni.
Erwitt Pittsburgh
Quando nel 1950 chiesero a Stryker di documentare i cambiamenti che Pittsburgh stava affrontando, diventando da un grande e inquinato polo industriale a una metropoli moderna e più pulita, Stryker chiamò tra gli altri Erwitt, che aveva conosciuto quell’anno a New York grazie al fotografo Edward Steichen e a cui aveva già affidato in precedenza un lavoro su una raffineria di petrolio in New Jersey.
Insieme a Erwitt, Stryker assunse un gruppo di fotografi tra cui James P. Blair, Esther Bubley, Russell Lee, Arnold Eagle, Richard Saunders e Harold Corsini, che formarono la cosiddetta Pittsburgh Photographic Library (PPL, che diede il nome al progetto). Erwitt ha parlato di quel progetto come “probabilmente la cosa più importante che mi sia capitata per l’inizio della mia carriera”, nonostante il suo incarico durò ben poco: dopo 4 mesi di lavoro fu arruolato nell’esercitò e dovette prestare servizio in Germania. Erwitt portò con sé alcuni negativi – inclusa una delle sue foto più famose, quella di un bambino che si punta una pistola giocattolo alla tempia – ma centinaia rimasero a Pittsburgh e furono recuperati solo nel 2011, quando Vaughn Wallace (allora studente all’università della città e adesso photo editor del National Geographic), interessato al progetto di Stryker, trovò nell’archivio fotografico della Carnegie Library pellicole ancora da sviluppare e provini a contatto attribuiti al fotografo.
Wallace ha spiegato che dopo diversi anni anche Stryker lasciò Pittsburgh e il progetto finì senza una vera conclusione: le foto finirono alla Carnegie Library di Pittsburgh “dove rimasero relativamente indisturbate (sebbene sempre disponibili al pubblico) fin dai primi anni Sessanta”.
Erwitt Pittsburgh
Negli ultimi quattro anni Wallace e Erwitt hanno lavorato insieme per selezionare le immagini, tra le più di 400 trovate nella biblioteca, e le hanno raccolte nel libro Pittsburgh 1950, pubblicato ad agosto 2017 dalla casa editrice Gost Books e che si può comprare a 55 euro.
Quando Erwitt iniziò a fotografare Pittsburgh, la città era ancora fortemente associata all’industria dell’acciaio ed era in continuo cambiamento: le sue foto ne mostrano soprattutto gli abitanti, tra la sporcizia e la rovina della parte vecchia e gli edifici nuovi della sua rinascita. Stryker, che era solito dare indicazioni precise ai fotografi sulla narrativa da seguire e le foto da fare, concesse invece a Erwitt (e solo a lui) carta bianca. Fortunatamente risparmiò anche le foto di quel progetto dal suo brutale metodo di selezione: era infatti famoso per scartare le foto che non gli piacevano bucandone il negativo con una perforatrice, rendendole così inutilizzabili.
Anche se alcune delle immagini di Pittsburgh sono già state pubblicate ed esposte nel corso degli anni, molte sono inedite ed è la prima volta che vengono presentate in un’unica collezione e contestualizzate come un importante momento della carriera di uno dei fotografi più famosi del Novecento.

Fonte dell'articolo originale con le dieci foto sul Post

mercoledì 4 aprile 2018

Le migliori città del mondo per spostarsi in bici #6/6


17. Amburgo, Germania

In alcuni quartieri di questa città sembra di essere ad Amterdam o Copenaghen, per il numero di bici che si vedono in giro. Ha il miglior servizio di bike sharing della Germania. (Axel Heimken/picture-alliance/dpa/AP Images)


18. Helsinki, Finlandia

C'è un servizio di bike sharing dal 2016 ed è un successo. È molto efficiente anche il servizio che d'inverno sgombra dalla neve le piste ciclabili. (PAAL AARSEATHER/AFP/Getty Images)


19. Oslo, Norvegia

Dal 2019 le automobili non potranno più circolare nel centro della città e per questo gli spostamenti in bicicletta saranno incoraggiati. (Klaus Nowottnick/picture-alliance/dpa/AP Images)


20. Montreal, Canada

I politici locali si stanno impegnando per riammodernare le infrastrutture per ciclisti già presenti – le migliori del Nord America. (DANIEL SLIM/AFP/Getty Images)

lunedì 2 aprile 2018

Cinque libri per chi vuole iniziare ad approfondire la filosofia


Lo studio della filosofia è ostico: il linguaggio utilizzato nei trattati filosofici è molto complesso, e spesso le tematiche affrontate sono astratte e di non immediata comprensione. Molte persone che non hanno avuto modo di costruire una buona base durante gli studi superiori hanno poi difficoltà a riprendere in mano questi argomenti, perché la storia della filosofia segue dei filoni precisi.

E per chi non ha mai avuto modo di studiare la materia è ancora più difficile orientarsi: quali sono le basi da cui iniziare? Esistono dei filosofi in grado di farti entrare nel meccanismo, e farti appassionare, per poi proseguire con l’approfondimento dei più difficili? I cinque libri che ti proponiamo sono proprio adatti ai principianti.

IL MONDO DI SOFIA – JOSTEIN GAARDER
Questo non è un saggio filosofico, ma un romanzo. Pubblicato nel 1991, Il mondo di Sofia stupì tutti per la sua capacità di coniugare la narrazione alla storia della filosofia. La protagonista del libro è una bambina di 14 anni che comincia a ricevere lettere anonime in cui sono contenuti racconti sulla storia dei più importanti filosofi e sulle questioni esistenziali che hanno affrontato: dai presocratici a Platone e Aristotele, fino alla filosofia barocca e all’esistenzialismo del Novecento.
Un modo intrigante per cominciare a farsi un quadro generale della filosofia, perché alterna le nozioni al racconto della piccola Sofia, che deve scoprire chi le manda queste strane lettere.

LETTERA A MICENEO – EPICURO
Nel III secolo a.C. il filosofo greco Epicuro compose questo breve scritto filosofico, passato alla storia come Lettera sulla felicità. Il testo è scritto in modo molto colloquiale, e affronta il centro della filosofia epicurea: la felicità e il piacere. Cosa ci rende davvero felici? E come si fa a raggiungere la felicità? Attraverso questa domanda, il filosofo affronta alcuni dei temi più importanti della filosofia: l’idea che abbiamo di Dio, dei nostri desideri e della nostra vita.

PENSIERI – BLAISE PASCAL
Questa è probabilmente l’opera più accessibile di Blaise Pascal, filosofo molto amato, perché comprensibile nonostante la profondità dei temi affrontati. Pubblicato nel 1669, questo libro è fondamentalmente una raccolta di riflessioni—a volte brevi, a volte più strutturate—sui temi che da sempre assillano i filosofi di tutti i tempi.
È un ottimo libro per iniziare lo studio della filosofia, perché rappresenta il giusto compromesso fra complessità filosofica e divulgazione generale. Visto anche lo stile molto piacevole della scrittura di Pascal.

TRATTATO SULLA TOLLERANZA – VOLTAIRE
La filosofia, però, non affronta soltanto temi “alti” ed esistenziali: c’è anche tutta una parte della storia filosofica che affronta il pensiero politico, e la vita sociale degli uomini. E il filone più semplice per avvicinarsi a questa parte della materia è sicuramente quello illuminista: i trattati politici degli illuministi sono solitamente molto immediati, e soprattutto spingono a riflettere.
In questo breve trattato, Voltaire ad esempio affronta il tema della tolleranza religiosa: che tipo di attitudine dobbiamo avere verso la fede degli altri? Che ruolo deve rivestire la religione all’interno della società? Tutte domande che, ancora oggi, rimangono attuali.

IL PRIMO LIBRO DI FILOSOFIA – NIGEL WARBURTON
Questo libro, invece, è proprio pensato per avvicinare i principianti alla filosofia. Lo studioso inglese Nigel Warburton ha infatti scritto questo libro con il proposito di condensare tutti gli argomenti più dibattuti dai filosofi di tutti i tempi: è una buona lettura per iniziare, visto che le varie tematiche non sono sviscerate in base al tipo di filosofo, ma raccontate in modo univoco, assemblando tutte le principali scuole di pensiero.

Link e fonte dell'articolo su Helloworld