venerdì 14 ottobre 2016

La storia nelle foto di Reuters #44


I cadaveri di alcune persone - tra cui bambini - uccisi in un bombardamento chimico in un quartiere orientale di Damasco, la capitale siriana, il 21 agosto del 2013. Nell'attacco, dicono gli attivisti siriani, rimasero uccise almeno 213 persone tra cui molte donne e bambini. Diverse indagini successive compiute sia da organizzazioni non governative che dalle Nazioni Unite hanno attribuito la responsabilità dell'attacco al regime siriano di Bashar al Assad. Prima dell'attacco, il presidente statunitense Barack Obama aveva definito un eventuale uso di armi chimiche da parte del regime siriano una "linea rossa" superata la quale gli americani sarebbero intervenuti nella guerra contro Assad. Gli americani però non intervennero: si avviò invece un lungo processo di smantellamento dell'arsenale chimico di Assad, sotto la supervisione dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, che per il suo lavoro vinse anche il premio Nobel per la Pace nell'ottobre 2013. (REUTERS/Bassam Khabieh/Files)

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