venerdì 17 ottobre 2014

Aaron Siskind


Noi vediamo, come si dice, secondo l’educazione che abbiamo ricevuto. Nel mondo vediamo solo ciò che abbiamo imparato a credere che il mondo contenga. Siamo stati condizionati ad "aspettarci" di vedere. E, in effetti, tale consenso sulla funzione degli oggetti ha una validità sociale. Come fotografi però, dobbiamo imparare a vedere senza preconcetti.

2 commenti:

  1. Solo come fotografi? E' una antica indicazione. C'è un discorso di Buddha, che mi impressionò la prima volta che lo lessi per la sua concisa chiarezza - su ripetute richieste di un uomo di nome Bayia che voleva sapere il segreto del risveglio, infine Buddha gli dice, circa: devi fare in modo che in ciò che vedi ci sia solo ciò che vedi, in ciò che senti ci sia solo ciò che senti, in ciò che tocchi ci sia solo ciò che tocchi, e così via: insomma fermati al che cosa, senza andare nel perché, nel donde, nel verso cosa - una parola! difficile, assai difficile: la nostra mente è abituata a non fermarsi mai sul che cosa, corre subito alla causa, agli effetti possibili, al cosa fare - ai significati delle cose, via dalle cose.

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  2. Sono d'accordo Romeo e non solo perché sono buddista. :)

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