lunedì 9 giugno 2014

Micha Bar-Am mettere curiosità nella vita

Si racconta.
Quando ho cominciato questo mestiere, credevo di poter cambiare il mondo con le mie fotografie, ma ho capito molto presto che mi sbagliavo. Non è fare questo mestiere che disillude, sono le persone che in poco tempo ti tolgono ogni illusione. Ma bisogna comunque crederci. Nonostante tutto, sono sempre rimasto ottimista.

Agli albori della fotografia ci si faceva fotografare con gli abiti della domenica; quando la fotografia è diventata "mobile", e quindi più aggressiva, ha cominciato a catturare i soggetti da un altro punto di vista, non sempre favorevole.
in quel momento, si verifica una sorta di perversione. Si instaura una propaganda della violenza: "Hai fatto delle belle foto di cadaveri?". Il clima di oggi va dal moralismo al voyeurismo. Tuttavia la verità la si cerca.
Ma la verità dell'uomo s'interpreta, non si può fotografare facilmente.

Ho visto delle cose atroci e in quei momenti mi sono detto "attenzione, vecchio mio, oltre a vedere le cose bisogna anche guardarci dentro, con queste immagini si può anche gettare polvere negli occhi".
Si combatte dunque quando si fotografa, in situazioni dure, e si lotta di nuovo al ritorno, per difendere la propria libertà d'espressione e il proprio punto di vista.

A un giovane fotografo direi di essere curioso; la vita è magnifica e orribile insieme, le persone sono capaci delle cose peggiori, ma anche delle più belle azioni.
Per me l'estetica è inscindibile dall'utopia, dal desiderio di un mondo migliore, che certamente la gente distruggerà. Ma anche se, quando ero bambino, qualcuno ha distrutto i miei castelli di sabbia, io non ho mai smesso di costruirne. Trent'anni fa non era più facile per un giovane fotografo, bisogna insistere molto e non scoraggiarsi. E ancora mettere curiosità nella vita; vivere è più importante che sviluppare un proprio stile in fotografia.

Link:  Magnum Photos  -  Flo Peters Gallery  -  Google Immagini

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