lunedì 24 marzo 2014

Marc Riboud, guardo, fotografo e mi diverto

Si racconta.
Io guardo, fotografo e mi diverto. Questo piacere dell'occhio è per me il maggiore di tutti. Vedere non è facile; esige un allenamento e addirittura un certo coraggio che non sempre si possiede. Ma ci sono dei momenti di grazia in cui l'occhio, al meglio della sua forma, ha il vero potere di 'vedere'.

Io fotografo come il musicista canticchia.
Contemplare un paesaggio è come ascoltare musica o leggere poesia: cose che aiutano a vivere. Le strade del mondo e la campagna della regione francese della Touraine che io amo sono i miei luoghi preferiti. E qui, un buon centesimo di secondo mi trasmette una grande gioia.

Non smetto mai di cercare cose capaci di sorprendermi, la nota giusta o emozionante. Mi piacerebbe tornare in India per vedere i pavoni di Jaipur, ma mi piace ugualmente fotografare l'erba che cresce nel mio giardino in Touraine.
Sorprese visive, felicità fugaci dell'istante.
La bellezza, l'elemento comico o ignoto sono dappertutto, bisogna saperli cogliere prima che scappino via, prede di una sentinella più vigile di noi. La magia di un sorriso, come il colpo di vento che increspa un velo, non dura che il tempo di un sospiro e non tornerà mai più. 'L'occhio ed il cuore desiderano la nebbia', diceva Claude Roy, e quando questa avvolge un paesaggio tutto diventa elegante e sottile come un bel vestito.

Amo l'indipendenza e l'aria aperta e, più ancora dei viaggi, amo la libertà. Chi non ha mai provato quel momento di grazia, di euforia, quando la voglia di guardare, scoprire, inquadrare, esercita una passione talmente forte da farci barcollare, come fuori da noi stessi?

Link:   Il Sito   -   Magnum Photos   -   Google Immagini

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