giovedì 12 dicembre 2013

Paolo Pellegrin, l'otturatore da voce al pensiero

Ho il desiderio di realizzare fotografie per esprimere cose che sento debbano essere dette. Il mio primo principale interesse è stato di occuparmi delle persone e delle storie. Oggi, sento di avere un atteggiamento leggermente diverso - più concentrato - sul mio rapporto con le persone e con le storie.
Io non ho bisogno di rincorrere le news. Quel che mi interessa è una fotografia che diventi parte di un approfondimento per me stesso e, possibilmente, per chi poi quelle foto le guarda. Il "tornare" di cui parlo ha proprio questo senso.
Mi muovo molto in posti diversi e mi piace, ma sento di riuscire veramente a raggiungere la massima potenzialità della mia fotografia quando mi concentro su un particolare argomento per molto tempo.
E' l'impegno a lungo termine su un soggetto specifico che produce il lavoro che per me ha maggior senso, anche se mi piace la sfida di cercare di fare qualcosa di buono in poco tempo.
Ogni volta che apri l'otturatore, dai voce a un tuo pensiero sul mondo, prendi posizione e lo sguardo diventa la somma dei tuoi pensieri. Fotografare non è solo testimoniare una serie di fatti, ma anche filtrarli attraverso la tua esperienza.
Sono sempre più interessato a una fotografia "non finita" - una fotografia che possa essere allusiva e scatenare conversazioni e dialoghi. Ci sono fotografie chiuse, finite, in cui non esiste nessuna nuova strada da percorrere. Sono quel che sono. Possono anche essere immagini incredibilmente complesse, ma a me non interessano. Invece, mi interessa di più il potenziale fotografico in grado di creare un ponte verso chi guarda e un dialogo. Credo che la fotografia possa riuscirci.

Link: Magnum Photos - Google Immagini - Video Immagini

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