martedì 22 ottobre 2013

Richard Kalvar: immergersi nell'acqua della vita

Richard Kalvar si racconta.

Il ruolo del fotografo consiste nell'invadere la vita degli altri, nel servirsi degli altri. Un fotografo è un voyeur e il voyerismo esercitato senza il consenso del partner è un po' come una violenza. Per fare bene il proprio mestiere, un fotografo deve dimenticare questo; la violenza deve perdere di importanza.
Se siete timidi al momento di agire, non potete scattare le vostre fotografie. E' come l'amore. Bisogna essere molto appassionati per superare questo primo blocco. Tutto qui.

Quando vedo delle persone felici, mi rifiuto di fotografarle. Perché la felicità è qualcosa di bello e io non voglio entrare in tale bellezza per distruggerla. In quei casi, mi sento anch'io felice, in modo molto semplice, naturale. a volte ho il complesso di occuparmi solo di cose tristi.

E' vero che esiste qualcosa di sessuale nell'atto del fotografare. Io faccio tutto senza limiti, mi immergo nell'acqua della vita. E' sufficiente fare il primo gesto; quando funziona, si sa come seguire le cose. Ma l'inizio non è semplice. Quando fotografo per mio esclusivo piacere, uso un obbiettivo 35 mm. Perché non ha bisogno di nessuna inquadratura complicata da fare. Bisogna essere molto vicini al soggetto per comporre le proprie fotografie.
Bisogna essere un cacciatore e un attore. E' difficile ma quando ci riuscite, vi riscalda il cuore.

Link:    Magnum Photos    -    Google Immagini

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