mercoledì 2 ottobre 2013

Patrick Zachmann, il silenzio della fotografia

Patrick Zachmann si racconta.
Le immagini da cercare sono una condizione fondamentale per la mia stessa ricerca fotografica.
Se sentissi di aver trovato tutte le tessere di un puzzle, non ci sarebbe più mistero, nessuna immagine perduta; perderei la direzione della mia creatività. Ed è vero che questo tema delle immagini perse ha molto a che vedere con gli ebrei dell'Europa centrale.

Nel mio rapporto con la scrittura, e anche nel mio uso di diversi formanti fotografici, esiste un riconoscimento e un'accettazione dei limiti della fotografia. Alcuni fotografi si accontentano del potere della fotografia.
Ma a me non basta. Io voglio dire delle cose attraverso le immagini, ma anche portare dentro quel che in genere resta al di fuori dei contorni di un'immagine, introdurre quel che non ho potuto fotografre o non ho saputo come fotografare. La fotografia non può dire tutto.
Io voglio parlare intorno alla fotografia ma, paradossalmente, quel che mi piace è il silenzio della fotografia.

Credo che la forza della fotografia risieda spesso nella sfera del non detto - quel che non puoi dire con le parole o mostrare con i segni.

Quando fotografi qualcuno, gli prendi sempre qualcosa. E quando questo lavoro lo hai fatto su te stesso, ti guadagni il diritto di puntare il tuo obiettivo sugli altri. Credo allora di avere il permesso di osservare gli altri perché con molta difficoltà sono riuscito a esaminare me stesso.

Vita - Patrick Zachmann è nato nel 1955 a Choisy-le-Roi, in Francia.
Fotografo freelance dal 1976, nel 1990 diventa membro di MP. Nel 1982 il suo reportage sulla camorra a Napoli è raccolto nel libro Madonna!.

Link:   Magnum Photos   -   Google Immagini

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