mercoledì 10 luglio 2013

Nikos Economopoulos, semplicemente fotografie

Nikos Economopoulos racconta

Fotografo perché questo è il mio modo di vivere. Per esempio, mi è possibile partecipare a una festa, il venerdì o il sabato sera, in maniera normale. Ma se vi partecipo con la macchina fotografica, allora non ho bisogno né di bere né di ballare.

Fotografo grazie alle mie sensazioni; anche i luoghi più poveri, o più lontani, mi fanno sentire bene. Si tratta di posti dove sento che esiste qualcosa di profondamente autentico nell'atmosfera. L'autenticità mi rende felice e mi dà il modo di realizzare buone foto. Se sento che la gente reagisce e fa cose in modo non autentico, non mi sento bene. E allora me ne vado.

Forse chi osserva le mie foto sente la mia stessa eccitazione, il modo speciale in cui sento e vivo in un determinato luogo. Non necessariamente la fotografia deve descrivere la felicità; non è importante. Anche quando descrive la povertà o la sofferenza di un determinato posto, magari lì sono stato felice. Non certo perché la gente soffriva, ma perché mi sentivo in sintonia con la situazione che vivevo e questa sensazione era reale. E' questo tipo di comunicazione a rendermi felice.

Credo che se usassi di più il mo cervello, farei fotografie diverse. Mi esalto facilmente per quel che accade e nello stesso modo mi sento facilmente deluso. In questo sono molto mediterraneo.

Una sere di foto diverse possono formare una storia, non necessariamente con un inizio, un centro e una fine, ma come parti differenti di uno stesso grande puzzle. Io non comincio, in genere, un progetto con un'idea precisa di quel che farò. Non comincio, in un particolare luogo, con l'intenzione di realizzare un grande progetto o magari un libro. Comincio facendo semplicemente fotografie.

Vita: nasce nel Pelopponneso (Grecia) nel 1953 - studia legge in italia e lavora come giornalista per una serie di quotidiani e riviste greci per molti anni - le sue prime fotografie sono del 1979.

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