mercoledì 8 maggio 2013

Thomas Hoepker: Il fotogiornalismo è un film

Thomas Hoepker si racconta.

Essere li: questa è la maledizione e la forza del mezzo di comunicazione fotografica. Un cronista può scrivere i suoi pezzi stando dietro le linee, a distanza di sicurezza, raccogliendo informazioni di seconda mano o addirittura consultando un archivio. Un fotografo, invece, non ha scelta: non può far foto da dietro una scrivania; deve essere proprio lì dove le cose succedono. E tutto questo richiede un carattere speciale.

I buoni fotografi raramente sono dei corporativi. A volte sono dei rompiscatole, e spesso degli emotivi. Molti hanno precise idee politiche, hanno un debole per gli oppressi, sono progressisti, e questo perché ogni giorno il loro lavoro li porta dall'altra parte della barricata, tra la miseria, la sofferenza, i soprusi o semplicemente, tra la gente comune. La fotografia è un lavoro pesante, perché piova o splenda il sole, faccia caldo o freddo, devi portarti appresso chili di attrezzatura, e a volte devi star lì, fermo, agli angoli delle strade: insomma, un'attività certamente non aristocratica.

Il fotogiornalismo consiste semplicemente nell'essere curiosi, uscire e vedere quel che succede. Dopo aver fotografato per un pò, magari approfondisci con le letture il soggetto su cui stai lavorando e allora ti rendi conto di quante cose hai perso. Ma all'inizio, è molto utile essere ingenui, naif e, semplicemente, andare.
Io amo molto quella sensazione del primo giorno, quando ti trovi in un Paese dove non sei mai stato prima, esci dal tuo albergo e cominci a guidare tra le montagne. E' un momento di scoperta ed è molto esaltante. Sei curioso e non hai idea di quel che può accadere.

Il fotogiornalismo è come realizzare un film. Ragioni in termini di velocità e movimento da un piano a un campo lungo su un paesaggio per poi staccare di nuovo su un piano ravvicinato. Se lavori a colori, ragioni su come utilizzare il colore e così, sa hai già un paio di scatti di paesaggi molto verdi, cercherai qualcosa di rosso. Puoi giocare con visioni, sensazioni ed emozioni diverse. Non è che funzioni sempre. A volte torno a casa e il risultato finale è l'opposto di quel che pensavo di ottenere.

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