sabato 25 maggio 2013

Rubén Darío

il sabato poesia

Notturno


Voi che avete auscultato il cuore della notte,
voi che nell'ostinata insonnia avete udito
un chiudersi di porte, rumore di vetture
lontane, un'eco vaga, un leggero fruscio...

In quegli istanti di silenzio misterioso
quando sorgon dal loro carcere gli obliati,
nell'ora dei defunti, nell'ora del riposo,
leggerete i miei versi d'amarezza impregnati.

Come in un vetro io verso in essi i miei dolori,
i remoti ricordi, le disgrazie funeste,
le meste nostalgie dell'anima inebriata,
la pena del mio cuore, triste in mezzo alle feste.

Dolore di non essere quello che avrei potuto,
perdita del reame per il quale ero nato,
pensiero che un istante decise la mia vita,
sogno ch'è l'esistenza da quando sono stato!

Tutto mi giunge in mezzo al silenzio profondo
in cui la notte avvolge la terrena illusione
e sento come un'eco del gran cuore del mondo
che penetra e commuove il mio cuore in ascolto.


3 commenti:

  1. Nel leggere il penultimo verso mi pare di scorgere tutta l'ultima generazione di vite spezzate
    dalla crisi che si trascinano in una vita che non si aspettavano. Spero che possano trovare
    la grandezza del cuore di cui parla Rubén.
    Ti ringrazio per avermi dato l'occasione di incontrare questo poeta che non conoscevo.
    saluti, francesco zaffuto

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  2. scusa se uso questo commento in modo improprio,
    è solo una comunicazione che puoi anche evitare di pubblicare,
    ho inserito il link del tuo blog
    tra i consigliati di Arpa eolica
    http://arpaeolica.blogspot.it/
    un blog a più voci nato da poco
    saluti

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  3. Grazie Francesco, ricambio il link.
    Ciao :)

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