sabato 2 marzo 2013

Philippe Jaccottet

il sabato poesia

Parole al limite dell'udito


Avrei voluto parlare senza immagini, semplicemente
socchiudere la porta…
Ho troppo timore per questo,
troppa incertezza, talora pietà:
non si può vivere a lungo come gli uccelli
nell’evidenza del cielo
e ricaduto a terra,
in loro non vedi più che, appunto, immagini
o dei sogni.

Parlare dunque è difficile
- se è cercare… cercare che cosa?
Una fedeltà a quei soli momenti,
alle sole cose
che scendono in fondo
a noi stessi,
che ci sfuggono,
se è l’intrecciare
un rifugio impreciso
per una preda vaga,
inafferrabile…

Se vuol dire portare una maschera
più vera del proprio viso,
per poter celebrare una festa
a lungo perduta
con gli altri, che sono morti,
distanti o addormentati
ancora, e che sollevano appena
dal loro riposo questo rumore,
questi primi passi incerti, timidi fuochi
- le nostre parole:
lieve fruscio del tamburo
per poco che il dito lo sfiori
sconosciuto…

2 commenti:

  1. Ampiamente - credo - da me condiviso. Ma tu, che sei un mezzo mago informatico, i bottoncini di share non li metti qui? :)))

    RispondiElimina
  2. Ci avevo pensato Adriano, poi per una questione di "stile" ho preferito di no, ma ora che me l'hai suggerito ci dò un'occhiata, grazie.

    RispondiElimina