venerdì 8 febbraio 2013

Guy Le Querrec, l'essere jazz


Guy Le Querrec si racconta. Vengo da una famiglia numerosa e ho avuto tra le mani fin da piccolo l'album fotografico di famiglia, con dentro le foto di tutti i miei parenti, una sorta di piccolo museo familiare. Molte foto erano però in disordine e a dieci anni ho cominciato a cercare di fare ordine. Ho cominciato a fare una specie di giornalismo all'interno della famiglia: chi sono questi, dove erano, perché? Forse sono diventato fotografo solo per allargare il mio album di famiglia, perché lo trovavo troppo piccolo.

Nessuno può sapere ciò che hai deciso di fissare nei momenti che hai vissuto. E' una cosa che va fatta in prima persona, è una delle ragioni d'essere della fotografia. Con la fotografia esprimo il rispetto e l'ammirazione che provo per le cose di questo mondo e la coerenza verso la direzione che ho scelto di dare alla mia vita.

Quando parlo della fotografia, mi piace evocare l'idea di un filo. Un pò come un occhio che osserva i legami invisibili che si stabiliscono tra personaggi. Rivelare le reazioni tra le persone che si sfiorano, le persone che si osservano da lontano, che si evitano. Questo filo indefinibile, quasi sospeso, mi appassiona.

Essere jazz significa prima di tutto una maniera di vivere, di camminare sul filo del caso per affermare una stella filante; un modo di andare incontro a un immaginario che contiene sempre l'improvvisazione, la curiosità, che obbliga ad ascoltare gli altri, a guardarli, a essere disponibile per raccontare, al meglio possibile, la loro poesia. Su schermo gigante, a dimensione umana, per provocare la partecipazione attiva dello spettatore.

la vita

1941 - nasce a Parigi in una famiglia operaia bretone. Adolescente scopre due passioni: il jazz e il cinema
1955 - riceve in regalo la sua prima macchina fotografica, una ultraflex, e comincia a scattare foto di musicisti jazz a Londra
1962 - con lo stipendio acquista la prima Leica
1967 - dopo il servizio militare, decide di diventare fotografo professionista
1972 - è tra i fondatori dell'agenzia-cooperativa Viva
1976 - entra a far parte di Magnum Photos


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