sabato 19 gennaio 2013

Jorge Debravo

il sabato poesia

Resurrezione


In questa notte assetata ho chiesto
chi sei e chi sei.
Perché la tua carne è triste come un legno opaco
e perché hai la bocca piena di spilli.

E lentamente, stanotte ti ho separata
come un albero d'amore, dalle altre donne,
e facendo del mio sangue acqua, ho battezzato
i tuoi dolori e i tuoi piaceri.

E ho detto alla morte che non può uccidermi!
E ho detto alla vita che non mi può sconfiggere!
E ho detto alla terra che se riesce a seppellirmi,
dove mi seppellirà verrai a prendermi!
E ho detto al nulla che se riesce a spegnermi,
tu, con i tuoi grandi baci, tornerai ad accendermi!



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