sabato 29 settembre 2012

Francisco Ruiz Udiel

il sabato poesia

Lascia la porta aperta


Lascia la porta aperta.
Che le tue parole entrino
come un arco tessuto dai cipressi,
un po’ più leggeri
dell’ineludibile vita.
Lontano è il porto
dove le barche di ebano
riposano con tristezza.
Poco m’importa arrivare a loro,
perché lungo è l’abbraccio con la notte
e breve la speranza con la terra.
Dovunque io vada
il mare mi scaglia da tutte le parti,
un’altra alba dove l’immaginazione
ormai non può trasformare il fango
in vasellame per immagazzinare ricordi.
Mi stanco, di svegliarmi,
la luce mi ferisce quando vedere non voglio,
il viaggio a Itaca nulla mi offre.
Se ci fosse almeno un po’ di vino
per ubriacare i giorni che ci restano
ubriacare i giorni che ci restano
che ci restano.


Francisco Ruiz Udiel

1 commento:

  1. "Lascia la porta aperta
    che le tue parole entrino"

    "dovunque io vada
    il mare mi scaglia da tutte le parti"

    abbiamo bisogno di rivolgerci a qualcuno perché quello che diciamo acquisti un senso? forse può bastare rivolgersi a se stessi.Ancora non lo so.
    Ciao Silva, buon fine settimana. :)

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