sabato 4 agosto 2012

Billy Collins

il sabato poesia

Introduzione alla poesia


Chiedo loro di prendere una poesia
e di tenerla in alto controluce
come una diapositiva a colori

o di premere un orecchio sul suo alveare.

Dico loro di gettare un topo in una poesia
e osservarlo mentre cerca di uscire,

o di entrare nella stanza della poesia
e cercare a tentoni l’interruttore sul muro.

Voglio che facciano sci d’acqua
sulla superficie di una poesia e salutino
con la mano il nome dell’autore sulla spiaggia.

Ma la sola cosa che loro vogliono fare
è legarla con una corda a una sedia
e torturarla finché non confessi.

La picchiano con un tubo di gomma
per scoprire che cosa davvero vuol dire.


2 commenti:

  1. Che bella! Anche in una poesia dove non si capisce niente ci può essere una parola, anche una sola, che accende un piccolo lampo di luce, che richiama alla coscienza una sensazione, un'associazione, un'immagine che altrimenti sarebbe rimasta nascosta al buio.
    Ciao Supernovalissimo. Buona domenica :)

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  2. La poesia come prigionia. Questi versi sono potenti, simbolici, e tuttavia drammatici. Ciò che è prigionia può apparire come qualcosa di estraneo da evitare. L'uomo è un essere che non si sforza più di trovare la via della comprensione. Ciò che è immediato - ed è quello che è definito nell'automatismo filosofico di quest'età contemporanea (uomo-tecnologica) - per l'uomo diviene l'essenzialità, persino dell'avvenire.

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