domenica 19 agosto 2012

Alex Webb: testimone della storia


Alex Webb si racconta.
Io penso a me stesso come a un testimone della storia, in un senso molto vasto del termine: fotografando soprattutto lo scorrere della vita di gente comune.

Non cerco necessariamente i grandi eventi del mondo ma, come fotografo, arrivo a cogliere la storia da un punto di vista molto specifico e personale.

Mi vedo come qualcuno che parte, esplora e poi, alla fine, scopre. L'unico modo che conosco per affrontare un posto nuovo è camminare. Perchè un fotografo di strada deve camminare e guardare e aspettare e parlare, e poi guardare ancora, cercando di mantenere la fiducia che l'incognito, l'inaspettato o il cuore segreto di ciò che già conosce, lo aspetti dietro l'angolo.

Non sono andato ad Haiti perchè volessi fotografare i poveri o mostrare quanto Haiti fosse povera, come credo facciano molti fotogiornalisti. Sono andato a Haiti per esplorare e conoscere una società complicata e interessante, povera e disperatamente tragica, ma allo stesso tempo piena e vibrante di vita. In questo senso, ho voluto esplorare la totalità di questo mondo.

Scorrendo una buona parte del fotogiornalismo tradizionale bisogna ammettere che spesso ci si ritrova di fronte a una serie abbondante di foto realizzate come se il fotografo pensasse "queste foto dicono qualcosa, queste foto definiscono qualcosa". Io non faccio così. Io non cerco di definire, cerco di esplorare, cerco di porre domande. 

Non sono andato ad Istambul con l'idea di fotografrae una città insieme asiatica ed europea. Sono semplicemente andato a Istambul; ho girovagato per la città e ho cominciato a percepire un certo numero di cose e sensazioni. 

Questo è il mio approccio abituale: lasciare che l'esperienza diretta della strada parli per prima e sopra ogni altra cosa. Comincio in questo modo un viaggio, un viaggio senza una meta specifica. Non so quando terminerà. E come procedo? Soprattutto camminando - fisicamente e in modo figurato (nel caso della Florida, si è trattato invece di una maniera solo figurata, perchè in realtà guidavo tutto il tempo). Ma si tratta di guardarsi intorno e di vagare: vagare, vagare e ancora vagare; e poi ritornare negli stessi posti, assorbire le esperinze e semplicemente viverle. 

La vita 

1952 - nasce a San Francisco. Studia storia, letteratura e fotografia. 
1972 - frequenta l'Apeiron Workshop e due anni dopo diventa fotografo professionista. 
1974 - si associa a Magnum Photos e comincia a pubblicare su importanti testate: Life, Geo, Stern e National Geographic. 
metà anni settanta - realizza lunghi e accurati reportage nel Sud degli Stati Uniti. Lavora nei Caraibi e in Messico e poi in America latina e Africa. 
Le sue immagini sono raccolte in vari libri e ha ricevuto vari riconoscimenti. 


Link:
Google ImmaginiMagnum Photos - National Geographic - Les Enfants Terribles

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