venerdì 31 agosto 2012

Alex Majoli: Camminare, attendere, ascoltare...

Alex Majoli si racconta.
Non ho certamente una chiara idea sulla fotografia e l'atto del fotografare. Comunque, al momento sono di questo mestiere e nelle riflessioni avute a questo proposito ho paragonato spesso il fotografo al samurai che compie rituali gesti e movimenti per sviluppare la propria tecnica e l'istinto. Camminare, attendere, ascoltare... Camminare come esercizio per gli occhi. Attendere anche se non si ha fiducia nel risultato, attendere perché l'attesa è parte della determinazione. La determinazione se applicata alla fotografia aumenta la conoscenza dei propri soggetti e anche di se stessi.
La determinazione, sempre secondo me, è l'esercizio ginnico - mentale per sviluppare l'istinto. L'istinto ci permette di anticipare l'avvenimento, di catturare qualsiasi fatto noi sentiamo l'esigenza di fotografare, sviluppare così la nostra attrazione per il mondo. Samurai dal giapponese: "Essere al servizio di qualcuno"; quel qualcuno che può anche essere se stessi (l'ego) oltre che l'informazione (la testimonianza) e le persone che raccontano (il ricordo).

Quando sono arrivato a Magnum, ho visto come ognuno portava avanti il proprio grande progetto personale e ho pensato di fare lo stesso anch'io. Così ho cominciato a guardare le foto che avevo realizzato finora per capire se rintracciavo un particolare stile o una direzione specifica - e per capire chi fossi veramente come fotografo. In questo modo, ho concepito il mio lavoro sulle città di porto nel mondo.

Mi domando perché faccia foto di attualità di guerra. Veramente, non riesco a trovare una risposta. Non trovo risposte a nessuna delle grandi domande come "Perché noi siamo qui?" Più leggo i libri, più mi sento confuso. Allora mettiamola in questi termini. Io sono Alex. Io sono un fotografo. Io faccio foto. A me piace fotografare. Posso raccontare questi grandi avvenimenti e voglio registrare cosa accade in questo tempo in cui sto vivendo.

La vita

1971 - nasce a Ravenna
1989 - è già fotoreporter professionista.
1990 - comincia una collaborazione con l'agenzia Grazia Neri.
1992-1993 - viaggia a lungo in Iugoslavia per documentare guerra.
1994 - lavora a un reportage sul manicomio di Leros, in Grecia.
1995 - lavora in Sudamerica per molti mesi e pone le basi per il progetto "Requiem in Samba".
1997 - pianifica "Hotel Marinum" un grande progetto, al quale lavora tuttora dedicato alla documentazione fotografica della vita delle città portuali di tutto il mondo.
2001 - diventa membro di Magnum photos

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