domenica 11 marzo 2012

4748 autoscatti per una vita difficile



Jeff Harris ha cominciato nel 1999 a farsi un autoscatto al giorno (o a chiedere ad altri di fargli una fotografia). Racconta che le foto all’inizio erano molto ripetitive, ma che poi lentamente è riuscito a rendere gli scatti sempre diversi e originali. Il fatto di dover affrontare ogni giorno l’autoscatto l’ha portato a fare cose che altrimenti non avrebbe fatto (i tuffi nell’acqua ghiacciata). Nel 2008 gli è stato diagnosticato un cancro al bacino e la fotografia quotidiana, spiega Harris, è diventata una sorta di terapia per affrontare il percorso di cura. Per asportargli il tumore i medici hanno dovuto recidere il nervo che controlla l’uso della gamba sinistra lasciandogliela paralizzata. Harris si muove ora in sedia a rotelle o con le stampelle, ma il suo progetto continua.
Avviso: ci sono alcune immagini forti, Harris si è fatto scattare fotografie anche durante gli interventi chirurgici.
via | Il Post

5 commenti:

  1. Una cosa iniziata quasi per gioco che si è trasformata in un percorso di coraggio. Notevole l'impatto emotivo di certe immagini, come hai fatto notare. Auguri a Jeff.

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  2. Una semplice cosa da fare una volta al giorno. Però si tratta di una traccia, di un atto comunicativo e all'ora il bisogno di dire qualcosa di non banale, di rendere il messaggio significativo porta a esplorare qualcosa di sé sconosiuto, non provato, sino all'urgenza di raccontare il proprio percorso di salvezza. Grazie Novalis per questo articolo. Nina

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  3. La voglia di ritrovare la forza di fare un tuffo (la voglia di vivere) emoziona e fa riflettere.

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  4. Sono forti veramente come immagini...come momenti di vita...

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  5. i canadesi sono molto avanti su ste cose, ma di brutto

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