sabato 7 gennaio 2012

Daniel Samoilovich

il sabato poesia

Passano volando...


Foglie gialle passano volando
bianche come i volti dei morti.

Passando spaventano gli uccelli.
E si portano anche via le mie cose.

Si portano via le mie valigie,
il mio cervello, il mio senso

d’orientamento.
Mi accorgo all’improvviso

che ho scordato di prendere l’aereo. L’ora
è passata, e così il giorno, l’anno,

è scaduto il biglietto,
le dolci colline mi si son fatte prigione.

Nessuno qui mi conosce, nessuno
conosco: portano vesti assurde

di velluto azzurro e vinaccia
e cappelli da clown,

non perché a loro piaccia ma piuttosto
per prendersi gioco degli stranieri.

E siccome le foglie gialle e bianche
come volti di morti

si sono prese le mie valigie, prima o poi
dovrò comprarmi e indossare anch’io

quel travestimento orrendo.


2 commenti:

  1. FOGLIE


    Quanti se ne sono andati...

    Quanti

    Che cosa resta.

    Nemmeno
    il soffio.

    Nemmeno
    il graffio di rancore o il morso
    della presenza.

    Tutti
    se ne sono andati senza
    lasciare traccia.

    Come
    non lascia traccia il vento
    sul marmo dove passa.

    Come
    non lascia orma l'ombra
    sul marciapiede.

    Tutti
    scomparsi in un polverio
    confuso d'occhi.

    Un brusio
    di voci afone, quasi
    di foglie controfiato
    dietro i vetri.

    Foglie
    che solo il cuore vede
    e cui la mente non crede.

    GIORGIO CAPRONI
    (Livorno, 7 gennaio 1912 - Roma, 22 gennaio 1990)

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