sabato 14 gennaio 2012

Angel González

il sabato poesia
Avvenire
               Ti chiamano avvenire
                 perché non vieni mai.
                 Ti chiamano: avvenire,
e aspettano che tu arrivi
come un animale mansueto
a mangiare dalle loro mani.
Ma tu rimani
al di là delle ore,
rintanato chissà dove.
...Domani!
E domani sarà un altro giorno tranquillo
Un giorno come oggi, giovedì o martedì,
o qualunque altra cosa ma non quello
che continuiamo ad aspettare, ancora, sempre.

Angel González (da Senza speranza con convinzione, 1961)

6 commenti:

  1. l'avvenire è lo spazio di un passo un po' più in là

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  2. e la polvere sull'orologio non se ne vuole andare. E non se ne andrà.

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  3. Questa non è una poesia, non ne possiede l'armonia e il suono.
    La definirei al massimo una prosa poetica.

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  4. La linea di demarcazione @oblivious dipende da quanto spessore ognuno di noi gli attribuisce. :)

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  5. Sono figlio del relativismo Novalis ma non lo amo. Oltre una certa misura ti impedisce di vivere e capire.

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  6. Sii sempre poeta, anche in prosa. (Baudelaire)

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