sabato 31 dicembre 2011

Juan Gelman

il sabato poesia Paese
L’universo? Certo. L’infinito? Anche.
La carne? Ovviamente. 
Carne celeste
o con un cielo sopra che se tocchi l’odio
si rannuvola e sbattono furie e piove
un’acqua triste.
Una vacca pascola nell’osso che dovrò ricordare.
E quelli che dimenticano? Come indiani si coprono le vergogne?
Paese
sparito sotto un berretto militare.
Sarai in ogni cosa che verrà?
Sono venuti vigliaccheria e disprezzo.
Si avvisa Paul Celan: tombe scavate nell’acqua.
Il giorno splende.
Mi rammenta che non sono un albero e non ho radici / d’uccello.
Vagamente vivo
e nessuno mi vede entrare.
Juan Gelman (Traduzione a cura di Gregorio Carbonero)


Nessun commento:

Posta un commento