giovedì 27 marzo 2014

Eli Reed - Io, in quanto nero americano

Si racconta.
Per me, fare fotografia di documentazione significa entrare in contatto con il mondo e le cose che si vedono, fotografandole. E' quello che registri mentre passeggi sul pianeta terra. Se gli alieni venissero a visitarci, sarebbe questo un modo per spiegare loro la nostra realtà.

Il mio lavoro, quello che senti più personale, come il saggio su Black in America o le foto on bianco e nero su Beirut che ho scattato a margine di quelle del mio assignement, sono le cose che hanno per me maggior valore. Qualcosa che è nato quasi da sè, senza una vera intenzione da parte mia. Non si tratta di storie lineari, con un inizio, un centro forte e una fine.
Sono una riflessione sul passato e sul futuro, ma tutte queste foto, a loro modo, racchiudono un cuore di significato forte. Rappresentano la riflessione più onesta di quel che ho visto e di quel che ho sentito.

In Africa io ho sentito la fertilità del suolo, il genuino nesso che lega gli esseri umani alla superficie della terra. Avevo bisogno di camminare sul suolo africano per cercare di comprendere il destino collettivo dei neri americani. E io, in quanto nero americano che vive negli Stati Uniti, sentivo la spinta dell'eternità e la ricerca di un posto che ancora non c'è. Un posto che dovrebbe diventare, ma che ancora non è, quello dove poter riposare. Un posto che racconti ai posteri della fatica di mio padre e di mia madre e di quanto io sappia di non potermi aspettare mai, nel corso della mia vita, conforto o sollievo.
Forse i figli dei nostri figli potranno godere di questo. Ma noi dobbiamo ancora lavorarci.

Link:   Magnum Photos   -   Google Immagini

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