venerdì 8 luglio 2011

Frammenti #45 (Ultimo)

Tutti sono d'accordo nell'affermare che il cielo è stato generato: per alcuni però esso è eterno, e per altri è corruttibile, proprio come qualsiasi oggetto che ci sta intorno. Altri infine, tra cui Eraclito di Efeso ed Empedocle di Agrigento, sostengono che esso, altenativamente, a volte rinasce e a volte si corrompe.
Aristotele, De caelo.

Malgrado la teoria del Big Bang, grosso modo accettato da tutti gli astrofisici, nessuno si sente di escludere che immediatamente prima del nostro universo non ce ne sia stato un altro e poi un altro ancora, e che in futuro tutto imploderà in un immenso Big Crunch, per poi riesplodere di nuovo, e così di seguito, nei secoli dei secoli. Oppure di escludere che l'universo si trovi all'interno di un altro universo. In altre parole, una matrioska di universi concentrici dove poter rinascere, o enorme come un grattacielo, o minuscolo come un moscerino. Il terrore, però, di ritrovarmi, nudo come un verme, in una futura preistoria non è da sottovalutare: a me di dover lottare con un brontosauro, avendo a disposizione solo una clava, non mi seduce affatto. O rinasco come sono oggi, sano, libero e benestante, con l'auto e l'aria condizionata, o preferisco passare la mano. L.D.C. (Fine)

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